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Archivio per la categoria ‘Biciclette’

Il Piano quadro della Ciclabilità del Comune di Roma

12 maggio 2010 2 commenti

Foto | Fred Schilder

Bisogna voltare pagina, ci si ripete.
Prima di voltare pagina, però, bisogna leggerla.
Predrag Matvejevič

In occasione della Giornata Nazionale della Bicicletta, promossa  dal Ministero dell’ambiente, alcune città sono state premiate…

Tuttavia, al di là delle “giornate” per loro natura effimere, il Comune di Roma ha lanciato un piano per realizzare 986 km di piste  ciclabili (vedi anche La epubblica).

I dettagli dell’iniziativa capitolina sono contenuti nel Piano quadro della Ciclabilità del Comune di Roma (Attenzione! pdf, 112 pagg.)

Si dice cosa si intende fare e quanto costa.

Ecco una sintesi con qualche commento, spero utile:

Piano quadro ciclabilità Comune Roma

P.S. C’è poco tempo perché nel frattempo, in Italia, siamo a 36 milioni di auto.

Vedi anche

homo fixam mobilitatis (Rota)

16 febbraio 2010 Nessun commento

si candida Paolo Bellino alle regionali. Non so se lo voterò. Di sicuro dovrebbero votarlo quelli che desiderano un giornalistaciclomeccanicosaldatore assai pelosobaffutoarcigno tra i completi di Cenci dei consiglieri regionali della Pisana. Questo è sicuro.
Senza usare carta, bisogna usare gli elettroni enel e la voce. Per la seconda, uscire da Monti e bazzicare come si può, meglio se in treno e bici, le capitali provinciali.
Gli amici della CM Roma con connessioni nelle provincie laziali sono invitati…
Personal lobbying
La mia parte del programma “il bellino che vorrei” sta ai tag….
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bllaaaa
Ok ok
Il fatto è che con Paolo ci siamo conosciuti sempre in mezzo alle stradacce di Roma a pedalare, o nelle soste vernacolari di fine pedalata. So che sei una persona brutalmente sincera. E quindi degnissima di fiducia. La concordanza di idee sulla mobilità a roma è totale anche con il radicalismo del grido schietto e sincero che il rumore dell’heavy metal capitolino comporta.

la violenza delle macchine contro la nostra carne.

in provincia, tuttavia, bisogna mettere l’accento sullo spazio. non sulla sua mancanza di noi di città.

Lì amano la macchina. Ma non capiscono i figli. Capiranno che noi di città, creatori dell’ideale dei figli, vogliamo andare da loro in treno + bici. Mangiare lì, bere li, arrivare e andarcene, come i loro figli, attraversando la terra. Non tagliandola. Tagliandoci noi.
A Roma.
Al centro.
A monti.
Serve spiegare come fare per non morire andando in giro.
Non ci metto nemmeno l’aria avvelenata.
Solo l’incolumità fisica da impatto esterno.
Le strade devono tornare ad essere quello per cui nacquero: dove cose e persone VIAggiano. Cose e persone si muovono per realtà nella realtà.

Non auto guidate da pensieri. Una astrazione di libertà, declinata in desiderio di acquisto di un’auto, da spingere dopo tanti semafori e tanti silenzi.

Spingere, spingere, fuori fuori fuori. Fuori da che?

Da se.
Ok ok. Pragma.
La chiave e quella di:
delimitare lo spazio delle auto,
creare itinerari alternativi al mezzo privato
in città
limitare la velocità a 40 km ora
disegnare le corsie delle auto
far andare gratis le bici sui mezzi pubblici
fare la delibera per le bici nei cortili
spingere per i tram
forzare la realizzazione della rete ciclabile romana
fare il GSA
in provincia
attrezzare Via Francigena, Sentiero dei Briganti, Via Clodia al nord
attrezzare ciclabile tevere, Roma Ostia, Appia.
bici sui treni gratis nel Lazio
Molto sai già, altro imparerai

Rotafixa, in bocca al lupo

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Critical mass Roma 30 maggio 2009

Il riso è il profumo della vita in un popolo civile. Aldo Palazzeschi

Il video Critical mass Roma 30 maggio 2009

Un articolo e l’intervista a Marc Augé: riscoprire spazio e tempo!

