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Posts Tagged ‘sicurezza’

Una ciclista a Roma

8 settembre 2008 2 commenti

Una lettera alla Lista CM-Roma crea un collegamento tra Mobilità alternativa, Costo dell’auto, Violenza e Vivibilità delle città. Eccola:

Quando racconto ai miei conoscenti che uso la bici per andare al lavoro (5km da casa ), a fare la spesa, ecc, prima mi dicono: “Oh che brava” e subito dopo: “Ma non hai paura? non è pericoloso? ecc ecc..”

Mi domando come mai non lo dicono anche a quelli che vanno in motorino, moto e scooteroni vari e che muoiono come le moscheanche perché vanno al quintuplo della velocità di una bici. Forse perché tutte le forme di spostamento che implicano l’uso di combustibili fossili e l’assenza di sudorazione sono socialmente accettate. Così ci dice la TIVVU’. Basta un po di manfrina sul caro-petrolio nei telegiornali e tutti si sentono più rassicurati.

E infatti in questo settembre romano noto nel mio quartiere molta più gente in bici e ciò mi rallegra: finalmente non faranno la figura del romeno o del cingalese andando in bicicletta…è la remora più realistica dei motorizzati è sentirsi degli sfigati ad andare in bici piuttosto che in Cherokee (o anche in Matiz).

Dicembre scorso ero a Monaco di Baviera e dopo il tg della sera un bel servizio di 10 minuti in cui personaggi localmente famosi promuovevano l’uso della bicicletta, basta niente per cambiare la testa delle persone, o per lo meno portarle a ragionare. Qui in italietta le cose vanno nel verso giusto… spranghiamo e stupriamo i turisti che arrivano in bici e poi pure il cazziatone (“Quel posto è pericoloso…se la sono cercata”).

Commento

Il messaggio sintetizza micro e macro prospettiva della mobilità in questo paese. Secondo me coglie le paure e la psicologia dei singoli e l’influenza dei media sull’immaginario collettivo e le scelte della massa. Il risultato è che andare in bici:

1) E’ DA SFIGATI PER CHI NON CI VA.
2) E’ PERICOLOSO PER CHI CI VA.
3) NON E’ INTERESSANTE PER CHI LEGIFERA

L’ultimo punto motiva un sacco di cose:

– l’assenza di un piano nazionale e regionale per la mobilità su ferro (rete di treni e tram),
– l’intermodalità quasi nulla mezzi pubblici-bici (bici sul treno per Ostia solo la domenica e senza i ganci, perché?),
– le ciclabili ridicole e piene di schifo,
– la vittoria dei parcheggi sui percorsi ciclopedonali (che servono a carrozzine e carrozzelle di mamme ed anziani, oltre che ai ciclisti) ecc. ecc.
– la non approvazione di una delibera (come a Torino) che OBBLIGA i condomini a mettere rastrelliere per bici nei cortili: una gravissima mancanza dell’Assessorato all’Ambiente in decenni di giunta di sinistra (anche per questo hanno perso..)

Siamo come la rana messa nella pentola sul fuoco a freddo, l’acqua si scalda piano piano e la rana finisce bollita per la GRADUALITA’ del pericolo.

Aggiornamento

A proposito di sicurezza, civiltà, mobilità ecc. dal Ministero dei trasporti, leggiamo: CINTURE E CASCO, SEMPRE MENO GLI ITALIANI CHE LI USANO,

Cala il numero degli automobilisti italiani che usano le cinture: la media nazionale è passata dall’83,5 per cento di metà 2003 al 64,6 per cento del 2007, quando si è avuta una perdita di 7 punti percentuali solo rispetto al 2006. A formare il valore medio nazionale concorrono regioni virtuose (in testa la Liguria col 91,3 per cento seguita dal Veneto coll’89,1 per cento) e regioni indisciplinate (maglia nera il Molise, col 35,8 seguito dalla Sicilia col 37,4 per cento e dalla Calabria col 39,1).

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Il fuoco dell’idrogeno e della benzina

26 agosto 2008 Nessun commento

In questo blog si parla spesso di auto a idrogeno per diminuire la dipendenza dal petrolio. In pratica, si tratta di passare dalle auto con motore a scoppio a veicoli spinti da celle a combustibile e, dunque, elettriche.

Al di là della fattibilità tecnica ed economica della tecnologia dell’idrogeno e delle celle a combustibile, rispetto alle auto, camion attuali, l’idrogeno fa paura. Viene evocato il disastro del dirigibile Hindemburg e si ritiene che esploda con enorme facilità.

Ecco un parallelo, tra un incendio di un’auto a benzina ed una a idrogeno. a voi di decidere qual’è più sicura di auto…

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Categorie:idrogeno Tag: , ,

H2 Eureka ed altre storie, saluti estate bene

H2 Eureka! Nuovo catalizzatore Nuova Elettrolisi.

