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Posts Tagged ‘libri’

Se un colpo di coda

11 novembre 2013 Nessun commento

Un romanzo, descrivibile con:

Una trama intensa dal persistente profumo di mare. Una storia d’amore, di occasioni perdute e di riscatto, di esistenze fragili ed altre coraggiose. Uno specchio dei nostri tempi senza mezze misure e un omaggio ai veri eroi nelle assurdità italiane. L’autrice ringrazia ogni lettore.

Vale Fiò – Se un colpo di Coda – Vertigo

ISBN: 978-88-6206-183-4
Ordini e Distribuzione per le librerie: 800 960 174 – interno 3

Cover_

 

Alcuni libri necessari

23 maggio 2013 1 commento

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Ecco alcuni testi forti e delicati allo stesso tempo

Luciano Gallino, La scomparsa dell’italia industriale sintesi

John Perlin, A forest journey. The story of wood through civilizations sintesi mia

Nicholas Georgescu-Roegen The Entropy Law and the Economic Process, introduzione
Bioeconomia

Claude e Lydia Bourguignon, Il Suolo. Un Patrimonio da Salvare sintesi mia

Charles A. S. Hall e Kent A. Klitgaard Energy and the Wealth of Nations: Understanding the Biophysical Economy

Vaclav Smil Storia dell’energia

Spencer Wells Il seme di pandora,

David R. Montgomery Dirt the erosion of civilizations

Lucio Russo e Emanuela Santoni, Ingegni minuti. Una storia della scienza in Italia

Francesco Cavalli-Sforza, Luca Cavalli-Sforza, Chi Siamo. La storia della diversità umana

Walter Tocci, Italo Insolera Domitilla Morandi, Avanti c’è posto. Storie e progetti del trasporto pubblico a Roma sintesi mia

Fratelli lupi

13 maggio 2010 Nessun commento

Foto | Gergana Rohner

Noi odiamo la tirannia, odiamo la sfrontata ipocrisia, odiamo l’omicidio, odiamo il ladrocinio. E’ contro tutto questo che protestiamo. Ed è stato uno stupendo spettacolo di virilità e di speranza per Cuba, constatare, fratelli lupi, che nonostante tutto il vostro spiegamento di forze e la napoleonica prestanza dell’ex studente Ainciart, noi, piccolo gruppo, siamo stati capaci di costringervi ad assassinare Felo Trejo in un modo raffinatamente vile, scatenando a l’Avana un piccola rivoluzione e propagando in tutta la repubblica il contagio sotterraneo. Siamo stati noi, i giovani di Cuba, a salvare la dignità del nostro paese, ancora immobile di fronte alle convulsioni dell’intero continente. Voi avete sparato contro di noi e tra noi, probabilmente, c’è qualche figlio, nipote o amico di qualcuno di voi. Eppure, fratelli lupi, poliziotti: noi non vi odiamo. Vi disprezziamo solo un po’…

Pablo de la Torriente, 1930 (da Un hombre guapo, di Paco Ignacio Taibo II)

A Mario Monicelli, che ci ricorda che la rivoluzione in Italia non l’abbiamo fatta…

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Un viaggio nella foresta

Foto | Janet Miderska

A Forest Journey di John Perlin è un libro da leggere (come Il suolo un patrimonio da salvare e Avanti c’è posto), non solo perché spiega il ruolo fondamentale del legno nello sviluppo umano, ma anche perché svela quel processo dialettico tra lo sfruttamento delle risorse naturali esauribili e l’istinto dell’homo sapiens al controllo dello spazio.

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Il sogno

22 febbraio 2010 Nessun commento

L’abitudine è figlia della pigrizia e madre della costanza M.J.de Larra

Questi tre riferimenti si riferiscono a tre diverse dimensioni. Lo spazio, la velocità e come fare soldi. O meglio:

1) l’organizzazione dello spazio (architettura ed urbanistica);

2) lo spazio-tempo della mobilità (e relativa sostenibilità) dettato dal bene/male primario di oggi: l’auto

3) l’agire dell’uomo nello spazio-tempo: il comportamento economico (e relative teorie/dottrine/ideologie/guerre).

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L’Assedio di Mr. Prezzi

7 settembre 2009 Nessun commento

Il troppo pieno rompe il sacco. Proverbio d’Alsazia

assedioIl libro L’Assedio scritto da Antonio Lirosi ed Enrico Cinotti e edito da Aliberti Editori può essere preso ad esempio di quello che vuol dire liberismo, concorrenza, riformismo in pratica, oggi nel nostro paese.
Liberismo, concorrenza, riformismo…termini abusati da destra e da sinistra, senza essere capiti e, soprattutto, senza cher i programmi politici dicano  “come” metterli in pratica.