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I pericoli della bicicletta – Aggiornamento

13 maggio 2009 Nessun commento

vitorchiano

A proposito del pezzo scritto ieri su Ecowiki – I pericoli della bicicletta – in risposta ai dati forniti da V. Borgomeo su La Repubblica, trovo necessario aggiungere il riferimento alla ricerca del Touring Club Ciclistico inglese (pdf) che prova la relazione inversa tra incidenti e biciclette:

morti_vs_ciclabili_international

Infine, mi piace concludere con il commento di Andreasan su Romapedala:

Voglio solo raccontarvi una cosa:

sabato e domenica ho percorso il Sentiero dei Briganti, 140 km da Fabro a Montalto di Castro, 80% sterrato, riserve naturali, foreste, dirupi, guadi, laghi, carrarecce, strade bianche, fiori, erbacce alte, freddo la mattina, calore del sole sulla pelle, polvere, sudore, salite, discese, panini, acqua alle fonti lungo la strada, vino rosso a pranzo e cena, colazioni ipercaloriche, risate, catene smagliate, prese per il culo, cinghiali, volpi, istrici, ricci, cavalli, asini e serpi di mille colori. Tutto il resto sono chiacchiere da giornalisti…

Il sentiero dei Briganti Guida 2006.

Il sentiero dei briganti in MTB mappa Google.

Foto | Guglielmo Antonini

AGGIORNAMENTO

Ci sono 4 cose PER MIGLIORARE LA SICUREZZA:
- la prima è fissare il limite a 40 kmh in città,
- la seconda è disegnare sempre le corsie sulle strade,
- la terza è fare le ciclabili colorate senza interruzioni per garage, stradine e negozi (e così  garantire 1 metro di spazio vitale),
- la quarta sono i TRAM, dove mettere la gente e le bici sui lunghi percorsi.

La densità di piste ciclabili

26 marzo 2009 1 commento

Ho trovato una statistica interessante: i km di ciclabili per km quadrato.

Ecco il quadro italiano, togliendo i comuni dov’è inferiore a 10….e giusto includendo Roma (che sta appena sotto) dove la situazione fa, comunque, pena.

densitaciclabili
Via | Istat – Indicatori sui trasporti urbani, marzo 2009

ROMA CAPITALE DELLA BICI?

26 dicembre 2008 Nessun commento

passaggioCaffaAcquedotti

Unendo il Parco della Caffarella a quello degli Acquedotti d’incanto Roma diventa capitale della bicicletta

In pochissimi casi, con poche RISORSE si riesce ad ottenere un RISULTATO COSI’ IMMENSO

- per la pendolarità quotidiana ciclabile per CENTINAIA di Km in sicurezza e non solo nel quadrante ROMA SUD-EST;
- per il fascino e richiamo di Turismo internazionale consapevole (intere nazioni usano la bici anche come vacanze familiari);
- per la valorizzazione e tutela di aree Archeologico-Naturalistiche di ineguagliabile bellezza e fragilità;
- per la concreta diminuzione del traffico auto locale e soprattutto di attraversamento;
- per la concreta diminuzione di smog e PM10.

Idea!!

L’AREA DELLE TOMBE LATINE TOR FISCALE-ARCO di TRAVERTINO E’ PER 5 IMMENSI ETTARI PROPRIETA’ DELLA PROVINCIA DI ROMA!!!!;

IN ZINGARETTI WE TRUST

I dettagli su RomaPedala

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Il Grande Sentiero Anulare sul TG2

19 novembre 2008 3 commenti

Ci piace moltissimo l’idea del GSA: il GIRO DI ROMA IN BICICLETTA EVITANDO LE STRADE.

Segnaliamo quindi il VIDEO, che ce lo fa capire.

Da Roma Pedala.

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Il bioeconomista: il Medioevo della mobilità in Italia

18 novembre 2008 2 commenti

Muoversi è necessario, l’uomo è un animale sociale e la mobilità equivale a massimizzare informazione e risorse (vedi Città..). Nelle città, specie le grandi, il mezzo motorizzato privato è in calo e una parte importante dei cittadini usa il trasporto pubblico elettrico. Non da noi, dove l’auto e i motorini sono i mezzo di gran lunga più usato.

Perchè siamo messi così male?

Dal servizio Eurostat Urban Audit prendiamo dei dati semplici ed ufficiali sulle città (notare che, per molti casi, dal 1992 l’Italia non fornisce i dati).

