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	<title>L&#039;occhio di Romolo &#187; Petroconsultants</title>
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	<description>Dalle bici in carbonio alle auto a idrogeno, progressi ed involuzioni che causano il futuro</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 21:30:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il picco del metano</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[economia neoclassica]]></category>
		<category><![CDATA[funzione di produzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando arriva la prosperità, non usarla tutta. Confucio &#160; Picco del petrolio e decrescita sono dei concetti collegati. Il primo da Hubbert a Bardi passando, per Heinberg e Campbell, non smette di avvertirci che Olii petra è una risorsa finita &#8211; lo stoccaggio di energia rinnovabile (vegetale ed animale) in forma di minerale in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quando arriva la prosperità, non usarla tutta. Confucio</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Picco del petrolio e decrescita sono dei concetti collegati. Il primo da <a href="http://www.hubbertpeak.com/hubbert/" target="_blank">Hubbert</a> a <a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2011/06/il-picco-dei-minerali.html" target="_blank">Bardi</a> passando, per <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EQqDS9wGsxQ" target="_blank">Heinberg </a>e <a href="http://www.peakoil.net/headline-news/the-first-ever-oil-database-the-history-of-petroconsultants" target="_blank">Campbell</a>, non smette di avvertirci che <strong>Olii petra</strong> è una risorsa finita &#8211; lo stoccaggio di energia rinnovabile (vegetale ed animale) in forma di minerale in un processo della durata milioni di anni.</p>
<p>La decrescita è una visione &#8220;eretica&#8221; dell&#8217;economia, che postula un legame molto forte della crescita economica con il consumo di energia fossile e minerali e delle materie prime. Georgescu-Reogen per primo ipotizzo che fosse necessario impostare un <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/georgescu-il-programma-bioconomico-minimale.html" target="_blank">programma bioeconomico minimale</a> finalizzato a guidare, più o meno &#8220;dolcemente&#8221; le economie del mondo ad una minimizzazione del consumo di risorse non rinnovabili (energia e minerali) finalizzato a nutrire il maggior numero di persone con agricoltura biologica.</p>
<p>Il picco è quindi un <em>argomento</em> della teoria della decrescita che permette di evidenziare come l&#8217;uso (la crescita del consumo) di energia e materiali sia stata la <em>conditio sine qua non</em> della crescita del capitale, posto che il lavoro sia mantenuto a livelli di (poco sopra la) sussistenza.</p>
<p>Capitale, lavoro, energia e materiali (KLEM) sono gli input, o fattori di produzione, dell&#8217;economia standard (chiamata anche &#8220;neoclassica&#8221; o marginalista). La funzione di produzione lega il prodotto Q &#8211; il PIL a livello nazionale &#8211; secondo una funzione:  <em>Q = f(KLEM)</em>. A lungo economia ed econometria hanno trascurato E e M.</p>
<p>L&#8217;economia standard postula la ricerca di sempre maggiore produttività per ognuno di questi input, che devono essere remunerati quanto la loro produttività marginale: quanti € porta una unita di KLEM. Per l&#8217;economia eretica KL non sono input ma fondi che mirano alla propria riproduzione, solo EM sono input intermedi, che vengono distrutti o modificati nel processo produttivo (<a href="http://www.societalmetabolism.org/musiasem.html" target="_blank">vedi</a>).</p>
<p>Storicamente, finito lo schiavismo e affermatisi (+o-) i diritti dell&#8217;uomo, l&#8217;economia moderna, basata sui servizi, ha messo moltissima parte della popolazione in attività che non generano molto Pil. Perche settori dove il rapporto input output e rigido: 1 computer= 1 persone; un maestro=max40 allievi; 1 dottore = 1 malato ogni mezz&#8217;ora, ecc.</p>
<p>Oltre ai servizi pubblici, come scuole ed ospedali, infatti, il cittadino Istat-censito difficilmente lavorerà in una fabbrica o sui campi, producendo qualcosa. Spesso la trasporta da un posto all&#8217;altro, più spesso produce carta, bit, burocrazia o cultura&#8230;</p>
