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Posts Tagged ‘energia’

Le criticità italiane relative ad energia e infrastrutture

19 gennaio 2011 Nessun commento

Mi permetto,

presento una analisi delle criticità italiane relative ad energia e infrastrutture. Ambiti vasti e complessi, per i quali le criticità italiane possono presentarsi sia sotto forma di “gap” rispetto agli altri paesi, che di debolezza dovuta alla disomogeneità interna al paese.

Le infrastrutture, come il sistema energetico, sono quasi sempre il risultato di importanti investimenti pubblici: lo Stato investe nella realizzazione di grandi opere come strade, treni, poste, reti di acqua e gas e, almeno inizialmente, li gestisce. Queste opere, oltre ad assicurare la crescita economica e l’integrazione della popolazione sul territorio,  garantiscono, più in generale, un consenso.

Nel corso del tempo, i servizi associati alle infrastrutture hanno assunto un peso crescente nel paniere del consumatore italiano, rispecchiando l’evoluzione socio-economica del paese ed un generale miglioramento della qualità della vita. I servizi legati ad energia e trasporti ben rappresentano il progressivo affrancamento da un’economia “di necessità”, dove i consumi sono rappresentati in gran parte dalla spesa per i prodotti alimentari e l’abitazione.

Diverse sono le preoccupazioni circa la competitività del nostro sistema Paese. Tuttavia, quasi sempre viene evidenziato come, oltre all’inefficienza della burocrazia, siano la debolezza delle infrastrutture di trasporto ed i costi dell’energia a costituire gli  elementi che maggiormente scoraggiano gli imprenditori e le imprese ad investire in Italia.

Il documento (pdf 33 pag.) Energia e infrastrutture revisited

L’energia spiegata

16 luglio 2010 1 commento

Ho elaborato un breve (83 pag.) testo intitolato:

L’energia, un problema ambientale, una risorsa economica ed un determinante sociale

è (+ o -) il succo di 20 anni di lezioni, riflessioni, nozioni, incontri, incubi e utopie che mi piace condividere.

Buona lettura.
GF

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Bioeconomia teorica: Kozo su funzione di produzione, modello fondi-flussi ed elasticità di sostituzione

25 febbraio 2009 Nessun commento

Kozo-Platone…

…ci sintetizza il pensiero di Georgescu-Roegen-Socrate nei riguardi della teoria della produzione “inventata” da R. Solow su cui, oggi più che mai, per limiti e danni provocati, si addensano le colpe della crescita della povertà, dell’ingiustizia e dell’ineguaglianza nel mondo. Dalla teoria della produzione, il fondamento della crescita, e dalla rappresentazione del processo economico da parte dell’accademia, che fonda i programmi politici, si deve partire per…capire cosa si vuole. Semplicemente (anche prima del bene comune).

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Il petrolio all’industria e le rinnovabili per le famiglie

12 giugno 2008 Nessun commento

fallen_season

Con l’energia che diventa scarsa si pone il problema di un uso più razionale. Meglio usarla per produrre, diranno i produttori…Su questo tema è interessante l’intervento del presidente di Iberdrola, che propone una scenario in cui l’energia (e le componenti chimiche) del petrolio vengano riservato all’industria, mentre i consumi del settore residenziale potrebbero essere soddisfatti dalle fonti rinnovabili, accompagnandosi a elettrodomestici ad alta efficienza, isolamento termico, parsmonia eccetera.

Sono abbastanza d’accordo, salvo un punto: la mobilità di persone e merci. Penso che la rete elettrica, alimentata dalle centrali tradizionali, debba servire a sostenere i trasporti elettrici su rotaia. E’ un punto essenziale che lo Stato sostenga il trasporto pubblico in energia ed infrastrutture.

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Perche non credo alla terza rivoluzione industriale di Rifkin

10 giugno 2008 Nessun commento

Ravlundaheden

Foto: Lili Hawsack

Jeremy Rifkin ha una splendida capacità di comunicare immagini positive del futuro energetico.

Dopo alcuni lustri passati a seguire gli sviluppi dell’idrogeno e delle celle a combustibile, penso di poter criticare alcuni argomenti della posizione di Rifkin da un punto di vista a favore dell’idrogeno (al contrario, ad esempio di ASPO), ma con un occhio sullo stato presente delle tecnologie per produrlo ed usarlo (nelle celle a combustibile).

Rifkin è citato da Paroleverdi per motivare il no ai progetti nucleari. Non sono pronucleare, ma non posso pensare che, circondati come siamo da centrali, si possa continuare a nascondere la testa sotto terra, per continuare a vendere turbine a gas come bruscolini (oltre a costruire mega centrali a carbone, come a Civitavecchia). Il nucleare può costituire una strategia per assicurare una produzione di base, continua, necessaria a compensare l’intermittenza della (crescente) produzione rinnovabile. Per muovere, treni e tram, ed alimentare l’industria, ad esempio.
Sono per la generazione distribuita e credo che l’uso dell’elettricità nelle batterie ioni-litio di ultima generazione possa essere una delle soluzioni, ma la produzione di idrogeno rappresenta uno stadio diverso del futuro energetico.

