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	<title>L&#039;occhio di Romolo &#187; bioeconomia</title>
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	<description>Dalle bici in carbonio alle auto a idrogeno, progressi ed involuzioni che causano il futuro</description>
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		<title>Non l&#8217;1 ma lo 0,15 per cento</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una ragione irritabile è una ragione tenera e debole. Perciò moralisti e osservatori valgono spesso tanto poco come persone pratiche. Novalis fr. 503. Non c&#8217;è che una stagione: l&#8217;estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L&#8217;autunno la ricorda, l&#8217;inverno l&#8217;invoca, la primavera l&#8217;invidia e tenta puerilmente di guastarla. Flaiano, Diario degli errori [57] [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una ragione irritabile è una ragione tenera e debole. Perciò moralisti e osservatori valgono spesso tanto poco come persone pratiche. Novalis fr. 503.<br />
Non c&#8217;è che una stagione: l&#8217;estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L&#8217;autunno la ricorda, l&#8217;inverno l&#8217;invoca, la primavera l&#8217;invidia e tenta puerilmente di guastarla. Flaiano, Diario degli errori [57]</p></blockquote>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/ViaTiberio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4284" title="ViaTiberio" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/ViaTiberio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>ecco perche&#8230;</p>
<p><strong>I costi umani della crisi</strong></p>
<p>La crisi economica apertasi nel 2007 ha avuto come causa primaria i mutamenti dei rapporti di potere politico-economico che dali anni &#8217;80 in poi hanno facilitato l&#8217;ascesa della finanziarizzazione, la deregolazione dei movimenti di capitale e l&#8217;affermazione di altri aspetti dell&#8217;ortodossia neoliberale: mutamenti rilevati perfino dall&#8217;Onu.</p>
<p>Concause di notevole peso sono state la irresponsabilità sociale, l&#8217;incompetenza e l&#8217;avidità di una parte significativa degli alti dirigenti di società finanziarie e non finanziarie, dei grandi proprietari, dei gestori a capo di fondi e patrimoni; personaggi che all&#8217;epoca del finanzcapitalismo governano di fatto l&#8217;economia e la politica del mondo. In totale si tratta di appena una decina di milioni di individui.</p>
<p>Al di là dellle loro intenzioni o dei loro convincimenti etici, mediante le loro strategie finanziarie questi pochi milioni di individui hanno inflitto e continueranno a infliiggere per lungo tempo rilevanti costi umani a miliardi di altri. Nella posizione che occupano, sarebbe arduo per loro agire diversamente: come premia a dismisura chi vi si conforma, così la logica endogena ["endologica", NdR] del finanzcapitalismo punisce severamente le azioni devianti.</p>
<p>Resta il fatto che meno dello 0,15 per cento della popolazione mondiale appare essere nella condizione di infliggere a gran parte del 99,85 per cento restante i costi che qui sotto si riassumono: non è questo l&#8217;ultimo dei motivi per asserire che la civiltà-mondo reca in sé profondi segni di degrado.</p>
<p>Luciano Gallino, Finanzcapitalismo, Einaudi p. 107</p>
<p>Approfondimenti | <a href="http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Global-corporate-power-12400" target="_blank">Global corporate power</a></p>
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		<title>In difesa della decrescita</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto &#124; Zbigniew Galucki Iniziamo con dei brani tratti dagli ultimi numeri di Ecological Economics. (Kallis &#8211; In defence of degrowth 2011) [...] il problema non è la psicologia individuale degli &#8220;avari capitalisti&#8221;, ma un sistema che strutturalmente richiede un comportamento avido. La crescita non è una opzione, ma un imperativo derivante dalle istituzioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Brzozy-a24507098.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4045" title="Brzozy-a24507098" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Brzozy-a24507098-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Foto | <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/cat/4609/display/24507098" target="_blank">Zbigniew Galucki </a></p>
<p>Iniziamo con dei brani tratti dagli ultimi numeri di Ecological Economics.</p>
<p>(<a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Kallis-In-defence-of-degrowth-2011.pdf">Kallis &#8211; In defence of degrowth 2011</a>)</p>
<p><em>[...] il problema non è la psicologia individuale degli &#8220;avari capitalisti&#8221;, ma un sistema che strutturalmente richiede un comportamento avido. La crescita non è una opzione, ma un imperativo derivante dalle istituzioni di base, cui l&#8217;uso della proprietà privata è collaterale, il debito, i tassi d&#8217;interesse e il credito e la competizione &#8220;vivi o muori&#8221; delle aziende per il profitto e le quote di mercato (le aziende che mirassero allo &#8220;stato stazionario&#8221; nei profitti sarebbero eliminate dal mercato dalla concorrenza).</em></p>
<p>(<a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Alier-et-al-Sustainable-de-growth-2010.pdf">Alier et al Sustainable de-growth 2010</a>)</p>
<p><em>Il paradigma economico dominante ricompensa &#8220;più&#8221; consumo invece di &#8220;migliore&#8221;, gli investimenti privati al posto dei pubblici, fatti su capitale manufatto piuttosto che naturale. Questa tripla distorsione auto-rinforzante si sono inchiavardate nella mentalità sociale per promuovere una nozione prometeica di crescita crematistica. Associato con il &#8220;mantra&#8221; liberale della supremazia dei mercati per promuovere la prosperità mediante un&#8217; efficienza sempre maggiore, la prassi di questo modello economico si basa sulla privatizzazione dei  beni e servizi pubblici tradizionali ed il rafforzamento della globalizzazione economica attraverso strutture di governance internazionale, del calibro del FMI, l&#8217;OMC e la Banca Mondiale.</em></p>
