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	<title>L&#039;occhio di Romolo &#187; petrolio</title>
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	<description>Dalle bici in carbonio alle auto a idrogeno, progressi ed involuzioni che causano il futuro</description>
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		<title>In difesa della decrescita</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto &#124; Zbigniew Galucki Iniziamo con dei brani tratti dagli ultimi numeri di Ecological Economics. (Kallis &#8211; In defence of degrowth 2011) [...] il problema non è la psicologia individuale degli &#8220;avari capitalisti&#8221;, ma un sistema che strutturalmente richiede un comportamento avido. La crescita non è una opzione, ma un imperativo derivante dalle istituzioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Brzozy-a24507098.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4045" title="Brzozy-a24507098" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Brzozy-a24507098-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Foto | <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/cat/4609/display/24507098" target="_blank">Zbigniew Galucki </a></p>
<p>Iniziamo con dei brani tratti dagli ultimi numeri di Ecological Economics.</p>
<p>(<a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Kallis-In-defence-of-degrowth-2011.pdf">Kallis &#8211; In defence of degrowth 2011</a>)</p>
<p><em>[...] il problema non è la psicologia individuale degli &#8220;avari capitalisti&#8221;, ma un sistema che strutturalmente richiede un comportamento avido. La crescita non è una opzione, ma un imperativo derivante dalle istituzioni di base, cui l&#8217;uso della proprietà privata è collaterale, il debito, i tassi d&#8217;interesse e il credito e la competizione &#8220;vivi o muori&#8221; delle aziende per il profitto e le quote di mercato (le aziende che mirassero allo &#8220;stato stazionario&#8221; nei profitti sarebbero eliminate dal mercato dalla concorrenza).</em></p>
<p>(<a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Alier-et-al-Sustainable-de-growth-2010.pdf">Alier et al Sustainable de-growth 2010</a>)</p>
<p><em>Il paradigma economico dominante ricompensa &#8220;più&#8221; consumo invece di &#8220;migliore&#8221;, gli investimenti privati al posto dei pubblici, fatti su capitale manufatto piuttosto che naturale. Questa tripla distorsione auto-rinforzante si sono inchiavardate nella mentalità sociale per promuovere una nozione prometeica di crescita crematistica. Associato con il &#8220;mantra&#8221; liberale della supremazia dei mercati per promuovere la prosperità mediante un&#8217; efficienza sempre maggiore, la prassi di questo modello economico si basa sulla privatizzazione dei  beni e servizi pubblici tradizionali ed il rafforzamento della globalizzazione economica attraverso strutture di governance internazionale, del calibro del FMI, l&#8217;OMC e la Banca Mondiale.</em></p>
<p>Per, poi, risalire alla fonte della decrescita: Nicholas Geoergescu Roegen, che nel <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/1977-Inequality-limits-and-growth-from-a-bioeconomic-viewpoint.pdf">1977 &#8211; Inequality limits and growth from a bioeconomic viewpoint</a> diceva:</p>
<p>[...] <em>la termodinamica, ci insegna non solo che la materia-energia non può essere creata o distrutta, ma anche che la materia-energia disponibile viene costantemente ed irreversibilmente degradata in &#8220;scarto&#8221;, una forma inutile per gli interessi umani. E&#8217; in queste leggi della termodinamica che si trova la radice della scarsità economica. In fatti, <strong>la termodinamica è la fisica del valore economico</strong>, come disse Sadi Carnot nel suo memoir del 1824. Poiché in un mondo dove le leggi della termodinamica non valessero, la stessa energia potrebbe essere usata continuamente e nessun oggetto si consumerebbe mai.</em></p>
<p>Nell&#8217;articolo G-R enuncia delle ricette per ridurre l&#8217;impatto sul pianeta della dipendenza dell&#8217;uomo moderno dai comportamenti consumistici e, in definitiva, dalla crescita:</p>
<p>1) riportare la popolazione ad un livello che possa nutrsi con agricoltura biologica;</p>
<p>2) abbandonare il principio dello scontare il futuro alla base della teoria delle risrse naturali di Hotelling: l&#8217;umanità come entità quasi immortale non può ridurne l&#8217;importanza come un individuo singolo;</p>
<p>3) invece di applicare il principio della <strong><span style="color: #ff0000;">massima utilità</span></strong>, le politiche in materia di risorse naturali, in relazione alle generazioni future, devono  impiegare quello della <span style="color: #333399;"><strong>minimizzazione dei rimorsi</strong>.</span></p>
<p>(C&#8217;è anche <a href="http://www.sinistrainrete.info/marxismo/1317-domenico-moro" target="_blank">chi dice</a> che sono tutte stronzate..)</p>
<p>Pensando che non lo siano (in a leap of faith)&#8230;e cercando strumenti utili a capire (e gestire) la transizione presente, troviamo l&#8217;utile <strong>analisi delle politiche possibili quando un paese si trova DOPO IL PICCO DEL PETROLIO</strong> di Jörg Friedrichs in <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Friedrichs-2010-Peak-oil-impact-on-different-parts-of-the-world-Energy-Policy.pdf">Peak oil impact on different parts of the world</a>, il quale identifica 3 possibilità, basandosi su esempi storici del XX secolo:</p>
<ul>
<li>Predatory militarism: Japan, 1918–1945</li>
<li>Totalitarian retrenchment: North Korea, 1990s</li>
<li>Socioeconomic adaptation: Cuba,1990s</li>
</ul>
<p>Andando direttamente&#8230;a Cuba, leggiamo:</p>
