L’energia spiegata

16 luglio 2010 gianfiorito Nessun commento

Ho elaborato un breve (83 pag.) testo intitolato:

L’energia, un problema ambientale, una risorsa economica ed un determinante sociale

è (+ o -) il succo di 20 anni di lezioni, riflessioni, nozioni, incontri, incubi e utopie che mi piace condividere.

Buona lettura.
GF

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Categorie:Riflessioni Tag: ,

Verde e Nera, Roma nostra

13 luglio 2010 gianfiorito Nessun commento

E’ uscito il Rapporto Osservasalute Aree metropolitane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma…”Il Gemelli” per i romani. Un rapporto incapace di fornire strumenti di politica urbana per la salute dei cittadini.

Roma detiene due primati: quello di città più verde d’Italia e con il più alto tasso di smog (e di motorini in circolazione). Brum! brum!

La Capitale d’Italia, con 131,7 metri quadrati di parco per abitante, risulta essere la città con il maggior rapporto tra abitanti e verde a disposizione.

Un primato senza benefici a causa dello smog.

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Sky e L’Aquila

30 giugno 2010 gianfiorito 1 commento

Il vecchio elefante sa dove trovare l’acqua. Proverbio Africano

Mi è giunta questa mail.

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.

Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.  Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce.

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L’aria delle città italiane: velenosa e mortifera

28 giugno 2010 gianfiorito 1 commento

Delle bruttissime statistiche sulla qualità dell’aria nelle città italiane sono apparse nei giorni scorsi.

La fonte è l’Istat (Qualità dell’aria nelle città europee), non è accusabile di parzialità politica.

Alla pagina linkata sopra si trovano le tabelle con dati ed approfondimenti…

…ne ho fatto qualche grafico:

A livello paese

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Aggiornamento del Best of

11 giugno 2010 gianfiorito Nessun commento


Foto | Bob Boles

Nessuna democrazia dotata di libera stampa ha mai sofferto una carestia. Amartya Sen (da L’Unità di oggi)

Salve,

per chi fosse interessato, ho aggiornato la pagina del BEST OF..

Buon WE

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Categorie:Bioeconomia Tag:

Il masterplan per Roma di Jeremy Rifkin parte 2

6 giugno 2010 gianfiorito 1 commento

Foto| rosu s Mircea

Ho letto il Masterplan per Roma di Jeremy Rifkin (pdf 140 pag.), realizzato con i contributi della sua fondazione, dell’Hydrogen University, dal Coordinatore energetico per Roma ed altri esperti: una delusione.

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Il masterplan per Roma di Jeremy Rifkin

Roma a idrogeno?

Finalmente è disponibile il Masterplan per Roma firmato Jeremy Rifkin, A third industrial revolution Master Plan to Transition Rome into World’s First Post-Carbon Biosphere City (pag. 140). Lavoro dal titolo complesso e intrigante, così come la genesi e i suoi scopi.

Il Masterplan, voluto dal Sindaco Alemanno, è stato presentato in occasione dell’incontro Idrogeno tra bugie e verità, dove ho visto confermati alcuni miei dubbi sull’autore, già espressi qui e qui.

In generale trovo sbagliato concentrarsi sull’energia dei palazzi invece che sui carburanti, le auto e la mobilità.…ma devo leggere il Piano.
Intanto, eccovi una sintesi degli interventi a

Idrogeno tra bugie e verità

a dopo

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Plauto

28 maggio 2010 gianfiorito Nessun commento

La Ciemmona 2010

Ora di ruffiani e puttane ce n’è di più che un tempo di mosche nel pieno dell’estate. Se per caso non ce ne sono altrove, intorno alle tavole dei banchieri c’è un numero stragrande di ruffiani e puttane che stanno lì ogni giorno; sono certo che ci sono più puttane che monete [...]. Ma in fin dei conti in mezzo a un popolo così grande, tra tanta popolazione, ora che la situazione è in pace e tranquilla, e i nemici sono stati vinti, è ben giusto che pensino a far l’amore coloro che hanno i soldi per pagare. Plauto, Truculentus (64-76)