Il secondo Governo Prodi INIZIO’ con le liberalizzazioni, ricordate? Al Ministero dello Sviluppo ricordano l’assedio materiale dei tassisti e quello più vellutato delle lobbies…

Il libro, che racconta questa esperienza, viene presentato oggi – lunedì 7 settembre – a Roma presso la Federazione Nazionale della Stampa (C.so Vittorio Emanule II, 349 – h. 17,30. Alla presentazione, moderata da Sergio Rizzo del Corriere della Sera, interverranno gli autori e Pier Luigi Bersani che ha scritto la prefazione del libro (uno stralcio da Il Foglio).

Il testo, 153 pagine per un costo di 12,90 euro, racconta a tre anni dal primo pacchetto di liberalizzazioni e a due dal secondo i retroscena di chi si oppose venendo allo scoperto – tassisti, farmacisti, avvocati, banche, assicurazioni per primi – ma anche il lavorio di contrasto dietro le quinte, operato dalle lobbies e dai potentati economici, con la complicità di esponenti influenti dei partiti politici. Di destra e di sinistra.

L’Assedio di Antonio Lirosi ed Enrico Cinotti, Aliberti Editori

Angeli e demoni parassiti

7 maggio 2009 2 commenti

Sull’attuale battage mediatico relativo al misticismoesoterismo da due soldi dell’ultima americanata a Roma mi sembra utile ricordare qualcosa già riportato qui 2 anni e mezzo fa a proposito del Codice da Vinci:

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La delusione biofuels

17 marzo 2009 1 commento

biofuels_delusionLa fiducia (ed i soldi in sovvenzioni messi) nei biocarburanti sono stati motivati da 3 argomenti:

  • l’indipendenza e la sicurezza energetica (prepararsi al picco del petrolio);
  • la lotta all’effetto serra;
  • la politica agricola nell’area Ocse e lo sviluppo dell’agricoltura nei paesi in via di sviluppo.

The biofuels delusion di Mario Giampietro e Kozo Mayumi rappresenta, probabilmente, la risposta definitiva all’ipotesi che i biofuels possano costituire la panacea: sovvenzionando i programmi per la produzione industriale di etanolo dal mais negli USA o da canna da zucchero in Brasile, infatti, i governi hanno creduto ad un miraggio.

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Nutrire terram nutrientem

16 febbraio 2009 1 commento

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Un pensiero ai contadini e al contadino Ste (Che la voglia di terra ci contagi)

IL SUOLO necessita attenzione,
il suolo è la soluzione.
Il progresso e la relativa fede,
sono sempre stati motivo di speranza per il futuro.
Infatti, oggi, la scienza riscopre le piccole cose:
la terra fina, la spezia dei suoli,
Tenera argilla, così calda,
fai la terra,
e leghi i granelli,
di sabbia vitale.

La fertilizzazione della fauna del suolo

La fauna del suolo è indispensabile per aerare e rimescolare i suoli, per triturare la materia organica e per eliminare le radici morte dalle colture. Per essere durevole, un’agricoltura deve quindi fertilizzare le tre faune del suolo. Per fertilizzare la fauna epigea, quella che vive alla superficie del suolo aerandolo con le gallerie e triturando la materia organica, l’agricoltore deve nutrirla. A tale scopo utilizzerà il compost in cumulo o quello in superficie con la semina diretta. Un cumulo ben fatto di compost deve contenere più di 2 milioni di animali epigei per tonnellata. Una volta sparso sul suolo, gli fornirà milioni di animali aeratori. Nella tecnica della semina diretta, lasciare le paglie in superficie permette la moltiplicazione della fauna epigea. Il suolo diviene soffice e ben aerato. Mentre un limo arato gela alla prima pioggia, lo stesso limo in semina diretta permetterà che la pioggia si infiltri rapidamente. D’inverno, questo fatto avrà conseguenze importanti per le colture, in quanto un suolo biologicamente morto gela, mentre un suolo vivo non gela mai. Quest’ultimo, infatti, non si ingorga mai di acqua per la buona permeabilità, mentre un suolo morto, ingorgato, gelerà durante il giorno. E’ l’acqua infatti a gelare, non il suolo.