<p>Ne consegue che la produttività del lavoro è bassa secondo l&#8217;economia standard ed infatti i salari reali sono rimasti agli anni &#8217;70.</p>
<p>Ad oggi, nonostante i <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/retribuzioni/dossier-salari/dossier-salari.html" target="_blank">bassissimi salari</a>, la crisi attuale é, secondo tutti dovuta al debito ed alla mancata crescita (PIL fermo) che ha aumentato il debito/PIL. La mancanza di crescita é dovuta secondo me alla fine del petrolio a 20$/barile. Secondo altri alla bassa produttività di L?!</p>
<p>In ogni caso, crisi del debito e mancata crescita stanno causando/essendo/rivelando una enorme recessione. Di cui non si vede la fine. (Sempre secondo me) per la semplice ragione che non si vede &#8220;cosa&#8221; crescerà del 10%/anno!</p>
<p>Risulta difficile immaginare come continuare a produrre,  consumare ed inquinare come prima. LEGGESI: a produrre cose inutili a due lire, per persone che non hanno più i soldi per comprarle (ammesso che la presa di coscienza ritardi ed il lavaggio cerebrale mediatico-pubblicitario continui a funzionare a lungo e per molti).</p>
<p>dopo il sermone&#8230;</p>
<p>Un evidente segnale recente della gravità della recessione in atto é la <span style="color: #ff0000;"><strong>diminuzione dei consumi di gas naturale</strong></span>. Metano che viene consumato dalle imprese per fare elettricità, calore e produrre materiali (oltre che dalle famiglie per scaldarsi).</p>
<p><strong>Consumi di metano (fonte: <a href="http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/dgerm/bilanciogas.asp" target="_blank">Mse</a>)</strong></p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Gas_naturale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4295" title="Gas_naturale" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Gas_naturale-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" hspace="5" /></a></p>
<p>I dati indicano un calo simile a quello del 2009.</p>
<p>Questi secondo gli <a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=101320" target="_blank">esperti del settore</a> sono dati completamente &#8220;neri&#8221;, non solo perche confermano la recessione in atto, ma in quanto la generale diminuzione dei consumi mette:</p>
<p>&#8220;<em>in ginocchio tutti quelli che lavorano nel settore dell&#8217;energia, grandi, medi e piccoli, molti a rischio di sopravvivenza</em>&#8220;.</p>
<p><span style="color: #339966;">&#8230;e venne spontanea una riflessione</span>:</p>
<p>Ma è <del>un</del> bene massimizzare il consumo, voler far crescere la produzione di beni, l&#8217;elettricità, i materiali intermedi che servono a produrre beni che non durano, a trasportarli per centinaia di km, a raffreddarli, scaldarli, per poi&#8230;buttarli in discarica?</p>
<p>Oggi, credo veramente che un <span style="color: #000000;">ripensamento dal fondo</span> del processo economico non sia uno sfizio filosofico.</p>
<p>Nessun bene dovrebbe essere prodotto né per massimizzare il numero, né per minimizzare i costi. <strong>La produzione è una coperta corta</strong> o aumenti il consumo di energia o i materiali o riduci lavoratori e salari o riduci il capitale (macchine) impoiegato e fai lavorare i bambini o&#8230;</p>
<p>Proposta (se io fossi&#8230;): si riparta dai trasporti su ferro, si creino reti ciclabili per diminuire petrolio ed inquinamento delle città; si razionalizzino i servizi alla persona per il lavoro giovanile; si massimizzi il recupero dei materiali ed il rimboschimento, sia reso obbligatorio il porta a porta nelle grandi aree urbane.</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong> |</p>
<p><a href="http://ugobardi.blogspot.com/2011/12/che-punto-siamo-con-la-crisi.html" target="_blank">A che punto siamo con la crisi</a>, di Antonio Turiel</p>
<p><a href="http://malthusday.blogspot.com/2011/12/cera-una-volta-leconomia.html" target="_blank">C&#8217;era una volta l&#8217;economia</a>, di Geminello Alvi</p>
