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Archivio per la categoria ‘petrolio’

“Povera” Goldman, ma con fiducia

16 dicembre 2008 Nessun commento

Goldman Sachs Group Inc è in perdita per la prima volta da quando si è quotata in borsa nove anni fa. Il crollo dei valori delle azioni, del credito e dell’immobiliare hanno coinvolto il leader di Wall Street che, fino a poco tempo, fa era riuscito ad eludere la crisi.
Le entrate relative all’investment banking, le fusioni, le consulenze e le sottoscrizioni, sono scese del 31%.

La perdita netta ammonta a $2.12 miliardi, $4.97 per azione. Il risultato è peggiore rispetto alla stima media degli analisti che si attendevano una perdita per azione di 3,73 dollari.

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Din don! Buon natale: – 2 milioni di barili

16 dicembre 2008 Nessun commento

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Dec. 15 (Bloomberg) — OPEC should make a “sizable” cut in oil production at this week’s meeting because there are excess global stockpiles, OPEC Secretary-General Abdalla el- Badri said. The group expects Russia to help.

Sizeable = 2 milioni di barili di petrolio al giorno.

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Energia a colori

12 novembre 2008 3 commenti

Ecco dunque un po di grafici dalle Previsioni Mondiali dell’Energia 2008 (anche quì).

La produzione passata secondo l’età dei giacimenti

Produzione mondiale per età dei giacimenti

La produzione futura dei diversi tipi di petrolio e gas nello scenario di riferimento
Produzione futura per tipologia di prodotto

I tassi di declino della produzione per regione

Tassi di declino per regione

I prezzi nominali e reali

Prezzi nominali e reali

Quousque tandem il barile a 55$?

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Ossimori Magni: un Kuwait l’anno e 50$/barile

12 novembre 2008 Nessun commento

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WEO 2008: il mondo deve trovare 64 milioni di barili al giorno (23.300 miliardi di barili/anno) di petrolio entro 2030, equivalente alla produzione del Kuwait ogni anno, per far fronte sia al previsto aumento della domanda che al declino dei giacimenti attuali.

L’Agenzia Mondiale dell’Energia prevede un aumento dell’1 per cento l’anno da quì al 2030, mentre il declino dei pozzi attuali accelererà dal 6.7 per cento al 8.6 per cento. Occorre un investimento “rapido ed adeguato” nella produzione petrolifera affinché l’offerta sia sufficiente. Questo dirà oggi l’IEA nella presentazione del World Energy Outlook 2008 a Parigi.

“Rimane il rischio reale che investimenti insufficienti causino una crisi dell’offerta petrolifera entro il 2015, mentre accelera il declino di produzione dei giacimenti maturi” dice l’IEA, che aggiunge: “La forbice fra ciò che si sta costruendo oggi ed il minimo necessario per stare al passo con la domanda si sta allargando, i problemi arriveranno dal 2010 in poi”.

RIPETO: 64 milioni di barili al giorno sono necessari per mantenere l’offerta, rimpiazzando i pozzi che si svuotano.

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Picco di Hubbert, il primo capitolo

30 ottobre 2008 Nessun commento

E’ uscita la nuova edizione di Hubbert’s Peak: The Impending World Oil Shortage di Kenneth S. Deffeyes, per le Edizioni Princeton
Ecco il primo capitolo, Overview (pdf 14 pagg)

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Inversione?

28 ottobre 2008 1 commento

Bloomberg. A New York, il petrolio si avvia verso un calo del 38% (su base mensile), il più importante dal 1986, anche dopo il taglio alla produzione della scorsa settimana fatto dall’OPEC.

Oil is heading for a 38 percent drop this month, the steepest since at least 1986 in New York, even after the output cut announced by the Organization of Petroleum Exporting Countries at an emergency meeting in Vienna last week.

Quest’estate avevamo avuto delle previsioni ma il calo è stato oltre le più rosee, come si vede dal grafico seguente:

leprevisionidegli espreti

Ora secondo alcuni:

“I prezzi risaliranno dalla fine di ottobre ed il barile potrebbe tornare sui 90/100 dollari alla fine dell’anno [...] La domanda è destinata ad aumentare alla fine di ottobre per l’aumento stagionale del Giappone da 0,6 ad 1 milione di barili al giorno. La Cina inoltre sta importando più petrolio che all’inizio dell’anno per l’opportunità data dai prezzi attuali”.

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Vola la volatilità

30 settembre 2008 Nessun commento

T Boone Pickens, founder of BP Capital LLC, said 15 percent of holders of his fund have asked for the option to withdraw funds by the end of the year. The Wall Street Journal reported last week that Pickens was having his worst performance in 10 years, with the fund losing about $1 billion. Goldman Sachs Group Inc. maintained its three-month crude oil price target of $115 a barrel and said price volatility will increase in the fourth quarter. “We continue to believe that prices will move higher by the end of this year, but the path is likely to be extremely volatile, given the low level of U.S. inventories against a backdrop of financial and demand concerns”, Goldman analysts, including London-based Jeffrey Currie, said in a report dated yesterday. by B.