Il particolato PM 10:

PM 10

–>In pratica, in Italia ce la battiamo con Bucarest, Ankara e Timisoara.

Da cosa dipende?

–> Da quanti vanno al lavoro in auto:

CasaLavoroinAuto

–> Da quanti con i mezzi pubblici:

CasaLavoroconMezziPubblici

e da quanti usano la bici:

CasaLavoroinBici

Ne consegue che gli incidenti sono tanti:

Incidenti

..e gli spazi verdi per sport e tempo libero pochissimi:

SpaziVerdi

…oltre al fatto che la velocità media è bassissima e quindi ci alieniamo parecchio tempo ogni giorno chiusi nelle scatolette (dati Isfort, pag 43)

Velocitamedia

RIPETO, la soluzione è il tram (pdf 8 pag)

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Optibike, la bici che risolve più di una crisi

11 novembre 2008 Nessun commento

optibike

Ne avevamo parlato tempo fa, ecco da Boulder, Colorado, un video “godurioso” per i ciclisti urbani con la splendida, aggressivisssima Optibike. Qui un altro video dove si vede la potenza in campagna (con caduta inclusa).

Si lo so, costa almeno 5000 US…

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Siamo un Paese di ciclisti della domenica

10 novembre 2008 3 commenti

ciclistidelladomenica

Dal report ISFORT Fermata Audimob n.6 (pdf pag.5) l’articolo di Lorenzo Salvia dal Corriere.

A scendere nel buio dei nostri garage e contarle una ad una verrebbe da pensare ad un’Italia che ogni mattina si alza e spinge sui pedali: tra mountain bike e vecchie Graziella nascoste lì nell’ombra di biciclette ce ne sono 29 milioni. Possibile che siano poco meno delle automobili, che di milioni sono 35? Se invece di scendere in garage scendiamo per strada, un mattino qualsiasi, una città qualsiasi, quell’immagine di un Paese curvo a sbuffare sul manubrio si perde tra i fumi dei tubi di scappamento. Solo auto, di ciclisti neanche l’ombra. Un mistero? No, semplicemente siamo un Paese di ciclisti della domenica. La pedalata è uno svago del dì di festa ma quasi mai un trucco per coprire il tragitto casa-lavoro risparmiando qualche euro e facendo un po’ di esercizio.
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Il decoro urbano insensato: biciclette rimosse a Largo Argentina

16 ottobre 2008 4 commenti

cosibello

Testimonianza #1

Roma, 15 OTTOBRE 2008 ORE 17.30 LARGO ARGENTINA. Due furgoni del Decoro Urbano dell’AMA carichi di bici, l’operatore ecologico che trincia le catene; scendo dal mio velocipede e mi informo. Tutte le biciclette legate lungo la balaustra che si trova sulla destra di largo Arenula direzione lungotevere, sono state rimosse.

Pare che l’intervento si sia reso inevitabile dopo le lamentele degli abitanti e l’insopportabile degrado offerto dalle 2 ruote. Nessun pubblico ufficiale a presenziare, nessun avviso di rimozione lasciato nei giorni precedenti, nessun avviso lasciato per indicare dove poter ritirare le biciclette. Cittadini e passanti fanno commenti negativi esaltando le virtù della bicicletta. La domanda si ripresenta, ma in che c…o di città vivo?

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5 Ragioni per NON fare le piste ciclabili su marciapiedi

6 ottobre 2008 4 commenti

Ragione no. 1 Manteniamo le nostre priorità ben stabilite

In una visione di mobilità sostenibile e di una città giusta ed equa, le priorità infrastrutturali dovrebbero essere:

1. pedoni e persone con handicap
2. ciclisti
3. chi usa il trasporto pubblico
4. automobilisti

Ragione no. 2 la maggior parte dei nostri marciapiedi non sono abbastanza ampi nemmeno per i pedoni

Come stabilito nei regolamenti internazionali, in genere il marciapiede deve avere almeno 1.5 metri di larghezza libera da ostacoli (la “pedestrian zone” nella figura) perchè due persone si possano incrociare senza interferenza; nelle strade principali a maggiore densità la larghezza deve essere almeno 2.5 metri e di 3 nelle zone commerciali (senza contare lo spazio dei palazzi e degli alberi).