Occorrerà anche fertilizzare la fauna endogena, che nutre le radici. A tale scopo, l’agricoltore praticherà la semina diretta delle piante di copertura e sceglierà specie a radicamento profondo e denso, come i cereali, per fornire lungo tutto il corso dell’anno alla fauna endogena un nutrimento abbondante sotto forma di radici morte. Eviterà la successione di colture a debole radicamento, come la rotazione delle barbabietole, patate, fagiolini, cipolle, in quanto queste piante lasciano pochissime radici e quindi non mantengono la fauna endogena. Non lasciando mai il suolo a nudo grazie alle piante intercalari, il contadino assicurerà una forte aerazione del sottosuolo via le gallerie della fauna endogena.

Occorrerà anche nutrire i lombrichi, la fauna anesica, ragion per cui si praticherà il compostaggio in cumulo o in superficie, come per la fauna epigea. Con le loro grosse gallerie verticali, i lombrichi metteranno in rapporto l’aerazione di superficie con quella profonda.

Brano da Il suolo, un patrimonio da salvare, Claude et Lydia Bourguignon, Slow Food Ed. (2004).

Foto | Alexandra Baltog

» Approfondimento: il_suolo_sintesi

Mobilità senza petrolio 2 il Tram

16 novembre 2008 2 commenti

tram

Dopo aver parlato delle possibilità del treno per svincolare dal petrolio l’economia (vedi anche la sezione) ecco la seconda innovazione tecnologica, sempre elettrica e su ferro: il tram. L’occasione viene fornita dalla lettura del finissimo ed appassionato contributo di Walter Tocci al volume Avanti c’è posto. Storie e progetti del trasporto pubblico a Roma, Donzelli. E’ un ode al tram, una tecnologia centenaria, che con le innovazioni conseguite può rivoluzionare il trasporto a Roma.Sono pagine bellissime, per le quali non servono commenti, per questo le riporto trascritte, salvo brevi precisazioni tra parentesi quadre. Spero vengano apprezzate.

Comprate il libro!

Voila la Sintesi Avanti c’è posto – Tocci

Aggiornamenti

Quel tram numero 8 arriverà a Termini, da Repubblica

Costruire tramvie, pagare le tasse e vivere felici, di Corrado Truffi

 

Ode a Copenhagen

6 settembre 2008 1 commento

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Foto: jimg944

La città di Copenhagen è uno dei migliori esempi delle recenti trasformazioni urbane. Oltre alle importanti iniziative nei trasporti pubblici e nella ciclabilità, simili a quelle adottate a Vienna e Zurigo, forse il cambiamento più sorprendente si è operato nel centro della città. Per un periodo di 40 anni, 100.000 metri quadrati del centro città, già allocati al trasporto motorizzato, sono stati convertiti in aree pedonali. E’ stata una trasformazione nel vivere Copenhagen sia per i residenti che per i turisti. Lo descrive l’urbanista Jan Gehl:

Le strade sembrano dire: Vieni, sei il benvenuto. Cammina un pò, fermati un pò e resta fino a quando vuoi. Sono state date nuove forme e contenuti allo spazio cittadino…l’80% degli spostamenti nella città avvengono a piedi…1.500 posti a sedere sulle panchine e 5.000 sedie nelle terrazze dei bar garantiscono un’ampia possibilità di sedersi, e vengono usati quasi sempre. I bambini giocano, i giovani vanno in skateboard, mentre musicisti di strada, artisti ed animatori di ogni tipo radunano gruppi di passanti nelle piazze…I nuovi spazi senza auto della città vengono utilizzati per una forma particolare di social recreation, ricreazione urbana,, in cui l’opportunità di vedere, incontrare ed interagire con gli altri è un’attrazione significativa.

Jan Gehl ha scoperto che le persone non preferiscono le panchine nei parchi, davanti a paesaggi idilliaci, ma quelle messe dove passa più gente.

Queste iniziative integrate sulla densità urbana, l’efficienza energetica, i trasporti pubblici e la pedonalizzazione sono ancora rare, ma si diffondono altrove. Politiche simili a quelle adottate da Vienna, Zurigo e Copenhagen stanno per essere implementate in altre città europee, quali Heidelberg, Karlsruhe, Freiburg, Essen e Montpellier.

Da Cities, people, planet, Herbert Girardet, Wiley.

Invasioni di campo

11 settembre 2007 Nessun commento

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Foto da Yahoo – UK Ireland

L’uomo è nato libero, ma dovunque è in catene.
Jean Jacques Rousseau

Prendendo a pretesto un’immagine sull’iniziativa della municipalizzata di Denver per il risparmio idrico, vorrei condividere alcune riflessioni..