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		<title>2 scenari a confronto: Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia e Università di Uppsala</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/2-scenari-a-confronto-agenzia-internazionale-dellenergia-e-universita-di-uppsala.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità senza petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[iea]]></category>
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		<category><![CDATA[Petroconsultants]]></category>
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		<description><![CDATA[Se il mondo consumerà più o meno petrolio nei prossimi anni è una questione molto importante, più di quella di come controllare la domanda di petrolio dei paesi ricchi, di quelli poveri, di dove investire per tirarne fuori altro o diffondere tecnologie che mettano sotto terra la CO2, per abbattere le emissioni di gas serra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il mondo consumerà più o meno petrolio nei prossimi anni è una questione molto importante, più di quella di come <span style="text-decoration: underline;">controllare la domanda</span> di petrolio dei paesi ricchi, di quelli poveri, di dove investire per tirarne fuori altro o diffondere tecnologie che mettano sotto terra la CO2, per abbattere le emissioni di gas serra (che &#8211; sottolineo &#8211; ritengo fondamentale).</p>
<p><span id="more-2653"></span></p>
<p>E&#8217; più importante perché non si tratta di scelta, quanto di non-scelta dovuta ad un&#8217;<span style="text-decoration: underline;">offerta limitata</span>.</p>
<p>In un mondo dove &#8220;noi&#8221; andiamo tutti sempre in auto grandi e &#8220;loro&#8221; vanno  quasi sempre a piedi, chi sceglie le politiche energetiche, industriali, infrastrutturali e dei trasporti, dovrebbe IL PRIMA POSSIBILE prendere coscienza del fatto che meno petrolio di oggi, domani (quando &#8220;loro&#8221; chiederanno, forse motorini, qualche utilitaria, treni e, magari,talvolta di viaggiare in aereo), implica molto meno petrolio. A causa della concorrenza per averne di 4 continenti e mezzo (il mezzo è l&#8217;America del Centro e del Sud).</p>
<p>I 2 scenari</p>
<h1><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/IEA-vs-Uppsala-World-oil-scenario-2030.pdf">IEA vs Uppsala World oil scenario 2030</a></h1>
<p>da <a href="http://www.tsl.uu.se/uhdsg/Publications/PeakOilAge.pdf" target="_blank">The peak of the oil age</a></p>
<p>Aggiungo:</p>
<p>Anche questo si collega con la morte di Eva.</p>
<p>Il nesso è la mancanza di coraggio di cambiare le cose&#8230;</p>
<p>&#8230;l&#8217;incapacità, nel 2009, di fare una pista ciclabile su via dei Fori imperiali&#8230;</p>
<p>&#8230;mantenendo lo status quo di un&#8217;autostrada di sampietrini larga 20 metri su un fondo di cemento nel cuore di Roma.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento</span></h2>
<p>la <a href="http://www.theoildrum.com/node/5970" target="_blank">lettera di Colin J. Campbell al Guardian</a>, dove viene ricostruita:</p>
<ol>
<li>la nascita della moderna teoria del picco del petrolio a partire dall&#8217;articolo <em>The end of Cheap Oil</em> su Scientific American del Marzo 1998;</li>
<li>la storia (e la fine) di Petroconsultant, unica società capace di produrre statistiche afidabili sulle riseve di petrolio.</li>
</ol>
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		<title>WEO 2009 e il Ministero dell&#8217;Ambiente</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/weo-2009-e-il-ministero-dellambiente.html</link>
		<comments>http://www.locchiodiromolo.it/blog/weo-2009-e-il-ministero-dellambiente.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità senza petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[AIE]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Clini]]></category>
		<category><![CDATA[Fatih Birol]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Petroconsultants]]></category>
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		<category><![CDATA[picco]]></category>
