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	<title>L&#039;occhio di Romolo &#187; Krugman</title>
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	<description>Dalle bici in carbonio alle auto a idrogeno, progressi ed involuzioni che causano il futuro</description>
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		<title>Pensieri bioeconomici 2009 &#8211; Keynes e Friedman visti da Krugman&#8230;e il PD visto da me</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 12:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Georgescu-Roegen]]></category>
		<category><![CDATA[Hotelling]]></category>
		<category><![CDATA[Krugman]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso e verde]]></category>

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		<description><![CDATA[La Repubblica produce oggi un pezzo del Nobel 2008 Paul Krugman sulla politica prossima ventura di Obama, in cui discute di fattibilità, efficacia e tempestività del varo di leggi di impronta keynesiana in un paese che per decenni ha sostanzialmente attuato politiche monetariste, sia con amministrazioni democratiche che repubblicane. Dice Krugman: &#8220;Dopo aver dichiarato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Repubblica produce oggi un pezzo del Nobel 2008 Paul Krugman sulla politica prossima ventura di Obama, in cui discute di fattibilità, efficacia e tempestività del varo di leggi di impronta <em>keynesiana</em> in un paese che per decenni ha sostanzialmente attuato politiche <em>monetariste</em>, sia con amministrazioni democratiche che repubblicane. Dice Krugman:</p>
<p>&#8220;Dopo aver dichiarato per decenni che il Governo è il problema e non la soluzione &#8211; per non parlare di quanto hanno insultato sia l&#8217;economa keynesiana sia il New Deal &#8211; la maggior parte dei repubblicani non necessariamente condividerà l&#8217;esigenza di risolvere la crisi economica con una soluzione alla Franklin Delano Roosvelt e un ingente piano di spesa pubblica.</p>
<p><span id="more-1290"></span></p>
<p>Il problema più grande che il piano Obama dovrà superare, probabilmente, sarà la richiesta da parte di molti politici di dimostrare che i benefici delle spese pubbliche proposte ne giustificano i costi, <strong>onere della prova mai imposto agli sgravi fiscali</strong>.</p>
<p>Questo è un problema col quale Keynes aveva una certa familiarità: egli faceva notare infatti che <strong>scialacquare soldi è un&#8217;azione che tende ad essere accolta con minori obiezioni rispetto ad un piano di investimenti pubblici</strong>, che</p>
<blockquote><p>&#8220;per il fatto di non costituire uno spreco assoluto, tendono invece ad essere giudicati in base a rigidi principi affaristici&#8221;.</p></blockquote>
<p>In queste discussioni si perde completamente di vista la motivazione fondamentale degli incentivi economici, per la precisione, il fatto che al momento un aumento della spesa pubblica darebbe lavoro a quegli americani che si ritroverebbero altrimenti disoccupati e utilizzerebbe quei soldi che diversamente resterebbero inutilizzati, mettendo entrambi al lavoro per produrre qualcosa di utile&#8221;.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;algebra con la quale concordo, mentre non condivido affatto la <a href="http://krugman.blogs.nytimes.com/2008/12/24/keyness-difficult-idea/" target="_blank">posizione di Krugman</a> che il sistema economico debba essere visto come una <em>sfida tecnica</em> e non una rappresentazione morale.</p>
<blockquote><p><em>Keynes&#8217;s genius &#8211; a very English one &#8211; was to insist we should approach an economic system not as a morality play but as a technical challenge</em>.</p></blockquote>
<p>Questa posizione ha condotto alla sovrastima delle possibilità della rappresentazione matematica dei fenomeni socio-economici, che pecca di <strong>cubica miopia</strong>:</p>
<ul>
<li>sottostima il valore futuro delle cose, vedi G-R <a href="http://college.holycross.edu/eej/Volume12/V12N1P3_25.pdf" target="_blank">The entropy law and the economic process in retrospect</a>, con la <strong>confutazione della legge di Hotelling</strong> (pag 13);</li>
<li>non considera la qualità e la varietà qualitativa della vita come componente sostanziale della gioia di vivere, unico obiettivo dell&#8217;agire razionale (vedi <a href="http://www.rientrodolce.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=340&amp;Itemid=47" target="_blank">L&#8217;economista della gioia di vivere</a>);</li>
