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	<title>L&#039;occhio di Romolo &#187; iea</title>
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	<description>Dalle bici in carbonio alle auto a idrogeno, progressi ed involuzioni che causano il futuro</description>
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		<title>Statistiche inutili: l&#8217;intensità energetica</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 16:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Italpolitica]]></category>
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		<description><![CDATA[Niente foto bucoliche qui. Ecco la lista dei paesi secondo l&#8217;intensità energetica nel 2003 (da Wikipedia). Unità: tonnellate equivalenti petrolio (TOE) per milioni di PIL di dollari reali del 2000 [TOE/$] Fonte: World Resources Institute Vediamo il Gruppo 1, compreso entro 90-140, che va dal Peru ad Israele. E&#8217; impressionante notare che Botswana, Sri Lanka, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente foto bucoliche qui.</p>
<p>Ecco la lista dei paesi secondo l&#8217;<strong>intensità energetica</strong> nel 2003 (da Wikipedia).</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Unità</em>: tonnellate equivalenti petrolio (TOE) per milioni di PIL di dollari reali del 2000 [TOE/$]</span></p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityWorld.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4161" title="EnegyIntensityWorld" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityWorld-700x210.jpg" alt="" width="700" height="210" /></a></p>
<p>Fonte: World Resources Institute</p>
<p>Vediamo il <span style="color: #ff0000;">Gruppo 1</span>, compreso entro 90-140, che va dal Peru ad Israele.</p>
<p>E&#8217; impressionante notare che Botswana, Sri Lanka, Svizzera, Italia e Tunisia sono tutti paesi con un&#8217;<strong>intensità energetica di 120 TOE/$</strong>.</p>
<p>Si tratta di paesi enormemente diversi da un punto di vista sociale, economico e demografico. Si potrebbe dedurre che questi paesi abbiano un&#8217;intensità energetica simile, poiché energia e Pil vanno di pari passo: il Botswana consuma poca energia e genera poco Pil, al contrario della Svizzera. Ma il numero non dice <em>chi</em> consuma (<em>cosa</em>) e <em>chi</em> genera il dollaro di Pil.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4162" title="EI_group1" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group1-700x385.jpg" alt="" width="700" height="385" /></a> Passiamo al <span style="color: #ff0000;">Gruppo 2</span>: da Cipro al Sud Africa, con in rosso Eritrea, Svezia, Equador e gli USA. Anche in questo caso l&#8217;indicatore TOE/PIL non informa sul reale stato di cose vigenti:</p>
<ul>
<li>un paese che produce molta energia potrebbe esportarla tutta ed impoverire i suoi abitanti</li>
<li>un paese che non ne produce ma pratica risparmio energetico democratizza l&#8217;energia</li>
<li>noi (Italianiii!) che non ne produciamo e andiamo tutti in auto (a 10km/ora nel traffico) ci impoveriamo, senza accorgercene.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4163" title="EI_group2" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group2-700x431.jpg" alt="" width="700" height="431" /></a>In alternativa si potrebbe prendere l&#8217;<strong>intensità energetica pro capite</strong>. Serve la popolazione e un&#8217;ottima fonte è il <a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2119rank.html" target="_blank">CIA World Factbook</a>. Dividendo l&#8217;intensità energetica per la popolazione (e moltiplicato 1000000) si ottengono i grammi di TOE/$.abitante: delle statistiche diverse&#8230;che non spiegano nulla! Infatti, nel grafico, tutto a  sinistra troviamo Cina, India e USA: l&#8217;intensità energetica pro-capite non spiega né il benessere né la sostenibilità.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityPerCapita.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4167" title="EnegyIntensityPerCapita" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityPerCapita-700x210.jpg" alt="" width="700" height="210" /></a></p>
<p>Un prova dell&#8217;inutilità dell&#8217;EI (procapite e non) viene dall&#8217;affiancamento dell&#8217;EI pro capite con i consumi di energia pro capite:</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EIpc_EConsPC.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4189" title="EIpc_EConsPC" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EIpc_EConsPC-700x458.jpg" alt="" width="700" height="458" /></a></p>
<p>Il successo (tutto accademico) dell&#8217;intensità energetica si spiega con l&#8217;analisi delle serie temporali. La ragione del suo utlizzo è stata (di)mostrare la sua propria diminuzione nel tempo. Per 2 ragioni:</p>
<ul>
<li>per confermare l&#8217;<strong>ipotesi della dematerializzazione delle economie avanzate</strong>, basate sui servizi.</li>
<li>per generare la <strong>visione ottimistica</strong> delle <a href="http://green.wikia.com/wiki/Environmental_Kuznets_curve" target="_blank">Curve Ambientali di Kuznets</a>, secondo le quali Paese ricco = Paese sostenibile (un bel lavaggio delle coscienze).</li>
</ul>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_EU17_1990_2009.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4185" title="EI_EU17_1990_2009" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_EU17_1990_2009-700x457.jpg" alt="" width="700" height="457" /></a></p>
<p>In realtà, le economie moderne <strong>importano beni</strong> che hanno consumato molta <strong><span style="color: #ff0000;">energia</span></strong>, <strong><span style="color: #993300;">materiali</span></strong> ed <strong><span style="color: #0000ff;">acqua</span></strong> per essere prodotti altrove (NIMBY?).</p>
<p>Altrove dove?</p>
