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	<title>L&#039;occhio di Romolo &#187; finanza</title>
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	<description>Dalle bici in carbonio alle auto a idrogeno, progressi ed involuzioni che causano il futuro</description>
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		<title>Non l&#8217;1 ma lo 0,15 per cento</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una ragione irritabile è una ragione tenera e debole. Perciò moralisti e osservatori valgono spesso tanto poco come persone pratiche. Novalis fr. 503. Non c&#8217;è che una stagione: l&#8217;estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L&#8217;autunno la ricorda, l&#8217;inverno l&#8217;invoca, la primavera l&#8217;invidia e tenta puerilmente di guastarla. Flaiano, Diario degli errori [57] [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una ragione irritabile è una ragione tenera e debole. Perciò moralisti e osservatori valgono spesso tanto poco come persone pratiche. Novalis fr. 503.<br />
Non c&#8217;è che una stagione: l&#8217;estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L&#8217;autunno la ricorda, l&#8217;inverno l&#8217;invoca, la primavera l&#8217;invidia e tenta puerilmente di guastarla. Flaiano, Diario degli errori [57]</p></blockquote>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/ViaTiberio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4284" title="ViaTiberio" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/ViaTiberio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>ecco perche&#8230;</p>
<p><strong>I costi umani della crisi</strong></p>
<p>La crisi economica apertasi nel 2007 ha avuto come causa primaria i mutamenti dei rapporti di potere politico-economico che dali anni &#8217;80 in poi hanno facilitato l&#8217;ascesa della finanziarizzazione, la deregolazione dei movimenti di capitale e l&#8217;affermazione di altri aspetti dell&#8217;ortodossia neoliberale: mutamenti rilevati perfino dall&#8217;Onu.</p>
<p>Concause di notevole peso sono state la irresponsabilità sociale, l&#8217;incompetenza e l&#8217;avidità di una parte significativa degli alti dirigenti di società finanziarie e non finanziarie, dei grandi proprietari, dei gestori a capo di fondi e patrimoni; personaggi che all&#8217;epoca del finanzcapitalismo governano di fatto l&#8217;economia e la politica del mondo. In totale si tratta di appena una decina di milioni di individui.</p>
<p>Al di là dellle loro intenzioni o dei loro convincimenti etici, mediante le loro strategie finanziarie questi pochi milioni di individui hanno inflitto e continueranno a infliiggere per lungo tempo rilevanti costi umani a miliardi di altri. Nella posizione che occupano, sarebbe arduo per loro agire diversamente: come premia a dismisura chi vi si conforma, così la logica endogena ["endologica", NdR] del finanzcapitalismo punisce severamente le azioni devianti.</p>
<p>Resta il fatto che meno dello 0,15 per cento della popolazione mondiale appare essere nella condizione di infliggere a gran parte del 99,85 per cento restante i costi che qui sotto si riassumono: non è questo l&#8217;ultimo dei motivi per asserire che la civiltà-mondo reca in sé profondi segni di degrado.</p>
<p>Luciano Gallino, Finanzcapitalismo, Einaudi p. 107</p>
<p>Approfondimenti | <a href="http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Global-corporate-power-12400" target="_blank">Global corporate power</a></p>
