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	<title>L&#039;occhio di Romolo &#187; Italpolitica</title>
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	<description>Dalle bici in carbonio alle auto a idrogeno, progressi ed involuzioni che causano il futuro</description>
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		<title>Manovra salva-Italia &#8211; Le integrazioni necessarie</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci. Attribuita a Gandhi ..non in ordine di importanza. Lotta all&#8217;evasione 1. Verifiche e controlli delle dichiarazioni fatte non bastano: è necessario che il contribuente sappia che lo Stato può conoscere attività e guadagni mediante l&#8217;abbassamento della soglia a 300€ dei pagamenti elettronici (tracciabilità), con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Cloud_Collection_07.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4263" title="Cloud_Collection_07" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Cloud_Collection_07-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a><br />
Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci. Attribuita a Gandhi</p></blockquote>
<p>..non in ordine di importanza.</p>
<p><strong>Lotta all&#8217;evasione 1.</strong> Verifiche e controlli delle dichiarazioni fatte non bastano: è necessario che il contribuente sappia che lo Stato può conoscere attività e guadagni mediante l&#8217;abbassamento della soglia a 300€ dei pagamenti elettronici (tracciabilità), con contemporanea abolizione dell&#8217;interchange fee bancario, attualmente ricaricato dalle banche sulle operazioni mediante POS (pagamento con Bancomat).</p>
<p><strong>Lotta all&#8217;evasione 2</strong>. Messaggio chiaro necessario: deducibilità dell&#8217;IVA (affitti, ristrutturazoni, riparazioni, libere professioni, servizi vari) e invio delle banche al fisco delle consistenze dei conti al fine di ricostruire, utilizzando anche il catasto, la situazione patrimoniale di ciascuno (attualmente limitata ai Ministri!).</p>
<p><strong>Carburanti</strong>. Dopo aver rimpinguato le casse dello Stato, gli aumenti di accisa ed IVA sui carburanti (fossili, importati ed inquinanti) devono essere destinati alla loro SOSTITUZIONE sul territorio =  costruire treni, tram e piste ciclabili per ridurre strutturalmente sia la bolletta che la dipendenza petrolifera.</p>
<p><strong>Auto</strong>. Abbassamento a 140kW (190 cv) della soglia del Superbollo (ora a 185 kW = 252 cv).</p>
<p><strong>Sicurezza 1</strong>. Unificazione della gestione di Polizia e Carabinieri con il passaggio di questi ultimi al Ministero dell&#8217;Interno, e imputazione alle società di calcio delle spese per il personale impiegato negli stadi, come proposto dal Siulp.</p>
<p><strong>Sicurezza 2</strong>. (collegato a Lotta all&#8217;evasione). Riorganizzazione della Guardia di Finanza al fine di coadiuvare:<br />
- gli Ispettori del lavoro <strong><span style="color: #339966;">per la legalità del nuovo che si costruisce</span></strong> (cantieri edili);<br />
- le Soprintendenze Archeologiche <strong><span style="color: #33cccc;">per la legalità dell&#8217;antico da preservare</span></strong> (siti archeologici minori);<br />
- l&#8217;ARPA e Corpo Forestale <strong><span style="color: #800080;">per la natura che si distrugge</span></strong> (discariche, fiumi, spiagge, ecc.).</p>
<p><strong>Sicurezza 3</strong>. Depenalizzazione delle droghe leggere al triplice fine di:<br />
- Eliminare buona parte degli enormi introiti dellle mafie;<br />
- Liberare centinaia di migliaia di ore-uomo di polizie e magistratura da operazioni e pratiche capillari sul territorio, permettendo la concentrazione sulla malavita;<br />
- Svuotare le carceri.</p>
<p><strong>Pensioni</strong>. Portare al triplo (invece del doppio) del minimo la soglia dell&#8217;indicizzazione.</p>
<p><strong>Frequenze TV</strong>. Fare le aste su quelle regalate a Rai e Mediaset.</p>
<p><strong>Difesa</strong>. Rivisitazione (progressiva ma decisa) delle spese militari in senso &#8220;pacifico&#8221;.</p>
<p><strong>Capitali scudati</strong>. Portare al 3-5% l&#8217;imposizione.</p>
<p>Vedi anche | <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/pozzobuco.html" target="_blank">PozzoBuco</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La manovra salva-Italia in dettaglio: il costo dei carburanti</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/la-manovra-salva-italia-in-dettaglio-il-costo-dei-carburanti.html</link>
		<comments>http://www.locchiodiromolo.it/blog/la-manovra-salva-italia-in-dettaglio-il-costo-dei-carburanti.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 16:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italpolitica]]></category>
		<category><![CDATA[accisa]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
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		<category><![CDATA[prezzo petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[salva Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto&#124; Toni Kaplan La dove è il pericolo è anche la salvezza. Friedrich Hölderlin La manovra &#8220;salva-Italia&#8221; dell&#8217;esecutivo Monti presentata oggi in è quanto di meglio si potesse concepire, con Parlamento, situazione economica e tempistica attuali. O quasi. Vediamo brevemente perché. Si introduce, di fatto, una patrimoniale che mira a barche, auto di grossa cilindrata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Lago_Alpi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4255" title="Lago_Alpi" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Lago_Alpi-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p>Foto| <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/cat/3462/display/26279812" target="_blank">Toni Kaplan</a></p>
<blockquote><p>La dove è il pericolo è anche la salvezza. Friedrich Hölderlin</p></blockquote>
<p>La manovra &#8220;salva-Italia&#8221; dell&#8217;esecutivo Monti presentata oggi in è quanto di meglio si potesse concepire, con Parlamento, situazione economica e tempistica attuali. <a href="http://www.unita.it/economia/ridate-i-soldi-ai-pensionati-1.359802" target="_blank">O quasi</a>. Vediamo brevemente perché.</p>
<p>Si introduce, di fatto, una patrimoniale che mira a barche, auto di grossa cilindrata, ecc. Si tassano le rendite finanziarie con l&#8217;imposta di bollo; si rivalutano le rendite catastali &#8211; di fatto un valore ridicolo &#8211; che chiunque abbia venduto o acquistato casa sa infinitamente minore del reale. (Perche?)</p>
<p>Non la si chiama Ici, ma l&#8217;Imu è pensata a tutto vantaggio delle finanze locali.</p>
<p>Si poteva mettere a 500€ la soglia per le transazioni, si potevano abbattere le pensioni milionarie e gli stipendi d&#8217;oro dei manager pubblici, certo. Ma queste non sono &#8220;manovre&#8221;, si chiamano leggi di equità. Prima l&#8217;essenziale.</p>
<p>Non entro nel merito delle pensioni, ma rivalutare quelle fino a 960€ salva molti dall&#8217;indigenza.</p>
<p>Si dichiara guerra all&#8217;evasione: è esattamente quello che serve per iniziare ad ELIMINARE quel 20/30% di PIL in nero!</p>
<p>Vediamo ora <strong>cosa succede a gennaio</strong> ai prezzi di benzina, diesel e GPL con gli aumenti di accisa ed Iva; fatta l&#8217;ipotesi che i <span style="text-decoration: underline;">prezzi a monte di tasse ed accise</span> <strong>rimangano sui valori del 28 novembre scorso</strong> (0.69, 0.78 e 0.474 €/lt.).</p>
<p>La benzina</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Benzina_previsioni_gen12.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4240" title="Benzina_previsioni_gen12" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Benzina_previsioni_gen12-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>Il diesel</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Diesel_previsioni_gen12.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4241" title="Diesel_previsioni_gen12" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Diesel_previsioni_gen12-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>Il GPL</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/GPL_previsioni_gen12.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4242" title="GPL_previsioni_gen12" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/GPL_previsioni_gen12-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Benzina e Diesel a 1,7€/litro.</strong></span></p>