<p>Per, poi, risalire alla fonte della decrescita: Nicholas Geoergescu Roegen, che nel <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/1977-Inequality-limits-and-growth-from-a-bioeconomic-viewpoint.pdf">1977 &#8211; Inequality limits and growth from a bioeconomic viewpoint</a> diceva:</p>
<p>[...] <em>la termodinamica, ci insegna non solo che la materia-energia non può essere creata o distrutta, ma anche che la materia-energia disponibile viene costantemente ed irreversibilmente degradata in &#8220;scarto&#8221;, una forma inutile per gli interessi umani. E&#8217; in queste leggi della termodinamica che si trova la radice della scarsità economica. In fatti, <strong>la termodinamica è la fisica del valore economico</strong>, come disse Sadi Carnot nel suo memoir del 1824. Poiché in un mondo dove le leggi della termodinamica non valessero, la stessa energia potrebbe essere usata continuamente e nessun oggetto si consumerebbe mai.</em></p>
<p>Nell&#8217;articolo G-R enuncia delle ricette per ridurre l&#8217;impatto sul pianeta della dipendenza dell&#8217;uomo moderno dai comportamenti consumistici e, in definitiva, dalla crescita:</p>
<p>1) riportare la popolazione ad un livello che possa nutrsi con agricoltura biologica;</p>
<p>2) abbandonare il principio dello scontare il futuro alla base della teoria delle risrse naturali di Hotelling: l&#8217;umanità come entità quasi immortale non può ridurne l&#8217;importanza come un individuo singolo;</p>
<p>3) invece di applicare il principio della <strong><span style="color: #ff0000;">massima utilità</span></strong>, le politiche in materia di risorse naturali, in relazione alle generazioni future, devono  impiegare quello della <span style="color: #333399;"><strong>minimizzazione dei rimorsi</strong>.</span></p>
<p>(C&#8217;è anche <a href="http://www.sinistrainrete.info/marxismo/1317-domenico-moro" target="_blank">chi dice</a> che sono tutte stronzate..)</p>
<p>Pensando che non lo siano (in a leap of faith)&#8230;e cercando strumenti utili a capire (e gestire) la transizione presente, troviamo l&#8217;utile <strong>analisi delle politiche possibili quando un paese si trova DOPO IL PICCO DEL PETROLIO</strong> di Jörg Friedrichs in <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Friedrichs-2010-Peak-oil-impact-on-different-parts-of-the-world-Energy-Policy.pdf">Peak oil impact on different parts of the world</a>, il quale identifica 3 possibilità, basandosi su esempi storici del XX secolo:</p>
<ul>
<li>Predatory militarism: Japan, 1918–1945</li>
<li>Totalitarian retrenchment: North Korea, 1990s</li>
<li>Socioeconomic adaptation: Cuba,1990s</li>
</ul>
<p>Andando direttamente&#8230;a Cuba, leggiamo:</p>
<p>Cuba ha affrontato un serissimo stop delle forniture di energia nel 1990, simile a quella vissuta dalla Corea del Nord. Semmai, lo shock cubano fu più grave: la CIA stima la diminuzione delle importazioni di carburante tra il 1989 e il 1993 nell&#8217;ordine del <span style="color: #ff0000;"><strong>71%</strong></span> (citato in Briquets Diaz e Perez Lopez, 2000: 250). <strong>Gli approvvigionamenti energetici sovvenzionati da parte del blocco sovietico cessrono completamente</strong>.</p>
<p>Nel 1990, Fidel Castro fu costretto a proclamare l&#8217;emergenza nazionale, denominandola <span style="color: #3366ff;">&#8220;Periodo Speciale&#8221;</span>. La crisi devastò l&#8217;intera economia cubana. <strong>Le macchine arruginivano per mancanza di combustibile e pezzi di ricambio</strong>. Il trasporto pubblico e privato piombarono nel caos. I lavoratori avevano difficoltà ad arrivare su posto di lavoro. Le fabbriche e le famiglie sono state colpite da imprevedibili black-out in tutta l&#8217;isola (Perez-Lopez, 1995: 138-140). Come nella Corea del Nord, gli effetti più dolorosi si sono fatti sentire nel settore alimentare. L&#8217;apporto nutrizionale del cubano medio &#8211; in particolare per proteine e grassi &#8211; è sceso notevolmente al di sotto del livello dei bisogni umani fondamentali (Alvarez, 2004:154-169). I consumatori fecero ricorso alla buccia di pompelmo tagliata come surrogato della carne bovina, <span style="color: #339966;"><strong>alcune persone cominciarono ad avere polli nei loro appartamenti o ad allevare bestiame sui balconi</strong></span> (Perez-Lopez, 1995:138).</p>
<p>Tuttavia, la gente di Cuba non conobbe la malnutrizione o la carestia; i senza casa e le gangs di ragazzi di strada che si nutrono di cadaveri non apparvero nelle città cubane. Così come violenza, crimine e disperazione non divennero enedemici [...] <strong>un netto contrasto con la situazione della Corea del Nord, dove la carestia ha ucciso il 3-5% della popolazione</strong>.<br />
Il vero miracolo fu fatto dalla popolazione cubana che, contro tutte le avversità, andò avanti grazie alla coesione sociale al livello locale. Nonostante Cuba sia fortemente urbanizzata, il tipico <em>barrio</em> è un villaggio urbano. Le famiglie sono strettamente inglobate nella vita di vicinato. La maggior parte delle famiglie hanno vissuto nella stessa casa per generazioni e si tratta di famiglie estese, con zii, e cugini.<br />
Non si vuole idealizzare: le famiglie rimasero nelle loro case perche il regime congelò la proprietà individuale dopo la Rivoluzione e le persone sono ammassate in spazi ristretti perche è tutto quello che hanno. Il regime ha investito nello sviluppo comunitario non tanto per creare un collante sociale quanto per mantenere il controllo politico. Tuttavia, [il risultato] è un fatto che la maggior parte dei Cubani può contare sulla propria famiglia, amici e vicini. Questa solidarietà locale, o &#8216;capitale sociale&#8217;, ha aiutato i Cubani durante il &#8220;periodo speciale&#8221;.</p>
<p>Le <strong>conoscenze tradizionali</strong> sono state decisive per nutrire la popolazione. Nonostante quasi tutti i terreni furono collettivizzati dopo la Rivoluzione del 1959, circa il 4% dei contadini Cubani mantenne i loro appezzamenti. Un altro 11% venne organizzato in cooperative private (Burchardt, 2000). <span style="color: #ff0000;"><strong>Le fattorie indipendenti erano più resistenti alla crisi delle fattorie dello Stato poiché operavano con meno energia e componenti chimici.</strong></span> I contadini indipendenti avevano mantenuto le conoscenze tradizionali che ora potevano essere riscoperte. Altri contadini si mossero dalle fattorie statali verso le aree urbane, diffondendo le conoscenze utili all&#8217;autosufficienza alimentare e all&#8217;agricoltura urbana.<br />
