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Posts Tagged ‘trasporti’

Le vie della seta, il muro della gomma e l’immaginazione

30 aprile 2010 Nessun commento

Foto | Susanna Balzarro

L’articolo Le nuove vie della seta. Di ferro. di Vincenzo Comito su Sbilanciamoci parla dei progetti ferroviari tra Cina ed Europa, fornendo utili informazioni ed elementi di riflessione in merito alla drammatica situazione italiana.

Sposto, dunque, l’attenzione al livello nazionale (e locale): la cosa più temuta nel progettare i necessari ed inevitabili cambiamenti del settore dei trasporti italiano è l’occupazione nell’autotrasporto.

Come affrontare la transizione al ferro e togliere i finanziamenti ai padroncini?

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Mobilità senza petrolio 2 il Tram

16 novembre 2008 2 commenti

tram

Dopo aver parlato delle possibilità del treno per svincolare dal petrolio l’economia (vedi anche la sezione) ecco la seconda innovazione tecnologica, sempre elettrica e su ferro: il tram. L’occasione viene fornita dalla lettura del finissimo ed appassionato contributo di Walter Tocci al volume Avanti c’è posto. Storie e progetti del trasporto pubblico a Roma, Donzelli. E’ un ode al tram, una tecnologia centenaria, che con le innovazioni conseguite può rivoluzionare il trasporto a Roma.Sono pagine bellissime, per le quali non servono commenti, per questo le riporto trascritte, salvo brevi precisazioni tra parentesi quadre. Spero vengano apprezzate.

Comprate il libro!

Voila la Sintesi Avanti c’è posto – Tocci

Aggiornamenti

Quel tram numero 8 arriverà a Termini, da Repubblica

Costruire tramvie, pagare le tasse e vivere felici, di Corrado Truffi

 

Avanti c’è posto e rimozione Miglio

11 novembre 2008 Nessun commento

avanti

Questo sito ama il tram (così come i treni), ecco un libro che spiega come il tram salva le città

…Roma però non ce la fa proprio: hanno remato contro TUTTI (dal puzzone in poi).

Per chi temesse i 29 € del prezzo, aggiungo la bella recensione Bentornato Walter, da Eddyburg.

Sono quindi felice e triste allo stesso tempo.

Nel frattempo la rimozione di Miglio (vedi anche qui e qui) dovrebbe far scatenare il gruppo del PD in Campidoglio, ma Rutelli, capogruppo PD della Capitale, pensa alle alleanze con l’UDC, come in Trentino.

Un consiglio:

suvvia Francé, dopo 30 di politica cambiare lavoro fa bene, specie se si pensa sempre alla strategia, inseguendo i moderati e senza né idee, né ideali.

Mobilità senza petrolio – Parte 1, Treni

31 luglio 2008 Nessun commento

we're on a train to nowhere...

L’allarme era stato lanciato ad inizio giugno: il Governo Berlusconi, per compensare il gettito ICI ed il deficit Alitalia, intende tagliare il Fondo per la promozione del trasporto pubblico locale per circa 353 milioni di euro stanziati dalla precedente finanziaria per il periodo 2008-2010. Lo dichiara l’Asstra (Associazione Trasporti) dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge fiscale che prevede i tagli al settore dei trasporti pubblici: Siamo alle solite, la prima manovra economica del governo penalizza il settore dei trasporti pubblici locali.

In un periodo di caro carburanti, rete stradale intasata e in costante riparazione, vengono eliminati dal bilancio nazionale proprio quei fondi necessari all’attuazione di misure tese a rafforzare il trasporto pubblico e locale, destinati all’utenza “sensibile”, come anziani, giovani, cittadini a basso reddito, portatori di handicap ecc. In questo periodo, in cui appare chiarissima la necessita di limitare l’uso dei mezzi privati e scremare la circolazione dei camion.

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In favore delle corsie disegnate sulle strade

18 maggio 2008 Nessun commento

lecorsie

Lo spostamento di persone e merci avviene oggi in auto, moto e camion, in maniera caotica e malsana, con gravi conseguenze dal punto di vista economico e sanitario. Inoltre, gran parte dello spazio delle città è dominato, dal punto di vista “pedestre”, tagliato da una rete stradale riservata esclusivamente a veicoli a motore di cilindrata 800 cc. minimo. Indubbiamente, lo spazio – nel senso di territorio – italiano è (troppo?) profondamente caratterizzato e frammentato da viali, stradoni, tangenziali e raccordi, al punto di rivelare una concezione urbanistica determinata dall’accettazione che l’Italia, l’italiano, e le merci che scambia, debbano andare su gomma.