<p><em>Ricordate Professori, </em></p>
<p><em>le ciclabili, i tram e i treni salvano l&#8217;Italia che si muove (molto male oggi <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/Energia_ed_infrastrutture_revisited.pdf" target="_blank">vedi</a>  specie pagina 25).</em></p>
<p>Hasta!</p>
<p>Vedi anche | <a href="http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2011/12/04/la-tecnocrazia-e-il-valore-energetico-delle-merci/" target="_blank">La tecnocrazia e il valore energetico delle merci</a></p>
<p><a href="http://ugobardi.blogspot.com/2011/11/perche-la-crescita-economica-e-cosi.html" target="_blank">Perche la crescita economica è così popolare</a></p>
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		<title>Statistiche inutili: l&#8217;intensità energetica</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/statistiche-inutili-lintensita-energetica.html</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 16:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente foto bucoliche qui. Ecco la lista dei paesi secondo l&#8217;intensità energetica nel 2003 (da Wikipedia). Unità: tonnellate equivalenti petrolio (TOE) per milioni di PIL di dollari reali del 2000 [TOE/$] Fonte: World Resources Institute Vediamo il Gruppo 1, compreso entro 90-140, che va dal Peru ad Israele. E&#8217; impressionante notare che Botswana, Sri Lanka, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente foto bucoliche qui.</p>
<p>Ecco la lista dei paesi secondo l&#8217;<strong>intensità energetica</strong> nel 2003 (da Wikipedia).</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Unità</em>: tonnellate equivalenti petrolio (TOE) per milioni di PIL di dollari reali del 2000 [TOE/$]</span></p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityWorld.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4161" title="EnegyIntensityWorld" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityWorld-700x210.jpg" alt="" width="700" height="210" /></a></p>
<p>Fonte: World Resources Institute</p>
<p>Vediamo il <span style="color: #ff0000;">Gruppo 1</span>, compreso entro 90-140, che va dal Peru ad Israele.</p>
<p>E&#8217; impressionante notare che Botswana, Sri Lanka, Svizzera, Italia e Tunisia sono tutti paesi con un&#8217;<strong>intensità energetica di 120 TOE/$</strong>.</p>
<p>Si tratta di paesi enormemente diversi da un punto di vista sociale, economico e demografico. Si potrebbe dedurre che questi paesi abbiano un&#8217;intensità energetica simile, poiché energia e Pil vanno di pari passo: il Botswana consuma poca energia e genera poco Pil, al contrario della Svizzera. Ma il numero non dice <em>chi</em> consuma (<em>cosa</em>) e <em>chi</em> genera il dollaro di Pil.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4162" title="EI_group1" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group1-700x385.jpg" alt="" width="700" height="385" /></a> Passiamo al <span style="color: #ff0000;">Gruppo 2</span>: da Cipro al Sud Africa, con in rosso Eritrea, Svezia, Equador e gli USA. Anche in questo caso l&#8217;indicatore TOE/PIL non informa sul reale stato di cose vigenti:</p>
<ul>
<li>un paese che produce molta energia potrebbe esportarla tutta ed impoverire i suoi abitanti</li>
<li>un paese che non ne produce ma pratica risparmio energetico democratizza l&#8217;energia</li>
<li>noi (Italianiii!) che non ne produciamo e andiamo tutti in auto (a 10km/ora nel traffico) ci impoveriamo, senza accorgercene.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4163" title="EI_group2" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_group2-700x431.jpg" alt="" width="700" height="431" /></a>In alternativa si potrebbe prendere l&#8217;<strong>intensità energetica pro capite</strong>. Serve la popolazione e un&#8217;ottima fonte è il <a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2119rank.html" target="_blank">CIA World Factbook</a>. Dividendo l&#8217;intensità energetica per la popolazione (e moltiplicato 1000000) si ottengono i grammi di TOE/$.abitante: delle statistiche diverse&#8230;che non spiegano nulla! Infatti, nel grafico, tutto a  sinistra troviamo Cina, India e USA: l&#8217;intensità energetica pro-capite non spiega né il benessere né la sostenibilità.</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityPerCapita.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4167" title="EnegyIntensityPerCapita" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EnegyIntensityPerCapita-700x210.jpg" alt="" width="700" height="210" /></a></p>
<p>Un prova dell&#8217;inutilità dell&#8217;EI (procapite e non) viene dall&#8217;affiancamento dell&#8217;EI pro capite con i consumi di energia pro capite:</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EIpc_EConsPC.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4189" title="EIpc_EConsPC" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EIpc_EConsPC-700x458.jpg" alt="" width="700" height="458" /></a></p>
<p>Il successo (tutto accademico) dell&#8217;intensità energetica si spiega con l&#8217;analisi delle serie temporali. La ragione del suo utlizzo è stata (di)mostrare la sua propria diminuzione nel tempo. Per 2 ragioni:</p>
<ul>
<li>per confermare l&#8217;<strong>ipotesi della dematerializzazione delle economie avanzate</strong>, basate sui servizi.</li>
<li>per generare la <strong>visione ottimistica</strong> delle <a href="http://green.wikia.com/wiki/Environmental_Kuznets_curve" target="_blank">Curve Ambientali di Kuznets</a>, secondo le quali Paese ricco = Paese sostenibile (un bel lavaggio delle coscienze).</li>
</ul>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_EU17_1990_2009.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4185" title="EI_EU17_1990_2009" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/EI_EU17_1990_2009-700x457.jpg" alt="" width="700" height="457" /></a></p>
<p>In realtà, le economie moderne <strong>importano beni</strong> che hanno consumato molta <strong><span style="color: #ff0000;">energia</span></strong>, <strong><span style="color: #993300;">materiali</span></strong> ed <strong><span style="color: #0000ff;">acqua</span></strong> per essere prodotti altrove (NIMBY?).</p>
<p>Altrove dove?</p>
<p><strong>Dove il lavoro è schiavitù, l&#8217;inquinamento non viene pagato e per un blog si va in galera!</strong></p>
<p>Qui da noi intanto il settore, siderurgico, chimico e tessile spariscono.</p>
<p>Infatti consumiamo meno energia procapite:</p>
<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/04_DeFrItEsUK_Energy_vs_GDP20002007.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4235" title="04_DeFrItEsUK_Energy_vs_GDP20002007" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/04_DeFrItEsUK_Energy_vs_GDP20002007-700x554.jpg" alt="" width="700" height="554" /></a></p>
<p><strong>Il contrappasso</strong> c&#8217;è ed è questo:</p>
<p>il prodotto che ha consumato energia, materiali e acqua &#8220;lì&#8221; si vendica &#8220;qui&#8221;, da noi, inqunando le falde acquifere che passano sotto le nostre enormi discariche!</p>
<p><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE</span>: incuria e inquinamento rischiano di compromettere anche gli ultimi settori economici che ci rimangono: alimentari e turismo.</p>
<p>I prodotti &#8220;reali&#8221; importati, che hanno consumato risorse ed energia ed inquinato altrove (es. dai BRICS), ma anche da noi in fine vita (breve), vengono <strong>pagati dall&#8217;OCSE con il debito</strong>.</p>
<p>Un debito garantito dalla scommessa della futura crescita.</p>
<p>E, dato che le <a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150400710378494&amp;set=a.376288208493.158141.573748493&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">previsioni OCSE</a> non sono di crescita, i titoli del debito&#8230;</p>