<p>Cuba ha affrontato un serissimo stop delle forniture di energia nel 1990, simile a quella vissuta dalla Corea del Nord. Semmai, lo shock cubano fu più grave: la CIA stima la diminuzione delle importazioni di carburante tra il 1989 e il 1993 nell&#8217;ordine del <span style="color: #ff0000;"><strong>71%</strong></span> (citato in Briquets Diaz e Perez Lopez, 2000: 250). <strong>Gli approvvigionamenti energetici sovvenzionati da parte del blocco sovietico cessrono completamente</strong>.</p>
<p>Nel 1990, Fidel Castro fu costretto a proclamare l&#8217;emergenza nazionale, denominandola <span style="color: #3366ff;">&#8220;Periodo Speciale&#8221;</span>. La crisi devastò l&#8217;intera economia cubana. <strong>Le macchine arruginivano per mancanza di combustibile e pezzi di ricambio</strong>. Il trasporto pubblico e privato piombarono nel caos. I lavoratori avevano difficoltà ad arrivare su posto di lavoro. Le fabbriche e le famiglie sono state colpite da imprevedibili black-out in tutta l&#8217;isola (Perez-Lopez, 1995: 138-140). Come nella Corea del Nord, gli effetti più dolorosi si sono fatti sentire nel settore alimentare. L&#8217;apporto nutrizionale del cubano medio &#8211; in particolare per proteine e grassi &#8211; è sceso notevolmente al di sotto del livello dei bisogni umani fondamentali (Alvarez, 2004:154-169). I consumatori fecero ricorso alla buccia di pompelmo tagliata come surrogato della carne bovina, <span style="color: #339966;"><strong>alcune persone cominciarono ad avere polli nei loro appartamenti o ad allevare bestiame sui balconi</strong></span> (Perez-Lopez, 1995:138).</p>
<p>Tuttavia, la gente di Cuba non conobbe la malnutrizione o la carestia; i senza casa e le gangs di ragazzi di strada che si nutrono di cadaveri non apparvero nelle città cubane. Così come violenza, crimine e disperazione non divennero enedemici [...] <strong>un netto contrasto con la situazione della Corea del Nord, dove la carestia ha ucciso il 3-5% della popolazione</strong>.<br />
Il vero miracolo fu fatto dalla popolazione cubana che, contro tutte le avversità, andò avanti grazie alla coesione sociale al livello locale. Nonostante Cuba sia fortemente urbanizzata, il tipico <em>barrio</em> è un villaggio urbano. Le famiglie sono strettamente inglobate nella vita di vicinato. La maggior parte delle famiglie hanno vissuto nella stessa casa per generazioni e si tratta di famiglie estese, con zii, e cugini.<br />
Non si vuole idealizzare: le famiglie rimasero nelle loro case perche il regime congelò la proprietà individuale dopo la Rivoluzione e le persone sono ammassate in spazi ristretti perche è tutto quello che hanno. Il regime ha investito nello sviluppo comunitario non tanto per creare un collante sociale quanto per mantenere il controllo politico. Tuttavia, [il risultato] è un fatto che la maggior parte dei Cubani può contare sulla propria famiglia, amici e vicini. Questa solidarietà locale, o &#8216;capitale sociale&#8217;, ha aiutato i Cubani durante il &#8220;periodo speciale&#8221;.</p>
<p>Le <strong>conoscenze tradizionali</strong> sono state decisive per nutrire la popolazione. Nonostante quasi tutti i terreni furono collettivizzati dopo la Rivoluzione del 1959, circa il 4% dei contadini Cubani mantenne i loro appezzamenti. Un altro 11% venne organizzato in cooperative private (Burchardt, 2000). <span style="color: #ff0000;"><strong>Le fattorie indipendenti erano più resistenti alla crisi delle fattorie dello Stato poiché operavano con meno energia e componenti chimici.</strong></span> I contadini indipendenti avevano mantenuto le conoscenze tradizionali che ora potevano essere riscoperte. Altri contadini si mossero dalle fattorie statali verso le aree urbane, diffondendo le conoscenze utili all&#8217;autosufficienza alimentare e all&#8217;agricoltura urbana.<br />
Quello dell&#8217;agricoltura urbana è un movimento fai-da-te, facilitato dalla disponibilità di conoscenze tradizionali combinate con tecniche organiche e la rustica ingenuità, caratteristica dei Cubani.<br />
<strong>Appezzamenti abbandonati tra palazzi di cemento o nelle periferie divennero orti biologici. La popolazione occupò gli spazi disponibili vicino alle case per coltivare frutta e ortaggi.</strong> Alla metà degli anni 90 si contavano centinaia di Club Agricoli registrati solo a L&#8217;Avana. Come racconta un coltivatore: &#8220;.<em>..scambiammo i semi, le varietà, e le esperienze. Conquistammo un senso ed uno spirito di aiuto reciproco, solidarietà ed imparammo la produzione agricola</em>&#8221; (citato in Carrasco ed altri, 2003:98).</p>
<p>Ovviamente, <strong>la svolta di Cuba verso un&#8217;agricoltura &#8220;a basso input&#8221;</strong> <strong>non avvenne grazie ad una coscienza ecologica, ma alla stretta </strong><strong>necessità.</strong></p>
<p>Dalla seconda metà degli anni 1990, quando la situazione economica è migliorata e gli inputs industriali sono tornati ad essere disponibili, Cuba ha iniziato un ritorno all&#8217;agricoltura industriale. E&#8217; comunque incoraggiante notare che, durante la prima metà degli 1990, i cubani sono riusciti a gestire ed attenuare un terribile shock dell&#8217;offerta di  risorse, grazie ad un eccezionale ethos comunitario. Il confronto con la Corea del Nord dimostra che ciò non fu cosa di poco conto.</p>
<p>Per approfondire perche la transizione/picco del petrolio ed altri materiali, vedi: <a href="http://ugobardi.blogspot.com/2011/05/entropia-picco-del-petrolio-e-filosofia_31.html" target="_blank">Entropia, picco del petrolio e Filosofia Stoica</a></p>