Senza approfittare dell’allarmismo suscitato dal petrolio a 125 $/barile, il limite del trasporto di persone e merci è evidente. Personalmente, ritengo che, a termine, la mobilità urbana dovrà essere garantita da motori elettrici o dai pedali, in uno spazio urbano ripulito da inutili segnalazioni (vedi La decrescita della segnaletica). Le biciclette per le brevi distanze, i tram per le medie e le ferrovie o le metropolitane per gli spostamenti di portata provinciale. Tutti, ovviamente in funzione una ventina di ore al giorno e predisposti al trasporto di biciclette. Ma ora veniamo a considerare lo spazio urbano oggi.

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L’UE non riduce le emissioni dei trasporti: necessari drastici miglioramenti e chiari obiettivi

Secondo una nuova relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente, il settore dei trasporti nell’UE deve applicare misure rigorose per aiutare l’Europa a raggiungere i suoi obiettivi in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Nonostante i progressi tecnologici compiuti, con l’aumento costante del traffico dei passeggeri e la crescita del trasporto di merci che procede a un passo più rapido dell’economia, la circolazione delle merci sta diventando meno efficiente.

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European Environment Agency – Emissioni, ultime notizie

27 febbraio 2008 Nessun commento

Sono usciti i dati ufficiali (Agenzia Europea dell’Ambiente) sulle emissioni in Europa fino al 2005.

EmissioniEEA

Nel gruppo EU-15, dal 2004 al 2005, le emissioni di gas ad effetto serra sono diminuite dello 0,8 %, mentre tra il 1990 ed il 2005 sono scese del 1,5%.

Nel gruppo EU-27 le emissioni sono scese molto -7,9% (la variazione rispetto al 2004 è uguale a EU-15), poiché il raggruppamento include paesi dell’Europa dell’est, che nel ’90 era alla vigilia di una deindustrializazione delle loro economie.

Infatti, dopo il crollo del muro di Berlino, per i paesi del Comecon, scioltosi nel ’91, per l’appunto, fu la fine del mondo (as they knew it!).

Normale che le emissioni siano in diminuzione ora: prima c’erano industrie pesanti.

I trasporti.

Le emissioni da settore trasporti sono aumentate del 26% nel gruppo EU-27; anche nei 12 paesi dell’est (New member states) si va a tutta birra, tutti in macchina, +29,6 per i trasporti, l’industria sovietica se n’è andata ma tutto e tutti vanno su gomma.

Greenhouse gas emissions (domestic transport) increased by 26%, mainly due to CO2 emissions from road transport (which represent more than 90 % of domestic transport emissions).

Tuttavia,

For the first time since 1990, CO2 emissions from road transport decreased by 0.8 % (6.0 million tonnes) between 2004 and 2005. This is mainly attributed to Germany, and is due to an increased share of diesel-powered cars (sic!) increasing fuel prices (including effects of the eco-tax) and purchase of fuel outside Germany.

Da notare che le emissioni dell’aviazione aumentano del 65%..

Via EEA e Green Car Congress

Vedi anche: Industria Auto – Fallimento annunciato

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Auto(im)mobilisti : l’econometria vi studia

31 gennaio 2008 Nessun commento

cars of Havana. Foto: Uwe Steiger

Foto: Fotocommunity

Sarà perché l’industria nazionale non c’è più ed i marchi storici se li comprano gli indiani, ma il Ministero dei Trasporti (DfT) del Regno sta mettendo i migliori cervelli del pianeta (in tema di scelte di consumo), come Kenneth Train, per trovare il modo di ridurre le emissioni nei trasporti. Ed escono dei report gratuiti sulle politiche per i trasporti che faranno scuola.

Dall’Eddington Transport Study al King Review of Low Carbon Cars (vedi articolo e commento) il DfT sta veramente mettendo in campo tutta la scienza necessaria per risolvere uno dei più gravi problemi del nostro tempo: la mobilità sostenibile. Risultato: il 24 gennaio 2008 sono usciti ben due studi che cercano di rispondere alla domanda quali sono le politiche più appropriate per ridurre la CO2 nei trasporti?

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Ecosistema urbano 2008 – L’incipit pro bici

16 ottobre 2007 Nessun commento

diferent_view

L’introduzione di Duccio Bianchi, direttore Istituto di Ricerche Ambiente Italia srl

Vogliamo perdere la bici dell’Europa ?

Le politiche ambientali urbane delle città italiane lentamente migliorano. Ma non tengono il passo con l’Europa. Anzi: cresce la distanza sia in termini di qualità delle politiche che in termini di concrete realizzazioni e prestazioni ambientali.