ITDP_cycleSidewalks

Ragione no. 3 non deve esserci conflitto tra ciclisti e pedoni

Una pista ciclabile ha bisogno di almeno 1.5 metri, quindi, se non si hanno a disposizione oltre 4 metri ed una bassa densità di pedoni, come lungo i fiumi o in alcuni parchi, progettando una pista ciclabile sul marciapiede, si creerà un conflitto tra pedoni e ciclisti.

Ragione no. 4 la bicicletta è un programma serio di mobilità urbana, non deve essere visto come un giocattolo. Deve essere visto come un mezzo di trasporto e come tale essere integrato e protetto nel flusso dei mezzi di trasporto

In genere i ciclisti preferiscono andare sulle pista ciclabile dato che :

a) riescono a raggiungere maggiore velocità
b) hanno meno ostacoli (pedoni, palazzi, vegetazione, ecc)
c) possono raggrupparsi e uscire con maggiore facilità agli incroci

Ragione no. 5 Verso una sostenibilità, convivenza e visibilità

Visto tutto quanto detto sopra è meglio togliere spazio all’automobilista a favore di un mezzo non inquinante, sicuro e che incoraggia l’attività fisica quale la bicicletta. Inoltre gli automobilisti devono imparare a convivere e rispettare i ciclisti, soprattutto quando sono meno visibili per l’automobilista (si pensi soprattutto alla svolta a destra agli incroci)

Via | ITDP

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Rapporto Annuale Agenzia per i Servizi Pubblici Locali di Roma

19 settembre 2008 Nessun commento

E’ stata presentata ieri in campidoglio la relazione annuale dell’Agenzia per i Servizi Pubblici del Comune di Roma (grazie Romapedala).

Un documento ben fatto ed articolato:

Cap.1: Il quadro normativo, regolatorio e di governance dei servizi pubblici locali
Cap.2: Il trasporto pubblico di linea
Cap.3: Taxi, mobilità individuale e politiche di regolazione
Cap.4: Igiene e decoro urbano
Cap.5: Distribuzione di energia elettrica e gas
Cap.6: Il servizio di illuminazione pubblica
Cap.7: Servizio idrico integrato
Cap.8: I servizi culturali
Cap.9: Qualità della vita e servizi pubblici locali nella città di Roma
Cap.10: Pari opportunità di genere nelle aziende del Gruppo Comune di Roma
Cap.11: L’accessibilità dei servizi
Cap.12: Analisi del servizio affissioni e pubblicità
Cap.13: La Fondazione Bioparco
Cap.14: Le farmacie comunali
Cap.15: I servizi cimiteriali nel Comune di Roma

…con una sezione dedicata alle politiche per la mobilità privata e la ciclabilità (pag 102-111 del cap 3), da cui si evince un generale fallimento, sintetizzabile nella tabella sotto:

rapporto servizi

Da punto di vista di chi pedala notiamo la gravissima mancanza di una rete ciclabile capillare – di cui questo sito parla ossessivamente – unita all’assenza di:

  1. una sacrosanta delibera che obblighi i condomini a mettere le rastrelliere nei cortili (sicurezza di quando non le si usa le bici);
  2. una rete utile di piste che uniscano stazioni, università, licei, ospedali, uffici pubblici (sicurezza di quando le si usa)
  3. la possibilità di mettere le bici sui treni, tram ed autobus (sicurezza di quando le si usa sulle pericolosissime strade romane ad alto scorrimento).

Ne consiglio la lettura.

Aggiornamento

Dal 1990 al 2006, nel Comune di Roma si è registrato un aumento del 17,3% delle emissioni di gas inquinanti che provocano l’effetto serra. E la prospettiva per il 2012, data entro la quale i Paesi comunitari dovranno rispettare i parametri imposti dal protocollo di Kyoto, è di un incremento dell’1,2%“. Lo ha dichiarato Luigi Paganetto, presidente dell’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), durante il convegno conclusivo del progetto “Roma per Kyoto”. Secondo Paganetto, è quindi indispensabile che Roma cambi rotta. In che modo? Puntando sull’efficienza energetica, la riduzione del traffico privato e l’impiego di fonti rinnovabili.

da Eco dalle Città.

La maglietta delle regole

15 settembre 2008 Nessun commento

Al fine placare ed educare l’enorme numero di automobilisti imbarbariti dal traffico urbano romano si propone una semplice idea da indossare.

