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Posts Tagged ‘opec’

Din don! Buon natale: – 2 milioni di barili

16 dicembre 2008 Nessun commento

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Dec. 15 (Bloomberg) — OPEC should make a “sizable” cut in oil production at this week’s meeting because there are excess global stockpiles, OPEC Secretary-General Abdalla el- Badri said. The group expects Russia to help.

Sizeable = 2 milioni di barili di petrolio al giorno.

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Ossimori Magni: un Kuwait l’anno e 50$/barile

12 novembre 2008 Nessun commento

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WEO 2008: il mondo deve trovare 64 milioni di barili al giorno (23.300 miliardi di barili/anno) di petrolio entro 2030, equivalente alla produzione del Kuwait ogni anno, per far fronte sia al previsto aumento della domanda che al declino dei giacimenti attuali.

L’Agenzia Mondiale dell’Energia prevede un aumento dell’1 per cento l’anno da quì al 2030, mentre il declino dei pozzi attuali accelererà dal 6.7 per cento al 8.6 per cento. Occorre un investimento “rapido ed adeguato” nella produzione petrolifera affinché l’offerta sia sufficiente. Questo dirà oggi l’IEA nella presentazione del World Energy Outlook 2008 a Parigi.

“Rimane il rischio reale che investimenti insufficienti causino una crisi dell’offerta petrolifera entro il 2015, mentre accelera il declino di produzione dei giacimenti maturi” dice l’IEA, che aggiunge: “La forbice fra ciò che si sta costruendo oggi ed il minimo necessario per stare al passo con la domanda si sta allargando, i problemi arriveranno dal 2010 in poi”.

RIPETO: 64 milioni di barili al giorno sono necessari per mantenere l’offerta, rimpiazzando i pozzi che si svuotano.

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Inversione?

28 ottobre 2008 1 commento

Bloomberg. A New York, il petrolio si avvia verso un calo del 38% (su base mensile), il più importante dal 1986, anche dopo il taglio alla produzione della scorsa settimana fatto dall’OPEC.

Oil is heading for a 38 percent drop this month, the steepest since at least 1986 in New York, even after the output cut announced by the Organization of Petroleum Exporting Countries at an emergency meeting in Vienna last week.

Quest’estate avevamo avuto delle previsioni ma il calo è stato oltre le più rosee, come si vede dal grafico seguente:

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Ora secondo alcuni:

“I prezzi risaliranno dalla fine di ottobre ed il barile potrebbe tornare sui 90/100 dollari alla fine dell’anno […] La domanda è destinata ad aumentare alla fine di ottobre per l’aumento stagionale del Giappone da 0,6 ad 1 milione di barili al giorno. La Cina inoltre sta importando più petrolio che all’inizio dell’anno per l’opportunità data dai prezzi attuali”.

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Quale prezzo?

17 ottobre 2008 Nessun commento

L'unico barile salvatore

Il barile della salvezza, da Fotocommunity

  • Il Presidente dell’OPEC dice: il prezzo “ideale” è 70-90 dollari al Barile, Bloomberg;
  • Un portavoce del Ministro del petrolio Iracheno dichiara che 100 $/b è un prezzo ragionevole, CNN ;
  • Il Ministro del Petrolio del Qatar, Abdullah al-Attiyah, dichiara che al meeting del si taglierà la produzione di 1 milione di barili al giorno, Bloomberg;
  • Dall’Equador: l’OPEC dovrebbe diminuire la produzione al prossimo meeting, in conseguenza del crollo della domanda, Reuters;
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Alcuni autogol e 3 reti

12 settembre 2008 Nessun commento

L’informazione

La prima è che ieri è stato il giorno della svolta: l’Opec ha deciso a sorpresa di tagliare i “soliti” 500.000 baril al giorno. Non si è capito chi li taglierà, l’Arabia è in difficoltà a mantenere la promessa di prezzo stabilie. Ad Ovest, Venezuela e Bolivia sono ai ferri corti con gli USA, Ike si avvicina, Lehmann Bros. alla frutta, si fossero speculati addosso?

L’Italia

Da noi, cicale nazionaliste, niente: tutti in auto, tutto su camion, le discariche nuove, le scuole vecchie, il Pil Italiano allo 0%…calcio, nani, ballerine e telefonini. Le barzellette di Silvio..

Che fico!

Mi resta solo la bicicletta per fare la rivoluzione, stando anche attento a dove passo, che oramai il ciclista è di sinistra e la manovalanza-nostalgica vigila…

Back to oil…

Di solito il petrolio scende con le elezioni presidenziali. Secondo me, con l’uscita del WEO dell’IEA di novembre, che fornirà nuove e (nelle intenzioni) più accurate stime delle riserve mondiali, rileggeremo la newsletter di Agosto di Colin Campbell (ASPO Irlanda) con rinnovato interesse. Ridendo alle previsioni del ritorno del chap oil (sotto gli 80 $/bbl). Secondo me..