<p><strong>Dove il lavoro è schiavitù, l&#8217;inquinamento non viene pagato e per un blog si va in galera!</strong></p>
<p>Qui da noi intanto il settore, siderurgico, chimico e tessile spariscono.</p>
<p>Infatti consumiamo meno energia procapite:</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/04_DeFrItEsUK_Energy_vs_GDP20002007.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4235" title="04_DeFrItEsUK_Energy_vs_GDP20002007" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/04_DeFrItEsUK_Energy_vs_GDP20002007-700x554.jpg" alt="" width="700" height="554" /></a></p>
<p><strong>Il contrappasso</strong> c&#8217;è ed è questo:</p>
<p>il prodotto che ha consumato energia, materiali e acqua &#8220;lì&#8221; si vendica &#8220;qui&#8221;, da noi, inqunando le falde acquifere che passano sotto le nostre enormi discariche!</p>
<p><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE</span>: incuria e inquinamento rischiano di compromettere anche gli ultimi settori economici che ci rimangono: alimentari e turismo.</p>
<p>I prodotti &#8220;reali&#8221; importati, che hanno consumato risorse ed energia ed inquinato altrove (es. dai BRICS), ma anche da noi in fine vita (breve), vengono <strong>pagati dall&#8217;OCSE con il debito</strong>.</p>
<p>Un debito garantito dalla scommessa della futura crescita.</p>
<p>E, dato che le <a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150400710378494&amp;set=a.376288208493.158141.573748493&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">previsioni OCSE</a> non sono di crescita, i titoli del debito&#8230;</p>
<h2>Si chiamano Bond, PONZI BOND!</h2>
<p>Traduco quello che diceva l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia nel 2004, in occasione del (suo) 30° compleanno. <em><a href="http://s3.amazonaws.com/zanran_storage/www.iea.org/ContentPages/9507952.pdf" target="_blank">Oil Crises &amp; Climate Challenges 30 years of energy use in IEA countries</a>, 2004, p. 195.</em></p>
<blockquote><p>Uno dei risultati più importanti di questo studio è che il tasso di risparmio energetico nei paesi membri dell&#8217;AIE ha subito <strong>un rallentamento a partire dal 1990</strong>, così come la diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto al PIL. Questo dimostra che i cambiamenti causati dalla crisi (dei prezzi) petrolifera degli anni 1970 e le politiche energetiche conseguenti sono stati <strong>più efficaci</strong> per controllare la crescita della domanda di energia e ridurre le emissioni di CO2 che non l&#8217;efficienza energetica [tecnologia, NdR] e le politiche per il controllo del clima degli anni &#8217;90.</p>
<p>Il rallentamento del risparmio di energia è un problema ambientale e di sicurezza energetica. I due principali <strong>vettori energetici petrolio ed elettricità</strong>, sono caratterizzati da una rapida crescita. Il consumo di petrolio si spiega con la rapida crescita della domanda di trasporto, mentre l&#8217;aumento dell&#8217;elettronica di consumo e degli elettrodomestici nelle famiglie e nel settore dei servizi spinge la domanda di energia elettrica.</p>
<p>Nel breve e medio periodo il <strong>trasporto rimarrà quasi interamente dipendente dal petrolio</strong>. Anche se le fonti rinnovabili hanno iniziato a progredire nella produzione di energia elettrica, la maggiore domanda di elettricità nei prossimi anni sarà soddisfatta in larga misura da nuove centrali a carbone o a gas. Date le considerevoli inefficenze nella generazione di energia elettrica e la bassa probabilità che le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 possa diffondersi nel breve periodo, la maggiore domanda di elettricità aumenterà significativamente le emissioni di CO2 nei paesi dell&#8217;AIE.</p>
<p>Quale crescita avremo nella domanda di servizi energetici nei diversi settori dell&#8217;economia? E quali prospettive esistono per ri-accelerare il risparmio energetico?</p></blockquote>
<p>La domanda posta da Georgescu-Roegen 20 anni fa è sempre valida&#8230;</p>
<h2><em><a href="http://www.tecalibri.info/G/GEORGESCUROEGEN-N_bioeconomia.htm#p007" target="_blank">Quo vadis Homo Sapiens Sapiens?</a><br />
</em><em></em></h2>
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		<title>Petrolio &#8211; comparando previsioni e spulciando nell&#8217;ottimismo dell&#8217;AIE</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/comparando-previsioni.html</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 12:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Internazionale dell'Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Si può formulare la regola che quanto più l&#8217;esercizio del potere è antico, tanto più apparirà benevolo, mentre quanto più recente ne è l&#8217;assunzione, tanto più apparirà innaturale e perfino pericoloso. John Kenneth Galbraith Ora che aspettiamo le dimissioni di B. dopo quelle dello zio di Ruby e dell&#8217;altro ladrone Ben-Ali, vi propongo un grafico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Si può formulare la regola che quanto più l&#8217;esercizio del potere è antico, tanto più apparirà benevolo, mentre quanto più recente ne è l&#8217;assunzione, tanto più apparirà innaturale e perfino pericoloso. John Kenneth Galbraith</p></blockquote>
<p>Ora che aspettiamo <strong>le dimissioni di B.</strong> dopo quelle dello <strong>zio di Ruby</strong> e dell&#8217;altro <strong>ladrone Ben-Ali</strong>, vi propongo un grafico, che non invita a festeggiare. Lo so.</p>
<p>Il grafico è tratto da <a href="http://dx.doi.org/10.1016/j.enpol.2010.04.020" target="_blank">Oil futures: A comparison of global supply forecasts</a><br />
<strong> riassume le principali previsioni relative alla produzione mondiale di petrolio al 2030</strong>.</p>