<h2>Si chiamano Bond, PONZI BOND!</h2>
<p>Traduco quello che diceva l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia nel 2004, in occasione del (suo) 30° compleanno. <em><a href="http://s3.amazonaws.com/zanran_storage/www.iea.org/ContentPages/9507952.pdf" target="_blank">Oil Crises &amp; Climate Challenges 30 years of energy use in IEA countries</a>, 2004, p. 195.</em></p>
<blockquote><p>Uno dei risultati più importanti di questo studio è che il tasso di risparmio energetico nei paesi membri dell&#8217;AIE ha subito <strong>un rallentamento a partire dal 1990</strong>, così come la diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto al PIL. Questo dimostra che i cambiamenti causati dalla crisi (dei prezzi) petrolifera degli anni 1970 e le politiche energetiche conseguenti sono stati <strong>più efficaci</strong> per controllare la crescita della domanda di energia e ridurre le emissioni di CO2 che non l&#8217;efficienza energetica [tecnologia, NdR] e le politiche per il controllo del clima degli anni &#8217;90.</p>
<p>Il rallentamento del risparmio di energia è un problema ambientale e di sicurezza energetica. I due principali <strong>vettori energetici petrolio ed elettricità</strong>, sono caratterizzati da una rapida crescita. Il consumo di petrolio si spiega con la rapida crescita della domanda di trasporto, mentre l&#8217;aumento dell&#8217;elettronica di consumo e degli elettrodomestici nelle famiglie e nel settore dei servizi spinge la domanda di energia elettrica.</p>
<p>Nel breve e medio periodo il <strong>trasporto rimarrà quasi interamente dipendente dal petrolio</strong>. Anche se le fonti rinnovabili hanno iniziato a progredire nella produzione di energia elettrica, la maggiore domanda di elettricità nei prossimi anni sarà soddisfatta in larga misura da nuove centrali a carbone o a gas. Date le considerevoli inefficenze nella generazione di energia elettrica e la bassa probabilità che le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 possa diffondersi nel breve periodo, la maggiore domanda di elettricità aumenterà significativamente le emissioni di CO2 nei paesi dell&#8217;AIE.</p>
<p>Quale crescita avremo nella domanda di servizi energetici nei diversi settori dell&#8217;economia? E quali prospettive esistono per ri-accelerare il risparmio energetico?</p></blockquote>
<p>La domanda posta da Georgescu-Roegen 20 anni fa è sempre valida&#8230;</p>
<h2><em><a href="http://www.tecalibri.info/G/GEORGESCUROEGEN-N_bioeconomia.htm#p007" target="_blank">Quo vadis Homo Sapiens Sapiens?</a><br />
</em><em></em></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Primo Levi: dal fascismo ad Auschwitz c&#8217;è una linea diretta</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/primo-levi-dal-fascismo-ad-auschwitz-ce-una-linea-diretta.html</link>
		<comments>http://www.locchiodiromolo.it/blog/primo-levi-dal-fascismo-ad-auschwitz-ce-una-linea-diretta.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 08:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’intervista ritrovata (l’Unità 26.1.11) Il grande scrittore in una conversazione inedita del 1973 con un giovane studente. «Oggi “Se questo è un uomo” lo riscriverei completamente, per mettere in luce le responsabilità italiane nella Shoah» di Marco Pennacini La politica: «Il mio libro? Oggi verrebbe fuori una cosa completamente diversa: metterei in risalto il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’intervista  ritrovata (l’Unità 26.1.11)</strong><br />
Il grande scrittore in una conversazione inedita del 1973  con un giovane studente. «Oggi “Se questo è un uomo” lo riscriverei  completamente, per mettere in luce le responsabilità italiane nella  Shoah» di Marco Pennacini</p>
<p>La politica: «Il mio libro? Oggi verrebbe fuori una cosa completamente diversa: metterei in risalto il suo valore politico&#8230;»<br />
Nel campo: «Immagazzinavamo tutto voracemente, ci interrogavamo a vicenda per sapere ciascuno la storia degli altri»<br />
Invenzioni tricolori: «Lo sterminio industriale è tedesco. Ma la violenza a scopo politico in questo secolo è un’invenzione italiana»<br />
I giovani: «Queste cose vengono sentite come arcaiche, come i garibaldini, come la rivoluzione francese, qualcosa di molto lontano&#8230;»<span id="more-3940"></span></p>
<p>Primo Levi, come mai ha voluto scrivere «<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Se_questo_%C3%A8_un_uomo" target="_blank">Se questo è un uomo</a>»? «Perché  ero appena ritornato dalla prigionia, e avevo un tremendo bisogno di  raccontare queste cose, un bisogno che diventava ossessione.(&#8230;) Nel  lager cercavo di immagazzinare tutto, di mettere tutto in una specie di  tasca».<br />
Allora vedevi già con un occhio più distaccato quel che ti  succedeva&#8230; «No, non era possibile. Nel lager c’era il problema di  sopravvivere. Sì, avevo una vaga idea di sopravvivere per scrivere,  questo sì, mi ricordo di averlo detto a qualcuno. Addirittura quando  ero in laboratorio e avevo una matita e un quaderno ho scritto qualche  pagina». Che poi hai perso&#8230;<br />
«L’ho persa, l’ho scritta così, per l’urgenza di scrivere, sapendo benissimo che poi l’avrei persa». Certo.</p>
<p>«Ma era molto importante per me allora la possibilità di diventare un  testimone, lo sentivo già allora. Non solo io, ma un po’ tutti, tutti  quelli con cui si parlava dicevano: “È importante sopravvivere per  poterlo raccontare perché il mondo le sappia queste cose”. Avevamo  piena consapevolezza: però non è che questo ci permettesse di fare gli  esploratori del lager. Non era possibile, c’erano questioni immediate,  come quello di trovare un pezzo di pane, di proteggersi, di aver salva  la vita. Quindi io e altri immagazzinavamo tutto voracemente, tutte le  esperienze. Anzi, ci interrogavamo a vicenda per sapere ciascuno la  storia degli altri. Ed effettivamente cadevano su un terreno buono, perché queste cose sono indimenticabili. Io ancora adesso mi ricordo le  facce di gente vista trent’anni fa».<br />
Le facce?<br />
«Le facce. Tanto che quando mi è successo, come mi è successo, di  ritrovarne qualcuno, l’ho subito riconosciuto, e lui me. Ho  riconosciuto, ho ritrovato <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2010/9/23/LA-STORIA-Ora-Pikolo-potra-finalmente-rivedere-Dante-e-Primo-Levi/114480/" target="_blank">Pikolo</a>, quello del canto di Ulisse&#8230;  Jean&#8230;»<br />
E questa discussione su Ulisse, si è svolta veramente?<br />
«Non c’è̀ niente di inventato nel libro. Non c’è̀ nulla di inventato.  non una parola.(&#8230;) L’unica autocritica che potrei fare è quella che  non ho messo in luce abbastanza questa validità politica del libro».<br />
Parli di “Se questo è un uomo”?<br />
«Se non lo avessi scritto allora lo scriverei adesso». Ma lo scriveresti con le stesse intenzioni?<br />
«No».<br />
Come un documento?<br />
«No: lo scriverei, in primo luogo, con lo stile di un uomo che ha  trent’anni di più, e trent’anni di più vogliono dire molta esperienza  in più e molta vitalità in meno. Quindi non so cosa verrebbe fuori:  verrebbe fuori una cosa completamente diversa. Soprattutto però lo  scriverei oggi con riferimento preciso al fascismo di oggi che nel libro  non c’è. Quando ho scritto Se questo è un uomo il fascismo era  finito, non c’era più, era chiaro come il sole che non c’era. <strong>Era  finito di fatto, era stato sepolto</strong>, come partito politico non c’era né  in Italia né in Germania. Ma se lo scrivessi oggi&#8230; userei il mio  libro come uno strumento».</p>