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Categorie:Categoria base Tag:

Stime di costo per l’auto a idrogeno

19 maggio 2010 gianfiorito Nessun commento

Toyota Motor Corporation, il più grande costruttore di auto e leader delle auto ibride, ha dichiarato di aver ridotto il costo di costruzione dei veicoli a celle a combustibile di circa il 90%, rispetto ai costi di metà anni 2000 e di essere in grado di fissare il prezzo del suo modello a idrogeno al concessionario intorno a 50.000 US$.

Il primo modello sarà una berlina con autonomia paragonabile ad un’autovettura a benzina, “con alcuni costi aggiuntivi”, ha dichiarato in un’intervista Yoshihiko Masuda, direttore generale di Toyota per le auto avanzate. La casa automobilistica giapponese ha ridotto i costi di produzione di circa un decimo rispetto alle stime precedenti, che si aggiravano intorno a 1 milione di dollari per auto, e dovrà ridurre le spese correnti di circa la metà prima di iniziare le vendite al dettaglio, ha aggiunto.

“Il nostro obiettivo è, non perdere denaro con l’introduzione del veicolo”, ha detto Masuda a Torrance, in California, sede delle vendite di Toyota USA. “Il costo di produzione deve essere coperto dal prezzo del veicolo.”

Le auto a idrogeno vendute con profitto possono aumentare il finanziamento in ricerca per la tecnologia, attualmente in ritardo rispetto alle auto elettriche (troppo costosa secondo critici). Toyota, General Motors, Honda, Daimler e Hyundai affermano di essere pronti a vendere veicoli a celle a combustibile ai loro clienti nel 2015.

Toyota prevede di vendere un modello “a prezzi ragionevoli” sul mercato mondiale, ha detto il portavoce dell’azienda Giapponese, senza fornire ulteriori dettagli. A 50.000 US $, il mercato per i veicoli sarebbe “piccolo, ma significativo” ha dichiarato Masuda, senza approfondire.

“Sulla base del costo per auto, dell’autonomia e delle prestazioni, i veicoli a celle a combustibile possono avere un vantaggio rispetto ai veicoli a batteria,” dichiara Jay Whitacre, professore di scienza dei materiali alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, mentre “sul piano dell’infrastruttura, le auto a batteria sono avvataggiate”.

Masuda ha rifiutato di discutere gli obiettivi di vendite le macchine a idrogeno.

La California, il Giappone, la Germania e la Corea del Sud sostengono i veicoli a celle a combustibile per contribuire al contenimento dei gas serra, dato che l’unico gas di scarico delle automobili è vapore acqueo. Le Celle a combustibile, costituite da pellicole di plastica ricoperte di platino producono  elettricità in un processo chimico combinando idrogeno e ossigeno. (Vedi Tesi)

Meno Platino (vedi Il platino nel mondo)

Toyota ha ridotto le spese diminuendo il platino di due terzi rispetto ai livelli precedenti, sviluppando tecnologie più economiche per produrre il film sottile utilizzato nelle celle ed la fibra di carbonio dei serbatoi di idrogeno, continua Masuda.

Toyota e GM ora utilizzano circa 30 grammi (1,06 once) di platino per la cella a combustibile del veicolo e l’obiettivo è arrivare a circa 10 grammi, secondo Masuda e Charles Freese, direttore esecutivo di General Motors.  (Il future del Platinuno di luglio è a 25 dollari a 1,675 $ l’oncia al New York Mercantile Exchange.)

Il passaggio alla produzione su larga scala porterebbe a ulteriori riduzioni dei costi, ha detto.

I veicoli a idrogeno sono più grandi, hanno maggiore autonomia e rifornimento più veloce rispetto ai modelli a batteria.