Quello dell&#8217;agricoltura urbana è un movimento fai-da-te, facilitato dalla disponibilità di conoscenze tradizionali combinate con tecniche organiche e la rustica ingenuità, caratteristica dei Cubani.<br />
<strong>Appezzamenti abbandonati tra palazzi di cemento o nelle periferie divennero orti biologici. La popolazione occupò gli spazi disponibili vicino alle case per coltivare frutta e ortaggi.</strong> Alla metà degli anni 90 si contavano centinaia di Club Agricoli registrati solo a L&#8217;Avana. Come racconta un coltivatore: &#8220;.<em>..scambiammo i semi, le varietà, e le esperienze. Conquistammo un senso ed uno spirito di aiuto reciproco, solidarietà ed imparammo la produzione agricola</em>&#8221; (citato in Carrasco ed altri, 2003:98).</p>
<p>Ovviamente, <strong>la svolta di Cuba verso un&#8217;agricoltura &#8220;a basso input&#8221;</strong> <strong>non avvenne grazie ad una coscienza ecologica, ma alla stretta </strong><strong>necessità.</strong></p>
<p>Dalla seconda metà degli anni 1990, quando la situazione economica è migliorata e gli inputs industriali sono tornati ad essere disponibili, Cuba ha iniziato un ritorno all&#8217;agricoltura industriale. E&#8217; comunque incoraggiante notare che, durante la prima metà degli 1990, i cubani sono riusciti a gestire ed attenuare un terribile shock dell&#8217;offerta di  risorse, grazie ad un eccezionale ethos comunitario. Il confronto con la Corea del Nord dimostra che ciò non fu cosa di poco conto.</p>
<p>Per approfondire perche la transizione/picco del petrolio ed altri materiali, vedi: <a href="http://ugobardi.blogspot.com/2011/05/entropia-picco-del-petrolio-e-filosofia_31.html" target="_blank">Entropia, picco del petrolio e Filosofia Stoica</a></p>
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		<title>1 film 1 post 1 articolo e 2 reports</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 10:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Borgo dell&#8217;argento Il film è Home di Yann Arthus-Bertrand visibile integralmente qui. L&#8217;ottimo post Chi dice che il riscaldamento climatico non esiste di Gianni Comoretto L&#8217;importante articolo è Economic Impacts from the Promotion of Renewable Energy Technologies The German Experience di Manuel Frondel, Nolan Ritter, Christoph M. Schmidt e Colin Vance: (sovvenzionare a 40 centesimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2841" title="borgodellargento" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/borgodellargento.jpg" alt="" hspace="5" width="500" height="375" /><br />
<a href="http://farm3.static.flickr.com/2376/2568252192_c8c170d4a5.jpg">Borgo dell&#8217;argento</a></p>
<p>Il film è <strong>Home</strong> di Yann Arthus-Bertrand visibile integralmente <a href="http://www.youtube.com/homeproject#p/u" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>L&#8217;ottimo post <a href="http://giannicomoretto.blogspot.com/2010/03/negazionismo-climatico.html" target="_blank">Chi dice che il riscaldamento climatico non esiste</a> di Gianni Comoretto</p>
<p>L&#8217;importante articolo è <a href="http://repec.rwi-essen.de/files/REP_09_156.pdf" target="_blank">Economic Impacts from the Promotion of Renewable Energy Technologies The German Experience</a> di Manuel Frondel, Nolan Ritter, Christoph M. Schmidt e Colin Vance: (sovvenzionare a 40 centesimi di euro al chilowattora non risolve il mercato del fotovoltaico).</p>
<p>e 2 rapporti</p>
<p>Worldwatch: <a href="http://www.worldwatch.org/files/pdf/Renewable%20Revolution.pdf" target="_blank">Renewable Revolution: Low-Carbon Energy by 2030</a> di Janet L. Sawin and William R. Moomaw</p>
<p><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2010/0323_ComuniRinnovabili/RapportoComuniRinnovabili2010.pdf" target="_blank">Comuni rinnovabili 2010</a>, di Legambiente (pdf 89 pag)</p>
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		<title>3 storie false</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando ho cominciato a interessarmi della natura entropica del processo economico, non riesco a liberarmi di un’idea: è disposto il genere umano a prendere in considerazione un programma che implichi una limitazione della sua assuefazione alle comodità esosomatiche? Forse il destino dell’uomo è quello di avere una vita breve, ma ardente, eccitante e stravagante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Da quando ho cominciato a interessarmi della natura entropica del processo economico, non riesco a liberarmi di un’idea: è disposto il genere umano a prendere in considerazione un programma che implichi una limitazione della sua assuefazione alle comodità esosomatiche? Forse il destino dell’uomo è quello di avere una vita breve, ma ardente, eccitante e stravagante piuttosto che un’esistenza lunga, monotona e vegetativa. Siano le altre specie le amebe per esempio, che non hanno ambizioni spirituali, a ereditare una terra ancora immersa in un oceano di luce solare. <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/ciao-mondo.html" target="_blank">NGR</a></p></blockquote>
<h2>Tre storie false sull&#8217;energia e la sostenibilità</h2>
<p>(da rivedere per avere un dibattito sensato sul futuro)</p>
<p><span style="color: #f90523;"><strong>(1) Presto saremo in grado di far funzionare le nostre economie con le energie alternative</strong></span></p>
<p>Al contrario, rimarremo comunque dipendenti dall&#8217;energia fossile per almeno altri 15/20 anni (non è possibile avere una transizione più rapida, a causa di molte rigidità). Quali sono le implicazioni di questo punto? (distorsione del mercato a causa delle alleanze politiche tra paesi ricchi e multinazionali, pesanti rischi  per le economie dei paesi  poveri)</p>
<p><strong><span style="color: #050af9;">(2) Dobbiamo trovare fonti alternative di energia per continuare a fare quello che facciamo adesso</span></strong></p>