<p>Lo strumentalizzeresti, diciamo&#8230; «Sì, già  lo userei come strumento. Lo faccio quando vengono i ragazzi a  parlarmi. Tendo a mettere in chiaro che c’è̀ una linea diretta che parte  dalle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Torino" target="_blank">stragi di Torin</a>o del ’22 di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Brandimarte">Piero Brandimarte</a> (capo delle squadre  d’azione fascista: è lui a guidare la strage che a Torino, il 18  dicembre del 1922, porta alla morte di 14 antifascisti e alla  distruzione della Camera del Lavoro e nel novembre del 1971, al funerale,  un reparto di 27 bersaglieri del 22 ̊ reggimento fanteria della  divisione Cremona al comando di un ufficiale, r<a href="http://books.google.it/books?id=qCAODeVed9QC&amp;pg=PA74&amp;lpg=PA74&amp;dq=funerali+piero+brandimarte&amp;source=bl&amp;ots=bhtbObwgNT&amp;sig=qwuMqZ3dOI-nEJQLPy2BdF1GA1U&amp;hl=it&amp;ei=tENBTbjELIu3hAe85_HoAQ&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CBsQ6AEwATgK#v=onepage&amp;q&amp;f=false" target="_blank">ende gli onori militari  alla sua salma</a>, ndr) e finisce ad Auschwitz. C’è̀ una continuità  abbastanza evidente».<br />
Sì, c’è̀ una continuità, ma hai detto che lo sterminio riguardava i  tedeschi, no? «Stiamo parlando di qualcosa che è stato inventato in  Italia e perfezionata in Germania»<br />
Ah! è stata inventata in Italia&#8230;<br />
«Le prime stragi fasciste sono italiane&#8230; sono torinesi». Pensavo  che&#8230; «Lo sterminio industriale è tedesco. Ma la violenza a scopo  politico in questo secolo è un’invenzione italiana».<br />
Ho capito.<br />
«Il fascismo è un brevetto italiano, eh!» Purtroppo&#8230; «Torinese,  voglio dire. Insomma la strage del ’22&#8230;. Era una caccia, una caccia  per le strade. Non so se hai letto qualcosa in proposito&#8230;». Sì,  qualcosa&#8230;<br />
«Brandimarte (&#8230;), è morto nel suo letto (&#8230;). È stato assolto per  insufficienza di prove». Sì, ma c’è tanta gente ancora che gira&#8230;<br />
«Sì, veterani».<br />
Sì, sì.<br />
«Federali. Capi di gabinetto, capi giunta, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Almirante" target="_blank">Almirante</a>: appunto, se  scrivessi oggi, metterei più in chiaro questa cosa (&#8230;). Quando ho  scritto Se questo è un uomo ero convinto che meritasse la pena di  documentare certe cose perché erano finite. Adesso non sono più̀  finite, bisogna parlarne di nuovo».<br />
Allora diciamo che lo scriveresti sotto un profilo meno scientifico, più&#8230; «No, penso che non toglierei niente, però aggiungerei molto».<br />
Ah! capisco, e perché non lo fai?<br />
«Perché non si può scrivere due volte lo stesso libro. (&#8230;) Come ti  dicevo prima, che <strong>c’è̀ una linea diretta fra Brandimarte e Auschwitz</strong>.  Questa linea non finisce ad Auschwitz, continua in Grecia, è continuata  in Algeria con i francesi. È continuata in Unione Sovietica, puoi dire  di no?» (&#8230;)<br />
A proposito di “Se questo è un uomo” e di “La tregua”: credi che  servano, diciamo, per educare ad una certa coscienza? «Dipende  dall’insegnante. Il fatto stesso che venga scelto quel testo, testimonia  che l’insegnante ha delle buone intenzioni, cosa poi ne nasca non so  dirtelo. Ho l’impressione che in generale perché vengono molti ragazzi  qui, o mi telefonano per avere delle informazioni che queste cose  vengono sentite, appunto, come passato remoto, una cosa un capitolo  arcaico, come i garibaldini insomma, come la rivoluzione francese, una  cosa molto, molto lontana. Infatti è abbastanza lontana nel tempo,  ma&#8230; solo nel tempo è lontana»&#8230; (&#8230;)<br />
Con che spirito l’hai scritta “La tregua”? «Ho scritto La tregua nel  ‘61-‘62 quando era appena crollato il mito della Russia monolitica,  della Russia paese del socialismo, della Russia perfetta, paradiso  secondo i comunisti e inferno secondo gli americani, o secondo i nostri  democristiani. Erano due visioni talmente manichee, talmente assurde,  sia l’una sia l’altra, che mi sembrava molto importante raccontarla  così come io l’avevo vista».</p>
<p>Grazie a <a href="http://pensierifluidi.splinder.com/post/23949166/le-memorie-i-ricordi-il-senno-di-poi" target="_blank">Pensieri fluidi</a></p>
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		<title>Le criticità italiane relative ad energia e infrastrutture</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 14:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi permetto, presento una analisi delle criticità italiane relative ad energia e infrastrutture. Ambiti vasti e complessi, per i quali le criticità italiane possono presentarsi sia sotto forma di “gap” rispetto agli altri paesi, che di debolezza dovuta alla disomogeneità interna al paese. Le infrastrutture, come il sistema energetico, sono quasi sempre il risultato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto,</p>
<p>presento una analisi delle criticità italiane relative ad energia e infrastrutture. Ambiti vasti e complessi, per i quali le criticità italiane possono presentarsi sia sotto forma di “gap” rispetto agli altri paesi, che di debolezza dovuta alla disomogeneità interna al paese.</p>
<p>Le infrastrutture, come il sistema energetico, sono quasi sempre il risultato di importanti investimenti pubblici: lo Stato investe nella realizzazione di grandi opere come strade, treni, poste, reti di acqua e gas e, almeno inizialmente, li gestisce. Queste opere, oltre ad assicurare la crescita economica e l’integrazione della popolazione sul territorio,  garantiscono, più in generale, un consenso.</p>
<p>Nel corso del tempo, i servizi associati alle infrastrutture hanno assunto un peso crescente nel paniere del consumatore italiano, rispecchiando l’evoluzione socio-economica del paese ed un generale miglioramento della qualità della vita. I servizi legati ad energia e trasporti ben rappresentano il progressivo affrancamento da un’economia &#8220;di necessità”, dove i consumi sono rappresentati in gran parte dalla spesa per i prodotti alimentari e l’abitazione.</p>
<p>Diverse sono le preoccupazioni circa la competitività del nostro sistema Paese. Tuttavia, quasi sempre viene evidenziato come, oltre all’inefficienza della burocrazia, siano la debolezza delle infrastrutture di trasporto ed i costi dell&#8217;energia a costituire gli  elementi che maggiormente scoraggiano gli imprenditori e le imprese ad investire in Italia.</p>
<p>Il documento (pdf 33 pag.) <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/Energia_ed_infrastrutture_revisited.pdf">Energia e infrastrutture revisited</a></p>
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		<title>Le origini biologiche del berlusconismo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 09:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caio Mario]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto &#124; Mario Stradotto Dall&#8217;animo delle persone dimentiche e insensate i fatti dileguano insieme col passare del tempo; per cui, non ritenendo né conservando nulla di essi, sono sempre, sono sempre vuoti di beni e pieni di speranze, e guardano verso il futuro, perdendo il presente. Il futuro ci può essere precluso dalla Fortuna, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Abbraccio-al-cielo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3583" title="Abbraccio-al-cielo" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Abbraccio-al-cielo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Foto | <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/cat/3427/display/20247074" target="_blank">Mario Stradotto</a></p>
<p>Dall&#8217;animo delle persone dimentiche e insensate i fatti dileguano insieme col passare del tempo; per cui, non ritenendo né conservando nulla di essi, sono sempre, sono sempre <strong>vuoti di beni e pieni di speranze</strong>, e guardano verso il futuro, perdendo il presente.</p>
<p><span id="more-3579"></span></p>
<p>Il futuro ci può essere precluso dalla Fortuna, mentre <strong>il presente non ci può essere rubato</strong>; eppure costoro respingono il presente beneficio della Fortuna, come cosa che non appartiene a noi, e sognano il futuro, che è incerto.</p>
<p>Ed è naturale che così avvenga, perché raccolgono e ammassano <strong>i beni esterni della vita</strong> prima di aver gettato, con l&#8217;ausilio della ragione e dell&#8217;educazione,una piattaforma e una base per sostenerli.</p>