<p>E&#8217; importante notare che (solo) 5 su 13 prevedono un picco prima del 2030.</p>
<p>Tutti gli altri ritengono che i nuovi giacimenti da sviluppare (off-shore, ultra profondi, sabbie bituminose) più che compenseranno il calo di quelli già sulla via del tramonto. E sono tanti e grossi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Le 13 previsioni</strong></p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Oil-Production-forecasts.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4000" title="Oil Production forecasts" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Oil-Production-forecasts-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p><span id="more-3994"></span></p>
<p>Ma ancora più importante è l&#8217;articolo  <a href="http://dx.doi.org/10.1016/j.enpol.2010.12.032" target="_blank">Future oil supply: The changing stance of the International Energy Agency </a><strong>dove vengono</strong> <strong>fatte le pulci</strong> alle motivazioni del rinnovato ottimismo dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia. Nel <a href="http://www.worldenergyoutlook.org/2008.asp">WEO 2008</a>, l&#8217;AIE scriveva:</p>
<blockquote><p>Al trend attuale, nel 2030, solo per rimpiazzare le riserve di petrolio esaurite e per soddisfare la crescita della domanda, avremo bisogno di 64 mb/g di nuova capacità di produzione di petrolio, <span style="color: #ff0000;"><strong>sei volte la capacità attuale dell&#8217;Arabia Saudita</strong></span>.</p></blockquote>
<p>Nel <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;sqi=2&amp;ved=0CBoQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.worldenergyoutlook.org%2F2009.asp&amp;rct=j&amp;q=WEO%202009&amp;ei=uqdbTdDVEsqfOs_28aML&amp;usg=AFQjCNHhR8U2HyDf3S-JmIaztY88-U0LTg&amp;cad=rja" target="_self">WEO 2009</a>, con ottimismo ritrovato, l&#8217;Agenzia prevede un aumento costante della produzione di petrolio, da circa 83 mb/d nel 2008, a 87 mb/d nel 2015, e 103,8 mb/g nel 2030. Un aumento proveniente dai paesi OPEC: <strong>da 36 mbg nel 2008 a 54 mbg nel 2030</strong>. Continuando così:</p>
<blockquote><p>In linea di principio, le riserve recuperabili dell&#8217;OPEC sono abbastanza grandi ed hanno costi di sviluppo sufficientemente bassi per aumentare la produzione più velocemente, ma si presume che gli investimenti siano limitati da diversi fattori, comprese politiche conservatrici per limitarne l&#8217;esaurimento.</p></blockquote>
<h2>3 elementi dubbi motivano il ritorno dell&#8217;ottimismo:</h2>
<ul>
<li>L&#8217;IEA ha ridotto la stima del declino annuo dei pozzi che producono petrolio convenzionale da 3.5-3.7 mbg (stimati nel Medium Term Oil &amp; Gas Markets 2009) a 3.1 mbg (Medium Term Oil &amp; Gas Markets 2010);</li>
<li>I miglioramenti di efficienza nell&#8217;uso del petrolio sono passati dal 2% al 3% l&#8217;anno (ogni € di Pil mondiale richiede il 3% meno di petrolio ogni anno da qui al 2030);</li>
<li>Iraq, Brasile e le sabbie bituminose del Canada, faranno miracoli.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong>IEA Scenario al 2030</strong></p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/IEA_Prod_scenario.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4002" title="IEA_Prod_scenario" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/IEA_Prod_scenario-300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a></p>
<p>Insomma,<strong> ulteriori conferme che nel confronto <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/IEA-vs-Uppsala-World-oil-scenario-2030.pdf" target="_blank">Uppsala vs. IEA</a> i più credibili sono i primi.</strong></p>
<h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Aggiornamento</strong></span></h2>
<p>I futures sul petrolio a Londra potrebbero salire a <strong>142 dollari al barile</strong>, rasentando il record assoluto, qualora gli stessi futures chiudessero sopra il un <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/fibonacci-e-il-petrolio.html" target="_blank">livello di Fibonacci</a> di <strong>104,98 dollari</strong>, secondo un&#8217;analisi di PVM Oil Ltd.<br />
Associates Ltd. Via <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-02-16/oil-rebounds-from-11-week-low-on-libya-unrest-u-s-crude-supply-decline.html" target="_blank">Bloomberg</a>.</p>
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		<title>2 scenari a confronto: Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia e Università di Uppsala</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/2-scenari-a-confronto-agenzia-internazionale-dellenergia-e-universita-di-uppsala.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità senza petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[iea]]></category>
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		<description><![CDATA[Se il mondo consumerà più o meno petrolio nei prossimi anni è una questione molto importante, più di quella di come controllare la domanda di petrolio dei paesi ricchi, di quelli poveri, di dove investire per tirarne fuori altro o diffondere tecnologie che mettano sotto terra la CO2, per abbattere le emissioni di gas serra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il mondo consumerà più o meno petrolio nei prossimi anni è una questione molto importante, più di quella di come <span style="text-decoration: underline;">controllare la domanda</span> di petrolio dei paesi ricchi, di quelli poveri, di dove investire per tirarne fuori altro o diffondere tecnologie che mettano sotto terra la CO2, per abbattere le emissioni di gas serra (che &#8211; sottolineo &#8211; ritengo fondamentale).</p>
<p><span id="more-2653"></span></p>
<p>E&#8217; più importante perché non si tratta di scelta, quanto di non-scelta dovuta ad un&#8217;<span style="text-decoration: underline;">offerta limitata</span>.</p>