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		<title>Petrolio perche&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 16:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’uomo è dove sta il cuore non il corpo. Mahatma Gandhi Chi si conosce, conosce anche gli altri, poiché ogni uomo porta la forma intera della condizione umana. Michel de Montaigne Chi dorme con i cani si sveglia con le pulci. Proverbio Francese In questo blog si tenta di aumentare la consapevolezza dell&#8217;insostenibilità del sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L’uomo è dove sta il cuore non il corpo. Mahatma Gandhi</p>
<p>Chi si conosce, conosce anche gli altri, poiché ogni uomo porta la forma intera della condizione umana. Michel de Montaigne</p>
<p>Chi dorme con i cani si sveglia con le pulci. Proverbio Francese</p></blockquote>
<p>In questo blog si tenta di aumentare la consapevolezza dell&#8217;insostenibilità del sistema economico attuale, imperialista e sprecone (di risorse minerali, naturali e vite umane).</p>
<p>Proponendo alcune <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/riflessioni-per-una-mobilita-sostenibile-la-bicicletta-a-roma.html#more-317" target="_blank">soluzioni</a>.</p>
<p>Ma anche evidenziando alcune criticità scomode, che il sistema stesso non vuole correggere. Per perpetuarsi.</p>
<p>Nel caso del prezzo della benzina (e del diesel) sta crescendo <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/04/06/news/aumento_benzina-3148514/" target="_blank">l&#8217;allarme</a>. E&#8217; una vecchia storia, ne avevo parlato in <strong><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/petrolio-picco-dei-prezzi-o-delle-quantita.pdf" target="_blank">Picco dei prezzi o delle quantità</a></strong>.</p>
<p>Vi propongo ora un breve testo con un modello del prezzo dei carburanti:</p>
<h2><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Carburanti-e-petrolio-2010.pdf">Carburanti e petrolio 2010</a></h2>
<p>spero spieghi qualcosa&#8230;</p>
<h2>Altre news</h2>
<h3><a href="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2010/03/nove-anni-di-vita-in-meno-per-linquinamento.html" target="_blank">9 anni di vita in meno per l&#8217;inquinamento</a></h3>
<p>da Ecoalfabeta (vedi anche <a href="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2010/02/le-nanoparticelle-uccidono.html" target="_blank">Le nanoparticelle uccidono</a>, <a href="http://www.ecoblog.it/post/5602/le-particelle-ultrasottili-sono-la-chiave-per-il-monitoraggio-corretto-dellaria" target="_blank">Le particelle ultrasottili sono la chiave per il monitoraggio corretto dell&#8217;aria</a>, <a href="http://www.ecoblog.it/post/5098/nanoparticelle-da-018-micron-i-topi-si-ammalano-di-smog" target="_blank">Nanoparticelle da 0,18 micron: i topi si ammalano di smog</a>)</p>
<h3><a href="http://europe.theoildrum.com/node/6349" target="_blank">Peak asphalt &#8211; the return of gravel roads</a></h3>
<p>(Il picco dell&#8217;asfalto &#8211; il ritorno delle strade sterrate), di Ugo Bardi da The Oil Drum Europe.</p>
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		<title>Olii Petra alle Idi di marzo 2010: Happy new Fear</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci risiamo: il barile è a 80 dollari. Solo che stavolta il PIL è a -5% e la disoccupazione al 10%. L&#8217;OPEC festeggia i 50 anni (ed altro), ma neanche loro capiscono. E&#8217; logico:  dopo aver cresciuto tre generazioni di rampolli nelle Università USA (a sentire teorie sul mercato libero, concorrenza, prezzi ottimali e crescita), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo: il barile è a 80 dollari.</p>
<p>Solo che stavolta il PIL è a -5% e la disoccupazione al 10%.</p>
<p>L&#8217;OPEC <a href="http://www.opec.org/opecna/Latest%20Stories/OPEC50thanniversary.asp" target="_blank">festeggia i 50 anni</a> (ed altro), ma neanche loro capiscono. E&#8217; logico:  dopo aver cresciuto tre generazioni di rampolli nelle Università USA (a sentire teorie sul mercato libero, concorrenza, prezzi ottimali e crescita), qualsiasi discorso senza la parola crescita risulta ostico.</p>
<p>Così come la realtà di una produzione petrolifera che decresce.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2831" title="Oil_D&amp;S" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/Oil_DS-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></p>
<p>Qualche fatto:</p>
<p>Prezzi esentasse. Benzina e diesel sono a 0.56€/litro; la benzina è sui livelli di ottobre 2008 (dopo il picco) e di febbraio 2008 (prima). Il diesel ai livelli di novembre 08 e di settembre 2007.</p>
<p>Prezzi tasse incluse. Benzina 1,35, diesel 1,18 (<a href="http://ec.europa.eu/energy/observatory/oil/bulletin_en.htm" target="_blank">fonte CE</a>), bisogna aggiungere le briciole dell&#8217;omino che ce la serve&#8230;la prma costa come ottobre 08 (o febbraio pre picco); il diesel sta al livello di novembre 08 e di settembre 2007.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2832" title="Fuel_Tutti_Prezzi_ita" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/Fuel_Tutti_Prezzi_ita-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></p>
<p>E arriva l&#8217;estate&#8230;qualche scommessa?</p>
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		<title>2 scenari a confronto: Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia e Università di Uppsala</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/2-scenari-a-confronto-agenzia-internazionale-dellenergia-e-universita-di-uppsala.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Petroconsultants]]></category>
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		<description><![CDATA[Se il mondo consumerà più o meno petrolio nei prossimi anni è una questione molto importante, più di quella di come controllare la domanda di petrolio dei paesi ricchi, di quelli poveri, di dove investire per tirarne fuori altro o diffondere tecnologie che mettano sotto terra la CO2, per abbattere le emissioni di gas serra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il mondo consumerà più o meno petrolio nei prossimi anni è una questione molto importante, più di quella di come <span style="text-decoration: underline;">controllare la domanda</span> di petrolio dei paesi ricchi, di quelli poveri, di dove investire per tirarne fuori altro o diffondere tecnologie che mettano sotto terra la CO2, per abbattere le emissioni di gas serra (che &#8211; sottolineo &#8211; ritengo fondamentale).</p>