<li>ritiene possibile sostituire terra, acqua e petrolio con i soldi (vedi Daly <a href="http://books.google.it/books?id=EgI30Za9mvcC&amp;pg=PA131&amp;lpg=PA131&amp;dq=herman+daly+reply+to+solow/stiglitz&amp;source=bl&amp;ots=BLbNzvIgi_&amp;sig=OI_fj2B52aC9rtBacfpVZfQwl0Q&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;resnum=8&amp;ct=result#PPA128,M1" target="_blank">Ecological economics and sustainable development</a>, pagg. 127-137).</li>
</ul>
<p>La visione dell&#8217;<em>economia</em> come una &#8220;sfida tecnica&#8221;, inoltre,  ha prodotto una accettazione generalizzata che il governo dei conti pubblici, quindi della <em>politica</em>, siano vincolati all&#8217;<em>imprimantur</em> dei modellizzatori formati oltreoceano.</p>
<p>Sfortunatamente i Modelli di Equilibrio Generale Calcolabile (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Computable_general_equilibrium" target="_blank">CGE</a>) su cui fanno le simulazioni di politiche budgetarie non tengono conto del fatto che &#8220;impiego&#8221; significa a <em>vite umane e</em> non solo <em>voti</em>.</p>
<p>Su questi punti si gioca la possibilità di esistere della sinistra politica. Elaborare un programma di politica economica giusta, per più persone possibile, oggi e per le future generazioni, è una sfida formidabile.</p>
<p>La battaglia è all&#8217;interno della stessa sinistra, ne con gli &#8220;estremisti&#8221; che vedono solo una tutela del lavoro, mantenendo una visione distorta del capitale (il &#8220;nemico&#8221;), ne dalla parte dei&#8221;moderati&#8221;, pronti ad inciuciare con tutti, in nome del <strong>vuoto allargamento del consenso</strong>.</p>
<p>Purtroppo (e qui si parla proprio del Partito Democratico) entrambe le posizioni, così come l&#8217;ambientalismo del fare &#8220;alla Realacci&#8221;, non hanno una visione economica o morale che tenti di conciliare l&#8217;ecologia con l&#8217;etica e che costituirebbe davvero la sintesi delle due anime del PD, restando, invece, immerse in un produttivismo acritico, che &#8220;subisce&#8221; le esternalità ambientali e le ingiustizie sociali, in nome della crescita che dovrebbero reinventare.</p>
<p>La battaglia poi, ovviamente, è con la destra, squilibrata tra statalismo e liberismo in economia e tra ordine e la violenza che generano al Viminale. La destra oggi ha un punto debole: è una forza incapace di coordinare le forze produttive in una società virtuosa usando i valori a cui si richiama.</p>
<p>In definitiva, è in gioco una visione dell&#8217;uomo dl XXI secolo, che, a sinistra, prende forma su un terreno <em>scivoloso</em> (l&#8217;economia matematica privilegia il breve periodo ed il quantitativo) e (da Gorbaciov in poi) in <em>masochistica pendenza</em> di  <strong>60 anni di colpe del socialismo</strong>, originati dal credere &#8211; spesso acriticamente &#8211; che cambiando la proprietà dei mezzi di produzione si potesse continuare a produrre cose inutili, svuotando miniere, riempiendo discariche e mutando l&#8217;aria e l&#8217;acqua in veleno.</p>
<p>Sul mancato recepimento di Marx ed Engels dei flussi di energia e materiali nei loro modelli, come proposto da Sergej Podolinsky nella sua energetica dell&#8217;agricoltura (&#8220;<em>agricultural energetics</em>&#8220;), vedi ad esempio Martinez-Alier, <a href="http://www.anzsee.org/anzsee2005papers/Martinez-Alier_plenary.pdf" target="_blank">Social metabolism and ecological distributional conflicts</a> (corposo pdf, ma l&#8217;introduzione basta).</p>
<p><span style="color: red;">Attenzione!</span></p>
<p><strong>Il sistema capitalistico ha 150 anni di colpe</strong>, non ancora pienamente ammesse. La sua durata è determinata, e svelata, dal petrolio a buon mercato. Oggi, la fine del &#8220;suo&#8221; carburante sta facendo operare dei profondi ripensamenti ai cultori dei modelli matematici newtoniani, che, presto o tardi, <strong>passeranno dal pendolo alla clessidra</strong> (<a href="#more-1192" target="_blank">vedi</a>).</p>
<p><em>P.S. Sul dato di fatto che il petrolio a buon mercato sia finito vedi <a href="http://www.worldenergyoutlook.org/docs/weo2008/WEO2008_es_italian.pdf" target="_blank">WEO 2008</a> (pag 9/10, &#8220;tra le righe&#8221;) e relativi commenti <a href="http://www.ecoblog.it/post/7150/world-energy-outlook-2008-il-petrolio" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.locchiodiromolo.it//?p=1216" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.ecowiki.it/il-world-energy-outlook-2008.html" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.locchiodiromolo.it//?p=1210" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.ecowiki.it/il-world-energy-outlook-2008.html" target="_blank">qui</a>. </em></p>
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