<p>In un mondo dove &#8220;noi&#8221; andiamo tutti sempre in auto grandi e &#8220;loro&#8221; vanno  quasi sempre a piedi, chi sceglie le politiche energetiche, industriali, infrastrutturali e dei trasporti, dovrebbe IL PRIMA POSSIBILE prendere coscienza del fatto che meno petrolio di oggi, domani (quando &#8220;loro&#8221; chiederanno, forse motorini, qualche utilitaria, treni e, magari,talvolta di viaggiare in aereo), implica molto meno petrolio. A causa della concorrenza per averne di 4 continenti e mezzo (il mezzo è l&#8217;America del Centro e del Sud).</p>
<p>I 2 scenari</p>
<h1><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/IEA-vs-Uppsala-World-oil-scenario-2030.pdf">IEA vs Uppsala World oil scenario 2030</a></h1>
<p>da <a href="http://www.tsl.uu.se/uhdsg/Publications/PeakOilAge.pdf" target="_blank">The peak of the oil age</a></p>
<p>Aggiungo:</p>
<p>Anche questo si collega con la morte di Eva.</p>
<p>Il nesso è la mancanza di coraggio di cambiare le cose&#8230;</p>
<p>&#8230;l&#8217;incapacità, nel 2009, di fare una pista ciclabile su via dei Fori imperiali&#8230;</p>
<p>&#8230;mantenendo lo status quo di un&#8217;autostrada di sampietrini larga 20 metri su un fondo di cemento nel cuore di Roma.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento</span></h2>
<p>la <a href="http://www.theoildrum.com/node/5970" target="_blank">lettera di Colin J. Campbell al Guardian</a>, dove viene ricostruita:</p>
<ol>
<li>la nascita della moderna teoria del picco del petrolio a partire dall&#8217;articolo <em>The end of Cheap Oil</em> su Scientific American del Marzo 1998;</li>
<li>la storia (e la fine) di Petroconsultant, unica società capace di produrre statistiche afidabili sulle riseve di petrolio.</li>
</ol>
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		<title>L&#8217;intervista di George Monbiot a Fatih Birol (chief-economist IEA)</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/lintervista-di-george-monbiot-a-faith-bariol.html</link>
		<comments>http://www.locchiodiromolo.it/blog/lintervista-di-george-monbiot-a-faith-bariol.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 16:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[picco]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la video intervista di George Monbiot del Guardian a Faith Bairol capo economista dell&#8217;IEA, ovvero Perché il WEO 2008 non dice che, con un declino dei pozzi al 6,7%/anno (invece del 3,7 del WEO 2007) e con i limiti alle emissioni del protocollo di Kyoto già ampiamente sforati, serve davvero una rivoluzione energetica rinnovabile? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="comingstorm" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/coming-storm-ii.jpg"><img id="image1263" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/coming-storm-ii.miniatura.jpg" alt="comingstorm" /></a></p>
<p>Ecco la <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/video/2008/dec/15/fatih-birol-george-monbiot" target="_blank">video intervista</a> di <a href="http://www.monbiot.com/" target="_blank">George Monbiot</a> del Guardian a Faith Bairol capo economista dell&#8217;IEA, ovvero <strong></strong></p>
<p><strong>Perché il WEO 2008 non dice che, con un declino dei pozzi al 6,7%/anno (invece del 3,7 del WEO 2007) e con i limiti alle emissioni del protocollo di Kyoto già ampiamente sforati, serve davvero una rivoluzione energetica rinnovabile?</strong></p>
<p>Ne avevamo parlato <a href="http://www.ecoblog.it/post/7150/world-energy-outlook-2008-il-petrolio" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/?p=1216" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.ecowiki.it/il-world-energy-outlook-2008.html" target="_blank">qui</a>, <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/?p=1210" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/?p=1235" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/extra/search/options/YToyOntzOjg6ImFkdmFuY2VkIjtzOjE6IjEiO3M6MTI6InNlYXJjaHN0cmluZyI7czoxMjoiY29taW5nIHN0b3JtIjt9/display/8802882" target="_blank">Veronique Soulier</a></p>
<p><strong>Aggiornamento</strong></p>
<p><a href="http://www.theoildrum.com/node/4952" target="_blank">VIDEO Presentazione</a> di Fatih Birol al Council on Foreign relations, a proposito del <strong>WEO 2008</strong>, da The Oil Drum.</p>
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		<title>Energia a colori</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/energia-a-colori.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 18:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[iea]]></category>
		<category><![CDATA[weo 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco dunque un po di grafici dalle Previsioni Mondiali dell&#8217;Energia 2008 (anche quì). La produzione passata secondo l&#8217;età dei giacimenti La produzione futura dei diversi tipi di petrolio e gas nello scenario di riferimento I tassi di declino della produzione per regione I prezzi nominali e reali Quousque tandem il barile a 55$?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco dunque un po di grafici dalle Previsioni Mondiali dell&#8217;Energia 2008 (anche <a href="http://www.ecowiki.it/il-world-energy-outlook-2008.html" target="_blank">quì</a>).</p>
<p>La produzione passata secondo l&#8217;età dei giacimenti</p>
<p><a class="imagelink" title="Produzione mondiale per età dei giacimenti" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/oilbyageoffield.jpg"><img id="image1212" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/oilbyageoffield.miniatura.jpg" alt="Produzione mondiale per età dei giacimenti" /></a></p>
<p>La produzione futura dei diversi tipi di petrolio e gas nello scenario di riferimento<br />