<p>Ed ecco che non riescono a soddisfare l&#8217;<strong>appetito insaziabile della loro anima</strong>.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Plutarco" target="_blank">Plutarco</a>, Vita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Mario" target="_blank">Caio Mario</a>.</p>
<h2>P.S. Mi raccomando, leggete <a href="http://www.repubblica.it/rubriche/camicie-rosse/" target="_blank">Camicie Rosse</a> di Rumiz, ogni giorno.</h2>
<p>Oggi ci parla del <a href="http://www.repubblica.it/rubriche/camicie-rosse/2010/08/26/news/il_trombettiere_di_custer-6516681">Trombettiere di Custer</a>.</p>
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		<title>Verde e Nera, Roma nostra</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Walter Ricciard]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito il Rapporto Osservasalute Aree metropolitane dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma&#8230;&#8221;Il Gemelli&#8221; per i romani. Un rapporto incapace di fornire strumenti di politica urbana per la salute dei cittadini. Roma detiene due primati: quello di città più verde d’Italia e con il più alto tasso di smog (e di motorini in circolazione). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscito il <a href="http://www.osservasalute.it/index.php/rapporto/argomenti/2010/9" target="_blank">Rapporto Osservasalute Aree metropolitane</a> dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma&#8230;&#8221;Il Gemelli&#8221; per i romani. Un rapporto incapace di fornire strumenti di politica urbana per la salute dei cittadini.</p>
<p>Roma detiene due primati: quello di <strong>città più verde d’Italia</strong> e con  <strong>il più alto tasso di smog</strong> (e di motorini in circolazione). <strong><span style="color: #b65449;">Brum! brum!</span></strong></p>
<p>La Capitale d&#8217;Italia, <strong>con 131,7 metri quadrati di parco per abitante</strong>, risulta essere la città con il maggior rapporto tra abitanti e verde a disposizione.</p>
<h2>Un primato senza benefici a causa dello smog.</h2>
<p><span id="more-3528"></span></p>
<p>Questo il succo del documento presentato all’Università Cattolica di  Roma e coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene  di Medicina e Chirurgia alla Cattolica di Roma che in sede di  presentazione ha aggiunto</p>
<blockquote><p>“Roma è seconda solo a Oslo per quantità di  spazio verde a disposizione dei cittadini ma siccome la capitale  norvegese ha solo mezzo milione di abitanti si può affermare che la  nostra [Roma] è la più verde al mondo”</p></blockquote>
<p>Viene da chiedersi &#8211; E&#8217; questa la cosa &#8220;da dire&#8221;?</p>
<p>Infatti, nei dati Istat presentati, <strong>l&#8217;aumento tassi di mortalità per tumori maligni</strong> è ben evidente:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3535" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/verde-e-nera-roma-nostra.html/tumo"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3535" title="Tumo" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Tumo-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a><br />
Infatti, nel testo, il commento è quantomeno ambiguo:</p>
<blockquote><p>Fra gli anni 1997-2001 si confermano, nelle province metropolitane considerate, i trend in decremento ed in aumento, rispettivamente, negli uomini e nelle donne, relativamente ai tumori di trachea, bronchi e polmoni. Tali andamenti sono strettamente correlati con i trend <strong>dell’abitudine al fumo.</strong> [?!?!?] Occorrerebbe, quindi, da un lato incentivare la cessazione dell’abitudine tabagica nelle donne e dall’altro incrementare le attività di promozione alla salute orientate a non far cominciare l’abitudine fra i giovani.</p></blockquote>
<p>Sicuri che sia il fumo delle sigarette?</p>
<blockquote><p>Abituati ad utilizzare soprattutto mezzi privati i cittadini romani spesso si giustificano sottolineando <strong>la mancanza di una rete metropolitana capillare</strong>, che spinge a servizi di moto o automobili per raggiungere soprattutto il posto di lavoro. Il fenomeno porta Roma ad essere catalogata come una città con il maggiore rapporto tra popolazione e numero di motorini (<span style="color: #fd010b;"><strong>seconda solo a Mumbai</strong></span>) pari a circa 143,7 per 1.000. Queste le cause, quindi, che fanno <strong>annullare quasi completamente i benefici</strong> che potrebbero derivare da così ampi spazi verdi presenti sul territorio metropolitano.</p>
<p>Per respirare l’aria più pulita dello Stivale bisognerà perciò spostarsi al sud, a Reggio Calabria, dove le polveri sottili e lo smog sembrano non essere un problema come invece è per le grandi città italiane: molto traffico, poco verde, mobilità pubblica inefficiente anche se, fortunatamente, le eccezioni ci sono; si tratta di <strong>Bologna e Firenze, che spiccano tra tutte per eco-compatibilità</strong>.</p></blockquote>
<p>Il rapporto nelle <a rel="attachment wp-att-3529" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/verde-e-nera-roma-nostra.html/07_sintesi-e-conclusioni">07 sintesi e conclusioni</a> (p. 65) afferma:</p>
<blockquote><p>Le malattie del sistema circolatorio risultano essere la prima causa di morte per le popolazioni delle aree metropolitane e gli uomini sono maggiormente interessati da tale fenomeno. Si osserva, per entrambi i generi, una eterogeneità territoriale e <span style="text-decoration: underline;">tassi di mortalità più alti nelle regioni meridionali</span>.</p>
<p>Per la mortalità per tumori è evidente un gradiente Nord-Sud, con le province settentrionali che hanno tassi più elevati. Venezia e Trieste sono le province in cui, rispettivamente, gli uomini e le donne muoiono più frequentemente per tale patologia. Trieste è anche la provincia dove si registra un aumento considerevole dei tassi di mortalità per disturbi psichici per entrambi i generi.</p>
<p>Per quanto riguarda la mortalità infantile e neonatale si osserva, in tutte le province metropolitane, un trend in diminuzione. Si registrano, inoltre, notevoli differenze territoriali, con le province di Messina e Trieste che si trovano agli estremi opposti del range.</p></blockquote>
<p>Notevoli le <strong>Raccomandazioni di Osservasalute</strong> per il PM <a rel="attachment wp-att-3530" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/verde-e-nera-roma-nostra.html/05_ambiente">05 ambiente</a> (pag 49)&#8230;</p>
<blockquote><p>Benché l’adozione di centraline “gravimetriche” per PM10, in base al DM n. 60 del 02/04/2002 ed in conformità alla Direttiva 99/30/CE, abbia generato non pochi problemi di valutazione del particolato per molte città che erano sprovviste di stazioni di rilevamento conformi, i dati suggeriscono la necessità di attuare provvedimenti a breve, medio e lungo termine per ridurre efficacemente la concentrazione di particolato, altrimenti pericoloso per la salute.</p>
<p>La riduzione o il blocco del solo traffico autoveicolare si sono dimostrati rimedi inefficaci a lungo termine, se non associati ad una politica strategica di potenziamento, ammodernamento e conversione ad energie pulite e/o  rinnovabili (a celle solari, ad idrogeno, a ricarica elettrica etc.) tanto dei trasporti pubblici (ma anche privati,  attraverso incentivazione), quanto dei sistemi di riscaldamento (geotermici, eolici, a scambiatori di calore etc.), per  altro dotandoli di opportuni filtri depuratori per il particolato.</p>
<p>L’identificazione di aree industriali all’interno del Piano di Urbanizzazione Territoriale, in modo che queste possano svilupparsi verso direzioni asservite da infrastrutture di trasporto (<span style="text-decoration: underline;">strade, ferrovie, canali navigabili etc.</span>) senza che vi sia commistione con le aree residenziali e/o storiche e, inoltre, la creazione di parchi e/o spazi verdi dotati di piante ad assorbimento di inquinanti possono rappresentare metodi efficaci e strategici, benché inizialmente costosi, per controllare l’emissione e la depurazione del particolato.</p></blockquote>
<h2>Rapporto alternativo sul verde urbano</h2>
