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Posts Tagged ‘guerre’

7 sorelle vendicative

26 giugno 2008 Nessun commento

lake

Foto da fotocommunity

La Stampa – LE 7 SORELLE SI VENDICANO A BAGDAD di Mimmo Candito

Gli americani la chiamano the smokin’ gun, la pistola fumante, per dire: ecco qui la prova inequivocabile, quella che inchioda il colpevole al di là di qualsiasi possibile dubbio.

La pistola fumante che inchioda Bush e Cheney alle loro colpe sulla guerra lanciata cinque anni fa la si potrà trovare lunedì prossimo sulla scrivania del Ministro iracheno del petrolio quando, schierate di fronte a lui, siederanno con la penna già in mano le sette sorelle, o comunque quanto resta di loro dopo le fusioni, pronte a firmare il contratto che gli concede di tornare a metterle mani sul petrolio della Mesopotamia.

Le aveva rimandate a casa più di trent’ anni fa Saddam Hussein, con un decreto di nazionalizzazione degli idrocarburi; ma ora che Saddam è stato messo a tacere, le majors possono godersi il miele della vendetta e rientrare in pompa magna a farsi i loro affari.

Questa è la notizia che circola in molti blog americani negli ultimi giorni, a dire qual’è  l’umore sprezzante che sempre più viene rivolto al Presidente e alla sua politica irachena, con lo stillicidio quotidiano dei 4 mila morti interrati nella coscienza della nazione.

Segue.

Wealth, War and Wisdom

Union Oil 1890

La Union Oil nel 1890. Foto: Origins of business

Barton Biggs ha alcuni consigli per i ricchi: assicuratevi contro guerre e catastrofi acquistando una fattoria in luoghi remoti e facendo il pieno di “sementi, fertilizzanti, conserve alimentari, vino, medicina, abbigliamento, ecc.” Dove ecc. sta per armi: “Qualche sparo sopra le teste dei briganti in arrivo servirà a persuaderli che ci sono fattorie più facili nei dintorni”, scrive nel suo libro Wealth, War and Wisdom.

Biggs non è un ecologista estremo, ma una leggenda di Wall Street: è stato Direttore delle Strategie Globali alla Morgan Stanley fino al 2003 per, in seguito, formare la Traxis Partners, gestore di hedge fund per oltre un miliardo dollari.

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Notizie 22 novembre 07

22 novembre 2007 Nessun commento

Il lavoro della giovinezza fa il riposo della vecchiaia.
Proverbio greco

Ecopass Milano, trovata la soluzione – Uno sconto per i primi 100 ingressi. Chi entra nei Bastioni prima delle 7 non paga il pedaggio, da EcoidalleCittà;

War has historic links to global climate change – Lo studio di Peter Brecke of the Georgia Institute of Technology su I legami storici tra cambiamenti climatici, produzione agricola e guerre, da New Scientist, vedi anche Reuters.

Mattoni di spazzatura compressa – Il Bitublock della Scuola ingegneri di Leed, da Ecoblog
Emissioni: la maglia nera del Lazio, da QualeEnergia

L’auto da 2500 dollari di Tata sarà la più pulita, da AutoblogGreen

Honda Home Energy Station IV in Operation, La stazione di rifornimento di idrogeno per l’auto a fuel cell Clarity, da Hydrogencars; guarda i video della Honda e della Toyota.

“I would say there’s no future for the auto industry without fuel cell cars. We are making significant efforts in the development of fuel cell cars. We tried mass production three years ago of a battery vehicle, on which we made significant technological progress from a model 10 years ago. Yet that level wasn’t at all enough to realise a battery vehicle. That’s why we’re doing fuel cell.”

Takeo Fukui, President and CEO of Honda Motor Co. Ltd., at a conference on the auto industry, 23 October 2007 in Tokyo (Source: AFP)

Macchine…entropia pura

20 settembre 2007 Nessun commento

car_pollution

Foto da Sacred Planet Trust

Voglio, voglio voglio riassumere in sei passaggi una equazione: l’auto è responsabile non solo dell’avvelenamento locale, dell’alienazione dello spazio vitale, ma anche – e soprattutto – dei cambiamenti climatici (il riscaldamento globale).

1) Il Traffico costa 78 miliardi di $ all’economia americana in 4.2 miliardi di ore perse e 2.9 miliardi di galloni di benzina e diesel sprecati, cioè anche 105 milioni di settimane vacanze e 58 petroliere piene.

E’ l’estrema sintesi dello studio del Texas Transportation Institute :

2007 Annual Urban Mobility Report.

(Il sito presenta anche le “risorse” messe in campo per risolvere il problema…)
2) Uniamo questi dati alle asciutte considerazioni di Alan Greenspan:

La guerra in Iraq è per il petrolio;

La guerra in Iraq si poteva evitare con automobili più efficienti.

3) Pensiamo al petrolio a 82 (ormai miseri) dollari al barile…

4) …mentre L’Europa scende dall’auto e l’Italia no! (lo studio del BIPE);

5) Controlliamo I costi della manutenzione dell’auto da Repubblica…o dal sito ACI;
6) e concludiamo con i ricercatori dell’Urban Land Institute americano che uno sviluppo meno auto-dipendente è la chiave per contrastare i cambiamenti climatici (report intero pagg. 160 anche qui).

…quindi:

Auto = Mondo Fritto

I consumi energetici dell’esercito americano

22 maggio 2007 Nessun commento

war

Foto da Fotocommunity

Energy bulletin pubblica un interessante articolo di Sohbet Karbuz sui consumi del settore militare statunitense in 15 punti.

Secondo il proverbio, i fatti sono molti ma la verità è una. La verità è che i militari degli Stati Uniti sono il più grande consumatore di energia nel mondo. Ma l’uomo saggio dice: “non confondere i fatti con la realtà” e la realtà è che neppure il Ministero della Difesa Americano (DoD) conosce precisamente dove e quanta energia consuma.

Questo è il Fatto Zero.

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Il rapporto dello Study Group di James Baker

7 dicembre 2006 Nessun commento

Flag

E uscito il rapporto della Commissione Baker sull’Iraq (IRAQ STUDY GROUP REPORT), ecco l’inizio di un capitolo che si intitola “Petrolio”….
[pag 83]
5 il settore petrolifero [The Oil Sector]
Poiche il successo del settore petrolifero è cruciale per il successo dell’economia irachena, gli Stati Uniti devono fare il possibile per aiutare l’Iraq a massimizzare la propria capacità produttiva.
L’Iraq, un paese con un potenziale petrolifero promettente, può tornare a produrre, dai pozzi esistenti, da 3 a 3.5 milioni di barili al giorno per un periodo dai 3 ai 5 anni, a seconda dell’evoluzione nei giacimenti-chiave.

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