<a class="imagelink" title="Produzione futura per tipologia di prodotto" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/produzione_modiale_reference_scenario.jpg"><img id="image1213" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/produzione_modiale_reference_scenario.miniatura.jpg" alt="Produzione futura per tipologia di prodotto" /></a></p>
<p>I tassi di declino della produzione per regione</p>
<p><a class="imagelink" title="Tassi di declino per regione" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/decline_rates_by_region.jpg"><img id="image1214" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/decline_rates_by_region.miniatura.jpg" alt="Tassi di declino per regione" /></a></p>
<p>I prezzi nominali e reali</p>
<p><a class="imagelink" title="Prezzi nominali e reali" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/nominal_real_prices.jpg"><img id="image1215" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/nominal_real_prices.miniatura.jpg" alt="Prezzi nominali e reali" /></a></p>
<p><em><strong>Quousque tandem il barile a 55$? </strong></em></p>
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		<title>IEA: il costo del dimezzamento della CO2</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/iea-il-costo-del-dimezzamento-della-co2.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 09:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[iea]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;Energia (IEA), il dimezzamento delle emissioni di gas effetto serra entro il 2050 potrebbe costare 45 trilioni di dollari (45.000 miliardi); la spesa dovrebbe essere di 100/200 miliardi di dollari annui nel prossimo decennio, per salire a 1000/2000 miliardi dal 2030 in poi. Il rapporto, prodotto su richiesta dagli stati del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3009/2295585194_e943a58233_b.jpg"><img class="post" src="http://static.blogo.it/ecoblog/TheRoadtoMesaVerde.jpg" border="0" alt="L'IEA ha stimato quanto e come dimezzare le emissioni, servir�?" hspace="6" width="240" height="160" align="left" /></a>Secondo l&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;Energia (IEA), il dimezzamento delle emissioni di gas effetto serra entro il 2050 potrebbe costare 45 trilioni di dollari (45.000 miliardi); la spesa dovrebbe essere di 100/200 miliardi di dollari annui nel prossimo decennio, per salire a 1000/2000 miliardi dal 2030 in poi. Il <a href="http://www.iea.org/Textbase/techno/etp/index.asp">rapporto</a>, prodotto su richiesta dagli stati del G8, dall&#8217;agenzia parigina serve anche a determinare anche quali innovazioni tecnologiche siano necessarie per realizzare tale obiettivo.</p>
<p><em>Energy Technology Perspectives</em> è stato commissionato 3 anni fa e quantifica in 25 centrali a gas e 35 a carbone cui applicare il sequestro del carbonio emesso (che arriverebbe a costare tra i 200 e 500$ la tonnellata), l&#8217;impegno annuale per il dimezzamento delle emissioni. Nel mondo, inoltre, si dovrebbero istallare circa 17.500 turbine eoliche e 32 centrali nucleari ogni anno.</p>
<p>Il direttore dell&#8217;Agenzia, Nobuo Tanaka, coerentemente con l&#8217;incipit del comunicato stampa &#8211; <em>Ora o mai più</em> &#8211; ha detto:</p>
<blockquote><p>&#8220;Richiederemo l&#8217;adozione immediata di politiche per una transizione tecnologica senza precedenti&#8221;</p></blockquote>
<p>Appare, dunque, sempre più evidente che la riduzione delle emissioni richiederà una rivoluzione energetica globale del modo di produrre ed usare l&#8217;energia. Il rapporto è stato presentato ai Ministri dell&#8217;Energia ad Aomori e servirà da base di discussione al prossimo vertice G8 di Hokkaido, il 7 luglio prossimo.</p>
<p>Via | <a href="http://www.iea.org/Textbase/press/pressdetail.asp?PRESS_REL_ID=263">IEA</a>, <a href="http://www.reuters.com/article/environmentNews/idUSSP11179420080606?feedType=RSS&amp;feedName=environmentNews&amp;sp=true">Reuters </a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/fangars/2295585194/sizes/l/">Fangars</a><br />
<a href="http://www.iea.org/Textbase/techno/etp/ETP_2008.pdf">Presentazione IEA</a> (pdf 19 pag)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>News 13 dicembre 07</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/news-13-dicembre-07.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 14:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[iea]]></category>
		<category><![CDATA[picco]]></category>

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		<description><![CDATA[Maxi multa al mondo dell&#8217;auto &#8220;Violazione dei limiti di CO2&#8243; ed il forum; La 500 elettrica su TG Leonardo; Piemonte, con il detersivo alla spina risparmiate 13,4 tonnellate di CO2; Al Macchia Rossa, regali di Natale riciclati (Roma, Magliana); Negli uffici italiani si consumano ogni anno 1,2 milioni di tonnellate di carta. Henry Groppe: IEA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/12/motori/motori-dicembre-2007/motori-maxi-multa-ue/motori-maxi-multa-ue.html" target="_blank">Maxi multa al mondo dell&#8217;auto &#8220;Violazione dei limiti di CO2&#8243;</a> ed il <a href="http://borgomeo.blogautore.repubblica.it/2007/12/13/maxi-multa-per-lauto/#comment-102180" target="_blank">forum</a>;</p>
<p>La <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2AXapkqFXX4" target="_blank">500 elettrica</a> su TG Leonardo;</p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/4929/piemonte-con-il-detersivo-alla-spina-risparmiate-134-tonnellate-di-co2" target="_blank">Piemonte, con il detersivo alla spina risparmiate 13,4 tonnellate di CO2</a>;</p>
<p>Al Macchia Rossa, <a href="http://www.ecoblog.it/post/4926/regali-di-natale-riciclati-a-roma" target="_blank">regali di Natale riciclati</a> (Roma, Magliana);</p>
<p><a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=16476" target="_blank">Negli uffici italiani si consumano ogni anno 1,2 milioni di tonnellate di carta</a>.</p>
