Archivio

Posts Tagged ‘Poesia’

45 anni

17 maggio 2013 Nessun commento

image-a30925207
Foto | Porciak

Sempre senza ‘na lira me ritrovai
Pé lunghi anni da studente
squattrinato, curioso e un pò randagio.

Esami, fame (anche d’amore) e le nottate…
Poi torna l’emigrato…
mejo pettinato e sempre squattrinato!

Finito de fa fiji,
sò pure uscito dalle case loro!

E m’aritrovo colli vecchi mia,
lo stereo piccolo,
la TV laggiù (sempre troppo arta!)

Però, me dico, sò felice
che c’ho pure dù sordi ‘nda tasca…
Sarà che è la prima vorta.

Categorie:riflessioni Tag:

Poesia

11 febbraio 2013 Nessun commento

swiss emotions

Noi volevamo abbracciare l’erba
e baciare la terra.
Verde e calda la nostra passione.
Desiderio d’inverno,
dei corpi liberi,
colmi d’impeto,
bruciavano dentro.
Un sogno, la libertà.
E nel piacere corro con te,
ebbro di gioia, sottraggo vent’anni,
senza inganno.
Sono tuo.
E tu con me.
Calda donna, sincera e assetata.
Madre.
Ma poi il prima e prima il poi,
il giorno ti riprende.
Taglia la strada,
un’ora che chiama
e appare il parente.
Il tuo tempo passato,
le sbarre che temi,
deviare è difficile,
e chiudi lo spazio.
Il tuo tempo di dare.
Così muore l’amore.
O forse no,
perche l’estate desideri,
e continui a cercare
Amore.

Prosegui la lettura…

Categorie:riflessioni Tag:

Plauto

28 maggio 2010 Nessun commento

La Ciemmona 2010

Ora di ruffiani e puttane ce n’è di più che un tempo di mosche nel pieno dell’estate. Se per caso non ce ne sono altrove, intorno alle tavole dei banchieri c’è un numero stragrande di ruffiani e puttane che stanno lì ogni giorno; sono certo che ci sono più puttane che monete […]. Ma in fin dei conti in mezzo a un popolo così grande, tra tanta popolazione, ora che la situazione è in pace e tranquilla, e i nemici sono stati vinti, è ben giusto che pensino a far l’amore coloro che hanno i soldi per pagare. Plauto, Truculentus (64-76)

Categorie:base Tag:

Elisa

24 marzo 2010 2 commenti

E nata una splendida bambina

Era di mattina, sulla valle del Tevere

Un qualche strillo

poi subito calma.

La testa sul petto

un cullare facile.

Dolce boccuccia

cerchi il tuo latte

Muovi nell’aria le mani di fata

che Gioia che sei

la tanto attesa primavera!

Categorie:base Tag:

L’abbraccio di Eva (cronaca di una cm napoletana)

11 novembre 2009 Nessun commento

Nei loro giochi i bambini fanno tutti quei movimenti necessari per convincerci che le loro immaginazioni sono delle realtà. Joseph Joubert

Dalla lista Critical mass Roma, Federico:

Sono le 7e30 quando parto da casa per raggiungere la stazione Termini.
La nebbia smussa i contorni di una città ancora mezza addormentata, poche macchine per la strada…. per fortuna.
Il freddo pungente mi aiuta a riordinare i pensieri, mentre il ricordo torna alla serata precedente, alla fiaccolata in ricordo di Eva.

Fino all’ultimo sono stato tentato di rinunciare alla “trasferta”, sconfortato dall’immensità di questa tragedia…. ma alla fine mi faccio contagiare dall’entusiasmo con cui Chicca e Gianluca hanno organizzato tutto.
Prosegui la lettura…

Categorie:base Tag: , , ,

Al proprio spirito

31 dicembre 2008 Nessun commento

After first shower..

Monte, per quanto la terra ti imprigioni tenendoti fisso sulle tue profonde radici, ugualmente sai protendere la tua vetta fino agli astri.

Mente, dal culmine delle cose un’altra mente a te affine ti chiama ad essere discrimine tra Giove e i Mani.

Non abbassarti a perdere qui la tua dignità, non macchiarti con le acque del nero Acheronte che ti imprigiona,

ma la tua natura ti spinga a cercare luoghi più alti: al tocco di Dio, infatti, diventerai fuoco ardente.

Giordano Bruno, De la Causa principio et uno.

[Dialoghi Filosofici Italiani, Meridiani, pag 1038]

Foto | Vikas Dutt

Aggiornamento

Grazie Presidente Napolitano per aver detto che “serve mettere in campo la migliore innovazione tecnologica in energia ed ambiente per contrastare la recessione”.

L’anno prossimo – dopo un intero anno di recessione – forse, parlerai di parsimonia, consumismo e del consumare meno, magari citando Berlinguer pensando a Georgescu Roegen.

AUGURI E PACE!