Intanto Richard Heinberg, in The Dress rehersal is over, ricordando che:

  • 100$/bbl è il 30% in più del prezzo medio del 2007;
  • 100$/bbl è 10 volte il prezzo di 10 anni fa;

Prevede che alla prossima crisi dell’offerta (“supply crunch”), vedremo il barile a 200, 250 o 300$ e poi, con l’inevitabile recessione, scendere a 150$/barile. Una bella sinusoide che aumenta…l’instabilità. Poi si parla di “sicurezza..puah!

Guardiamo i prezzi:

21anni di oil

e domandiamoci, con qualche calcoletto, quanto ci costa muoverci, mangiare, bere, dormire, scaldarsi. Un esempio di quanto tempo ci costa l’avevo messo quì.

Tutto quello che occorre sapere per capire la crescente fragilità del sistema economico mondiale basato sulla miope cieca fede nell’uso sempre crescente di una risorsa finita.

Ve lo dico io, no! Giorno per giorno…ora, in sintesi, si tratta credere alla politica di 3 reti.

1) Un piano nazionale per la rete ferroviaria che:

  • ripristini tutte le tratte dismesse o ridotte in frequenza, sull’esempio delle SNCF;
  • costruisca nuove ferrovie e colleghi al meglio le stazioni con i centri abitati, prevedendo l’intermodalità treno-bici;

2) Un piano nazionale (coordinamento stato-comuni-regioni) per una rete di tram nelle grandi aree urbane che, con la massima urgenza:

  • incrementi la mobilità di superficie su ferro;
  • garantisca l’accesso alle aree turistiche, produttive, residenziali e commerciali;
  • risponda concretamente alla crescente domanda di mobilità sostenibile, determinata dalla recente espansione urbana.

3) Un piano nazionale per lo sviluppo di una rete ciclabile, urbana ed extra-urbana capillare (coordinamento regioni-comuni-municipi cittadini), che:

  • abbia come obiettivo la mobilità non motorizzata come opzione sia per il tragitto casa lavoro che per il tempo libero;
  • da realizzarsi con la totale intermodalità, garantendo il trasporto biciclette gratuito ovunque sui mezzi pubblici.

Prima la sinistra lo capirà e meglio sarà.

Sui tram vedi anche Avanti c’è posto.

Petrolio – Picco dei prezzi o delle quantità?

12 giugno 2008 Nessun commento

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Esistono due scuole di pensiero per spiegare il petrolio a 120 130 dollari al barile. La prima imputa ai mancati investimenti ed alle speculazioni sui mercati l’attuale record del prezzo; la seconda ritiene che non si tratti di limiti tecnico-economici ma fisici, poiché i pozzi “facili” sono in via di esaurimento e l’offerta si sta avviando ad una fase di declino.

A fine aprile 2008 il prezzo del greggio ha raggiunto la soglia dei 120 dollari al barile. Le ripercussioni dei continui rincari del petrolio sull’andamento dell’inflazione e sulla crescita economica sono causa di preoccupazione diffusa, poiché il costo del petrolio incide sui costi di produzione di tutte le merci: direttamente, come materia prima nei processi produttivi e, indirettamente, attraverso il costo dell’elettricità.

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Negli ultimi anni, si è sviluppata una domanda supplementare di petrolio (Cina, India e Brasile in primis) che “brucia” rapidamente la produzione proveniente da un sistema di raffinerie operante al massimo della capacità. Il mercato del petrolio si trova quindi in una fase di domanda tesa, cui si deve aggiungere il forte apprezzamento dell’euro sul dollaro statunitense. Il rapporto delle monete riflette lo stato dell’economia americana, di cui proprio il petrolio (oltre alla crisi dei mutui) potrebbe rappresentare uno dei fattori determinanti. La produzione statunitense di greggio, infatti, è in calo da anni e molti paesi produttori tendono a contrattare il proprio greggio in una valuta diversa da quella statunitense.

Due visioni contrapposte si fronteggiano per spiegare l’attuale prezzo dell’oro nero: la prima, sostenuta dal mondo delle compagnie petrolifere, dal Governo USA e dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, pone al centro del problema i meccanismi del mercato libero per la formazione del prezzo, spiegando il fenomeno con un mercato che, pur con riserve sufficienti, nell’attuale fase di tight demand è limitato dalla capacità di estrazione e raffinazione. La seconda, che basa la sua analisi sulla fisica e sulla geologia, evidenzia il progressivo esaurimento dei principali giacimenti e si sofferma sulla crescente scarsità di risorse cui i principali paesi industrializzati dovrebbero iniziare a far fronte senza indugio.

Prosegui la lettura…

Domani accadrà: OPEC meeting del 5 dicembre

4 dicembre 2007 Nessun commento

Chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro.
Euripide

Domani si riunisce l’OPEC. Come dicevamo 5 giorni fa, se la produzione dell’Arabia Saudita non aumenterà e nonostante:

– Chavez abbia perso il referendum;

– la Turchia non abbia invaso il Kurdistan iracheno;

– il Mend non abbia attaccato piattaforme sul Niger;

– non ci siano uragani nel Golfo del Messico;

I mercati finanziari interpreteranno il segnale come una conferma alle crescenti preoccupazioni sul potenziale produttivo del gigante arabo (vedi).

Aggiornamento

Nel frattempo..Oil Prices Edge Up Ahead of OPEC Meeting, da Associated Press

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