<p>E&#8217; vero il contrario, abbiamo bisogno di cambiare il nostro modello di produzione e di consumo, per poter utilizzare fonti energetiche alternative. Questo è alla radice del <strong>malinteso della green economy</strong> e delle energie alternative. Le fonti energetiche alternative possono essere competitive se utilizzati all&#8217;interno di un diverso modello di produzione e consumo. Ma se vogliamo solo sostituire l&#8217;attuale produzione (a base di petrolio) con le fonti alternative, le fonti alternative risulteranno più costose di quelli tradizionali (è per questo che hanno bisogno di sovvenzioni);</p>
<p><strong><span style="color: #2ad453;">(3) E&#8217; possibile risolvere il problema dei cambiamenti climatici, regolando (a piacere) il nostro consumo di energia, mediante l&#8217;attuazione di politiche semplici e indolori </span></strong></p>
<p>Al contrario, il rapporto tra performance economica e consumo di energia è molto complesso e difficile da modificare. In altre parole, è molto improbabile che saremo in grado di aumentare il nostri consumi globali di energia oltre il livello raggiunto nel 2008 (<a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/tag/picco" target="_blank">picco del petrolio</a>) ed è molto improbabile che saremo felici di ridurre i nostri consumi di energia (dato che ridurre i consumi energetici si traduce in <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/tag/crisi" target="_blank">crisi economica</a> mondiale). L&#8217;attuale modello di consumo di energia è piuttosto stabile e difficile da modificare: è molto improbabile che politiche semplici e indolori, sulla base di incentivi di mercato, abbiano successo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.societalmetabolism.org/aes2010.html" target="_blank">societalmetabolism.org</a></p>
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		<title>Viva i vermi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 16:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si abbatte una quercia, la sua caduta echeggia in tutta la foresta, ma cento ghiande possono essere seminate in silenzio da un venticello che nessuno nota. T. Carlyle L&#8217;aratura profonda riduce la biodiversità ed il numero di vermi Secondo uno studio, l&#8217;uso di metodi non invasivi di preparazione del suolo, come  l&#8217;erpicatura, ha un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quando si abbatte una quercia, la sua caduta echeggia in tutta la foresta, ma cento ghiande possono essere seminate in silenzio da un venticello che nessuno nota. T. Carlyle</p></blockquote>
<p><strong>L&#8217;aratura profonda riduce la biodiversità ed il numero di vermi</strong></p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/oak.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2414" title="oak" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/oak-300x208.jpg" alt="oak" width="300" height="208" /></a></p>
<p>Secondo uno studio, l&#8217;uso di metodi non invasivi di preparazione del suolo, come  l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erpicatura" target="_blank">erpicatura</a>, ha un impatto positivo sul numero e la varietà dei lombrichi (vermi del terreno) in agricoltura.</p>
<p>Lo studio ha comparato 5 metodi di preparazione dei suoli in Germania per un periodo di 10 anni.</p>
<p><span id="more-2278"></span></p>
<p>I lombrichi svolgono una funzione fondamentale nell&#8217;ecosistema dei suoli: velocizzano il ricambio dei residui organici, accelerano l&#8217;attività microbiotica e contribuiscono all&#8217;assimilazione dei minerali, aumentando la disponibilità degli elementi nutritivi dei suoli.</p>
<p>La loro attività di scavo ed il loro metabolismo alterano la struttura dei suoli (aereandoli) e la capacità di assorbimento dell&#8217;acqua. Tali benefici aumentano la produttività dei raccolti.</p>
<p>I 5 metodi di preparazione dei suoli sono:</p>
<ul>
<li> aratura convenzionale a una profondità di 25 cm</li>
<li> allentamento non invadente del terreno a 15 cm, usando un dissodatore a lama larga</li>
<li> leggero allentamento del terreno a 15 cm con un erpice a disco</li>
<li> semina dei semi con un dissodatore poco profondo, che lascia uno strato di pacciame sulla superficie del terreno</li>
<li> semina diretta senza nessuna lavorazione del terreno</li>
</ul>
<p>Dopo 10 anni il numero la dimensione e la composizione dei vermi sono  stati misurati. Essi variavano fortemente a seconda del tipo di lavorazione del suolo; ad esempio, il numero di vermi per metro quadro passa da 119 per i terreni arati a 160 per quelli lavorati con erpice a disco.</p>
<p>Altri importanti risultati includono :</p>
<ul>
<li> La dimensione generale dei vermi, significativamente maggiore nei terreni trattati con l&#8217;erpice a disco, rispetto a quelli arati;</li>
<li> Tutti i trattamenti meno-invasivi di lavorazione risultano in una maggiore varietà di specie: otto specie, rispetto a sei nei terreni arati;</li>
<li> La densità dei vermi più grandi (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lumbricus_terrestris" target="_blank">anecic</a>) è diminuita nei terreni arati in profondità, probabilmente il risultato di un danneggiamento meccanico dei loro corpi e della dispersione del loro habitat</li>
<li> La densità dei vermi più piccoli (endogeic) è aumentata di terreni arati in profondità, probabilmente un risultato della densità all&#8217;ingrosso più bassa del terreno ed il trasporto della materia organica ai livelli più bassi</li>
</ul>
<p>I ricercatori ritengono che la perdita di biodiversità dei vermi del terreno abbia un effetto negativo sul funzionamento del terreno  negli ecosistemi agricoli, particolarmente nelle zone ad agricoltura intensiva. Essi concludono che passare dall&#8217;aratura convenzionale ai metodi di lavorazione ridotti o di conservazione (della fauna del suolo) cambi la distribuzione del contenuto organico dei suoli di superficie e abbia un effetto positivo sulle popolazioni di vermi.</p>
<p>Tali pratiche possono essere un metodo importante per la conservazione dei terreni e per la produzione vegetale negli ecosistemi agricoli. Tuttavia, le potenziali influenze negative della lavorazione ridotta, come un uso accresciuto dei diserbanti, non sono state discusse nello studio e dovrebbero essere considerate prima dell&#8217;attuazione delle queste pratiche.</p>