Mi par di sognare, soli ieri Super-Quark ci aveva rattristato con un servizio, Perché le auto a idrogeno non sono arrivate?, andando al MIT a chiederlo ad alcuni chimici. Questi giovani esperti ci hanno detto che:

  • per le auto, sono migliori le batterie perché il ciclo dell’idrogeno non è efficace,
  • le fuel cell sono fragili, care (platino) e
  • lo stoccaggio dell’idrogeno non è risolto (“speriamo negli idruri”).

Mah.

L’umore è decisamente cambiato in meglio, leggendo che al MIT (guarda un pò) hanno sviluppato un nuovo catalizzatore per scindere l’acqua. Gli aggettivi sono: “innovativo”, “passo da gigante”..

Sempre più il ciclo dell’idrogeno segue il funzionamento della natura.

Researchers at MIT Develop New Water-Splitting Catalyst That Works Under Benign Conditions; a Giant Leap, da greencarcongress;

vedi anche: New Kind of Electroysis to Catalyze Hydrogen Economy, da ecogeek

vedi anche: A Giant Leap For Clean Energy: Hydrogen Production Breakthrough from MIT, da treehugger;

vedi anche: Scientists mimic essence of plants’ energy storage system, da physorg;

vedi anche: MIT develops way to bank solar energy at home, da reuters.

Nel frattempo, possiamo notare la dinamica dell’economia concorrenziale, innovativa e sostenibile (sarcastico), alla Esso si guadagnano 1500 $ al secondo con il caro greggio:

Exxon made nearly $1,500 a second last quarter, a new record, da autobloggreen

dato che ce n’è di meno, quello già “in tasca” deve valere mooolto di più, no?

Pero, dato che le auto bevono, bisogna raschiare il fondo del barile. Il fondo è tutto grasso e denso, si trova in Canada. Per raschiarlo ci si spezzano le unghie. Si fa un sacco di danno, alla terra, alle piante ed in aria:
I pericoli delle sabbie bituminose del Canada, Unconventional Oil: Scraping the bottom of the barrel, da Euractiv (report WWF).

Sul piano delle SOLUZIONI ci sono i mezzi a pedali, ma gli Stati Uniti sono al Medio Evo. Infatti, all’ultima Critical Mass di New York vediamo la cultura barbara di un poliziotto idiota, che non trova di meglio che far cadere un ciclista per dare un senso alla sua giornata.

Guarda il video del poliziotto che aggredisce un ciclista alla Critical Mass di New York: NYPD Officer Randomly Assaults Biker.

Aggiornamento: Patrick Pogan, il poliziotto che ha scaraventato a terra Christopher Long è stato incriminato e poi licenziato, multato ed arrestato. Christopher è stato indennizzato con 98.000$.

Per chi ancora adora l’auto, consigliamo di leggersi le 17 ragioni per le quali la bici è una buona idea: 17 reasons why biking is a good idea, da GreenYahoo.

Ciao

G

news 19 marzo 2008 parte 2

Halleluja! Bike sharing a Roma

9 novembre 2007 Nessun commento

MetroRoma

L’esercizio fa il maestro. Proverbio italiano

La notizia provoca sincero godimento: il Comune di Roma, sulla scia di Parigi, Lione, Barcellona ecc. ha deciso di lanciare un programma di bike sharing.

Dice il sito dell’Assessorato all’Ambiente: Scocca l’ora delle due ruote ecologiche: è il nuovo sistema di “bike sharing”, biciclette pubbliche che il Campidoglio metterà a disposizione per spostarsi rapidamente in centro storico. Si comincia il 15 gennaio con la sperimentazione: 250 bici e 22 “ciclo-posteggi” all’interno della zona a traffico limitato (vedere mappa). Poi, dopo sei mesi, l’analisi dei risultati e la pianificazione del servizio fino a 20 mila biciclette in tutta la città entro il 2008.

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UN PEDONE o UN CICLISTA INVESTITO DA UN VEICOLO CHE VIAGGIA A UNA VELOCITA’ DI 50 KM/H HA SOLO IL 30% DI PROBABILITA’ DI SOPRAVVIVERE.

SE L’IMPATTO AVVIENE INVECE A UNA VELOCITA’ DI 30 KM/H, LE PROBABILITA’ SALGONO AL 90%, ma scendono a ZERO se investito a 70km/h (velocità considerata “normale” a Roma).

——–O——-

Approfondimenti “criticalS”:

su RomaPedala,

Zona 30 (e lode in biCIviltà),

La cartina dei ciclo-posteggi,

1 metro di spazio vitale,

Petizione per la Pista ciclabile sulla Nomentana.

1 metro di spazio vitale

10 ottobre 2007 Nessun commento

tired

Foto da fotocommunity

Siamo automatici nei 3/4 delle nostre azioni. Leibnitz
La scienza è il capitano e la pratica i soldati. Leonardo da Vinci

Incipit.

