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I tombini otturati di Roma

tombino

E’ vero senza menzogna, certo e verissimo. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te. E’ la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. E’ perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e terminato. Ermete trismegisto

E’ piovuto molto, ma la capitale non dovrebbe trovarsi paralizzata per causa della pioggia. Non è di destra o di sinistra far sturare i tombini in autunno in previsione degli acquazzoni.

Non è nemmeno questione di criticare l’AMA ed i suoi 6.300 dipendenti, che devono svolgere un gran lavoro, tra immondizia, a terra, sui muri, foglie, bici indecorose parcheggiate in centro (Sic!)…

Pulire Roma, in un mare di traffico, è più difficile, allora tutti a sturare i tombini, a spalare fango, asciugare l’acqua che viene da sotto.

Un’acqua che non irriga e diviene problema. Questo asfalto impermeabile che la porta lontano. Lei così pulisce fumi, carte, terra, tutto quanto trova sul suo cammino. Poi incontra qualcuno: è il doganiere-filtro-discarica, il TOMBINO, ed è incazzato!

Questa acqua, che non entra a terra, è il lato liquido dei rifiuti.

Serve la decrescita dell’asfalto. E riportare le foglie alla terra.

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  1. 11 dicembre 2008 a 14:25 | #1

    Ottima e lucida considerazione.
    Cmq. l’asfalto finirà insieme al petrolio, da cui si ricava (bitume) come sottoprodotto.
    Né il solare, né l’eolico, né il nucleare potranno fornirlo come prodotto d’avanzo. 🙂

  2. 11 dicembre 2008 a 16:02 | #2

    E dopo Malagrotta ora anche i tombini, sembra risentire la cronaca di quello che accade a Napoli qualche mese prima in versione rivisitata, la prova che il declino italiano è sempre più uniforme e apolitico. Tombino democracy

  3. gianfiorito
    11 dicembre 2008 a 17:52 | #3

    Per questo vi amo!

  4. caiofabricius
    11 dicembre 2008 a 19:43 | #4

    Le piogge PER FORTUNA riprendono intense in autunno, e, dalla fine della glaciazione di Wurm si ha un picco in novembre. Senza questo rifornimento saremmo un Paese a clima ARIDO e il territorio desertificato da un pezzo.
    So che non è uno scoop da prime pagine mediasetticemiche, ma è una realtà più o meno costante da oltre 10000 anni. Anzi i mm caduti in queste ultime settimane seppur tanti, sono lontanissimi dai volumi di alcuni anni orsono e addirittura ridicoli rispetto a quanto avveniva nel XVI secolo quando il Tevere arrivò a 20 m di altezza (qui si fanno titoloni ridicoli per 11-12). Capisco che i bambocci viziati sono convinti che la loro realtà virtuale sia la luce al neon e l termocondizionatore sempre a 20 gradi, ma il mondo è UN’ALTRA COSA, per fortuna.

  5. caiofabricius
    12 dicembre 2008 a 13:32 | #5

    Per NON DIMENTICARE
    Monito e appello alle residue CIVILI minoranze che impediscano la DEFINITIVA e TRAGICA IMPERMEABILIZZAZIONE in cemento asfalto di quel che resta della ex meravigliosa CAMPAGNA ROMANA
    solo argine ed equilibrio idrogeologico della Città:

    GRANDI PIENE DEL TEVERE NELLA STORIA

    Periodo Repubblica
    414 a.C

    363 a.C

    241 a.C

    215 a.C

    203 a.C

    202 a.C

    193 a.C Una piena spaventosa abbatte i ponti Sublicio e il futuro Emilio ancora in legno.

    192 a.C

    189 a.C Nel 179 a.C Grandi lavori di arginatura per contrastare le grandi alluvioni degli anni precedenti. Scompare il tratto di Mura Serviane parallelo al Fiume, sostituito da un sistema difensivo più avanzato che doveva comprendere anche Trastevere. Viene ricostruito Ponte Emilio. Il Tempio di Portunus viene trovarsi su una sorta di terrapieno nel mezzo del Foro Boario.

    60 a.C. Dopo una grossa piena ricostruito Ponte Sublicio sempre in legno ma con pilastri in pietra

    54 a.C

    44 a.C

    Impero
    27 a.C

    23 a.C M. Emilio Lepido (.già triumviro con Augusto e Antonio fino al 36 a.C.) in qualità di Console e Pontefice massimo restaura profondamente Ponte Fabricio nel 21 a.C per i gravi danni subiti due anni prima. Per questo motivo il Ponte prende anche il nome di Lepideus. Nuovamente distrutto anche Ponte Sublicio.