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		<title>Il nesso tra crisi finanziaria ed energia</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/il-nesso-tra-crisi-finanziaria-ed-energia.html</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 10:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto da fotocommunity Con un pò di ritardo (originale di Goldstein è di ferragosto) ecco quì: i mutui non pagati sono quelli di chi abita dove deve usare MOLTO la macchina. In altri termini, gli insolventi sono gli americani che hanno comprato casa senza considerare che avrebbero speso sempre di più per andare al lavoro: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="silvercity" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/silver-city.jpg"><img id="image1167" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/silver-city.miniatura.jpg" border="0" alt="silvercity" /></a></p>
<p>Foto da <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/extra/search/options/YTo0OntzOjg6ImFkdmFuY2VkIjtzOjE6IjEiO3M6MTI6InNlYXJjaHN0cmluZyI7czo0OiJjaXR5IjtzOjY6InN1Ym1pdCI7czo0OiJmaW5kIjtzOjc6ImNoYW5uZWwiO3M6MToiMCI7fQ/display/14127901" target="_blank">fotocommunity</a></p>
<p>Con un pò di ritardo (originale di Goldstein è di ferragosto) ecco quì: <strong>i mutui non pagati sono quelli di chi abita dove deve usare MOLTO la macchina</strong>.</p>
<p>In altri termini, gli insolventi sono gli americani che hanno comprato casa senza considerare che avrebbero speso sempre di più per andare al lavoro: <strong>mutui per case nuove e non servite da trasporto pubblico</strong>. Al contrario, i valori delle case in città tengono..</p>
<p>Posso, comunque, vantarmi di aver detto quasi un anno fa &#8211; <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/?p=719" target="_blank">post</a>, <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/10/elementi_decrescita_auto_king_report.pdf" target="_blank">pdf</a> (pag. 4) &#8211; che i consumatori scelgono l&#8217;auto <strong>chiudendo gli occhi sui costi variabili che si stanno accollando</strong>.</p>
<p>Penso sia esercizio utile la stima del (dis)valore di una casa/quartiere/città a seconda della presenza o meno di trasporto pubblico (o di piste ciclabili con l&#8217;opzione dell&#8217;intermodalità con il TPL).</p>
<p>La chiave dell&#8217;analisi deve essere la stima della soglia decisionale (funzione di qualità del servizio, capillarità, ecc) oltre la quale &#8220;non si può fare a meno dell&#8217;auto&#8221;.</p>
<p>Da <a href="http://switchboard.nrdc.org/blogs/dgoldstein/oil_prices.html" target="_blank">Switchboard</a>:</p>
<p><em>La crisi di credito non è dovuta solo ai mutui subprime [...] le insolvenze non sono casuali: hanno un modello molto chiaro che è stato misteriosamente trascurato dal settore finanziario. Le insolvenze sono localizzabili nei posti in cui la necessità usare l&#8217;auto è molto alta &#8211; i sobborghi con trasporto pubblico rado o assente. Le aree urbane con alta densità abitativa, con buona possibilità di muoversi a piedi (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pedestrian-friendly" target="_blank">walkability</a>) e buoni servizi di trasporto sono state in gran parte immuni dalla crisi del credito. </em></p>
<p><em>I dati suggeriscono che più è basso il costo dei trasporti in auto di una determinata zona, più bassa la probabilità d&#8217;insolvenza. Una politica energetica razionale prenderebbe in considerazione le spese per i trasporti al momento di sottoscrivere il mutuo, evitando gran parte, se non tutto il rischio che ora affligge l&#8217;economia. </em></p>
<p><em>Per quanto riguarda i bassi risparmi degli ultimi 35 anni, si rileva che, dalla crisi energetica del 1973, i redditi mediani degli Americani sono cambiati poco, mentre l&#8217;uso dell&#8217;auto è aumentato sempre. Allo stesso tempo, le città e le periferie si sono sviluppate riducendo la densità abitativa, la walkability ed il TPL. Questa dinamica ha condotto all&#8217;aumento della necessità di guidare per mantenere la stessa qualità della vita. </em></p>
<p><em>Guidare costa: le spese per l&#8217;auto erano il 18% della spesa delle famiglie anche quando la benzina costava $1.50/gallone (0,25 €/litro!!) e questo si confronta con il 21% destinato all&#8217;alloggio (considerando solo la casa, non le utenze, l&#8217;arredamento, ecc.). Con la benzina a <a href="http://tonto.eia.doe.gov/oog/info/gdu/gasdiesel.asp" target="_blank">$3,78/gallone</a>,  se le spese salgono è normale che il risparmio scenda.</em></p>