L’acqua come colla della vita

goccie

Ho sempre pensato che l’acqua fosse una sorta di collante della vita, che le permette di “tenere insieme” quel seme con la terra in modo che possano “usare” il sole…

Marco ci dà la possibilità di godere di un bellissimo brano in proposito:

Nella terra secca il seme è solo. Solo e prigioniero. E’ circondato di ricchezze, cibi, tutto ciò di cui avrebbe bisogno per svilupparsi. Queste ricchezze, questi cibi, li chiamano sali minerali, inutile saperne di più alla tua età. Sappi soltanto che se ne stanno fuori tiro. Il seme non ha braccia per raggiungerle. O meglio, le sue braccia sono avvolte da una pelle che lui non può squarciare.

Prosegui la lettura…

Categorie:bioeconomia Tag: ,

Regalo poesie: i pensieri di Pierfranco

27 dicembre 2007 1 commento

Trovo veramente splendidi i due post – e foto – pubblicati recentemente da Pierfranco su Romapedala. Eccoli:

1 – Sono un ragazzo fortunato;

acquedotti

2 – E’ bello avere un corpo.

appiantica

2 Sonetti-Mozione di un Ciclista Romano

19 dicembre 2007 Nessun commento

marbleclouds

Foto da Fotocommunity.

MOZIONE 1:

Tram e Bici, Romani felici.

Prosegui la lettura…

Categorie:bici Tag:

La mia città

27 novembre 2007 1 commento
Categorie:base Tag:

Sotto l’ombra di un bel fior

31 ottobre 2007 Nessun commento

piramideweb

In nome dell’identità antifascista del Partito Democratico.

Un bel fior.

Piantato in petto a Roma e all’Italia nostra è questo libro libero,

il cui narrar bambino conduce fermo a un divenir di foglie.

S’incamminano così, curiose, due gambette secche, lo zaino a tracolla,

ritmo è il passo, pulsando del cuore della povera gente.

La gente di niente.

Il tempo scorda il passato recente,

ma d’incanto sì vola un rimembrar che invoglia.

Così di stile puro s’alza, crescendo, il bambino Marcello:

Testaccio, sveglia! (Tu dormi e ignori).

San Saba la chic, la Roma povera e il fine cervello,

son già racconto, che è subito “quello”.

E’ la memoria, così, sempre vera e bella.

Un grazie, Edo, per questo e quello.

Che l’amor non s’inventa o crea, fiorisce e si sfoglia,

come petali di rosa che la santa notte invoglia.

Poesia su La Pioggia in bicicletta

Norway

Foto da Fotocommunity

Da: “sasamba”

La prima volta…

Eh già…
è capitato a tutti nella vita…
arriva all’improvviso, preceduto da timore.
Ti piomba addosso senza preavviso, forte, incessante.
Una scarica di energia condensata che scivola via lungo il keeway,
che risveglia sempre di più ad ogni pedalata
e fa sentire un po incoscienti.
Un po avventurieri.
E’ allora che puoi alzare la testa al cielo e allargare le braccia per accoglierla.
Piacevole e inaspettata sorpresa.
Alieno tra gli alieni torno a casa zuppo di gioia.
Etciù…

Jamu uagliù

Categorie:bici Tag: , ,

Al proprio spirito

4 febbraio 2007 Nessun commento

danebbiaaluce1.jpg
Foto da Fotocommunity.

Mons, licet innixum tellus radicibus altis
te capiat, tendi vertice in astra vales;
mens, cognata vocat summo de culmine rerum,
discrimen quo sis manibus atque Iovi.
Ne perdas hic iura tui, fundoque recumbens
impetitus tingas nigris Archerontis aquas:
at mage sublimeis tentes natura recessus,
nam, tangente Deo, fervidus ignis eris.

Monte, per quanto la terra ti imprigioni
tenendoti fisso sulle tue profonde radici,
ugualmente sai protendere la tua tua vetta fino agli astri.
Mente, dal culmine delle cose un’altra mente a te affine ti chiama
ad essere discrimine tra Giove e i Mani.
Non abbassarti fino a perdere la tua dignità,
non macchiarti con le acque del nero Acheronte che ti imprigiona,
ma la tua natura ti spinga a cercare luoghi più alti:
al tocco di Dio, infatti, diventerai fuoco ardente.

Giordano Bruno Eroici furori, 1585, pp. 811-2.

Aggiornamento: L’opera completa di Giordano Bruno.

La poesia di Cristina Campo

18 dicembre 2006 Nessun commento
cascades

Ho scoperto la poetessa Cristina Campo su una mailing list di ciclisti, e ve la propongo.
Per ulteriori informazioni vedi qui.

Un tempo il poeta era lì per nominare le cose: come per la prima volta, ci dicevano da bambini, come nel giorno della Creazione.
Oggi egli sembra lì per accomiatarsi da loro, per ricordarle agli uomini, teneramente, dolorosamente, prima che siano estinte.
Per scrivere i loro nomi sull’acqua
da Cristina Campo, Gli imperdonabili, Adelphi, 1987

Leonardo

6 dicembre 2006 1 commento

Dedico questa poesia ad un amico che ha avuto il dono di un bimbo da brevissimo tempo.

Prosegui la lettura…

Categorie:riflessioni Tag: ,