<p><a href="http://www.energybulletin.net/38327.html" target="_blank">Henry Groppe: IEA to blame for $100 oil spike</a>, l&#8217;esperto dice:</p>
<p>&#8221; l&#8217;IEA la responsabile per i prezzi attuali del petrolio. L&#8217;agenzia ha sbagliato a prevedere (set. 06) 1.8 milioni di barili al giorno in più dai paesi non-Opec nel 2007; l&#8217;Opec ha tagliato la produzione e gli altri hanno prodotto solo 0.5 Mbg.</p>
<p>Risultato: petrolio a 90$/barile.</p>
<p>Prezzo previsto: 65-85 $/bl fino al 2015.<br />
PS Groppe non crede che l&#8217;Arabia Saudita sia vicina al picco: &#8220;<em>the kingdom can maintain 8-9.5 mb/d for as long as two decades, and that it will also build a cushion of spare capacity. However he also believes global oil production will peak in 2008 because of steep declines elsewhere</em>&#8220;.</p>
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		<title>Panta rei, pensiamo ad altro..buon ferragosto!</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/panta-rei-pensiamo-ad-altrobuon-ferragosto.html</link>
		<comments>http://www.locchiodiromolo.it/blog/panta-rei-pensiamo-ad-altrobuon-ferragosto.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 11:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria base]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Enel ha lanciato un portale, Enelambiente, suddiviso in Rinnovabili, Efficienza energetica e Zero Emissioni. Al di là dell&#8217;animazione introduttiva, il portale ben sintetizza la prospettiva del gruppo in materia di produzione e conversione di energia, idrogeno incluso. Il Ministero dei Trasporti inglese ha lanciato Best on CO2, un portale che classifica le auto nuove secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Enel ha lanciato un portale, <a href="http://www.enel.it/ambiente/" target="_blank">Enelambiente</a>, suddiviso in Rinnovabili, Efficienza energetica e Zero Emissioni. Al di là dell&#8217;animazione introduttiva, il portale ben sintetizza la prospettiva del gruppo in materia di produzione e conversione di energia, idrogeno incluso.</p>
<p>Il Ministero dei Trasporti inglese ha lanciato <a href="http://www.dft.gov.uk/ActOnCO2/?q=best_on_co2_rankings" target="_blank">Best on CO2</a>, un portale che classifica le auto nuove secondo le emissioni (anche in gallese!).<br />
Un esempio per le auto a benzina. Ecco un esempio:</p>
<p><a class="imagelink" title="bestonCO2" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/08/bestonco2.jpg"><img id="image623" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/08/bestonco2.miniatura.jpg" border="0" alt="bestonCO2" /></a></p>
<p>Vedi anche <a href="http://www.ec.europa.eu/environment/co2/co2_home.htm" target="_blank">Commissione Europea</a>.</p>
<p><a class="imagelink" title="VespaHyS" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/08/vespahys02.jpg"><img id="image624" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/08/vespahys02.miniatura.jpg" border="0" alt="VespaHyS" /></a> La <a href="http://www.piaggio.com.au/News/Piaggio-Launches-Hybrid-Scooter.html" target="_blank">Piaggio Australia lancia la Vespa ibrida</a>, pur non rivelando la data di commercializzazione, viene soprattutto da chiedersi perché la fanno &#8220;alla fine del mondo&#8221; !!</p>
<p><a class="imagelink" title="oil_prezzi_ago07" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/08/iea_prices_ago07.gif"><img id="image622" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/08/iea_prices_ago07.miniatura.gif" border="0" alt="oil_prezzi_ago07" /></a> L&#8217;<a href="http://omrpublic.iea.org/currentissues/high.pdf" target="_blank">Oil Market Report</a> del 10 agosto dell&#8217;IEA, ci conferma le incertezze su prezzi e produzione.</p>
<p><span style="font-size: 12pt;" lang="FR"><!--[if gte vml 1]><v:shapetype id="_x0000_t75"  coordsize="21600,21600" o:spt="75" o:preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe"  filled="f" stroked="f"> <v:stroke joinstyle="miter" /> <v:formulas> <v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0" /> <v:f eqn="sum @0 1 0" /> <v:f eqn="sum 0 0 @1" /> <v:f eqn="prod @2 1 2" /> <v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth" /> <v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight" /> <v:f eqn="sum @0 0 1" /> <v:f eqn="prod @6 1 2" /> <v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth" /> <v:f eqn="sum @8 21600 0" /> <v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight" /> <v:f eqn="sum @10 21600 0" /> </v:formulas> <v:path o:extrusionok="f" gradientshapeok="t" o:connecttype="rect" /> <o:lock v:ext="edit" aspectratio="t" /> </v:shapetype><v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style='width:173.25pt;  height:144.75pt'> <v:imagedata xsrc="file:///C:\DOCUME~1\fiorito\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.png" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\fiorito\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.png"     o:title="" /> </v:shape><![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
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		<title>Da dove verrà l&#8217;idrogeno 02</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 00:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Jean Laherrère]]></category>