<p>Fonte: Ernst, G. and Emmerling, C. (2009). Impact of five different  tillage systems on soil organic carbon content and the density, biomass and  community composition of earthworms after a ten-year period. <em>European  Journal of Soil Biology.</em> <a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;_udi=B6VR7-4VPCSN2-1&amp;_user=10&amp;_rdoc=1&amp;_fmt=&amp;_orig=search&amp;_sort=d&amp;view=c&amp;_acct=C000050221&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=10&amp;md5=a4df7a1080a1b030fa8b573f9fc5f37d" target="_blank">Doi:10.1016/j.ejsobi.2009.02.002</a>.</p>
<p>Contact:gregor.ernst@uni-trier.de</p>
<p>Via| <a href="http://ec.europa.eu/environment/integration/research/newsalert/pdf/14si5.pdf" target="_blank">DG Environment</a></p>
<p>Foto | <a href="http://www.fotocommunity.com/search?q=oak&amp;index=fotos&amp;options=YToxOntzOjU6InN0YXJ0IjtzOjE6IjgiO30&amp;pos=12&amp;display=15984794" target="_blank">Liselotte und Horst D.</a></p>
<p>(Per chi cercasse ) Un approfondimento: <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/il_suolo_sintesi.pdf" target="_blank">Il suolo un patrimonio da salvare</a> (pdf pag. 17)</p>
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		<title>EROEI, Prometeo e i dati BP 2009</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/eroei-prometeo-e-i-dati-bp-2009.html</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[BP]]></category>
		<category><![CDATA[Georgescu-Roegen]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sedemmo dalla parte del torto poiché gli altri posti erano occupati. Bertold Brecht Energy Return on Energy Invested (EROEI): &#8230;a net-zero EROEI for a resource does not necessarily mean that the energy resource has no utility &#8211; it simply means that the energy resource has become an energy carrier, not an energy source. The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ci sedemmo dalla parte del torto poiché gli altri posti erano occupati. Bertold Brecht</p></blockquote>
<p>Energy Return on Energy Invested (EROEI): &#8230;a net-zero EROEI for a resource does not necessarily mean that the energy resource has no utility &#8211; it simply means that the energy resource has become an energy carrier, not an energy source. The burden of energy production must be moved to a different energy source.<br />
<a href="http://anz.theoildrum.com/node/5457">Phoenix</a></p>
<p>Il passaggio rimanda all&#8217;incipit di qualunque documento parli di idrogeno: &#8220;&#8230;è necessario ricordare che l&#8217;idrogeno non è una fonte ma un vettore di energia..&#8221;</p>
<p>EROEI, dunque: oggi un barile di petrolio ne produce meno di 10, mentre 50 anni fa erano 100.</p>
<p>La questione posta in termini più generali corrisponde alla &#8220;necessità&#8221; della scoperta di <a href="http://www.nytimes.com/1990/12/14/business/economic-scene-controlling-oil-s-2-great-threats.html" target="_blank">Prometeo III</a>: una tecnologia che permette a dell&#8217;energia <em>disponibile</em> di divenire <em>accessibile</em> agli uomini, usandone di meno.</p>
<p>E&#8217; un motore, che permette di estrarre un carburante.<br />
Aggiungo, il tutto permette di soddisfare dei bisogni o creare dei nuovi servizi (mobilità, elettricità, termica).</p>
<p>Un benvenuto ai dati <a href="http://www.bp.com/productlanding.do?categoryId=6929&amp;contentId=7044622">BP 2009</a> (che confermano il picco del petrolio)</p>
<blockquote><p>Oil production outside OPEC fell by 1.4% or 610,000b/d, the largest decline since 1992.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/bp2009_consumption_byregion.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2394" title="bp2009_consumption_byregion" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/bp2009_consumption_byregion-300x185.jpg" alt="bp2009_consumption_byregion" width="300" height="185" /></a></p>
<p>..la produzione a pagina 10 del <a href="http://www.bp.com/liveassets/bp_internet/globalbp/globalbp_uk_english/reports_and_publications/statistical_energy_review_2008/STAGING/local_assets/2009_downloads/statistical_review_of_world_energy_full_report_2009.pdf">Report</a>.</p>
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		<title>La delusione biofuels</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/la-delusione-biofuels.html</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 10:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[biofuels]]></category>
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		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<category><![CDATA[picco]]></category>

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		<description><![CDATA[La fiducia (ed i soldi in sovvenzioni messi) nei biocarburanti sono stati motivati da 3 argomenti: l&#8217;indipendenza e la sicurezza energetica (prepararsi al picco del petrolio); la lotta all&#8217;effetto serra; la politica agricola nell&#8217;area Ocse e lo sviluppo dell&#8217;agricoltura nei paesi in via di sviluppo. The biofuels delusion di Mario Giampietro e Kozo Mayumi rappresenta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/biofuels_delusion.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2160" title="biofuels_delusion" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/biofuels_delusion.jpg" alt="biofuels_delusion" hspace="6" width="150" height="225" /></a>La fiducia (ed i soldi in sovvenzioni messi) nei biocarburanti sono stati motivati da 3 argomenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li> l&#8217;indipendenza e la sicurezza energetica (prepararsi al picco del petrolio);</li>
<li> la lotta all&#8217;effetto serra;</li>
<li> la politica agricola nell&#8217;area Ocse e lo sviluppo dell&#8217;agricoltura nei paesi in via di sviluppo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.earthscan.co.uk/?tabid=74734">The biofuels delusion</a> di Mario Giampietro e Kozo Mayumi rappresenta, probabilmente, la risposta definitiva all&#8217;ipotesi che i biofuels possano costituire la panacea: sovvenzionando i programmi per la produzione industriale di etanolo dal mais negli USA o da canna da zucchero in Brasile, infatti, i governi hanno creduto ad un miraggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2158"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I biocarburanti non potranno sostituire il petrolio che, invece, entra nei pesticidi, nella logistica, nei macchinari per la sua produzione, ecc. Inoltre, il disboscamento di foreste tropicali o la messa in coltura delle praterie  produce un bilancio nettamente negativo in CO2.</p>