		<category><![CDATA[weo 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Grafico da Oilwatch monthly E&#8217; appena uscito il World Energy Outlook 2009 dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia, che, si concentra su come far fronte ai cambiamenti climatici, chiamando investimenti in R&#38;S per fare fronte all&#8217;esaurimento dei pozzi esistenti. Scrissi dell&#8217;edizione 2008 qui, qui e qui. Alla presentazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ieri 18 novembre, c&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/OilwatchNov09_figure5_WorldCrude.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2640" title="OilwatchNov09_figure5_WorldCrude" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/OilwatchNov09_figure5_WorldCrude.png" alt="OilwatchNov09_figure5_WorldCrude" width="391" height="196" /></a></p>
<p>Grafico da <a href="http://europe.theoildrum.com/node/5972" target="_blank">Oilwatch monthly</a></p>
<p>E&#8217; appena uscito il <strong>World Energy Outlook 2009 dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia</strong>, che,</p>
<ul>
<li>si concentra su come far fronte ai cambiamenti climatici,</li>
<li>chiamando investimenti in R&amp;S</li>
<li>per fare fronte all&#8217;esaurimento dei pozzi esistenti.</li>
</ul>
<p>Scrissi dell&#8217;edizione 2008 <a href="http://www.ecoblog.it/post/7150/world-energy-outlook-2008-il-petrolio" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.ecowiki.it/il-world-energy-outlook-2008.html" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/world-energy-outlook-2008-prezzi-reali-o-allisciati.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Alla presentazione presso il <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong>, ieri 18 novembre, c&#8217;era tutto il Gotha dell&#8217;energia italiana e Fatih Birol dell&#8217;AIE.</p>
<p>Le cronache riportano le opinioni di <a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=77259" target="_blank">Corrado Clini</a>,  potente DG del ministero dell&#8217;Ambiente, secondo cui il Weo 2009 “indora la pillola”, volendo far credere che per i paesi Opec non ci saranno ripercussioni negative dall&#8217;adozione di politiche energetiche internazionali più “verdi”, mentre i paesi produttori starebbero esercitando pressioni per evitare che il ruolo dei combustibili fossili venga compresso.</p>
<p>Nello <a href="http://www.greenreport.it/_archivio/index.php?page=default&amp;id=1334" target="_blank">scenario 450</a> da qui al 2030, l&#8217;Aie prevede una riduzione del 75% dei combustibili fossili.</p>
<p>Questo, secondo il DG, <strong>&#8220;non potrà essere indolore per i paesi Opec per le ripercussioni negative dall&#8217;adozione di politiche energetiche internazionali verdi&#8221;</strong>, che avverte il rischio di &#8220;letture romantiche&#8221; del rapporto AIE.</p>
<p><span style="color: #333399;">Commento: ma perché si </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">agita lo spauracchio dei &#8220;paesi Arabi&#8221;? Perché si parla di &#8220;dolore&#8221; (di diminuire l&#8217;uso del petrolio, di cambiare)?! &#8230;di &#8220;lettura romantica&#8221;?</span><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span id="more-2638"></span>Ora, come noto, la transizione energetica per svincolare l&#8217;economia mondiale dall&#8217;uso delle energie fossili (cioé il petrolio) deve essere trovata ed avviata al vertice di Copenhagen, che fallirà se USA e Cina non si impegnano, fissando dei limiti.</p>
<p>Secondo il DG del Ministero dell&#8217;Ambiente occorre subito un accordo globale, che indirizzi gli investimenti energetici là dove i consumi crescono di più (cioè nei paesi non-OCSE ad alta crescita: i <strong>BRIC</strong>, NdR).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Commento: e noi che giriamo in SUV e consumiamo il quadruplo e gli USA che consumano 10 volte tanto i cittadini dei PVS?</span><strong><br />
</strong></span></p>
<p>Clini identifica 4 problemi fondamentali:</p>
<p>1) <strong>stabilire,</strong> con una regola dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio, <strong>il prezzo del carbonio</strong>,</p>
<p>2) <strong>costruire un mercato della CO2</strong>, evitando la possibile speculazione da derivati finanziari;</p>
<p><span style="color: #333399;">Commento: se si stabilisce il prezzo è difficile che il mercato sia dinamico (infatti non è mai partito). </span></p>
<p>3) individuare linee-guida per <strong>migliorare la cooperazione tecnologica internazionale</strong>;</p>