<p>Secondo un <a href="http://rsbl.royalsocietypublishing.org/content/5/3/352.full" target="_blank">serissimo  studio su 386 città</a>: <strong>The scaling of green space coverage in European cities</strong>, di  Richard A. Fuller e Kevin J. Gaston (2009) la situazione è un po diversa.</p>
<p>La percentuale di areee verdi varia 1.9% di Reggio di  Calabria,  akl 46% di Ferrol, Spagna.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3531" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/verde-e-nera-roma-nostra.html/europa_green_cities"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3531" title="Europa_Green_cities" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Europa_Green_cities-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a></p>
<p>Gli autori concludono:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>In futuro i residenti averanno MENO accesso a  spazi verdi con la crescita delle città, a meno che vengano prese  delle misure per mantenerne accesso e livello nella pianificazione  urbana.</li>
<li>Oltre ai tradizionali parchi è auspicabile che gli alberi piantati in strada, giardini privati e orti urbani divengano spazi verdi per i residenti. [Ritorno ai "commons"?]</li>
<li>Gli autori racconandano che vega pianificata sistematicamente la conservazione per l&#8217;organizzazione del verde urbano  nello sviuppo delle città in futuro.</li>
</ul>
</blockquote>
<p><em><strong>Approfondimenti</strong></em>| <a href="http://www.urbanaudit.org" target="_blank">Urban Audit</a></p>
<h2><span style="color: #ff0000;">ALTRO</span></h2>
<p><a rel="attachment wp-att-3548" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/verde-e-nera-roma-nostra.html/manilerce"><img class="alignleft size-full wp-image-3548" title="manilerce" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/manilerce.jpg" alt="" hspace="6" width="144" height="120" /></a><span style="text-decoration: underline;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://ternitudine.blogspot.com/2010/07/pontida-uninvenzione-di-craxi-di-curzio.html" target="_blank">Pontida un&#8217;invenzione di Craxi</a>,</strong></span> di Curzio Maltese</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/05/egemonia-sottoculturale-nella-seconda-repubblica.html" target="_blank">L&#8217;egemonia sottoculturale</a> L&#8217; Italia da Gramsci al Gossip</strong></span>, Massimiliano Panarari (2010), di Pino  Corrias</p>
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		<title>Sky e L&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vecchio elefante sa dove trovare l’acqua. Proverbio Africano Mi è giunta questa mail. Ieri mi ha telefonato l&#8217;impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3363" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/sky-e-laquila.html/collemaggio"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3363" title="collemaggio" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/collemaggio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">Il vecchio elefante sa dove trovare l’acqua. Proverbio Africano</p>
</blockquote>
<p>Mi è giunta questa mail.</p>
<p>Ieri mi ha telefonato l&#8217;impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che <strong>risulto morosa</strong> dal mese di settembre del 2009.</p>
<p>Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.  Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce.</p>
<p><span id="more-3362"></span></p>
<p>Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.</p>
<p>Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa.</p>
<p>Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.</p>
<p>E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.  Ed io lo faccio.</p>
<p>Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, <strong>per ricostruire</strong>.</p>
<p>E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.</p>
<p>Le racconto che <strong>pagheremo l&#8217;ICI</strong> ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.</p>
<p>Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.</p>
<p>Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.</p>
<p>Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di <strong>200 euro mensili</strong>, che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.</p>
<p>Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.</p>
<p>Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un <strong>appartamento in via Giulia</strong>, a Roma.</p>
<p>La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.</p>
<p>Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz&#8217;anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.</p>
<p>Le racconto degli anziani che sono stati <strong>sradicati dalla loro terra</strong>. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una <strong>città che muore</strong>.</p>
<p>E lei mi risponde, con la voce che le trema.</p>
<p>&#8220;Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.&#8221;</p>
<p>Loro non scrivono , voi fate girare.</p>
<p>FINE</p>
<p>Mettendo a posto il blog, ho ritrovato <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/in-difesa-della-finanziaria.html" target="_blank">L’intervento al Senato del Ministro dell’Economia</a> (Padoa-Schioppa nel 2006), leggetevelo.</p>
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		<title>L&#8217;aria delle città italiane: velenosa e mortifera</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html</link>
		<comments>http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 17:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Italpolitica]]></category>
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		<description><![CDATA[Delle bruttissime statistiche sulla qualità dell&#8217;aria nelle città italiane sono apparse nei giorni scorsi. La fonte è l&#8217;Istat (Qualità dell&#8217;aria nelle città europee), non è accusabile di parzialità politica. Alla pagina linkata sopra si trovano le tabelle con dati ed approfondimenti&#8230; &#8230;ne ho fatto qualche grafico: A livello paese guardando le città, troviamo le &#8220;virtuose&#8221;: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Delle <span style="color: #f20cd2;"><strong>bruttissime statistiche</strong></span> sulla qualità dell&#8217;aria nelle città italiane sono apparse nei giorni scorsi.</p>
<p>La fonte è l&#8217;Istat (<a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100622_01/" target="_blank">Qualità dell&#8217;aria nelle città europee</a>), <strong>non è accusabile di parzialità politica</strong>.</p>
<p>Alla pagina linkata sopra si trovano le tabelle con dati ed approfondimenti&#8230;</p>
<p>&#8230;ne ho fatto qualche grafico:</p>
<p><strong>A livello paese</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3213" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/sintetico_paese"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3213" title="Sintetico_paese" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Sintetico_paese-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a></p>
<p><span id="more-3212"></span></p>