<p style="text-align: justify;">I biocarburanti rischiano di lasciarci senza energia, senza cibo e di aggravare l&#8217;effetto serra, senza considerare l&#8217;effetto disastroso sulla biodiversità e l&#8217;agricoltura tradizionale (e l&#8217;associato impatto sui sistemi sociali).</p>
<p style="text-align: justify;">In questo libro fondamentale, Mario Giampietro e Kozo Mayumi presentano sia un quadro teorico esaustivo che l&#8217;evidenza empirica necessarie per smascherare  il pericolo della produzione di biocarburanti mediante coltivazioni agricole dedicate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo inizia con l&#8217;analisi storica della crescente dipendenza dai combustibili fossili, per sviluppare successivamente una metodologia generale per la valutazione delle risorse energetiche alternative, non limitata ai biocarburanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Vengono descritti i concetti di base dell&#8217;energetica e della bioeconomia, per dimostrare come la dinamica del metabolismo energetico (<a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;_udi=B6V2S-4TGGCKW-2&amp;_user=10&amp;_rdoc=1&amp;_fmt=&amp;_orig=search&amp;_sort=d&amp;view=c&amp;_acct=C000050221&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=10&amp;md5=9c47dc8c408a2a3eca50e000188aa1cd" target="_blank">Giampietro et al. 2003</a>) delle società moderne sia totalmente incompatibile con la produzione di biocarburanti da agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro propone un&#8217;ulteriore riflessione sull&#8217;inerzia delle politiche pro-biofuels dei grandi paesi che, nonostante l&#8217;evidenza scientifica a sfavore, sembrano voler &#8220;perseverare nell&#8217;errore&#8221;, fatalmente attratti dal miraggio dell&#8217;<em>energia dalla terra</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si assiste così ad un <strong>dialogo fra sordi</strong>, tra favorevoli e contrari, completamente incoerente sia con la logica del dibattito scientifico/accademico che con l&#8217;attuale società dell&#8217;informazione.</p>
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		<title>Bioeconomia teorica: Kozo su funzione di produzione, modello fondi-flussi ed elasticità di sostituzione</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 22:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Georgescu-Roegen]]></category>
		<category><![CDATA[sostituzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Kozo-Platone&#8230; &#8230;ci sintetizza il pensiero di Georgescu-Roegen-Socrate nei riguardi della teoria della produzione &#8220;inventata&#8221; da R. Solow su cui, oggi più che mai, per limiti e danni provocati, si addensano le colpe della crescita della povertà, dell&#8217;ingiustizia e dell&#8217;ineguaglianza nel mondo. Dalla teoria della produzione, il fondamento della crescita, e dalla rappresentazione del processo economico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Kozo-Platone&#8230;</h2>
<p>&#8230;ci sintetizza il pensiero di Georgescu-Roegen-Socrate nei riguardi della teoria della produzione &#8220;inventata&#8221; da R. Solow su cui, oggi più che mai, per limiti e danni provocati, si addensano le colpe della crescita della povertà, dell&#8217;ingiustizia e dell&#8217;ineguaglianza nel mondo. Dalla teoria della produzione, il fondamento della crescita, e dalla rappresentazione del processo economico da parte dell&#8217;accademia, che fonda i programmi politici, si deve partire per&#8230;capire cosa si vuole. Semplicemente (anche prima del bene comune).</p>
<p><span id="more-1864"></span></p>
<p><strong>Il contributo</strong> (per gentile concessione di Kozo Mayumi)<br />
I flussi sono elementi che entrano ma non escono da un processo o, all&#8217;opposto, elementi che escono senza entrare nel processo. I fondi (capitale, persone, terra Ricardiana) sono elementi che entrano ed escono dal processo senza cambiamenti, (contribuendo a) trasformando i flussi di input (entranti) in flussi di output (produzione).<br />
I flussi non si accumulano necessariamente sotto forma di stock: l&#8217;essenza del cambiamento qualitativo.</p>
<p>La differenza tra il concetto di stock e quello di fondo deve essere attentamente marcata, altrimenti i fatti della vita economica rischiano di essere distorti a scapito di tutti. Se il conteggio mostra che una scatola contiene 20 caramelle, noi potremo rendere felici 20 bambini oggi o domani, oppure alcuni oggi ed altri domani, e così via. Ma se un ingegnere ci dice che una camera d&#8217;hotel probabilmente durerà altri 1000 giorni, noi non potremo fare felici 1000 turisti <em>ora</em>.<br />
Potremo farne felice uno oggi, uno domani e così via, fino a che la stanza non collassa. Prendiamo l&#8217;esempio della lampadina che dura 500 ore. Non è possibile usarla per fare luce in 500 stanze per un&#8217;ora <em>adesso</em>. L&#8217;uso del fondo (<em>i.e.</em> la sua &#8220;decumulazione&#8221;) richiede una durata.</p>
<p><strong>La Rappresentazione secondo i fondi-flussi del processo di produzione</strong><br />
Nell&#8217;elaborazione del progetto di un processo di una fabbrica un esperto deve considerare un set di tre relazioni:</p>
<p>i) il tasso di produzione normale, <em>q</em> (non la capacità massima di tasso di produzione) determinato dalla struttura della terra Ricardiana e dei fondi di capitale impiegati;</p>
<p>ii) la relazione tra i flussi entranti (energia e materiali,<em> r</em>; i prodotti delle altre industrie, <em>i</em>; i rifiuti, <em>w</em>) ed il tasso di produzione, <em>q</em>;</p>
<p>iii) la struttura degli elementi fondo, <em>i.e.</em> un certo numero di lavoratori da impiegare (<em>H</em>), corrispondenti alla taglia dei fondi della terra Ricardiana (<em>L</em>) e del capitale (<em>K</em>) da usare.</p>
<h3><em>q = q(L, K,) = F(r, i, w)</em></h3>
<p>con</p>
<h3><em>H = H(L, K,)</em></h3>
<p>Qualunque processo produttivo è limitativo, nel senso che non è possibile compensare una decrescita nel tasso di produzione dovuta ad una decrescita di un elemento fondo (<em>e.g.</em> il capitale) con un aumento di un flusso entrante (<em>e.g.</em> risorse naturali). Citando l&#8217;esempio di Daly (1992), avendo accesso a maggiori quantità di legname è inutile se la capacità della segheria è un elemento limitante o, all&#8217;opposto se il collo di bottiglia è rappresentato dall&#8217;offerta di legname.</p>
