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La decrescita della segnaletica stradale

Serpentina

La città di Oosterwolde nella foto.

In spite of the apparently anarchical layout, the traffic, a steady stream of trucks, cars, buses, motorcycles, bicycles and pedestrians, moved along fluidly and easily, as if directed by an invisible conductor…

E’ iniziato tutto a Drachten in Olanda: niente pannelli, niente semafori, ne marciapiedi. Ora l’esperimento viene ripetuto nella tedesca Bohmte dove si sta abolendo la segnaletica stradale.

L’idea è di Hans Monderman, il pioniere della teoria dello spazio condiviso, che, in maniera controintuitiva, propone di incentivare l’auto-responsabilizzazione alla guida, sgomberando il campo visivo.

Questa iniziativa rivoluzionaria non è frutto di improvvisazione, ma di un’idea semplice: il comportamento degli automobilisti non cambia aggiungendo e mettendo più segnaletica (da leggere), ma facendo riflettere chi guida, spingendolo a capire la condizione/situazione della strada in cui si trova, senza indicazioni.

Infatti nei paesi “disciplinati” da una segnaletica onnipresente, non si riflette più alla guida! Stop-go, ecc.

Non resisto a definire l’idea geniale.

Si obietterà certamente che applicare questa filosofia di pianificazione urbana alle grandi metropoli italiane, dove la guida è molto meno disciplinata che in Germania ed Olanda, porterebbe all’anarchia nelle strade.

In precedenza, parlando di traffico, si è discusso se il traffico sia un gas o un liquido, e le opposte strategie. Nel primo caso, valido, secondo me, nel nostro paese in cui l’infrazione è spesso la regola, serve un contenimento del traffico motorizzato, che altrimenti tenderebbe ad occupare ogni spazio disponibile (più marciapiedi, dossi, semafori, orecchioni agli incroci ecc.).

In realtà, abolendo i parcheggi ed applicando dei limiti di velocità draconiani nei quartieri centrali, l’approccio è valido anche da noi.

Fino ad oggi, mi sono posto la questione di come far rispettare segnaletica e limiti di velocità (40 kmh), con la repressione, o facilitando concretamente le alternative all’auto, ma sempre nel senso di una delimitazione dello spazio (vedi Riflessioni) mediante segnaletica disegnata o barriere fisiche. Monderman mi fa credere alla possibilità di realizzare volontariamente un comportamento rispettoso del più debole sulle strade.

drachten

Le delimitazioni della carreggiata sono lievi, rimangono solo i lampioni…da Treehugger.

Credo che l’approccio di Monderman possa essere paragonato al pensiero di Masanobu Fukuoka nel campo dell’agricoltura naturale…se il primo punta alla auto selezione delle specie vegetali in un terreno non arato ne concimato, Monderman crede fermamente che lasciar scorrere le auto, entro zone a 30/40 kmh e senza parcheggi ai lati della strada, possa innescare una auto-disciplina e, forse, arrivare a realizzare un processo autopoietico di convivialità, ponendo la circolazione urbana di camion, auto, moto, bici e pedoni in una sintesi-condivisione di uno spazio finalmente reso più accessibile agli ultimi due.

La semplicità dell’idea, il risparmio di energia, materiali e soldi, uniti all’insuperabile estetica di città finalmente liberate da paletti, gradini, pannelli ed auto ferme è IMBATTIBILE!

Approfondimenti

Roads gone wild, Wired,

Shared space manifesto (pdf),

Intervista a Monderman, da NYT,

Troppi incidenti? E noi togliamo i semafori! da Piazzagrazianopredielis

Il traffico è un gas, da OdR

Nella città che ha aboliti i semafori, Corriere.

Aggiornamento

In proposito ai commenti su Voglia di Terra tengo a precisare che:

la decrescita della segnaletica ha luogo in aree in cui vige il limite intorno a 30/40 kmh.

Inoltre si toglie segnaletica verticale ma si cura MOLTO quella orizzontale, con pavimentazione di materiali e colori diversi, dossi, restringimenti, slalom ecc. insomma,
l’occhio è libero, ma si va piano piano…

Forse (spero) non è necessario passare necessariamente per la fase che porta le strade dall’anarchia alla repressione con ipertrofia della segnaletica, marciapiedi, barriere, paletti (e tanti soldi) prima di vedere la fase della decrescita della segnaletica, della nuova amenità urbana all’insegna dell’auto responsabilizzazione.

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  1. 15 settembre 2007 a 11:17 | #1

    Sono reduce da una bellissima vacanza a Berlino dove gli automobilisti sono di una disciplina unica, in quei paesi questo tipo di esperimenti si possono fare, figuratevi che i veri pericoli della strada venivano dai ciclisti gelosissimi delle piste ciclabili!!!
    Nella nostra Napoli un tale esperimento sarebbe improponibile…troppa incivilt!!

  2. 18 settembre 2007 a 12:24 | #2

    E io quando sono in Svizzera mi veraglio sempre cosa succede quando mi fermo davanti le strisce pedonali: Le macchine si fermano di botto, sempre, tutti, ci si pu fidare.
    E a volte mi pare un controsenso che uno che va a 50 si deve fermare e ripartire (consumando pi benzina), aspetterei volentieri 10 secondi. Regole rigide.

  1. 22 dicembre 2014 a 16:56 | #1