Una maglietta che comunichi ai suddetti automobilisti tre fondamentali regole della circolazione. Di seguito un esemplare virtuale…si attende trepidamente la realizzazione.

idea_maglietta

Grazie a Fabio del Ciclopicnic per l’idea.

Ricordiamo il Mobility Dai il prossimo 20 settembre ore 17 al Colosseo.

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Una ciclista a Roma

8 settembre 2008 2 commenti

Una lettera alla Lista CM-Roma crea un collegamento tra Mobilità alternativa, Costo dell’auto, Violenza e Vivibilità delle città. Eccola:

Quando racconto ai miei conoscenti che uso la bici per andare al lavoro (5km da casa ), a fare la spesa, ecc, prima mi dicono: “Oh che brava” e subito dopo: “Ma non hai paura? non è pericoloso? ecc ecc..”

Mi domando come mai non lo dicono anche a quelli che vanno in motorino, moto e scooteroni vari e che muoiono come le moscheanche perché vanno al quintuplo della velocità di una bici. Forse perché tutte le forme di spostamento che implicano l’uso di combustibili fossili e l’assenza di sudorazione sono socialmente accettate. Così ci dice la TIVVU’. Basta un po di manfrina sul caro-petrolio nei telegiornali e tutti si sentono più rassicurati.

E infatti in questo settembre romano noto nel mio quartiere molta più gente in bici e ciò mi rallegra: finalmente non faranno la figura del romeno o del cingalese andando in bicicletta…è la remora più realistica dei motorizzati è sentirsi degli sfigati ad andare in bici piuttosto che in Cherokee (o anche in Matiz).

Dicembre scorso ero a Monaco di Baviera e dopo il tg della sera un bel servizio di 10 minuti in cui personaggi localmente famosi promuovevano l’uso della bicicletta, basta niente per cambiare la testa delle persone, o per lo meno portarle a ragionare. Qui in italietta le cose vanno nel verso giusto… spranghiamo e stupriamo i turisti che arrivano in bici e poi pure il cazziatone (“Quel posto è pericoloso…se la sono cercata”).

Commento

Il messaggio sintetizza micro e macro prospettiva della mobilità in questo paese. Secondo me coglie le paure e la psicologia dei singoli e l’influenza dei media sull’immaginario collettivo e le scelte della massa. Il risultato è che andare in bici:

1) E’ DA SFIGATI PER CHI NON CI VA.
2) E’ PERICOLOSO PER CHI CI VA.
3) NON E’ INTERESSANTE PER CHI LEGIFERA

L’ultimo punto motiva un sacco di cose:

- l’assenza di un piano nazionale e regionale per la mobilità su ferro (rete di treni e tram),
- l’intermodalità quasi nulla mezzi pubblici-bici (bici sul treno per Ostia solo la domenica e senza i ganci, perché?),
- le ciclabili ridicole e piene di schifo,
- la vittoria dei parcheggi sui percorsi ciclopedonali (che servono a carrozzine e carrozzelle di mamme ed anziani, oltre che ai ciclisti) ecc. ecc.
- la non approvazione di una delibera (come a Torino) che OBBLIGA i condomini a mettere rastrelliere per bici nei cortili: una gravissima mancanza dell’Assessorato all’Ambiente in decenni di giunta di sinistra (anche per questo hanno perso..)

Siamo come la rana messa nella pentola sul fuoco a freddo, l’acqua si scalda piano piano e la rana finisce bollita per la GRADUALITA’ del pericolo.

Aggiornamento

A proposito di sicurezza, civiltà, mobilità ecc. dal Ministero dei trasporti, leggiamo: CINTURE E CASCO, SEMPRE MENO GLI ITALIANI CHE LI USANO,

Cala il numero degli automobilisti italiani che usano le cinture: la media nazionale è passata dall’83,5 per cento di metà 2003 al 64,6 per cento del 2007, quando si è avuta una perdita di 7 punti percentuali solo rispetto al 2006. A formare il valore medio nazionale concorrono regioni virtuose (in testa la Liguria col 91,3 per cento seguita dal Veneto coll’89,1 per cento) e regioni indisciplinate (maglia nera il Molise, col 35,8 seguito dalla Sicilia col 37,4 per cento e dalla Calabria col 39,1).

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