<p><span style="color: #333399;">Commento: <strong>è fuffa</strong>, la tecnologia avanzata a basse emissioni <span style="text-decoration: underline;">si paga</span>, non viaggia con i caschi blu.</span></p>
<p>4) risolvere il problema di come <strong>far rispettare gli impegni presi</strong>, evitando che la sovranità energetica dei singoli Stati venga compromessa.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Commento: la sovranità energetica è un concetto ambiguo, tecnicamente, se pienamente mantenuta, sarà difficile avere controlli indipendenti. Esempio: in Italia non si riescono a controllare i rifiuti, figuriamoci le emissioni dai camini delle fabbriche.</span><strong><br />
</strong></span></p>
<p>Secondo Clini, “<em>il rischio è che l&#8217;Europa continui ad assumere da sola gli impegno di riduzione di CO2 : uno sforzo inutile e dannoso</em>”.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Commento: è una posizione ideologica; <strong>l&#8217;Europa è &#8220;destinata&#8221; a dare l&#8217;esempio</strong>, in quanto:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> comunità di nazioni cui il mondo guarda con più fiducia che all&#8217;ONU o agli USA</span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">senza petrolio (<a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150377093618494&amp;set=a.376288208493.158141.573748493&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">fine del Brent</a>)</span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">con una rete ferroviaria diffusa e alta densità di popolazione</span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> con una diffusa sensibilità ambientale. </span></span></li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo crea le condizioni per una riduzione delle emissioni attraverso<br />
</span></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">sia l&#8217;elettrificazione del trasporto urbano </span></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">che lo shift modale delle merci dai camion ai treni. </span></span></li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">In generale, l&#8217;Europa appare più facilmente &#8220;governabile&#8221; per l&#8217;educazione delle popolazioni a stili di vita sostenibili. </span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Da parte del Ministero dell&#8217;Ambiente, sostenere la logica &#8220;o tutti o nessuno&#8221; appare inadeguato.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #000000;">Infatti, </span></span>Faith Birol, capo economista dell&#8217;Aie, ha tenuto a sottolineare che il mancato raggiungimento degli <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/clima-commissione-ue/clima-commissione-ue.html" target="_blank">obiettivi 20-20 </a>da parte dell&#8217;Ue sarebbe &#8220;un disastro con conseguenze drammatiche&#8221;.</p>
<p>Secondo Birol, dopo il 2030 la <strong><span style="text-decoration: underline;">domanda </span>di combustibili fossili diminuirà comunque,</strong><strong> a prescindere dalle politiche sul clima adottate</strong>.</p>
<p>All&#8217;Europa <span style="text-decoration: underline;">conviene </span>investire sulle tecnologie per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili, perché è l&#8217;unica politica lungimirante, sia per creare know how esportabile, che per attrarre capitali a livello mondiale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Conclusione </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fatih Birol parla di calo della domanda, ma <span style="text-decoration: underline;">non dice</span> che la quantità di petrolio convenzionale prodotta (=offerta) ha già raggiunto un picco. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Egli crede (WEO 2009) che sarà possibile mantenere un lieve tasso di crescita dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;">offerta</span> da qui al 2030 (105 milioni di barili al giorno, oggi sono 80) producendo, con costosissimi investimenti, petrolio non convenzionale. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">In questo scenario viene implicitamente ammessa scarsità crescente di petrolio. Birol, tuttavia, sottolinea l&#8217;urgenza di diminuire i consumi noi (i.e. area OCSE), in nome delle emissioni. [Capito il giochino?]<br />