Le fuel cell a idrogeno possono muovere autobus articolati, aerei, sottomarini, trattori e treni, le batterie no: leggi l’intervista al CEO di Honda Takeo Fukui al WSJ: Le batterie vanno bene per la auto da golf.

Le fuel cell producono calore per le abitazioni ed elettricità distribuita, in rete, le batterie accumulano (non troppo efficacemente) l’elettricità rinnovabile prodotta, in sistemi isolati.

La produzione di idrogeno può avvenire con gas naturale nel processo di reforming ad un costo competitivo, sia in €/kWh (elettricità) che €/km percorso (come carburante); vedi Idro-fatti. 6 falsi miti sull’idrogeno e la suite.

Al contrario, l’occhio presbite di Rifkin vede meglio il futuro lontano, pensando ora di produrre idrogeno da pannelli solari, con elettrolizzatori, compressori, serbatoi e fuel cell onnipresenti. Costa troppo! Ne avevo parlato qui.

Aggiornamento

Il video di Rifkin da BeppeGrillo.

Quantum Sphere, lo stato dell’arte dell’elettrolisi

27 febbraio 2008 Nessun commento

Come fare l’idrogeno?

» Dal gas?

Con i prezzi degli idrocarburi e – per chi ne ha – le motivazioni ambientali, si può optare per un ciclo senza carbonio: dall’acqua.

La scissione di H2O, significa consumare energia, la scienza dell’elettrolisi è fondamentale per minimizzare tali consumi o renderli ottimali con elettricità in eccesso e/o rinnovabile.

I progressi nel campo dell’elettrolisi possono essere particolarmente interessanti poiché portano alla stazione “da casa”. Eccone uno dalla QuantumSphere Inc di Santa Ana, California, dove degli elettrodi innovativi, ricoperti da nanoparticelle con una grande superficie attiva, potrebbero ridurre i costi, eliminando il platino.
QuantumSphere Produces Cheap Hydrogen Via Electrolysis

da Hydrogen Cars Now e EETimes.

Per un approfondimento vedi anche: Da dove verrà l’idrogeno?

Da dove verrà l’idrogeno 02

Il report “Da dove verrà l’idrogeno” (in tedesco) della Ludwig Bölkow Systemtechnik GmbH (LBST) inizia fornendo un’ampia sintesi sui principali scenari di petrolio, gas e carbone.

La situazione del petrolio secondo gli Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) mostra una chiarissima divergenza tra domanda e produzione; il divario è talmente evidente che la domanda giusta da porsi è: “Da dove verrà il petrolio?”


Nel rapporto si afferma, in modo abbastanza perentorio:

La ricerca di un’infrastruttura sostenibile per l’offerta di energia non può attendere oltre. Esiste una crescente preoccupazione che non rimanga tempo per assicurare una transizione dolce verso un mondo senza le energie fossili

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Da dove verrà l’idrogeno europeo? Risposte dalla Ludwig Bölkow

31 maggio 2007 Nessun commento

“We will start in 2012-15 with the first steps in volume for customised fuel cell cars with the right driving range, with the right reliability, with the right cost position.” – H. Kohler, VP Group Research and Advanced Engineering Vehicle and Powertrain, DaimlerChrysler, 77th International Motor Show, Geneva, CH

cover

La European Hydrogen Association (EHA) ha pubblicato la versione inglese del paper “Woher kommt der Wasserstoff?” Where will the hydrogen come from?” della Ludwig-Bölkow-Systemtechnik. Il paper risponde alla domanda del titolo. Considerando, ovviamente, la domanda, annessa “Da dove verrà l’energia?” nei prossimi decenni e nel lungo periodo?

E’ probabile che venga da fonti rinnovabili. A tal fine, lo studio risponde alla questione fondamentale della disponibilità di energia e materiali per la produzione di energia rinnovabile, atta a produrre idrogeno rinnovabile.

Il report: Where will the Energy for Hydrogen Production come from? Status and Alternatives (pagg 32) dell’European Hydrogen Association Autori: J. Schindler, R. Wurster, M. Zerta, V. Blandow and W. Zittel, Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH.

P.S. Guardando locale. Sono felicissimo sia dell’arrivo della 500 elettrica a Roma, che della proposta legislativa a motivo del viaggio; spero di conoscere i dettagli tecnico-economici del retrofit per convertire il mio cinquino.

I consumi energetici dell’esercito americano

22 maggio 2007 Nessun commento

war

Foto da Fotocommunity

Energy bulletin pubblica un interessante articolo di Sohbet Karbuz sui consumi del settore militare statunitense in 15 punti.

Secondo il proverbio, i fatti sono molti ma la verità è una. La verità è che i militari degli Stati Uniti sono il più grande consumatore di energia nel mondo. Ma l’uomo saggio dice: “non confondere i fatti con la realtà” e la realtà è che neppure il Ministero della Difesa Americano (DoD) conosce precisamente dove e quanta energia consuma.

Questo è il Fatto Zero.

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Gli usi dell’Energia

5 dicembre 2006 Nessun commento

Ecco una bella rappresentazione dell’uso dell’energia primaria, con alcuni paesi in dettaglio.
ngenergy-fuels.jpg

Fonte: New Scientist

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