Cosa ci raccontano questi numeri? L’indicatore principe […] è la qualità dell’aria. E’ l’indicatore a cui sono più sensibili i cittadini, ma anche quello che in qualche modo riassume la qualità delle politiche della mobilità ed energetiche. Purtroppo non ci sono buone nuove. Per il biossido di azoto, in più della metà dei comuni (nel 55%, più che nello scorso anno), risultano superati i valori limite.

Analogo il dato (e analogo il peggioramento rispetto allo scorso anno) anche per le polveri sottili, il PM10. C’entrano poco le critiche condizioni meteoclimatiche della Pianura Padana: i limiti si superano anche in tante città costiere. Se ora spostiamo lo sguardo sull’Europa ci accorgiamo che non è così: i limiti talvolta si superano, ma non è la norma neanche delle grandi città.

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Il piano verde di Città del Messico

3 settembre 2007 Nessun commento

MexicoCity

Foto da Fotocommunity

Il governo di Città del Messico ha presentato un vasto “programma verde” che prevede misure di controllo del traffico, veicoli pubblici a basse emissioni e valorizzazione della mobilità pedestre e ciclistica.

Il “Green Plan” affronta la sfida della conservazione ambientale mediante il ripristino degli ecosistemi locali con un focus sui bacini dei fiumi Eslava e Magdalena; prevede il rimboschimento e del ripristino con una media di 3.000 ettari e di 2.5 milioni piante l’anno; l’edilizia verde; l’istituzione di spazi e parchi pubblici; la riparazione e l’estensione della rete idrica, compreso il drenaggio ed il trattamento; i trasporti; la qualità dell’aria; l’energia; i rifiuti ed il loro riciclo.

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Cyclopolis 2 – Alfred Sauvy – L’automobile Grande Sovrana

La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha dei limiti.
Anonimo

Continuiamo con il capitolo riguardante Alfred Sauvy, il libro di Benoit (vedi post e libro di Denis Baupin, Tout voiture no future).

Alfred Sauvy (1898-1990), sociologo e demografo francese di reputazione internazionale (gli è attribuita la creazione del termine “terzo mondo”) non ha solo scritto sui temi della popolazione. Nel 1968, a 70 anni, attacca l’automobile, un male del “fenomeno umano” […]

Sauvy si sforza di dimostrare che lo sviluppo dell’infrastruttura stradale nel dopoguerra è stato possibile per la pressione di una lobby potente, a scapito di infrastrutture che avrebbero invece risposto agli urgenti bisogni dei Francesi. L’automobile pesa sui budget ed il suo sviluppo va contro l’interesse generale, accusa il demografo. Sauvy si interroga: come mai i trasporti ferroviari hanno perso così rapidamente i mercati che controllavano a vantaggio degli autotrasportatori? Il cambiamento si spiega con una parola: la scrematura!

La scrematura, è questa concorrenza arrivata dalla strada e per la quale “nel 1935, al massimo della crisi, le ferrovie hanno perso un quarto del loro traffico, mantenendo inalterati i costi di esercizio; la perdita finanziaria è ancor più importante dato che il traffico perso era il solo che rapportava” (1).
In Francia, la strada trasporta le stoffe, i prodotti di valore, i manufatti. Tralascia il ferro, il carbone, la sabbia, così come i viaggiatori che beneficiano di riduzioni varie. Gli autotrasportatori trasportano solo quello che gli conviene. La responsabilità della decadenza della ferrovia è delle pubbliche autorità e dei funzionari dei Lavori Pubblici che non reagiscono: “Il termine “scrematura” è usato per designare questo fenomeno; ma la propaganda stradale già veglia per dissimulare la verità più limpida. Noi quì tocchiamo il primo elemento di una lunga catena di attitudini socio-politiche sconcertanti” (2), Sauvy si chiede perché le Poste siano state risparmiate dal fenomeno. La spiegazione è un miscuglio di fatalità, di rapporti politici e di elementi economici.

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Siamo ultimi tra gli ultimi

12 giugno 2007 Nessun commento

rail

Foto da fotocommunity

La Repubblica ci delizia oggi pomeriggio. Dopo i dati sugli incidenti ai ciclisti ed ai pedoni, il giornale pubblica i risultati di un’inchiesta sulla mobilità casa-lavoro degli italiani, le tendenze europee e le possibili migliorie secondo gli intervistati. I dati fanno riflettere.

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Trasporti Vigliacchi: non “reagiscono”!