    22 a.C.

    13 a.C.

    5 d.C.

    12 d.C.

    15. Restaurato profondamente dopo notevoli danni il Tempio rotondo di Ercole al Foro Boario, il marmo di 9 colonne restaurate in questo periodo è di Luni, mentre di quelle originali del II sec a.C. è pentelico (greco)

    36

    69

    Nerva (96-98)

    Traiano (98-117)

    Adriano (117-138)

    Antonino Pio (138-161)
    147

    Marco Aurelio (161-180)

    217

    253

    280 L’Imperatore Probo restaura il Ponte Emilio (Rotto) dopo una grave piena.

    371

    379

    398

    411

    Medio Evo

    555

    570

    589-90 Il ponte Sisto (Agrippa, Antonino, Valentiniano) fu probabilmente danneggiato molto violentemente da questa grande piena.

    685

    725

    778

    20 dic791 Il ponte Sisto (Agrippa, Antonino, Valentiniano) fu probabilmente danneggiato molto violentemente dalla grande piena del 589-90 e finito di rovinare con la piena del 791. (Antonio Nibby: “la furia delle acque arrivò dapprima da via Flaminia, svelse la porta del Popolo e la trasportò lontano, scavalcò in vari luoghi le mura e di là dalla basilica di S.Marco rovesciò il portico, e dilagandosi per le piazze di Campo Marzio pervenne al Ponte di Antonino e rovesciatone il muro uscì di nuovo a scaricarsi nel suo letto.” Per questa la ragione prese anche il nome di Fractus (bolla di Benedetto VIII, 1019) o Ruptus.

    22 nov 847

    gen 856

    ott e dic 860

    gen 1180

    10 feb 1230 crolla Ponte Emilio (Rotto), ricostruito da Gregorio IX Ugolino dei Conti di Segni (1227-1241)

    6 nov 1277

    gen 1310

    nov 1345

    nov 1379

    nov 1422 H. 17.2m Ponte Emilio (Rotto) fortemente danneggiato, restaurato da Martino V Colonna (1417-31) e poi da Niccolò V Parentucelli (1447-55) in occasione del Giubileo del 1450. Paolo III Farnese (1534-49) continua con Michelangelo, Giulio III Ciocchi del Monte (1550-55) con Nanni di Baccio Bigio nel 1552, ma tutto inutile”

    gen 1476 H 17.4m

    Rinascimento – Età moderna fino a Roma Capitale (1476- sett 1870)

    5 dic 1495 H 16.9m

    13 nov 1514 H ?

    8 ott 1530 H 18.9 m

    15 set 1557 H 18.0 m. (o 27 settembre ?)spaventosa alluvione distrugge completamente Ponte Emilio (Rotto) da poco restaurato. Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585) in occasione del giubileo del 1575 lo ricostruirà, ma

    1566 (?) via Borgognona allagata. Le case delle meretrici invase dalle acque. Prima soccorse, poi ammazzate e derubate.

    nov 1589 H ?

    24 dic 1598 H 19.6 m, la più grande apocalittica alluvione del Tevere. Crolla definitivamente il Ponte Emilio (Rotto). Danni spaventosi, centinaia di vittime ed epidemie.
    L’ospedale S. Spirito completamente allagato, S Camillo salva a spalla decine di ricoverati.

    23 gen 1606 H 18.3 m

    22 feb 1637 H 17.5

    7 dic 1647 H ?

    5 nov 1660 H 17.1

    6 nov 1686 H 16.0

    dic 1702 H 16.0

    1742 H 15.4

    dic 1750 H 15.6

    2 feb 1805 H 16.4

    1809 H 15.5

    7 feb 1843 H 15.3

    10 dic 1846 H 16.2

    28 mar 1855 H 14.9

    3 dc 1858 H 14.1

    20 gen 1863 H 14.9

    Età Contemporanea da Roma Capitale (ott 1870)

    29 dic 1870 17.2 m
    1,20 m. a via Borgognona. Si decidono (Garibaldi) con legge 6 lug1875 la costruzione dei muraglioni, costruiti dal 1876 al 1890 fra Ponte Margherita e Ponte Sublicio e poi terminati nel 1926 su tutto il tratto urbano.