Honda e General Motors

Honda ha noleggiato la FCX Clarity a 19 clienti dell’area di Los Angeles dal 2008 e GM ha oltre 100 SUV Equinox a fuel-cell in consegna

“Il nostro obiettivo è di almeno 100 mila miglia, e 10 anni d’uso per ciascun veicolo” dichiara Masuda.

“L’idrogeno è l’elemento più abbondante nell’universo, e possiamo averne in eterno”, ha detto il Governatore della California Arnold Schwarzenegger durante la conferenza a Long Beach. “Dobbiamo risvegliare il governo federale”.

Un obiettivo iniziale per l’avvio delle vendite al dettaglio è di avere almeno 40 stazioni a idrogeno nel Sud della California (quattro volte il numero attuale). Questo sarebbe sufficiente per rifornire fino a 15 milioni di automobilisti nella regione.

Fonti |Business Week; Fuel Cell Today

Aggiornamento

La stazione di rifornimento di idrogeno solare della Honda (per fare l’idrogeno in casa).

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Fratelli lupi

13 maggio 2010 gianfiorito Nessun commento

Foto | Gergana Rohner

Noi odiamo la tirannia, odiamo la sfrontata ipocrisia, odiamo l’omicidio, odiamo il ladrocinio. E’ contro tutto questo che protestiamo. Ed è stato uno stupendo spettacolo di virilità e di speranza per Cuba, constatare, fratelli lupi, che nonostante tutto il vostro spiegamento di forze e la napoleonica prestanza dell’ex studente Ainciart, noi, piccolo gruppo, siamo stati capaci di costringervi ad assassinare Felo Trejo in un modo raffinatamente vile, scatenando a l’Avana un piccola rivoluzione e propagando in tutta la repubblica il contagio sotterraneo. Siamo stati noi, i giovani di Cuba, a salvare la dignità del nostro paese, ancora immobile di fronte alle convulsioni dell’intero continente. Voi avete sparato contro di noi e tra noi, probabilmente, c’è qualche figlio, nipote o amico di qualcuno di voi. Eppure, fratelli lupi, poliziotti: noi non vi odiamo. Vi disprezziamo solo un po’…

Pablo de la Torriente, 1930 (da Un hombre guapo, di Paco Ignacio Taibo II)

A Mario Monicelli, che ci ricorda che la rivoluzione in Italia non l’abbiamo fatta…

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Il Piano quadro della Ciclabilità del Comune di Roma

12 maggio 2010 gianfiorito 2 commenti

Foto | Fred Schilder

Bisogna voltare pagina, ci si ripete.
Prima di voltare pagina, però, bisogna leggerla.
Predrag Matvejevič

In occasione della Giornata Nazionale della Bicicletta, promossa  dal Ministero dell’ambiente, alcune città sono state premiate…

Tuttavia, al di là delle “giornate” per loro natura effimere, il Comune di Roma ha lanciato un piano per realizzare 986 km di piste  ciclabili (vedi anche La epubblica).

I dettagli dell’iniziativa capitolina sono contenuti nel Piano quadro della Ciclabilità del Comune di Roma (Attenzione! pdf, 112 pagg.)

Si dice cosa si intende fare e quanto costa.

Ecco una sintesi con qualche commento, spero utile:

Piano quadro ciclabilità Comune Roma

P.S. C’è poco tempo perché nel frattempo, in Italia, siamo a 36 milioni di auto.

Vedi anche

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Un viaggio nella foresta

Foto | Janet Miderska

A Forest Journey di John Perlin è un libro da leggere (come Il suolo un patrimonio da salvare e Avanti c’è posto), non solo perché spiega il ruolo fondamentale del legno nello sviluppo umano, ma anche perché svela quel processo dialettico tra lo sfruttamento delle risorse naturali esauribili e l’istinto dell’homo sapiens al controllo dello spazio.