IPCC_CO2_Redux
Immagine da IPCC

La sintesi del 3 rapporto dell’IPCC quantifica in un investimento del 3% del prodotto interno lordo mondiale il budget minimo necessario per contenere le emissioni ad un livello sufficiente (compreso tra 445 e 535 ppm) che eviti una catastrofe climatica. Come ben nota Ecoalfabeta:

Se non si facesse nulla, la CO2 salirebbe assai di più […] fino a 710 ppm, circa 2 volte e mezzo il valore preindustriale, con conseguenze inimmaginabili per il clima […] 710 ppm potrebbero portare ad un aumento tra i 2,5 e i 6 gradi. Restare sotto le 500 ppm farebbe aumentare la temperatura tra 1 e 3 ˚C, il che non è comunque poco.

Il 3 % del PIL globale significa comunque GRANDI differenze nella ripartizione del carico secondo i paesi (vedi uno studio sulla metodologia di ripartizione del FEEM, initolato Equity Weighting and the Marginal Damage Costs of Climate Change)
Ma al di là di chi deve pagare quanto in termini geografici, il rapporto sottolinea che, dal punto di vista settoriale:

Transportation remains a tough problem, and is the least responsive relatively to different levels of carbon pricing of any of the sectors examined.

There are multiple mitigation options in the transport sector, but their effect may be counteracted by growth in the sector. Mitigation options are faced with many barriers, such as consumer preferences and lack of policy frameworks.

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European Environment Agency – Transport and Environment

27 febbraio 2007 Nessun commento

Envy

Foto da Fotocommunity

Come volevasi dimostrare…

Ne parlavamo, per l’aviazione, in un post precedente: l’inefficienza del settore trasporti (cioè, il motore a scoppio su strada) si rivela il nodo fondamentale del problema inquinamento, sia locale che globale.

Il nuovo report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente “Transport and environment: on the way to a new common transport policy” chiarisce che i trasporti sono il settore che impedisce il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto.

Il rapporto annuale dell’EEA è prodotto dal Transport and Environment Reporting Mechanism (TERM) che ha come obiettivo il monitoraggio delle iniziative volte ad integrare i trasporti con l’ambiente.
Il TERM REPORT 2006 esamina le performance ambientali del settore dei trasporti e lo giudica ancora insoddisfacente. C’è una chiara necessità di intensificare gli sforzi per il suo miglioramento, non da ultimo il forte e negativo contributo del settore ai cambiamenti climatici.

We cannot innovate our way out of the emissions problem from transport“, dice il Professor Jacqueline McGlade, Executive Director dell’EEA.

EEA_Transport

Dal comunicato stampa si fa notare che (purtroppo, NdR) il Libro Bianco di Mid-Term sposta il focus dalla gestione della domanda di trasporto agli effetti negativi della domanda stessa; questo comporta che la la crescita della domanda di trasporto non viene più identificata come uno dei maggiori problemi ambientali del settore trasporti.

Tuttavia“, continua la nota, “poiché la magnitudo degli effetti ambientali quali i cambiamenti climatici, il rumore e la frammentazione del territorio sono direttamente legati al volume di trasporto, la loro gestione richiede comunque la gestione della domanda di trasporto“.

La nota conclude così: “Il successo finale della nuova politica, risiede quindi nella limitazione (della crescita) del volume di trasporto. Questo è il fallimento principale del Libro Bianco. Rimane da vedere se i nuovi elementi della Mid-Term Review sugli usi degli scenari di pianificazione di lungo periodo ed un quadro comune di tarificazione potranno aiutare al miglioramento della situazione“.

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Lezioni Zen – Sony ed il Co-trasporto

13 febbraio 2007 Nessun commento

in-a-sea-of-sand.jpg

Foto da Fotocommunity

Nel suo Corporate Social Responsibility Report 2006, l’azienda multinazionale Sony Corp. stima che il passaggio di circa 14.300 tonnellate di prodotti da camion a treno e nave abbia prodotto un risparmio di 2.670 tonnellate di CO2.

La Sony Supply Chain Solutions Inc. (SSCS) ha progettato i cambiamenti nella logistica per accrescere l’impiego di modi di trasporto meno inquinanti e all’interno della stessa filiera di modalità vantaggiose per l’ambiente: Sony ha promosso il Co-trasporto, condividendo i containers con altre compagnie.

Infine, la SSCS ha proceduto a delle innovazioni in campo logistico, ad esempio, procedendo alla spedizione dei televisori disassemblati per l’ottimizzazione del carico tra Asia ed Europa, i complonenti vengono in seguito riassemblati con gli stessi materiali di imballaggio.

Vedi siti Sony e Japan for Sustainability.

Aggiornamento

Sony vince il Premio Energia Sostenibile 2007 della Commissione Europea.