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L’Eni scopre il gas nel Canale di Sicilia

25 settembre 2008 Nessun commento

L’Eni ha effettuato una nuova scoperta di gas nel Canale di Sicilia a circa 20 chilometri al largo della costa di Agrigento, tramite la perforazione del pozzo Argo 2 a una profondità di circa 500 metri. La scoperta di Argo 2 (Eni operatore con la quota del 60%, Edison 40%) segue quella recentemente effettuata attraverso il pozzo esplorativo Cassiopea 1.

Argo 2 ha confermato la presenza e l’estensione della scoperta di gas effettuata nel 2006 tramite il vicino pozzo Argo 1 e ha individuato nell’area, a una maggiore profondità, ulteriori quantità gas. I primi test condotti su quest’ultima scoperta hanno dato come esito un livello produttivo di 170 mila metri cubi al giorno.

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H2 Eureka ed altre storie, saluti estate bene

H2 Eureka! Nuovo catalizzatore Nuova Elettrolisi.

Mi par di sognare, soli ieri Super-Quark ci aveva rattristato con un servizio, Perché le auto a idrogeno non sono arrivate?, andando al MIT a chiederlo ad alcuni chimici. Questi giovani esperti ci hanno detto che:

  • per le auto, sono migliori le batterie perché il ciclo dell’idrogeno non è efficace,
  • le fuel cell sono fragili, care (platino) e
  • lo stoccaggio dell’idrogeno non è risolto (“speriamo negli idruri”).

Mah.

L’umore è decisamente cambiato in meglio, leggendo che al MIT (guarda un pò) hanno sviluppato un nuovo catalizzatore per scindere l’acqua. Gli aggettivi sono: “innovativo”, “passo da gigante”..

Sempre più il ciclo dell’idrogeno segue il funzionamento della natura.

Researchers at MIT Develop New Water-Splitting Catalyst That Works Under Benign Conditions; a Giant Leap, da greencarcongress;

vedi anche: New Kind of Electroysis to Catalyze Hydrogen Economy, da ecogeek

vedi anche: A Giant Leap For Clean Energy: Hydrogen Production Breakthrough from MIT, da treehugger;

vedi anche: Scientists mimic essence of plants’ energy storage system, da physorg;

vedi anche: MIT develops way to bank solar energy at home, da reuters.

Nel frattempo, possiamo notare la dinamica dell’economia concorrenziale, innovativa e sostenibile (sarcastico), alla Esso si guadagnano 1500 $ al secondo con il caro greggio:

Exxon made nearly $1,500 a second last quarter, a new record, da autobloggreen

dato che ce n’è di meno, quello già “in tasca” deve valere mooolto di più, no?

Pero, dato che le auto bevono, bisogna raschiare il fondo del barile. Il fondo è tutto grasso e denso, si trova in Canada. Per raschiarlo ci si spezzano le unghie. Si fa un sacco di danno, alla terra, alle piante ed in aria:
I pericoli delle sabbie bituminose del Canada, Unconventional Oil: Scraping the bottom of the barrel, da Euractiv (report WWF).

Sul piano delle SOLUZIONI ci sono i mezzi a pedali, ma gli Stati Uniti sono al Medio Evo. Infatti, all’ultima Critical Mass di New York vediamo la cultura barbara di un poliziotto idiota, che non trova di meglio che far cadere un ciclista per dare un senso alla sua giornata.

Guarda il video del poliziotto che aggredisce un ciclista alla Critical Mass di New York: NYPD Officer Randomly Assaults Biker.

Aggiornamento: Patrick Pogan, il poliziotto che ha scaraventato a terra Christopher Long è stato incriminato e poi licenziato, multato ed arrestato. Christopher è stato indennizzato con 98.000$.

Per chi ancora adora l’auto, consigliamo di leggersi le 17 ragioni per le quali la bici è una buona idea: 17 reasons why biking is a good idea, da GreenYahoo.

Ciao

G

Le spese militari del petrolio USA

23 luglio 2008 Nessun commento

Spese e valore petrolio

Avevamo parlato tempo fa dei consumi energetici dell’esercito americano (DoD), equivalenti a quelli dell’intera Nigeria. Ora è interessante un articolo dell’autorevole Marc DeLucchi, che ha come obiettivo capire quanto costa la “difesa” del petrolio del Golfo Persico.

Le stime prodotte fino ad oggi spaziavano da 0 a 1$ al gallone (0,25 $/litro), il paper cerca di rispondere alla domanda:

If the US highway transportation sector did not use oil, how much would the US federal government reduce its military commitment in the Persian Gulf?

cioè: Se gli USA non usassero petrolio, di quanto il governo Federale ridurrebbe l’impegno militare nel Golfo?

La risposta è nel paper (pdf 12 pag).

Segnalo anche il paper precedente di DeLucchi (pdf 65 pag).

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Picco dei prezzi o delle quantità, il testo integrale

10 luglio 2008 Nessun commento

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In precedenza, avevamo messo una sintesi del lavoro non pubblicato. L’integrale è ora disponibile, eccolo Petrolio Picco dei Prezzi o delle Quantità?


Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia. Otto von Bismarck

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7 sorelle vendicative

26 giugno 2008 Nessun commento

lake

Foto da fotocommunity

La Stampa – LE 7 SORELLE SI VENDICANO A BAGDAD di Mimmo Candito

Gli americani la chiamano the smokin’ gun, la pistola fumante, per dire: ecco qui la prova inequivocabile, quella che inchioda il colpevole al di là di qualsiasi possibile dubbio.

La pistola fumante che inchioda Bush e Cheney alle loro colpe sulla guerra lanciata cinque anni fa la si potrà trovare lunedì prossimo sulla scrivania del Ministro iracheno del petrolio quando, schierate di fronte a lui, siederanno con la penna già in mano le sette sorelle, o comunque quanto resta di loro dopo le fusioni, pronte a firmare il contratto che gli concede di tornare a metterle mani sul petrolio della Mesopotamia.

Le aveva rimandate a casa più di trent’ anni fa Saddam Hussein, con un decreto di nazionalizzazione degli idrocarburi; ma ora che Saddam è stato messo a tacere, le majors possono godersi il miele della vendetta e rientrare in pompa magna a farsi i loro affari.

Questa è la notizia che circola in molti blog americani negli ultimi giorni, a dire qual’è  l’umore sprezzante che sempre più viene rivolto al Presidente e alla sua politica irachena, con lo stillicidio quotidiano dei 4 mila morti interrati nella coscienza della nazione.

Segue.

Petrolio a 140

16 giugno 2008 Nessun commento

E’ forse il momento della verità: l’Arabia Saudita giura che aumenterà di 200.000 barili al giorno la produzione (dopo averla già aumentata di 300.000 a maggio), ma basta un incendio nella piattaforma di Oseberg nel Mare del Nord per portare i futures sul barile a 139,89.

Nel frattempo guardatevi la presentazione di Matt Simmons Quo vadis energy? (pdf), si capiscono alcuni fondamentali…

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Petrolio – Picco dei prezzi o delle quantità?

12 giugno 2008 Nessun commento

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Esistono due scuole di pensiero per spiegare il petrolio a 120 130 dollari al barile. La prima imputa ai mancati investimenti ed alle speculazioni sui mercati l’attuale record del prezzo; la seconda ritiene che non si tratti di limiti tecnico-economici ma fisici, poiché i pozzi “facili” sono in via di esaurimento e l’offerta si sta avviando ad una fase di declino.

A fine aprile 2008 il prezzo del greggio ha raggiunto la soglia dei 120 dollari al barile. Le ripercussioni dei continui rincari del petrolio sull’andamento dell’inflazione e sulla crescita economica sono causa di preoccupazione diffusa, poiché il costo del petrolio incide sui costi di produzione di tutte le merci: direttamente, come materia prima nei processi produttivi e, indirettamente, attraverso il costo dell’elettricità.

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Negli ultimi anni, si è sviluppata una domanda supplementare di petrolio (Cina, India e Brasile in primis) che “brucia” rapidamente la produzione proveniente da un sistema di raffinerie operante al massimo della capacità. Il mercato del petrolio si trova quindi in una fase di domanda tesa, cui si deve aggiungere il forte apprezzamento dell’euro sul dollaro statunitense. Il rapporto delle monete riflette lo stato dell’economia americana, di cui proprio il petrolio (oltre alla crisi dei mutui) potrebbe rappresentare uno dei fattori determinanti. La produzione statunitense di greggio, infatti, è in calo da anni e molti paesi produttori tendono a contrattare il proprio greggio in una valuta diversa da quella statunitense.

Due visioni contrapposte si fronteggiano per spiegare l’attuale prezzo dell’oro nero: la prima, sostenuta dal mondo delle compagnie petrolifere, dal Governo USA e dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, pone al centro del problema i meccanismi del mercato libero per la formazione del prezzo, spiegando il fenomeno con un mercato che, pur con riserve sufficienti, nell’attuale fase di tight demand è limitato dalla capacità di estrazione e raffinazione. La seconda, che basa la sua analisi sulla fisica e sulla geologia, evidenzia il progressivo esaurimento dei principali giacimenti e si sofferma sulla crescente scarsità di risorse cui i principali paesi industrializzati dovrebbero iniziare a far fronte senza indugio.

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Il petrolio all’industria e le rinnovabili per le famiglie

12 giugno 2008 Nessun commento

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Con l’energia che diventa scarsa si pone il problema di un uso più razionale. Meglio usarla per produrre, diranno i produttori…Su questo tema è interessante l’intervento del presidente di Iberdrola, che propone una scenario in cui l’energia (e le componenti chimiche) del petrolio vengano riservato all’industria, mentre i consumi del settore residenziale potrebbero essere soddisfatti dalle fonti rinnovabili, accompagnandosi a elettrodomestici ad alta efficienza, isolamento termico, parsmonia eccetera.

Sono abbastanza d’accordo, salvo un punto: la mobilità di persone e merci. Penso che la rete elettrica, alimentata dalle centrali tradizionali, debba servire a sostenere i trasporti elettrici su rotaia. E’ un punto essenziale che lo Stato sostenga il trasporto pubblico in energia ed infrastrutture.

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