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		<description><![CDATA[Il report &#8220;Da dove verrà l&#8217;idrogeno&#8221; (in tedesco) della Ludwig Bölkow Systemtechnik GmbH (LBST) inizia fornendo un&#8217;ampia sintesi sui principali scenari di petrolio, gas e carbone. La situazione del petrolio secondo gli Outlook dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (IEA) mostra una chiarissima divergenza tra domanda e produzione; il divario è talmente evidente che la domanda giusta da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il report &#8220;<a href="http://www.lbst.de/ressources/docs2007/DWV_Woher-H2_NOV2006.pdf" target="_blank">Da dove verrà l&#8217;idrogeno</a>&#8221; (in tedesco) della <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=3&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.lbst.de%2F&amp;ei=gC5hRr-3KYrG0QSw3IWHCg&amp;usg=AFQjCNFdtAAuwpL505d3Y_Q-W8vQ2-YlRQ&amp;sig2=rgTv8-kyrHAQFYSrw-gziQ" target="_blank">Ludwig Bölkow Systemtechnik GmbH</a> (LBST) inizia fornendo un&#8217;ampia sintesi sui principali scenari di petrolio, gas e carbone.</p>
<p>La situazione del petrolio secondo gli Outlook dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (IEA) mostra una chiarissima divergenza tra domanda e produzione; il divario è talmente evidente che la domanda giusta da porsi è: <strong>&#8220;Da dove verrà il petrolio?&#8221;</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Conventional_Oil_scenario.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3655" title="Conventional_Oil_scenario" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Conventional_Oil_scenario-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><br />
</strong></p>
<p>Nel rapporto si afferma, in modo abbastanza perentorio:</p>
<blockquote><p>La ricerca di un&#8217;infrastruttura sostenibile per l&#8217;offerta di energia non può attendere oltre. Esiste una crescente preoccupazione che non rimanga tempo per assicurare una transizione dolce verso un mondo senza le energie fossili</p></blockquote>
<p><span id="more-531"></span></p>
<h3><strong>Petrolio</strong></h3>
<p>Riguardo alle risorse petrolifere non convenzionali come sabbie bituminose e oli pesanti, si ricorda che: &#8221; La separazione e raffinazione del petrolio necessita grandi quantitativi di acqua ed energia; l&#8217;attività estrattiva del petrolio non convenzionale è molto lenta ed è <strong>più simile ad una miniera che al processo di pompaggio</strong> come lo conosciamo.</p>
<p>A valle della raffinazione, l<strong>&#8216;uso del gas naturale per raffinare le sabbie bituminose <span style="text-decoration: underline;">entra in conflitto</span> con l&#8217;uso diretto del metano</strong>.</p>
<p>Da un&#8217;analisi degli Outlook dell&#8217;IEA nel tempo, si deduce che per l&#8217;Agenzia la produzione futura di petrolio si basa su (la fede in):</p>
<ul>
<li>riserve di petrolio grandi quanto viene riportato dai paesi produttori;</li>
<li>sviluppo delle riserve rapido quanto sperato;</li>
<li>nuova tecnologia estrattiva che migliora il rendimento di tutti i giacimenti;</li>
<li>molto altro petrolio scoperto.Questo mentre l&#8217;IEA stessa dichiara (World Energy Outlook 2004):</li>
<li>L&#8217;affidabilità ed accuratezza delle riserve stimate è fonte di crescente preoccupazione per tutta l&#8217;industria petrolifera;</li>
<li>Il tasso al quale le risorse finali potranno essere convertite in riserve ed il costo dell&#8217;operazione resta molto incerto;</li>
<li>Nel 2030 la maggior parte della produzione mondiale di petrolio verrà da un&#8217;infrastruttura ancora da costruire;</li>
<li>Nello scenario &#8220;basse-risorse&#8221; la produzione di petrolio convenzionale raggiunge il picco nel 2015.</li>
</ul>
<h3><strong>Gas Naturale</strong></h3>
<p>Lo scenario dell&#8217;IEA per il gas è visibile nel grafico in basso. Il picco arriva ottimisticamente nel 2020.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Gas01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3656" title="Gas01" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Gas01-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Lo scenario è ottimistico in quanto presuppone che la diminuzione della produzione di Europa e Stati Uniti possa venire  compensato dall&#8217;aumento delle forniture dalla Russia e dall&#8217;Asia, mentre &#8211; per limiti di gasdotto &#8211; l&#8217;accrescimento della sua fornitura potrà essere garantito SOLO con il METANO LIQUIDO.</p>
<p>La situazione in Russia &#8211; giacimento per giacimento &#8211; è dettagliata con grafici originali (alle pagine 11 e 12) da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jean_Laherrere">Jean Laherrère</a>, dove si vede chiaramente la difficoltà a mantenere il livello ATTUALE di produzione.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Gas02_Russia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3657" title="Gas02_Russia" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Gas02_Russia-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Questo poiché i campi più recenti sono di dimensioni minori e raggiungono il picco prima di quelli giganti scoperti nel passato e quindi una veloce sequenza di giacimenti devono essere connessi alla rete dei gasdotti per il mantenimento dei metri cubi forniti OGGI.</p>
<h3><strong>Carbone e nucleare</strong></h3>
<p>Il rapporto analizza la situazione del carbone e del nucleare alle pagine 13-17.</p>
<p>Sintetizzando molto le posizioni dell&#8217;IEA, non si prevede un contributo delle rinnovabili superiore al 2% del totale.</p>
<ul>
<li>l&#8217;offerta di energia nei prossimi 20 anni continuerà con la tendenza degli ultimi 20 anni;</li>
<li>non vi saranno vincoli e restrizioni all&#8217;uso di petrolio, gas o carbone dovute alla scarsità di risorse o alla protezione del clima;</li>
<li>non vi è ragione per portare le rinnovabili al mercato, visto che sole, vento e geotermica,  raggiungeranno il 2% nel 2030;</li>
<li>solo la parte dell&#8217;uso tradizionale di biomassa manterrà la tendenza degli ultimi decenni.</li>
</ul>
<p>Tali posizioni ignorano completamente che:</p>
<ul>
<li>le energie fossili stanno diventando difficili da sfruttare e dunque divengono care;</li>