</span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">Quindi, a parlare di diminuzione dei consumi di petrolio (implicitamente) e delle emissioni (esplicitamente) è un alto esponente dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia che da sempre tutela gli interessi delle lobby energetiche del mondo, cioè i paesi produttori, i paesi consumatori e le compagnie petrolifere, non il dg del ministero dell&#8217;ambiente. [curioso no? Sembra un gioco di inversione delle parti]<br />
</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #1b02fc;"><span style="color: #000000;">E&#8217; dunque evidente  che &#8220;diminuire&#8221; è un concetto tuttora ostico presso il Ministero dell&#8217;Ambiente italiano, il quale, evidentemente, ha deciso (più o meno consciamente, Stefania!!) di farsi promotore del grandogma della bella ed eterna crescita</span></span></p>
<p><span style="color: #1b02fc;"><span style="color: #000000;">&#8230;magari a tutela dei piccoli padroncini che ci portano <a href="http://www.scuolamendola.it/Acqua%20da%20bere.pdf" target="_blank">l&#8217;acqua in bottiglia</a> con i camion.</span><br />
</span></p>
<h2>Risorse aggiuntive</h2>
<p><a href="http://www.tsl.uu.se/uhdsg/Publications/PeakOilAge.pdf" target="_blank">The Peak of the Oil Age</a> (pag. 28), il <a href="http://qualenergia.it/view.php?id=944&amp;contenuto=Documento" target="_blank">report che smentisce il WEO2009</a>: nel 2030 il mondo <span style="text-decoration: underline;">potrà </span>consumare <strong>75 milioni di barili e non 105</strong>.</p>
<p>Vedi il <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/video/2008/dec/15/fatih-birol-george-monbiot">video</a> di Fatih Birol intervistato da George Monbiot,</p>
<p>leggi la <a href="http://www.theoildrum.com/node/5970" target="_blank">lettera Colin Campbell</a>, su come l&#8217;IEA fa le statistiche e</p>
<p>La <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/breve-storia-di-petroconsultants.html" target="_blank">Breve storia di Petroconsultants</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Breve storia di Petroconsultants</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 16:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Colin Campbell]]></category>
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		<description><![CDATA[Frequentando questo sito si cerca di rimanere aggiornati su alcuni argomenti &#8220;scomodi&#8221;, quali il picco del petrolio. E&#8217; di particolare interesse la pubblicazione sul sito di ASPO di un breve testo, The first ever oil database, the history of Petroconsultants, che racconta la storia della società Petroconsultants di Ginevra. 10 anni fa infatti, usci il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frequentando questo sito si cerca di rimanere aggiornati su alcuni argomenti &#8220;scomodi&#8221;, quali il picco del petrolio. E&#8217; di particolare interesse la pubblicazione sul sito di ASPO di un breve testo, <a href="http://www.peakoil.net/headline-news/the-first-ever-oil-database-the-history-of-petroconsultants" target="_blank">The first ever oil database, the history of Petroconsultants</a>, che racconta la storia della società <strong>Petroconsultants</strong> di Ginevra.</p>
<p><span id="more-868"></span></p>
<p>10 anni fa infatti, usci il primo articolo a firma di Colin J. Campbell (fondatore di ASPO) e Jean H. Laherrere, che, utilizzando i dati di Petroconsultants, parlava in modo esplicito della possibilità che la produzione di petrolio, a livello mondiale, raggiungesse un picco negli anni a venire. Tema assai scomodo.</p>
<p>All&#8217;epoca ero proprio a Ginevra, impegnato in un master in energia che, con grande gioia, potevo autofinanziare, svolgendo una ricerca sulle celle a combustibile PEM. L&#8217;idrogeno nelle fuel cell era (ed è tuttora, secondo me) la risposta giusta al problema dell&#8217;inquinamento locale (particolato, NOx, rumore etc.), rovina della vita di moltissimi cittadini del mondo, oltre che prima causa di alienazione e deturpamento sia dei beni naturali che di quelli prodotti dall&#8217;uomo.</p>