1 – L’invasione di campo dei sostenitori di Grillo in occasione del V-Day, e sintomatica del malcontento che – probabilmente ad un “picco” – è stato ben incanalato, mediante il popolare blog, in una protesta per cambiare le regole che governano l’elezione dei parlamentari italiani, che – solo parzialmente – condivido (interdizione per reati gravi). Concordo invece con l’ottima posizione di Daniele Luttazzi.

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Cyclopolis – Riassunto finale

5 settembre 2007 Nessun commento

Cockatoo-on-Bicycle

Foto da Aviancompanions.

Ecco l’insieme dei brani tradotti di Cyclopolis – Ville Nouvelle di Benoit Lambert già pubblicati in 4 post precedenti. Qui li trovate assemblati in formato pdf

Cyclopolis_estratti

Cyclopolis 3 – La velocità, una dottrina politica secondo Ivan Illich

La velocità, una dottrina politica secondo Ivan Illich

Ivan Illich (Vienna 1926-2002) avrà un approccio più globale della automobilizzazione della società occidentale. Le sue considerazioni sulla velocità reale dell’auto, o del tempo perso su questo macrosistema dei trasporti, diventerà uno dei passaggi più celebri di questo critico prolifico della civiltà industriale. Egli metterà in luce l’impatto delle tecniche, e soprattutto quello dell’automobile, sulla vita dei suoi contemporanei per assicurare loro la mobilità:

L’americano tipo dedica ogni anno alla propria auto più di 1500 ore: ci sta seduto, in marcia e in sosta; la parcheggia e va a prenderla; si guadagna i soldi occorrenti per l’anticipo sul prezzo d’acquisto e per le rate mensili; lavora per pagare la benzina, i pedaggi dell’autostrada, l’assicurazione, il bollo, le multe. Ogni giorno passa quattro delle sue sedici ore di veglia o per la strada o occupato a mettere insieme i mezzi che l’auto richiede. E questa cifra non comprende il tempo speso in altre occupazioni imposte dal trasporto: quello che si trascorre in ospedale, in tribunale e in garage; quello che si passa guardando alla televisione i caroselli sulle automobili […]”

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Cyclopolis 2 – Alfred Sauvy – L’automobile Grande Sovrana

La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha dei limiti.
Anonimo

Continuiamo con il capitolo riguardante Alfred Sauvy, il libro di Benoit (vedi post e libro di Denis Baupin, Tout voiture no future).

Alfred Sauvy (1898-1990), sociologo e demografo francese di reputazione internazionale (gli è attribuita la creazione del termine “terzo mondo”) non ha solo scritto sui temi della popolazione. Nel 1968, a 70 anni, attacca l’automobile, un male del “fenomeno umano” […]

Sauvy si sforza di dimostrare che lo sviluppo dell’infrastruttura stradale nel dopoguerra è stato possibile per la pressione di una lobby potente, a scapito di infrastrutture che avrebbero invece risposto agli urgenti bisogni dei Francesi. L’automobile pesa sui budget ed il suo sviluppo va contro l’interesse generale, accusa il demografo. Sauvy si interroga: come mai i trasporti ferroviari hanno perso così rapidamente i mercati che controllavano a vantaggio degli autotrasportatori? Il cambiamento si spiega con una parola: la scrematura!

La scrematura, è questa concorrenza arrivata dalla strada e per la quale “nel 1935, al massimo della crisi, le ferrovie hanno perso un quarto del loro traffico, mantenendo inalterati i costi di esercizio; la perdita finanziaria è ancor più importante dato che il traffico perso era il solo che rapportava” (1).
In Francia, la strada trasporta le stoffe, i prodotti di valore, i manufatti. Tralascia il ferro, il carbone, la sabbia, così come i viaggiatori che beneficiano di riduzioni varie. Gli autotrasportatori trasportano solo quello che gli conviene. La responsabilità della decadenza della ferrovia è delle pubbliche autorità e dei funzionari dei Lavori Pubblici che non reagiscono: “Il termine “scrematura” è usato per designare questo fenomeno; ma la propaganda stradale già veglia per dissimulare la verità più limpida. Noi quì tocchiamo il primo elemento di una lunga catena di attitudini socio-politiche sconcertanti” (2), Sauvy si chiede perché le Poste siano state risparmiate dal fenomeno. La spiegazione è un miscuglio di fatalità, di rapporti politici e di elementi economici.

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