<p><span id="more-2653"></span></p>
<p>E&#8217; più importante perché non si tratta di scelta, quanto di non-scelta dovuta ad un&#8217;<span style="text-decoration: underline;">offerta limitata</span>.</p>
<p>In un mondo dove &#8220;noi&#8221; andiamo tutti sempre in auto grandi e &#8220;loro&#8221; vanno  quasi sempre a piedi, chi sceglie le politiche energetiche, industriali, infrastrutturali e dei trasporti, dovrebbe IL PRIMA POSSIBILE prendere coscienza del fatto che meno petrolio di oggi, domani (quando &#8220;loro&#8221; chiederanno, forse motorini, qualche utilitaria, treni e, magari,talvolta di viaggiare in aereo), implica molto meno petrolio. A causa della concorrenza per averne di 4 continenti e mezzo (il mezzo è l&#8217;America del Centro e del Sud).</p>
<p>I 2 scenari</p>
<h1><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/IEA-vs-Uppsala-World-oil-scenario-2030.pdf">IEA vs Uppsala World oil scenario 2030</a></h1>
<p>da <a href="http://www.tsl.uu.se/uhdsg/Publications/PeakOilAge.pdf" target="_blank">The peak of the oil age</a></p>
<p>Aggiungo:</p>
<p>Anche questo si collega con la morte di Eva.</p>
<p>Il nesso è la mancanza di coraggio di cambiare le cose&#8230;</p>
<p>&#8230;l&#8217;incapacità, nel 2009, di fare una pista ciclabile su via dei Fori imperiali&#8230;</p>
<p>&#8230;mantenendo lo status quo di un&#8217;autostrada di sampietrini larga 20 metri su un fondo di cemento nel cuore di Roma.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento</span></h2>
<p>la <a href="http://www.theoildrum.com/node/5970" target="_blank">lettera di Colin J. Campbell al Guardian</a>, dove viene ricostruita:</p>
<ol>
<li>la nascita della moderna teoria del picco del petrolio a partire dall&#8217;articolo <em>The end of Cheap Oil</em> su Scientific American del Marzo 1998;</li>
<li>la storia (e la fine) di Petroconsultant, unica società capace di produrre statistiche afidabili sulle riseve di petrolio.</li>
</ol>
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		<title>WEO 2009 e il Ministero dell&#8217;Ambiente</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/weo-2009-e-il-ministero-dellambiente.html</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[weo 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.locchiodiromolo.it/blog/?p=2638</guid>
		<description><![CDATA[Grafico da Oilwatch monthly E&#8217; appena uscito il World Energy Outlook 2009 dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia, che, si concentra su come far fronte ai cambiamenti climatici, chiamando investimenti in R&#38;S per fare fronte all&#8217;esaurimento dei pozzi esistenti. Scrissi dell&#8217;edizione 2008 qui, qui e qui. Alla presentazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ieri 18 novembre, c&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/OilwatchNov09_figure5_WorldCrude.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2640" title="OilwatchNov09_figure5_WorldCrude" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/OilwatchNov09_figure5_WorldCrude.png" alt="OilwatchNov09_figure5_WorldCrude" width="391" height="196" /></a></p>
<p>Grafico da <a href="http://europe.theoildrum.com/node/5972" target="_blank">Oilwatch monthly</a></p>
<p>E&#8217; appena uscito il <strong>World Energy Outlook 2009 dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia</strong>, che,</p>
<ul>
<li>si concentra su come far fronte ai cambiamenti climatici,</li>
<li>chiamando investimenti in R&amp;S</li>
<li>per fare fronte all&#8217;esaurimento dei pozzi esistenti.</li>
</ul>
<p>Scrissi dell&#8217;edizione 2008 <a href="http://www.ecoblog.it/post/7150/world-energy-outlook-2008-il-petrolio" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.ecowiki.it/il-world-energy-outlook-2008.html" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/world-energy-outlook-2008-prezzi-reali-o-allisciati.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Alla presentazione presso il <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong>, ieri 18 novembre, c&#8217;era tutto il Gotha dell&#8217;energia italiana e Fatih Birol dell&#8217;AIE.</p>
<p>Le cronache riportano le opinioni di <a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=77259" target="_blank">Corrado Clini</a>,  potente DG del ministero dell&#8217;Ambiente, secondo cui il Weo 2009 “indora la pillola”, volendo far credere che per i paesi Opec non ci saranno ripercussioni negative dall&#8217;adozione di politiche energetiche internazionali più “verdi”, mentre i paesi produttori starebbero esercitando pressioni per evitare che il ruolo dei combustibili fossili venga compresso.</p>
<p>Nello <a href="http://www.greenreport.it/_archivio/index.php?page=default&amp;id=1334" target="_blank">scenario 450</a> da qui al 2030, l&#8217;Aie prevede una riduzione del 75% dei combustibili fossili.</p>
<p>Questo, secondo il DG, <strong>&#8220;non potrà essere indolore per i paesi Opec per le ripercussioni negative dall&#8217;adozione di politiche energetiche internazionali verdi&#8221;</strong>, che avverte il rischio di &#8220;letture romantiche&#8221; del rapporto AIE.</p>