    10 nov 1871 H 13.4m

    13 dic 1872 H 13.0m

    1 nov 1873 H 14.0 m

    16 nov 1878 H 15.4 m

    4 mag 1879 H 13.1 m

    1 dic1879 H 13.7 m

    23 nov 1880 H 13.4 m

    13 gen 1885 H 13.8 m

    24 dic 1887 H 13.9 m

    22 feb 1888 H 13.1 m

    20 mar 1888 H 13.7 m

    20 mar 1890 H 13.3 m

    16 mar 1892 H 13.9 m

    22 ott 1896 H 13.7 m

    2 apr 1898 H 13.4 m

    17 dic 1899 H 13.5 m

    8 apr 1900 H 13.4 m

    2 dic 1900 H 16.2 m, portata 3 300 m3/ sec.
    La piena arriva all’Isola Tiberina e trova il ramo sinistro (P. Fabricio) parzialmente ostruito da detriti accumulati negli anni. La corrente impetuosa si riversa sul ramo destro, per fortuna i muraglioni sono stati ultimati da qualche anno. Ma inopinatamente l’acqua ha il sopravvento, li scalza dal fondo e in un crescendo di distruzione dopo due giorni (4 dic) li abbatte per un lungo tratto di 125 m. Fotografie e documentari d’epoca testimoniano l’impressionante e inesorabile svolgersi degli eventi.
    Panico nel mondo tecnico-ingegneristico, fra i rimedi suggeriti dalla commissione istituita anche quello di soppressione dell’isola Tiberina e di quel che restava di P. Rotto. Rodolfo Lanciani polemizza, ricordando che consultando le epigrafi che ricordavano i lavori di Claudio e Traiano si potevano trarre buoni insegnamenti per la regimazione del Fiume. In effetti il frastagliamento delle coste dell’intera isola, un tempo ricco di sporgenze, calette, porticcioli e ruderi provocava un pericoloso ostacolo al defluire delle corrente. Ma grazie anche alla sollevazione popolare, la Camera in seduta 24 giugno 1901 rigetta fortunatamente la proposta della Commissione e l’Isola Tiberina è ancora oggi splendida in mezzo al Fiume. 20 milioni di lire però il costo enorme del restauro. Il ramo sinistro era proprio il più difettoso e si interrava facilmente, proprio nella seconda metà del 1901 sarà messo in secca e verrà scavato un canale largo 30 metri per favorire il deflusso. A monte di Ponte Garibaldi (lgtv Raffaello Sanzio) sulla riva destra trasteverina viene corretta la curva del muraglione con lavori che dureranno 4 anni. In questa occasione sarà sistemata anche la banchina di Lgtv Anguillara fra P. Garibaldi e Cestio sostituendo gli anonimi muraglioni con una più piacevole sponda a calata d’approdo con due rampe d’accesso.

    5 dic 1902 H 14.4 m

    8 dic 1903 H 14.0 m

    16 mag 1905 H 13.4 m

    25 nov 1905 H 14.1 m

    11 nov 1907 H 13.8 m.

    31 gen 1908 H 13.0 m

    13 feb 1909 H 13.0 m

    11 apr 1910 H 13.1 m

    25 dic 1914 H 13.8 m

    15 feb 1915 H 16.1 m

    4 nov 1915 H 13.6 m

    20 dic 1916 H 13.8 m

    19 gen 1917 H 13.9 m

    8 mar 1917 H 14.2 m

    9 gen 1919 H 14.3m

    9 dic 1923 H 14.9 Qc 2350 m3/sec L’Isola Tiberina è allagata.

    2 mar 1925 H 13.1 Qc 1650 m3/sec

    31 ott 1928 H 13.8 Qc 1650 m3/sec

    4 gen 1929 H 14.9 Qc 2050 m3/sec

    19 nov 1929 H 13.5 Qc 1550 m3/sec

    30 dic 1933 H 13.1 Qc 1550 m3/sec

    16 dic 1934 H 14.4 Qc 1950 m3/sec

    3 mar 1935 H 13.7 Qc 1750 m3/sec

    2 mar 1936 H 13.9 Qc 1750 m3/sec

    17 dic 1937 H 16.8 Qc 2750 m3/sec è l’ultima volta che il fiume esce in città

    5 feb 1941 H 13.3 Qc 1800 m3/sec

    6 feb 1947 H 14.5 Qc 2300 m3/sec

    17 feb 1976 H 12.7 Qc 2050 m3/sec

    –> 12 m. ? ROBETTA!

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