<p>Grazie a <a href="http://petrolio.blogosfere.it/2008/10/strane-connessioni.html" target="_blank">Petrolio</a>.</p>
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		<title>BP e Shell parlano di fusione</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2007 13:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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		<category><![CDATA[Tony Hayward]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia è riportata da Seeking Alpha e dal Times of London oggi: BP e Shell avrebbero avviato dei colloqui in merito ad una possibile fusione che genererebbe un gigante da 250 miliardi di UK£ (350 miliardi di €). Ne parlava già Borsainside il 18 maggio.. Nella City affiora la notizia che due le più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="Shell_BP" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/07/shell_bp.jpg"><img id="image577" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2007/07/shell_bp.miniatura.jpg" border="0" alt="Shell_BP" /></a></p>
<p>La notizia è riportata da <a href="http://translate.google.com/translate?hl=it&amp;u=http%3A%2F%2Fenergy.seekingalpha.com%2Farticle%2F40057" target="_blank">Seeking Alpha</a> e dal <a href="http://business.timesonline.co.uk/tol/business/industry_sectors/article2017453.ece" target="_blank">Times of London</a> oggi: BP e Shell avrebbero avviato dei colloqui in merito ad una possibile fusione che genererebbe un gigante da 250 miliardi di UK£ (350 miliardi di €). Ne parlava già <a href="http://www.borsainside.com/mercati_europei/maggio_2007_europa/20070518_rumors_petroliferi.shtm#" target="_blank">Borsainside</a> il 18 maggio..</p>
<p><span id="more-576"></span><br />
Nella City affiora la notizia che due le più grandi compagnie petrolifere del Regno Unito hanno riunito i consiglieri finanziari per discutere i termini per una cosiddetta &#8220;fusione amichevole&#8221; che potrebbe generare €2.5 miliardi di riduzioni dei costi per il gruppo allargato&#8221;, scrive il Times.</p>
<p>BP ha dichiarato che, con già con il precedente amministratore delegato Lord Browne, si era  pensato di avviare contati con la Shell, ora l&#8217;idea è ripresa dall&#8217;AD Tony Hayward. Secondo il sito web <a href="http://www.thisismoney.co.uk/investing-and-markets/tips-and-tactics/article.html?in_article_id=421939&amp;in_page_id=23&amp;ct=5" target="_blank">This is Money</a>, consiglieri dell&#8217;azienda e quadri sono riuniti &#8220;<em>24 ore su 24</em>&#8220;.</p>
<p>Le due aziende riunite produrrebbero oltre il 70% in più di petrolio e gas della ExxonMobil. Le azioni di BP sono salite del 2% in tre giorni, mentre quelle di Shell hanno guadagnato il 4.5%.</p>
<p>Dimenticavo&#8230;.</p>
<p>BP e Shell sono, con ENI, tra le compagnie più attive sul fronte del rinnovabile, avendo entrambe progetti sia sul solare che sull&#8217;idrogeno: <a href="http://www.shell.com/home/Framework?siteId=shellsolar&amp;FC2=/shellsolar/html/iwgen/leftnavs/zzz_lhn2_0_0.html&amp;FC3=/shellsolar/html/iwgen/about_shell/who_we_are_0129.html" target="_blank">Shell Solar</a> e <a href="http://www.shell.com/home/Framework?siteId=hydrogen-en" target="_blank">Shell Hydrogen</a> sono attive su questa filiera da almeno un decennio (anche se il solare al silicio è stato venduto alla ditta tedesca <a href="http://www.solarworld.de/" target="_blank">Solarworld</a>), <a href="http://www.bp.com/genericsection.do?categoryId=4261&amp;contentId=3060140" target="_blank">BP Solar</a> è leader del fotovoltaico ed ha progetti sull&#8217;idrogeno.</p>
<p><strong>Forse la sinergia è motivata da nuove filiere?</strong></p>
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