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Le vie della seta, il muro della gomma e l’immaginazione

30 aprile 2010 gianfiorito Nessun commento

Foto | Susanna Balzarro

L’articolo Le nuove vie della seta. Di ferro di Vincenzo Comito su Sbilanciamoci parla dei progetti ferroviari tra Cina ed Europa, fornendo utili informazioni ed elementi di riflessione in merito alla drammatica situazione italiana. Spostiamo, dunque, l’attenzione al livello nazionale e locale.

Credo che la cosa più temuta nel progettare i cambiamenti necessari ed inevitabili del settore dei trasporti italiano sia l’occupazione nell’autotrasporto: come affrontare la transizione al ferro e relativa occupazione, giustamente.

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La cacca delle balene fa bene al mare e all’effetto serra

26 aprile 2010 gianfiorito Nessun commento

Dei ricercatori australiani hanno scoperto che le deiezioni delle balene, ricche di ferro (presente nel krill ingurgitato), aiutano a fertilizzare il mare. Gli escrementi delle balene fanno crescere le piante degli oceani che assorbono l’anidride carbonica.

Il fatto è che un terzo degli oceani contengono poco ferro e la cacca delle balene ne è ricca; spargendola “bene” non solo si migliorerebbe la vita marina, ma anche la capacità degli oceani di assorbire la CO2.

Lunga vita alle balene!

Via | Ecogeek

PS Vedi anche Come costruirsi casa con poca energia grigia

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Partito

21 aprile 2010 gianfiorito Nessun commento


Foto | Branislav
Vincenzo Cerami, in Partito delinea, credo bene, le opzioni del PD, con visione realistica delle passioni politiche e tradimenti dei militanti. Il pensiero dell’elettore è stretto in una dialettica complessa ed asfittica tra allargamento del consenso e ricerca di ideali identitari; con i rispettivi rischi di annacquamento/buonista/trasformista e fossilizzazione ideologico-nostalgica.

Vediamola l’Italia, frantumata geograficamente e tra classi e settori socio-economici, al fine di incarnare ragioni e forze vitali e di cambiamento – essere sinistra – o morire. Cerami lo dice descrivendo le dinamiche dubbie che hanno caratterizzato la fragilità della sinistra in Italia negli ultimi anni. Le strategie (poco strategiche), ad esempio dice:

Oggi daremmo oltremodo ragione a chi ha detto che se si vogliono mantenere le proprie opinioni bisogna cambiare spesso partito.
Ma ha ragione anche chi pensa che, per partito preso, si può restare sempre nello stesso partito, purché questo cambi spesso opinioni.

e continua,

Così, nel viavai di chi entra e di chi esce, si può continuare a difendere lo spirito di fedeltà alla bandiera e di appartenenza a una famiglia. Si può continuare ad affermare che è un traditore colui che lascia il nostro partito per entrare in un altro, e che è invece un convertito colui che lascia un altro partito per entrare nel nostro.
Nei partiti moderni succede che gli iscritti hanno tutti la stessa opinione di chi comanda, oppure tutti hanno un’opinione personale, ma non comanda nessuno.

Questo fenomeno trasformistico mi fa direttamente pensare all’inseguimento dell’elettorato, generalizzando programma e producendo vaghe dichiarazioni. Un fenomeno comune a molti autorevoli esponenti politici. Esiste in politica, da circa 20 anni, una fallimentare (non) strategia adottata da ambiziosi di ogni orientamento fatta di pura gestione del potere tramite eterna questua di consenso. Senza nessuna idea, nessuna visione.

E’ tutta fatta di assunzioni di comunicatori, di giri di consulenti, ghost-writers ecc. Il fine di questa trasversale classe politica è restare al palazzo, moderare, allargare, chiamarsi “riformisti”.

Nel caso della sinistra, rendere riformista il PCI prima, il PDS, i DS e il PD ora. Si è così prodotto un amalgama mal riuscito di social-democratici molto democristianizzati senza quasi nulla di nuovo. Senz’altro nulla per i figli di entrambi.

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