<p><span style="color: #333399;">Commento: ma perché si </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">agita lo spauracchio dei &#8220;paesi Arabi&#8221;? Perché si parla di &#8220;dolore&#8221; (di diminuire l&#8217;uso del petrolio, di cambiare)?! &#8230;di &#8220;lettura romantica&#8221;?</span><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span id="more-2638"></span>Ora, come noto, la transizione energetica per svincolare l&#8217;economia mondiale dall&#8217;uso delle energie fossili (cioé il petrolio) deve essere trovata ed avviata al vertice di Copenhagen, che fallirà se USA e Cina non si impegnano, fissando dei limiti.</p>
<p>Secondo il DG del Ministero dell&#8217;Ambiente occorre subito un accordo globale, che indirizzi gli investimenti energetici là dove i consumi crescono di più (cioè nei paesi non-OCSE ad alta crescita: i <strong>BRIC</strong>, NdR).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Commento: e noi che giriamo in SUV e consumiamo il quadruplo e gli USA che consumano 10 volte tanto i cittadini dei PVS?</span><strong><br />
</strong></span></p>
<p>Clini identifica 4 problemi fondamentali:</p>
<p>1) <strong>stabilire,</strong> con una regola dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio, <strong>il prezzo del carbonio</strong>,</p>
<p>2) <strong>costruire un mercato della CO2</strong>, evitando la possibile speculazione da derivati finanziari;</p>
<p><span style="color: #333399;">Commento: se si stabilisce il prezzo è difficile che il mercato sia dinamico (infatti non è mai partito). </span></p>
<p>3) individuare linee-guida per <strong>migliorare la cooperazione tecnologica internazionale</strong>;</p>
<p><span style="color: #333399;">Commento: <strong>è fuffa</strong>, la tecnologia avanzata a basse emissioni <span style="text-decoration: underline;">si paga</span>, non viaggia con i caschi blu.</span></p>
<p>4) risolvere il problema di come <strong>far rispettare gli impegni presi</strong>, evitando che la sovranità energetica dei singoli Stati venga compromessa.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Commento: la sovranità energetica è un concetto ambiguo, tecnicamente, se pienamente mantenuta, sarà difficile avere controlli indipendenti. Esempio: in Italia non si riescono a controllare i rifiuti, figuriamoci le emissioni dai camini delle fabbriche.</span><strong><br />
</strong></span></p>
<p>Secondo Clini, “<em>il rischio è che l&#8217;Europa continui ad assumere da sola gli impegno di riduzione di CO2 : uno sforzo inutile e dannoso</em>”.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Commento: è una posizione ideologica; <strong>l&#8217;Europa è &#8220;destinata&#8221; a dare l&#8217;esempio</strong>, in quanto:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> comunità di nazioni cui il mondo guarda con più fiducia che all&#8217;ONU o agli USA</span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">senza petrolio (<a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150377093618494&amp;set=a.376288208493.158141.573748493&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">fine del Brent</a>)</span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">con una rete ferroviaria diffusa e alta densità di popolazione</span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> con una diffusa sensibilità ambientale. </span></span></li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo crea le condizioni per una riduzione delle emissioni attraverso<br />
</span></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">sia l&#8217;elettrificazione del trasporto urbano </span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">che lo shift modale delle merci dai camion ai treni. </span></span></li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">In generale, l&#8217;Europa appare più facilmente &#8220;governabile&#8221; per l&#8217;educazione delle popolazioni a stili di vita sostenibili. </span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Da parte del Ministero dell&#8217;Ambiente, sostenere la logica &#8220;o tutti o nessuno&#8221; appare inadeguato.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #000000;">Infatti, </span></span>Faith Birol, capo economista dell&#8217;Aie, ha tenuto a sottolineare che il mancato raggiungimento degli <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/clima-commissione-ue/clima-commissione-ue.html" target="_blank">obiettivi 20-20 </a>da parte dell&#8217;Ue sarebbe &#8220;un disastro con conseguenze drammatiche&#8221;.</p>
<p>Secondo Birol, dopo il 2030 la <strong><span style="text-decoration: underline;">domanda </span>di combustibili fossili diminuirà comunque,</strong><strong> a prescindere dalle politiche sul clima adottate</strong>.</p>
<p>All&#8217;Europa <span style="text-decoration: underline;">conviene </span>investire sulle tecnologie per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili, perché è l&#8217;unica politica lungimirante, sia per creare know how esportabile, che per attrarre capitali a livello mondiale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Conclusione </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fatih Birol parla di calo della domanda, ma <span style="text-decoration: underline;">non dice</span> che la quantità di petrolio convenzionale prodotta (=offerta) ha già raggiunto un picco. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Egli crede (WEO 2009) che sarà possibile mantenere un lieve tasso di crescita dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;">offerta</span> da qui al 2030 (105 milioni di barili al giorno, oggi sono 80) producendo, con costosissimi investimenti, petrolio non convenzionale. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">In questo scenario viene implicitamente ammessa scarsità crescente di petrolio. Birol, tuttavia, sottolinea l&#8217;urgenza di diminuire i consumi noi (i.e. area OCSE), in nome delle emissioni. [Capito il giochino?]<br />