Nessuno mi toglierà dalla testa che bisogna battersi per garantire:

  • 1 Metro di Spazio Vitale
  • Pedoni, Carrozzine, Sedie a rotelle e Biciclette
  • Su ogni strada di ogni città, paese, borgo del pianeta
  • 1 metro che diventa rete, infinito in lunghezza, ti porta ovunque
  • liscio, pulito e continuo
  • Non interrotto (auto in sosta, doppie fila, buche, cancelli, paletti e passi carrabili)
  • In un vecchio mondo che invecchia, sempre più persone (su ruote e non) ne avranno bisogno

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Il traffico è un gas

15 giugno 2007 Nessun commento

abtevere

Immagine da RomaPedala

Quando viene toccato dalla sfortuna, l’uomo è pieno d’impazienza, mentre nel caso della fortuna, si riempie d’insolenza. Maometto

Un interessante post di Maurizio Ricci, prendendo spunto da un articolo di Federico Pedrocchi (Ingorgo al computer) riassume la questione fondamentale della Fisica delle città : il traffico è un fluido, ma è liquido o gassoso?

La questione è fondamentale perché, dice Ricci, se la si considera come un liquido (volume costante) le soluzioni dovranno passare per una liberalizzazione che tenda a “fluidificare” il traffico, meno semafori, più rotatorie, diritto di svolta a destra ecc. se, al contrario, le caratteristiche sono quelle dei gas, le soluzioni saranno di tipo restrittivo, per contenere il volume di un corpo che tende naturalmente ad espandersi: zone a traffico limitato, aree pedonali, corsie riservate, road pricing ecc.

Ritengo certamente che il traffico sia un gas.

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Usala meno, comprala meglio (l’auto)

18 aprile 2007 Nessun commento

desertmirror
Foto da Fotocommunity

Nel regno dei ciechi l’orbo è il re
Proverbio Greco

Legambiente ha presentato lo studio sulla sostenibilità delle auto in vendita in Italia; 500 modelli, tra auto Euro 4 e furgoni sono analizzati secondo 18 parametri, come il consumo di carburante, la rumorosità, le emissioni di gas serra (CO2) e gli inquinanti locali.

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Le pubblicità diseducative di Sky

14 gennaio 2007 Nessun commento

suvribaltato

Ieri, andando da un amico per vedere una partita (persa dal Torino contro l’Inter), non ho potuto fare a meno di notare che su Sky le pubblicità sono diverse. Non conosco quelle sulle reti Mediaset, ma sul canale di Murdoch le industrie propongono altri clip rispetto alla Rai.

Sul canale sportivo, ad esempio, le pubblicità di un noto fuoristrada, o SUV, sono altamente diseducative: l’auto corre sgommando su spiagge, campi, sentieri rocciosi, diventa un serpente e alla fine torna sgommando sulla strada. In breve si vuole dare un sentimento di onnipotenza ed aggressività, non di libertà, e questo è un male.

Non si tratta di entrare nella polemica sull’efficienza, l’inquinamento e la tassazione dei fuoristrada, qui si stigmatizza il modello proposto dall’industria automobilistica. In un paese con tassi di incidentalità tra i più alti al mondo credo sia giusto intervenire.
Ecco un dossier di Legambiente.

40 kmh

1 dicembre 2006 Nessun commento

SanPietro

Foto da Photocommunity

Faccio una proposta semplice : limitare a 40 kmh il limite di velocità in città.

Da questo limite sono esentati i mezzi di soccorso e sicurezza, quando soccorrono e rassicurano e le strade adatte allo scorrimento veloce per le quali il limite può essere 60 kmh.

Perché?

La proposta si basa sulla consapevolezza che il limite VIENE superato, tuttavia oltre i +20 kmh la multa comincia a diventare salatissima, e infatti 60 kmh è il limite che non dovrebbe MAI venire superato in ambito urbano, come – ad esempio – l’anello ferroviario di Roma, chi lo fa è un pirata deve essere punito; questo è il primo punto (il bastone). Vedi statistiche.

Il secondo (carota?) punta sulla persuasione: 40 kmh è una velocità di crociera “moscia” ma non assurdamente lenta; a questa velocità il minor rumore, il contatto con la realtà esterna all’abitacolo possono gradualmente far capire che in città CONVIENE una guida fluida e assolutamente non sportiva.

Ho scoperto che anche Illich proponeva 40 kmh!!

Ovviamente la proposta andrebbe inserita in un progetto più ampio di disegno degli spazi per le corsie delle auto volto all’ABROGAZIONE DI SLARGHI CHE INCORAGGIANO ACCELERAZIONI PAZZESCHE E VELOCITA’ ASSASSINE IN CENTRO.

AUGH !