<li>le motivazioni ambientali aumenteranno le restrizioni nel bruciare carbone, petrolio o gas;</li>
<li>le energie rinnovabili mostrano dei tassi di crescita ben superiori al 10% annuo negli ultimi 15 anni e stanno diventando competitive economicamente</li>
<li>la differenza di prezzo tra offerta di energia convenzionale e rinnovabile è in continua riduzione.</li>
</ul>
<p>Per queste ragioni la LBST ha sviluppato uno <span style="color: #ff0000;"><strong>scenario alternativo</strong></span> sull&#8217;energia rinnovabile (vedi pag. 19-22 del rapporto).</p>
<p>Perché? Anche per l&#8217;inaffidabilità delle previsioni dell&#8217;IEA!</p>
<p>Nel grafico seguente si vede il dettaglio per l&#8217;eolico, con affiancate le diverse previsioni degli Energy Outlook IEA nel corso degli anni.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Wind_IEA_scenarios_overtime.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3658" title="Wind_IEA_scenarios_overtime" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Wind_IEA_scenarios_overtime-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<h3><strong> L&#8217;idrogeno come combustibile</strong></h3>
<p>Fino ad oggi solo le opzioni per la generazione di energia dalle fonti primarie sono state considerate.  Questa è la base di partenza.</p>
<p>Da ora in poi saranno discusse le opzioni per la produzione di idrogeno, un vettore energetico capace di fornire sia elettricità che mobilità.</p>
<p>Questo implica considerare le catene energetiche con minori perdite di conversione ed il maggiore potenziale di offerta. <strong>La società dovrà decidere quanto dell&#8217;energia disponibile potrà essere usata per ogni applicazione finale</strong>.</p>
<p>Esiste una differenza fondamentale tra l&#8217;infrastruttura energetica attuale e futura:</p>
<blockquote><p><strong> Oggi i carburanti sono prodotti con perdite minori dall&#8217;energia primaria, mentre l&#8217;energia  utile [nelle auto e nelle case, NdT] viene generata con grandi perdite del 50-70%.</strong></p>
<p><strong><em> Nel lungo periodo</em>, sarà vero il contrario: l&#8217;energia utile dalle energie rinnovabili conquisterà lo status di energia primaria, generata con perdite minori e, in contrasto, alte perdite dovranno essere accettate per la produzione di carburanti</strong>.</p></blockquote>
<p>Il rapporto quantifica il potenziale Europeo per le diverse filiere di biocarburanti (pagg. 24-25), considerando il concetto di &#8220;raccolto energetico&#8221;</p>
<p>Nel dibattito attuale sulla sostenibilità si è affermato, infatti, il concetto di &#8220;coltivare&#8221; l&#8217;energia (in inglese &#8220;<em>harvesting energy</em>&#8220;), calzante in una <strong>prospettiva di ciclo di vita</strong>, che prende in conto filiere rinnovabili per soddisfare i bisogni della società.</p>
<blockquote><p>&#8220;Coltivare&#8221; si oppone ad &#8220;estrarre&#8221; ed implica l&#8217;uso dei <em>flussi</em> energetici rinnovabili in luogo dello sfruttamento di <em>stock</em> energetici fossili.</p></blockquote>
<p>Una parte dei partecipanti al dibattito ritiene necessaria la produzione di carburanti rinnovabili, altri no, persuasi che l&#8217;infrastruttura elettrica  alimentata da fonti rinnovabili di energia potrà alimentare dei veicoli a batteria (vedi <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/quasi-no-comment-rassegna-stampa-del-trediciagostoduemilasette.html" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/per-copenhagen-04-accrocchio-a-chi.html" target="_blank">qui</a>).</p>
<p>Tra tutti gli esperti, tuttavia, stanno sorgendo delle serie preoccupazioni in merito alla produzione di biocarburanti, poiché i recenti programmi internazionali di produzione di etanolo e biodiesel aggiungono ulteriori pressioni sulle terre coltivabili ed esiste il rischio concreto una competizione con la produzione di cibo. Da alcuni mesi infatti, i mercati dei cereali sono sotto stretta osservazione.<br />
Di particolare interesse ed attinente a questo fine, è dunque la parte conclusiva del rapporto LBST dove viene presentata una statistica interessante ed originale: <strong>la produzione di carburante per ettaro</strong>.</p>
<p>E&#8217; importante sottolineare che 1 ettaro coperto da pannelli fotovoltaici non significa 100&#215;100 di pannelli ma il 33% della superficie. Nel caso di elettricità dall&#8217;eolico il 99% della superficie è utilizzabile per altri scopi, come agricoltura ed allevamento.</p>
<p>Il potenziale di <strong>produzione per ettaro</strong> per diversi combustibili rinnovabili è presentato nel grafico seguente.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/H2_per_ettaro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3659" title="H2_per_ettaro" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/H2_per_ettaro-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p>Mentre il <strong>numero di auto che possono venire alimentate per ogni ettaro </strong>&#8220;coltivato&#8221; sono qui in basso:</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Auto_per_Ettaro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3660" title="Auto_per_Ettaro" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Auto_per_Ettaro-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p>Una statistica finale riguarda i costi, a cui ci siamo permessi di aggiungere quelli di benzina e diesel CON TASSE in rosso.</p>
<p>Come si può vedere l&#8217;idrogeno è competitivo!<br />
<a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Costi_relativi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3664" title="Costi_relativi" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Costi_relativi-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
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