</span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">Quindi, a parlare di diminuzione dei consumi di petrolio (implicitamente) e delle emissioni (esplicitamente) è un alto esponente dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia che da sempre tutela gli interessi delle lobby energetiche del mondo, cioè i paesi produttori, i paesi consumatori e le compagnie petrolifere, non il dg del ministero dell&#8217;ambiente. [curioso no? Sembra un gioco di inversione delle parti]<br />
</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #1b02fc;"><span style="color: #000000;">E&#8217; dunque evidente  che &#8220;diminuire&#8221; è un concetto tuttora ostico presso il Ministero dell&#8217;Ambiente italiano, il quale, evidentemente, ha deciso (più o meno consciamente, Stefania!!) di farsi promotore del grandogma della bella ed eterna crescita</span></span></p>
<p><span style="color: #1b02fc;"><span style="color: #000000;">&#8230;magari a tutela dei piccoli padroncini che ci portano <a href="http://www.scuolamendola.it/Acqua%20da%20bere.pdf" target="_blank">l&#8217;acqua in bottiglia</a> con i camion.</span><br />
</span></p>
<h2>Risorse aggiuntive</h2>
<p><a href="http://www.tsl.uu.se/uhdsg/Publications/PeakOilAge.pdf" target="_blank">The Peak of the Oil Age</a> (pag. 28), il <a href="http://qualenergia.it/view.php?id=944&amp;contenuto=Documento" target="_blank">report che smentisce il WEO2009</a>: nel 2030 il mondo <span style="text-decoration: underline;">potrà </span>consumare <strong>75 milioni di barili e non 105</strong>.</p>
<p>Vedi il <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/video/2008/dec/15/fatih-birol-george-monbiot">video</a> di Fatih Birol intervistato da George Monbiot,</p>
<p>leggi la <a href="http://www.theoildrum.com/node/5970" target="_blank">lettera Colin Campbell</a>, su come l&#8217;IEA fa le statistiche e</p>
<p>La <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/breve-storia-di-petroconsultants.html" target="_blank">Breve storia di Petroconsultants</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Prezzo del petrolio e dei carburanti 2003 luglio 2009</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/prezzo-del-petrolio-e-dei-carburanti-2003-luglio-2009.html</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 17:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i segnali di ripresa, che gli esperti osservano, vi è anche quello del prezzo del petrolio. Quelli dei carburanti per muovere cose e persone (assieme a tonnellate di ferro, vetro e plastica, che secondo alcuni finti keynesiani, (s)muoverebbe l&#8217;economia) ne dipendono direttamente. Il Sole titola, Il rilancio minaccioso del petrolio. E&#8217; cosa utile e giusta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i segnali di ripresa, che gli esperti osservano, vi è anche quello del prezzo del petrolio.</p>
<p>Quelli dei carburanti per muovere cose e persone (assieme a tonnellate di ferro, vetro e plastica, che secondo alcuni finti keynesiani, (s)muoverebbe l&#8217;economia) ne dipendono direttamente.</p>
<p>Il Sole titola, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/08/rilancio-petrolio.shtml?uuid=0fa40830-818a-11de-a6df-065d0fee1952&#038;DocRulesView=Libero#">Il rilancio minaccioso del petrolio</a>.</p>
<p>E&#8217; cosa utile e giusta, dunque, proporvi un grafico semplice semplice aggiornato all&#8217;ultima settimana di luglio, dove trovate 5 serie di dati dal 3 gennaio 2003.</p>
<p>Dopo, chi vuole, può guardarsi 2 articoletti su quanto costa l&#8217;auto che usa <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/2-conti-della-serva-quanto-costa-lauto-in-tempo.html#more-1072" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/500-ore-lanno-in-auto.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/oilfuelsPrices2003_2009.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2530" title="oil&amp;fuelsPrices2003_2009" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/oilfuelsPrices2003_2009-300x186.jpg" alt="oil&amp;fuelsPrices2003_2009" width="300" height="186" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mio oilwatch, i sistemi di trasporto e 80 anni di auto inefficienti</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/il-mio-oilwatch.html</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 13:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>

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		<description><![CDATA[La mente dell&#8217;uomo è capace di qualsiasi cosa &#8211; poiché dentro di essa vi è ogni cosa, non solo tutto il passato , ma anche tutto il futuro. Joseph Conrad (dal sito dell&#8217;Unione Petrolifera) Pensando al futuro, guardiamo al presente dando un&#8217;occhiata al grafico sotto&#8230;. Dovrei parlare di due articoli. Il primo parla dei pregi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La mente dell&#8217;uomo è capace di qualsiasi cosa &#8211; poiché dentro di essa vi è ogni cosa, non solo tutto il passato , ma anche tutto il futuro. Joseph Conrad (dal sito dell&#8217;Unione Petrolifera)</p></blockquote>
<p>Pensando al futuro, guardiamo al presente dando un&#8217;occhiata al grafico sotto&#8230;.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/o_b_d_18_giugno_09.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2437" title="o_b_d_18_giugno_09" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/o_b_d_18_giugno_09-300x186.jpg" alt="o_b_d_18_giugno_09" width="300" height="186" /></a></p>
<p>Dovrei parlare di due articoli.</p>
<p><span id="more-2436"></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il primo</strong></span> parla dei pregi degli aerei rispetto al treno: ne stanno parlando <a href="http://qualenergia.it/view.php?id=988&amp;contenuto=Articolo">in molti</a>, si intitola <em>La valutazione ambientale del trasporto passeggeri dovrebbe includere le catene dell&#8217;infrastruttura e dell&#8217;offerta</em>. E&#8217; <a href="http://www.iop.org/EJ/article/1748-9326/4/2/024008/erl9_2_024008.pdf?request-id=d8daf425-e584-4e2d-9922-c45a5d8508e0">scaricabile</a>.<br />