<p>guardando <strong>le città</strong>, troviamo le &#8220;virtuose&#8221;:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3214" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/sintetico_citta_migliori"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3214" title="Sintetico_città_migliori" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Sintetico_città_migliori-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a><strong>e le peggiori</strong>:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3215" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/sintetico_citta_peggiori"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3215" title="Sintetico_città_peggiori" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Sintetico_città_peggiori-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Mentre <strong>analizzando gli inquinanti</strong>, iniziando dai<span style="color: #ff0000;"><strong> <span style="color: #800080;">PM</span></strong></span>, tra le peggiori  si trovano moltissime città italiane (<strong><span style="color: #ff0000;">in rosso</span></strong>):</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3216" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/pm10_citta"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3216" title="PM10_città" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/PM10_città-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>L&#8217;<strong><span style="color: #339966;">ossido di azoto</span></strong> (città migliori):</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3217" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/biossido_azoto_citta_migliori"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3217" title="Biossido_azoto_città_migliori" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Biossido_azoto_città_migliori-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>ossido di azoto, città peggiori:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3218" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/biossido_azoto_citta_peggiori"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3218" title="Biossido_azoto_città_peggiori" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Biossido_azoto_città_peggiori-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Infine, l&#8217;<strong><span style="color: #ff6600;">ozono</span></strong>, le città migliori:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3219" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/ozono_citta_migliori"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3219" title="Ozono_città_migliori" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Ozono_città_migliori-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>e le peggiori:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3220" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/ozono_citta_peggiori"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3220" title="Ozono_città_peggiori" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Ozono_città_peggiori-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>In contemporanea sono usciti i dati dello <a href="http://www.nomisma.it/uploads/media/Executive_Summary_Green_Economy_Finale.pdf" target="_blank">studio Nomisma</a> sulla <span style="text-decoration: underline;"><strong>mortalità dovuta al particolato</strong></span>,</p>
<p>con Roma &#8220;al top&#8221;: <strong><a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/06/24/news/smog-5129896/index.html?ref=search" target="_blank">1500 morti l&#8217;anno per l&#8217;inquiamento</a></strong>.</p>
<h2>I dati:</h2>
<p><a rel="attachment wp-att-3221" href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/laria-delle-citta-italiane-velenosa-e-mortifera.html/nomisma_decessi_pm"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3221" title="Nomisma_decessi_PM" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Nomisma_decessi_PM-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a></p>
<p>Cui l&#8217;assessore della Commissione Ambiente &#8211; <span style="color: #ff6600;"><strong>Andrea De Priamo</strong></span> &#8211; ha prontamente replicato:</p>
<p>&#8220;<em>Sono dati del 2008, c&#8217;era la giunta Veltroni, i dati 2010 sono nettamente migliori, ecc.</em>&#8221;</p>
<p><strong>Dimenticando che <a href="http://news.youreporter.it/Ultime%20News/ambiente/4957-maltempo-in-primavera-pioggia-in-italia-superiore-alla-media-del-20.html" target="_blank">quest&#8217;anno è piovuto moltissimo</a> !</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il masterplan per Roma di Jeremy Rifkin parte 2</title>
		<link>http://www.locchiodiromolo.it/blog/il-masterplan-per-roma-di-jeremy-rifkin-parte-2.html</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 07:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfiorito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Italpolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[Georgescu-Roegen]]></category>
		<category><![CDATA[idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[masterplan]]></category>
		<category><![CDATA[Rifkin]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto&#124; rosu s Mircea Ho letto il Masterplan per Roma di Jeremy Rifkin Rifkin_MasterPlan_definitivo (pdf 140 pag.), realizzato con i contributi della sua fondazione, dell&#8217;Hydrogen University, dal Coordinatore energetico per Roma ed altri esperti: una delusione. La terza rivoluzione industriale parte dall&#8217;assunto che l&#8217;economia petrolifera è al tramonto &#8211; la crisi attuale ne è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/il-masterplan-per-roma-di-jeremy-rifkin-parte-2.html/biserica-de-lemn-secolulvii" rel="attachment wp-att-3009"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3009" src="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Biserica-de-lemn-secolulVII-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></p>
<p>Foto| <a href="http://www.fotocommunity.com/pc/pc/channel/50/extra/new/display/21372225" target="_blank">rosu s Mircea</a></p>
<p>Ho letto il Masterplan per Roma di Jeremy Rifkin <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Rifkin_MasterPlan_definitivo.pdf">Rifkin_MasterPlan_definitivo</a> (pdf 140 pag.), realizzato con i contributi della sua fondazione, dell&#8217;Hydrogen University, dal Coordinatore energetico per Roma ed altri esperti: <strong>una delusione.</strong></p>
<p><span id="more-3003"></span></p>
<p><strong>La terza rivoluzione industriale</strong> parte dall&#8217;assunto che l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">economia petrolifera</span> è al tramonto &#8211; la crisi attuale ne è la prova (vedi <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/il-nesso-tra-crisi-finanziaria-ed-energia.html" target="_blank">Il nesso</a>) -  e si basa sul passaggio alle energie rinnovabili e l&#8217;idrogeno in una rete energetica intelligente, integrata con la rete web. Rete energetica e delle informazioni si assomigliano nella struttura e nelle funzioni: decentralizzate ed opposte all&#8217;attuale sistema elettrico verticistico e piramidale.</p>
<p>Secondo Rifkin, questa rivoluzione, come le precedenti, unisce energia e sistema di informazione &#8211; nuova fonte energetica e nuovi media &#8211; carbone/giornali, petrolio/televisione, rinnovabili/web.</p>
<p>Il piano per Roma si fonda su 4 pilastri:</p>
<ul>
<li>rinnovabili,</li>
<li>palazzi produttori di energia,</li>
<li>idrogeno per lo stoccaggio di energia</li>
<li>infrastruttura intelligente di energia e trasporti.</li>
</ul>
<p>con ogni pilastro corredato di specifici <strong>progetti dimostrativi</strong> (e di aziende candidate), quali: luci a LED della Philips per l&#8217;illuminazione dei monumenti e dell&#8217;Università La Sapienza; impianti fotovoltaici della Q-Cells nei parcheggi auto; una centrale a ciclo combinato gas-vapore per l&#8217;ospedale S. Andrea; un nuovo stadio &#8220;Zero Carbon&#8221;; elettrolizzatori per produrre idrogeno per auto della Hydrogenics; veicoli a idrogeno della Hellenic Hydrogen Association; rete intelligente della KEMA ed IBM, ecc.</p>
<p>Dopo l&#8217;ipotesi della smart grid, si trova (pag 36, Cap. 7.4) una <strong>generica descrizione della mobilità a Roma</strong> (36% delle emissioni, 2.650.000 veicoli, 72% auto, 21% moto, 200 biciclette per il bike sharing, 80 minibus elettrici ecc.), cui fa seguito un auspicio per cambiare le cose (&#8220;achieving modal shift&#8221;):</p>
<p><em>&#8220;In the short term, achieving a modal shift from high emission transport vehicles to low carbon public transport and zero carbon methods of cycling and walking is critical for Rome, along with virtually every urban centre in the developped world&#8221;.</em></p>
<p><strong>Come?</strong></p>
<p>Prendendo esempio dagli altri: Copenaghen per le piste ciclabili, Parigi per la spiaggia sulla Senna, Seoul per la corsia pedonale di Cheonggyecheon. Inoltre introducendo auto ibride, car sharing, auto e bus a idrogeno&#8230;</p>