<p>In generale, cambiando la struttura di un processo produttivo non viene garantito che sia la funzione (dei flussi) <em>F(r,i,w)</em> o i fondi (<em>K</em> o <em>L</em>) rimangano inalterate e neanche che i flussi stessi <em>r, i, w</em>, non cambino.<br />
Quindi, la rappresentazione degli isoquanti, il concetto di elasticità di sostituzione e la derivata nel tempo della stessa funzione (di produzione) secondo il progresso tecnologico, patrimonio della teoria neoclassica della produzione, perdono qualsiasi significato operativo ed empirico.</p>
<p>Segue discussione dell&#8217;omogeneità di primo grado della funzione ed altro&#8230;</p>
<p>segue&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Bioeconomista &#8211; 3 idee ed una Introduzione alla bioeconomia</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/il-bioeconomista-3-idee-ed-una-introduzione-alla-bioec.html</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 15:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[σ]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Georgescu-Roegen]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso e verde]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[3 IDEE 1) FINE DEL MINERAL BONANZA. La crescente scarsità delle fonti fossili di energia risulterà necessariamente in una stabilizzazione dei consumi dei paesi. In qualche caso i MWh pro capite annui si assesteranno ad un livello di molto inferiore all&#8217;attuale, in altri raggiungeranno un picco per poi stabilizzarsi. Tra gli indicatori candidati a tale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;">3 IDEE</span></h2>
<p>1) <strong>FINE DEL MINERAL BONANZA</strong>. La crescente scarsità delle fonti fossili di energia risulterà necessariamente in una stabilizzazione dei consumi dei paesi. In qualche caso i MWh pro capite annui si assesteranno ad un livello di molto inferiore all&#8217;attuale, in altri raggiungeranno un picco per poi stabilizzarsi.</p>
<p>Tra gli indicatori candidati a tale misura potrebbero trovarsi i consumi totali di energia primaria/hab, i barili al giorno per abitante o (meglio) i consumi energetici per ora di attività umana, tenendo, cioè, conto della struttura demografica della popolazione (<a href="http://www.ecap.uab.es/repec/doc/wpdea0801.pdf" target="_blank">vedi</a> pag.8).</p>
<p><span id="more-1109"></span></p>
<p>Un grafico con l&#8217;unità di energia diviso la popolazione dovrebbe mostrare &#8220;l&#8217;assestamento&#8221; in corso nei paesi industrializzati degli ultimi anni.</p>
<p>2) <strong>SIGMA &lt; 1</strong>. La complementarietà tra energia e capitale è alla base della crisi finanziaria attuale. I paesi caratterizzati da economie parsimoniose di energia, mobilità sostenibile ed energie rinnovabili opereranno una decisa e &#8220;visibile&#8221; ristrutturazione in favore del fattore lavoro a discapito del capitale e dell&#8217;energia. Tale cambiamento dovrebbe accompagnarsi ad una de-gerarchizzazione sociale, misurabile con, ad esempio, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_Gini" target="_blank">coefficiente di Gini</a>.</p>
<p>La ricerca econometrica dovrebbe, quindi, concentrarsi sullo studio della complementarietà tra energia e capitale e della sostituibilità tra questi due ed il lavoro. Dovrebbe poter essere possibile mostre che un&#8217;economia parsimoniosa di risorse (energia e materia), valorizza necessariamente il lavoro, diminuendo i consumi di energia e materia e, soprattutto, i rifiuti, operando per politiche rifiuti-zero.</p>
<p>La valorizzazione del fattore lavoro è la chiave per una democratizzazione di fatto delle società moderne. Si diceva che un&#8217;ora di lavoro doveva equivalere ad un chilo di pane, è vero oggi? Da cosa è data la diseguaglianza tra le persone? E come si può rendere &#8220;giusta&#8221; una diseguaglianza?</p>
<p>Una leva fondamentale è quella delle spese per energia e trasporti. L&#8217;aumento del costo di energia e mobilità, ad esempio, rischia di divenire drammatico in una fase di crisi dei redditi. In questo senso, l&#8217;ambizione all&#8217;auto nuova è un esempio di <strong>totale miopia del consumatore</strong> (la scelta dell&#8217;automobile, infatti, viene operata sottovalutando i costi variabili, quali carburante, manutenzione, assicurazione, parcheggio, multe, tempo perso ecc.).</p>
<p>La possibilità di accedere al trasporto pubblico è, al contrario, corrispondente ad una diminuzione della diseguaglianza tra le persone. Idem per la possibilità di muoversi in bicicletta.</p>
<h3><span style="color: #ff0000;">Non è più questione di reddito minimo garantito, posto fisso o tassazione dei ricchi, quanto della diminuzione delle spese obbligate. Si tratta di passare dal concetto di cittadino-consumatore di beni al cittadino fruitore di servizi.</span></h3>
<p>Questo avverrà comunque. Dalle decisioni prese oggi, dipenderà se si debba passare per una fase di capitalismo predatorio (di risorse) ed instabilità sociale (dovuta alla diminuzione del reddito disponibile), oppure, operando la necessaria ristrutturazione, si riesca a governare la transizione verso un&#8217;economia a bassa intensità di energia, in cui le energie rinnovabili siano prioritarie, riscoprendo artigiani, riparatori, riciclatori, assemblatori ecc.</p>
<p>3) <strong>RETE DI EFFICIENZA E DI DEMOCRAZIA</strong>. Sul fronte delle soluzioni, viene ad inserirsi la democratizzazione dell&#8217;informazione operata dal web. Internet può essere considerato un <em>uso benedetto di elettroni intelligenti</em>, che arriva proprio al momento in cui la disponibilità di energia e materia inizia a scarseggiare.</p>
<p>Il web equivale alla democratizzazione dell&#8217;informazione e dunque delle risorse e del sapere. In tale scenario di informazione trasparente ed immediata, la maggior parte dei materiali e delle risorse dovranno essere consacrati alla costruzione e manutenzione delle infrastrutture fisiche di trasporto (treni, strade), ospedali, scuole, attività agricola e realizzazione di componenti meccaniche essenziali.</p>