Gli autori sono persone preparate, uno ha fatto la <a href="http://repositories.cdlib.org/its/ds/UCB-ITS-DS-2008-1/">tesi di dottorato</a> (<em>Life-cycle Environmental Inventory of Passenger Transportation in the United States</em>, pdf 300 pagg), costruendo l&#8217;inventario ambientale dei sistemi di trasporto per gli Stati Uniti. Nel grafico sotto si vedono le emissioni per km percorso dei diversi tipi di trasporto.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/transport-mode-emissions.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2443" title="transport-mode-emissions" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/transport-mode-emissions-300x119.jpg" alt="transport-mode-emissions" width="300" height="119" /></a></p>
<p>Con diversi limiti: non si tiene conto del particolato (vedi &#8220;Methodology&#8221; a pag. 2 dell&#8217;articolo), che costituisce probabilmente il danno più grave dei trasporti su gomma (vedi <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/gli-inquinamenti-sconosciuti-che-lodr-vuol-far-vedere.html">qui</a>, <a href="http://www.ecoblog.it/post/5602/le-particelle-ultrasottili-sono-la-chiave-per-il-monitoraggio-corretto-dellaria" target="_blank">qui</a> e <a href="http://ec.europa.eu/environment/integration/research/newsalert/pdf/112na4.pdf">qui</a>).</p>
<p>Inoltre le ferrovie americane hanno ancora molte locomotive a diesel e l&#8217;elettricità prodotta (che alimenta quelle elettriche) è fatta in gran parte da carbone. Si ripete per le ferrovie la questione di come viene prodotta l&#8217;elettricità negli USA, già affrontata nel caso dell&#8217;<a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/lacqua-per-leconomia-dellidrogeno.html" target="_blank">acqua  per la produzione di idrogeno</a>.</p>
<p>L&#8217;articolo sottolinea come il ciclo di vita dell&#8217;infrastruttura ferroviaria sia  più &#8220;impattante&#8221; di quella aeroportuale e, tuttavia, risulta difficile credere che &#8211; nel lungo periodo &#8211; viaggiare in aereo sia più ecologico che prendere il treno. Sicuramente un aereo pieno impatta meno di un treno vuoto, per capita. Ma per un&#8217;analisi completa si dovrebbe considerare il traffico su gomma (il peggiore, secondo gli autori) <strong>evitato</strong>, da un sistema di ferrovie capillare.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Il secondo</strong></span>, non scaricabile, si intitola: <a href="http://dx.doi.org/10.1016/j.enpol.2009.04.001" target="_blank">Fuel efficiency of vehicles on US roads: 1923–2006</a> di Michael Sivak ed Omer Tsimhoni. In appena 3 pagine, gli autori hanno ricostruito i consumi delle auto USA grazie ai dati su litri di carburante acquistati e sui km  percorsi, concludendo che, dopo i progressi a seguito della prima crisi petrolifera, l&#8217;efficienza dei veicoli è, sostanzialmente, ferma (vedi sotto).</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/fuel-efficiency-us-vehicles-1923-2006.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2440" title="fuel-efficiency-us-vehicles-1923-2006" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/fuel-efficiency-us-vehicles-1923-2006-300x194.jpg" alt="fuel-efficiency-us-vehicles-1923-2006" width="300" height="194" /></a></p>
<p>La causa è dovuta all&#8217;alta cilindrata media del parco veicolare americano (il che spiega l&#8217;attuale stato finanziario dell&#8217;industria automobilistica USA), ma serve da monito anche da noi, in Europa, dove le cilindrate sono molto inferiori. Da un lato infatti tutte le merci viaggiano su gomma, cioè su camion diesel, con parecchio particolato (vedi il primo articolo), dall&#8217;altro si deve constatare che gli standard &#8220;richiesti dai consumatori&#8221; in prestazioni  (accelerazione) e gadgets (aria condizionata) limitano implacabilmente l&#8217;efficienza del nostro parco veicolare.</p>
<p>Circolarmente, dunque, rimando al primo grafico di questo post.</p>
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		<title>EROEI, Prometeo e i dati BP 2009</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/eroei-prometeo-e-i-dati-bp-2009.html</link>
		<comments>http://www.locchiodiromolo.it/blog/eroei-prometeo-e-i-dati-bp-2009.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[BP]]></category>
		<category><![CDATA[Georgescu-Roegen]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sedemmo dalla parte del torto poiché gli altri posti erano occupati. Bertold Brecht Energy Return on Energy Invested (EROEI): &#8230;a net-zero EROEI for a resource does not necessarily mean that the energy resource has no utility &#8211; it simply means that the energy resource has become an energy carrier, not an energy source. The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ci sedemmo dalla parte del torto poiché gli altri posti erano occupati. Bertold Brecht</p></blockquote>
<p>Energy Return on Energy Invested (EROEI): &#8230;a net-zero EROEI for a resource does not necessarily mean that the energy resource has no utility &#8211; it simply means that the energy resource has become an energy carrier, not an energy source. The burden of energy production must be moved to a different energy source.<br />
<a href="http://anz.theoildrum.com/node/5457">Phoenix</a></p>
<p>Il passaggio rimanda all&#8217;incipit di qualunque documento parli di idrogeno: &#8220;&#8230;è necessario ricordare che l&#8217;idrogeno non è una fonte ma un vettore di energia..&#8221;</p>
<p>EROEI, dunque: oggi un barile di petrolio ne produce meno di 10, mentre 50 anni fa erano 100.</p>