<p><a href="http://dieoff.org/page140.htm" target="_blank">The end of cheap oil</a> di Campbell e Laherrere, arrivò come un fulmine e spostò di ben due livelli la prospettiva energetica di riferimento:</p>
<p><strong>Non si trattava più di pulire le città d&#8217;arte e neanche di riorientare il modello di sviluppo per ridurre la CO2 (aumentando l&#8217;efficienza ed incentivando le rinnovabili), ma bensì di trovare una soluzione molto più radicale alla fine del banchetto dei fossili, che aveva motivato lo sviluppo industriale degli ultimi 200 anni.</strong></p>
<p>Ora che, come scrive Campbell, quella banca dati di Ginevra appare come l&#8217;ultima realistica, da cui partire per stimare le riserve di petrolio mondiale, mi viene da sorridere, ripensando alla telefonata in cui chiedevo alla gentile Segretaria semplicemente: &#8220;<em>Quanto costa la vostra banca dati? Sono uno studente</em>&#8220;</p>
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		<title>Crude Oil &#8211; the Supply Outlook</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 13:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Bakhtiari]]></category>
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		<description><![CDATA[I mari possono sommergere, ma gli uomini di carattere resteranno fermi come la riva, Tirukkural E&#8217; uscito oggi il rapporto della Ludwig-Bolkow-Systemtechnik GmbH per Energy Watch Group sulla produzione mondiale di greggio. Peak oil is Now! Il picco della produzione è stato raggiunto nel 2006, (vedi post Il secolo delle radici di Baktiari del 26 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="penzoil" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/10/penzoil-motor-oil-posters.jpg"><img id="image710" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/10/penzoil-motor-oil-posters.miniatura.jpg" border="0" alt="penzoil" /></a></p>
<blockquote><p>I mari possono sommergere, ma gli uomini di carattere resteranno fermi come la riva, Tirukkural</p></blockquote>
<p>E&#8217; uscito oggi il rapporto della <a href="http://www.lbst.de/index__e.html?http://www.lbst.de/welcome__e.html" target="_blank">Ludwig-Bolkow-Systemtechnik GmbH</a> per  <a href="http://www.energywatchgroup.org/Erdoel-Report.32+M5d637b1e38d.0.html" target="_blank">Energy Watch Group</a> sulla produzione mondiale di greggio. <strong>Peak oil is Now!</strong></p>
<ol>
<li>Il picco della produzione è stato raggiunto nel 2006, (vedi post <a title="Permalink per Il secolo delle radici" rel="bookmark" href="http://www.locchiodiromolo.it/?p=448">Il secolo delle radici</a> di Baktiari del 26 aprile);</li>
<li>La produzione si dimezza entro il 2030 (al contrario delle previsioni IEA, secondo le quali inizia solo allora).</li>
</ol>
<p>Se risulterà vero potremo dire che <a href="http://members.iinet.net.au/~matteoli/html/Articles/Crude&amp;dangerous.html" target="_blank">Bernabé nel 1998</a> aveva stra-ragione&#8230;ed anche <a href="http://dieoff.com/page140.pdf" target="_blank">Campbell</a>! (<em>The end of cheap oil</em>, su Scientific American)</p>
<blockquote><p>&#8220;My forecast is that between 2000 and 2005 the world will be reaching peak production from our known fields, and after that, output will decline.&#8221; But demand will keep growing, slowly but inexorably.</p></blockquote>
<p>Il report <a href="http://www.energywatchgroup.org/fileadmin/global/pdf/EWG_Oilreport_10-2007.pdf" target="_blank">Crude Oil The Supply Outlook</a> (pdf 101 pagg).</p>
<p>Vedi sintesi sul <a href="http://www.guardian.co.uk/oil/story/0,,2196435,00.html?gusrc=rss&amp;feed=networkfront#article_continue" target="_blank">Guardian</a> e l&#8217;entusiasmo su <a href="http://petrolio.blogosfere.it/2007/10/breaking-energy-watch-group-annuncia-il-picco-2006.html" target="_blank">Petrolio</a>.</p>
<p>Via <a href="http://sgenergycrisis.blogspot.com/2007/10/steep-decline-in-oil-production-brings.html" target="_blank">Energy Crisis</a>.</p>
<p><strong><span style="color: red;">AGGIORNAMENTO</span></strong><br />
Il <a href="http://www.forbes.com/forbes/1998/0615/6112084a_print.html" target="_blank">link diretto</a> all&#8217;intervista di Franco Bernabé sulla rivista Forbes del 1998, grazie a Frank Galvagno.</p>
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