<p>Da un punto di vista distributivo, si assiste già in questi anni alla diminuzione delle intermediazioni nella catena del valore. Un risultato auspicabile è che il lavoro guadagni parti sostanziali del valore aggiunto delle merci.</p>
<p>I prodotti usa e getta saranno un ricordo. Televisione e telefonini diventeranno uno strumento di comunicazione e non un fine per riempire (passivamente) il tempo, che trascorrerà in modo utile o per un sano tempo libero, sia come ozio che per divertirsi.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">UNA LEZIONE</span></h2>
<p>Di seguito un abbozzo di Introduzione alla bioeconomia:</p>
<h2><a id="p1199" title="eee_introduzione_alla_bioeconomia_10_slides.pdf" rel="attachment" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/?attachment_id=1199">Introduzione alla bioeconomia 10 slides</a></h2>
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		<title>E&#8217; la decrescita stupido!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 23:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità senza petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Berlinguer]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[biofuels]]></category>
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		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[picco]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso e verde]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto André Schwabe Il lupo non si preoccupa mai di quante siano le pecore. Virgilio Questo lunedì è iniziato con il bell&#8217;articolo Confindustria e le Ceneri di Gramsci, di Massimo Giannini e si conclude con il crollo delle borse conseguente al no del Congresso al piano di salvataggio delle banche (analisi di Jerome e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="The Cry" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/thecry.jpg"><img id="image1151" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/thecry.miniatura.jpg" border="0" alt="The Cry" /></a></p>
<p>Foto <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/mypics/849117/display/14313270" target="_blank">André Schwabe</a></p>
<blockquote><p>Il lupo non si preoccupa mai di quante siano le pecore. Virgilio</p></blockquote>
<p>Questo lunedì è iniziato con il bell&#8217;articolo <a href="http://a_sinistra.ilcannocchiale.it/?TAG=gramsci" target="_blank">Confindustria e le Ceneri di Gramsci</a>, di Massimo Giannini e si conclude con il crollo delle borse conseguente al <a href="http://www.nytimes.com/2008/09/30/business/30bailout.html?em" target="_blank">no del Congresso</a> al piano di salvataggio delle banche (analisi di <a href="http://europe.theoildrum.com/node/4578" target="_blank">Jerome</a> e di <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000642.html" target="_blank">L. Spaventa</a>).</p>
<p>Come Gramsci parlava della vera concorrenza ed intraprendenza di mercato, così <a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2008/07/berlinguer-ti-voglio-bene.html" target="_blank">Berlinguer</a> intuiva che &#8220;crescita&#8221; non significava consumo, spesa e spreco&#8230;ma piuttosto equilibrio di vita, etica personale e serenità interiore. In un sistema politico, economico e sociale inclusivo delle sue componenti più deboli. (Nel senso dell&#8217;<a href="http://www.emsf.rai.it/tv_tematica/trasmissioni.asp?d=401" target="_blank">utilità di Rawls</a>)</p>
<p>Penso che oggi si possa iniziare a rifondare ideali politici e programmi di economia iniziando a riconoscere il trionfo di Georgescu Roegen: l&#8217;analisi dell&#8217;economia al di là della miope frontiera del profitto aziendale, che include la scarsità delle risorse e la degradazione dell&#8217;energia vede il suo riconoscimento, ad esempio, in tutti gli studi di impatto ambientale. La prospettiva intergenerazionale è ormai vigente in tutte le scelte (un articolo con l&#8217;esempio per i biocarburanti è: Can Biofuels Replace Fossil Energy Fuels? A Multi-Scale Integrated Analysis Based On The Concept Of Societal And Ecosystem Metabolism: Part 1, <a href="http://www.ijtr.org/Vol%201%20No1/5.%20Giampietro_Mayumi_Ramos-Martin_IJTR_Article_Vol1_No1.pdf" target="_blank">scarica</a>, pdf 38 pagg).</p>
<p>La fine del petrolio a buon mercato, in anni di crescente preoccupazione per i cambiamenti climatici (l&#8217;altra faccia della nera medaglia della crescita ottusa, che invia in aria e nelle discariche gli scarti delle risorse sprecate) ha dato un colpo decisivo alla finanza speculativa imperante.</p>
<p>Volevo scrivere dell&#8217;importanza del ripristino della ferrovia <a href="http://digilander.libero.it/archeoind/cco/" target="_blank">Civitavecchia-Orte</a>, di quanta sostenibilità e legalità necessita l&#8217;Italia che solo una rete ferroviaria capillare per cose e persone ci potrà dare (vedi <a href="http://www.ecowiki.it/2008/08/la-rinascita-dei-treni-locali-in-francia.html" target="_blank">La rinascita dei treni locali in Francia</a> o <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/?p=1079" target="_blank">Mobilità senza petrolio parte 1 &#8211; Treni</a>). Ma non importa. Importano i desideri delle persone, che poi, diffusi ed incanalati divengono programmi e progetti&#8230;</p>
<p>Ancora regnerà l&#8217;incertezza, molti proporranno &#8220;ricette&#8221; per uscire dalla crisi, finanziaria, energetica. La sicurezza, i prezzi, i consumi. Tutto senza una possibilità di respirare aria di futuro, schiacciati dagli interessi dei 1000 milioni di bottegai arrivati una generazione fa dalla campagna, con i denti sulla loro rendita di posizione. A smerciare le perline cinesi per i turisti in pellegrinaggio a forma di Vaticano e Colosseo. Una nausea.</p>
<p>Mi chiedo, se si nega la storia, giocando sul ruolo della <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/?p=605" target="_blank">Resistenza</a> come &#8220;funzionerà&#8221; l&#8217;italiano del XXI secolo? Chi non difende i giudici, come nel caso di Mani Pulite, come potrà dirsi &#8220;liberale&#8221;? (Tradendo la libertà d&#8217;impresa).</p>
<p>Meno male che B. ci dice che <a href="http://news.kataweb.it/item/496346/crisi-mutui-berlusconi-sereno-non-siamo-paese-finanza" target="_blank">siamo un paese manifatturiero</a>&#8230;</p>
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