<p>La questione posta in termini più generali corrisponde alla &#8220;necessità&#8221; della scoperta di <a href="http://www.nytimes.com/1990/12/14/business/economic-scene-controlling-oil-s-2-great-threats.html" target="_blank">Prometeo III</a>: una tecnologia che permette a dell&#8217;energia <em>disponibile</em> di divenire <em>accessibile</em> agli uomini, usandone di meno.</p>
<p>E&#8217; un motore, che permette di estrarre un carburante.<br />
Aggiungo, il tutto permette di soddisfare dei bisogni o creare dei nuovi servizi (mobilità, elettricità, termica).</p>
<p>Un benvenuto ai dati <a href="http://www.bp.com/productlanding.do?categoryId=6929&amp;contentId=7044622">BP 2009</a> (che confermano il picco del petrolio)</p>
<blockquote><p>Oil production outside OPEC fell by 1.4% or 610,000b/d, the largest decline since 1992.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/bp2009_consumption_byregion.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2394" title="bp2009_consumption_byregion" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/bp2009_consumption_byregion-300x185.jpg" alt="bp2009_consumption_byregion" width="300" height="185" /></a></p>
<p>..la produzione a pagina 10 del <a href="http://www.bp.com/liveassets/bp_internet/globalbp/globalbp_uk_english/reports_and_publications/statistical_energy_review_2008/STAGING/local_assets/2009_downloads/statistical_review_of_world_energy_full_report_2009.pdf">Report</a>.</p>
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		<title>Petrolio a (quasi) 70..</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[a me me piace&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/petrolio_5guigno_ore10.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2386" title="petrolio_5guigno_ore10" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/petrolio_5guigno_ore10-300x130.jpg" alt="petrolio_5guigno_ore10" width="300" height="130" /></a></p>
<p>a me me piace&#8230;</p>
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		<title>Fibonacci e il petrolio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 15:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[fibonacci]]></category>
		<category><![CDATA[onde di elliot]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo P.A. Rajan, un analista della MF Global, il barile di petrolio dovrebbe tornare presto a 77$, poiché segue una successione di Fibonacci. Glossario Ripiego parziale (Retracement): un declino che ripercorre una porzione di un&#8217;avanzata precedente (o un&#8217;avanzata che ripercorre una porzione di un declino precedente). I ripieghi tipicamente coprono da 1/3 a 2/3 del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo P.A. Rajan, un analista della MF Global, il barile di petrolio dovrebbe tornare presto a 77$, poiché segue una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Successione_di_Fibonacci">successione di Fibonacci</a>.</p>
<h3>Glossario</h3>
<p>Ripiego parziale (Retracement): un declino che ripercorre una porzione di un&#8217;avanzata precedente (o un&#8217;avanzata che ripercorre una porzione di un declino precedente). I ripieghi tipicamente coprono da 1/3 a 2/3 del trend precedente; un ripiego superiore a 2/3 tipicamente è segnale di un&#8217;inversione di trend.</p>
<p><span id="more-2355"></span></p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/retracement.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2357" title="retracement" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/retracement.gif" alt="retracement" hspace="6" width="285" height="134" /></a></p>
<p>La successione di Fibonacci, costruita sommando i primi 2 numeri per ottenere il terzo, produce un rapporto di ogni numero col prossimo di 61,8 percento, il suo inverso è 38,2 percento,viene usato come ripiego parziale nella Teoria delle Onde di Elliot (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Elliott_wave_principle" target="_blank">Elliot wave theory</a>). Il rapporto tra i due numeri approssima la  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea#Relazione_con_la_serie_di_Fibonacci" target="_blank">sezione aurea</a>.</p>
<p>La Teoria delle Onde di Elliot (vedi <a href="http://www.market-harmonics.com/elliott_wave1.htm" target="_blank">1</a>, <a href="http://www.tradersedgeindia.com/elliott_wave_theory.htm" target="_blank">2</a>, <a href="http://stockcharts.com/school/doku.php?id=chart_school:market_analysis:elliott_wave_theory" target="_blank">3</a>) postula che i cicli borsistici seguano una progressione di Fibonacci secondo un andamento, in parte, prevedibile di 5 fasi ascendenti (trend dominante) e 3 discendenti (trend di correzione):</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/elliotwave1.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2359" title="elliotwave1" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/elliotwave1.gif" alt="elliotwave1" hspace="6" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Attualmente, il prezzo dei futures sul petrolio sta risalendo, cercando di raggiungere i 77$/barile, il valore che rappresenta il retracement di Fibonacci = 38,2% dal minimo di dicembre 40 $/barile di diecembre (per l&#8217;esattezza $76,28).</p>
<h4>Ora la domanda è: tutti a comprare futures oppure puntare su biciclette e orti?</h4>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/fibonacci_oil.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2360" title="fibonacci_oil" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/fibonacci_oil-300x186.jpg" alt="fibonacci_oil" width="300" height="186" /></a></p>
<p>Via | <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601072&amp;sid=axR5n1YXEcXk&amp;refer=energy">Bloomberg</a></p>
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