<p>Segue il Capitolo 8 sull&#8217;<span style="color: #008000;"><strong>educazione alla biosfera</strong></span> per gli studenti che, alla Sapienza, potranno assistere alla realizzazione del progetto di &#8220;Isola energetica&#8221;, volto a dotare l&#8217;enorme (ed inefficiente, per ora) università romana di 2 turbine a gas, di tetti fotovoltaici, idrogeno, tetti verdi, lampadine ultra-efficienti e <strong>tutto quello che può far felici studi di architetti, multinazionali dell&#8217;energia e produttori di accessori tecnologici</strong>.</p>
<p>Dopo la pagina 44 il masterplan contiene le &#8220;raccomandazioni&#8221; delle aziende per realizzare il loro progetto specifico. Progetti costosi, difficilmente replicabili e dal bilancio ambientale totale (energia e materiali impiegati) molto dubbio.</p>
<h2><span style="color: #339966;">Commento</span></h2>
<p>Jeremy Rifkin si è inventato un nuovo lavoro, il Global U.S.  Company &amp; Energy start-up catalyzer. Egli, scomponendo Roma tra Centro Storico, Fascia Verde e GRA, vede degli anelli ideali dove regnano trasporti a zero emissioni, reti intelligenti, piste ciclabili, tetti verdi, logistica integrata e cibo biologico che arriva con il contadino sorridente dalla campagna romana. Infatti:</p>
<p>&#8220;<em>il piano, elaborato per la prima volta, ricostruisce Roma, dotandola di un parco di biosfera che permetterà ai suoi abitanti un&#8217;esistenza economica sostenibile per lunghi anni in futuro</em>&#8221; (pag. i/3).</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Ma si tratta di Heidi e le caprette o di Pinocchio nel Paese dei Balocchi?</strong></span></p>
<p>Rifkin (si) è dotato di un misticismo storico che utilizza il respiro della civiltà umana, dovuto all&#8217;energia. Ma la &#8220;vision&#8221; si riduce a &#8220;lobbying&#8221; a favore delle grandi multinazionali, guarda alle amministrazioni pubbliche locali alle municipalizzate (ACEA) ed agli architetti che contano sul posto.</p>
<p>Sembrava <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/idrogeno-una-critica-a-rifkin-ed-una-riflessione-su-bossel.html" target="_blank">presbite</a>. Ma non è neanche miope. La <strong>visione di Rifkin è strabica</strong>. Egli ha guardato ai fondamentali dell&#8217;energia negli anni 70, scrivendo <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/entropia-rifkin-jeremy-dalai-editore/libro/9788884904454" target="_blank">Entropia</a> ed ottenendo addirittura una postfazione di Georgescu-Roegen. Ma (sigh!) <strong>l&#8217;entropia è un freno per qualsiasi business</strong>, calma gli ardori e induce piuttosto alla prudenza. I deboli si deprimono e cercano altro&#8230;o altre strade dell&#8217;ottimismo, da vendere. Ne hanno bisogno in molti.</p>
<p>Così, 20 anni dopo, l&#8217;economista Rifkin ha &#8220;colto&#8221; l&#8217;idrogeno, o meglio i progressi condotti da <a href="http://books.google.it/books?id=KHceAQAAIAAJ&amp;dq=inauthor:%22Tom+Koppel%22&amp;cd=3" target="_blank">Ballard sulle fuel cells degli anni 90</a> (e nel 97 ci ho fatto la <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/tesi-sulle-celle-a-combustibile-1997-per-il-politecnico-di-losanna/" target="_blank">tesi</a>), per proporsi come <strong>integratore di visioni ottimistiche</strong>. Sono i progressi dei sistemi a idrogeno, che creano la possibilità di un <span style="color: #ff0000;"><strong>carburante rinnovabile</strong></span> nei trasporti, e che hanno risvegliato in lui la speranza della grande energia finale: il sole convertito in energia riconvertito in sole/elettricità nelle fuel cell.</p>
<p>Il sogno di purezza del &#8220;forever fuel&#8221; degli anni 70, che con le fuel cell si vede (e vende) <span style="text-decoration: underline;">per perpetuare il mito dell&#8217;auto</span>. Lo zenith del guru: big Co&#8217;s, start up, amministratori ed ecologisti in erba son contenti (molti annusano la possibile fetta di torta).</p>
<p>E una visione finto-naif, utile al messaggio brevettato della Terza Rivoluzione Industriale (Che TUTTI vorremmo) ma che non esiste: il cambiamento non si farà così&#8230;non sarà questo; <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/3-storie-false.html" target="_blank">non raccontiamo falsità</a>.</p>
<p><strong>Qui è lo strabismo: l&#8217;economia dell&#8217;idrogeno con le turbine a gas della GE</strong>. Il cambiamento radicale, rivoluzionario, pagato dai poteri forti che non lo vogliono. Un realismo indotto per campare&#8230;.</p>
<p>Infine,</p>
<p>Pensare di cambiare Roma senza mettere mano alle strade, alle auto (sia in movimento che ferme) è fantascientifico.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Le proposte</span></h2>
<p>L&#8217;idrogeno con le fuel cells e la web economy delle reti intelligenti <em>sono </em>(secondo me)  <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/un-viaggio-nella-foresta.html" target="_blank">Prometeo III</a> &#8211; quella speranza ricercata da Georgescu-Roegen (<a href="http://www.cndamb.com/materiale/estratti/estratto1.pdf" target="_blank">vedi</a>) . Ma idrogeno e fuel cell vanno di pari passo con (e forse dopo) la diminuzione dei consumi  e la decrescita dei consumi di energia e materiali, in un sistema di trasporti su bici e ferro, che implica più manutenzione, più artigianato e, in definitiva, più lavoro.</p>
<p>L&#8217;Italia ha bisogno di un <strong>piano nazionale di rilancio industriale del trasporto ferroviario</strong>, finalizzato a ricostruire un sistema capillare di <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/mobilita-senza-petrolio-parte-1-treni.html" target="_blank">treni </a>e <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/mobilita-senza-petrolio-parte-2-il-tram.html" target="_blank">tram </a>per il trasporto tra ed entro le  città.</p>
<p>Gli stabilimenti siderurgici di Taranto e Piombino possono essere il centro per la lavorazione del ferro per le rotaie. La competenza per la produzione  delle locomotive e dei vagoni dei treni è disponibile. (Per il finanziamento si deve iniziare ad invertire il rapporto 10 a 1 attualmente a favore della gomma).  Il Ministero dei Trasporti dovrebbe lanciare un piano nazionale dei trasporti e logistica con dettagli settoriali per governare la transizione. Inoltre, l&#8217;upgrade delle ferrovie di treni locali merci e tram deve andare in parallelo ad una valutazione del finanziamento locale delle <a href="http://www.ferrovieabbandonate.it/" target="_blank">ferrovie abbandonate</a> o sottoutilizzate.</p>
<p>Per quanto riguarda <span style="text-decoration: underline;"><strong>gli edifici</strong></span>, la prima legge deve essere una <strong><span style="color: #ff0000;">Legge termica</span></strong> che imponga l&#8217;istallazione dei contatori di calore per mettere fine al <strong>riscaldamento &#8220;alla Romana&#8221; </strong>vigente nei condomini a riscaldamento centralizzato (dove si paga la bolletta in base ai metri quadri e non ai consumi di calore).</p>
<p>In generale, si deve considerare il sistema Italia come viaggiante su 4 reti:</p>
<ol>
<li>informazione,</li>
<li>energia,</li>
<li>trasporti (cose e persone),</li>
<li>acqua.</li>
</ol>
<p>Nel caso di Roma la mia personale opinione è che la popolazione deve essere educata alla sostenibilità iniziando dalla fine: dai<span style="color: #0000ff;"> <strong>rifiuti</strong></span>.</p>
<p>&#8220;Vedendo&#8221; la fine delle cose il romano capirà il risparmio energetico e la parsimonia nell&#8217;uso dei materiali<strong>. In una prospettiva educativa e di comunicazione, si deve far capire ai cittadini <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301#" target="_blank">la storia delle cose</a> in una logica del ciclo di vita</strong>. Il piano rifiuti deve portare al riciclo dell&#8217;umido, fino all&#8217;imposizione dell&#8217;obbligo di contabilizzare lo smaltimento da parte dei produttori, al fine di diminuire gli imballaggi e e i mini prodotti usa e getta.</p>
<p>La logistica, il trasporto pubblico le piste ciclabili ed i prodotti locali portano all&#8217;integrazione del territorio.</p>
<p><span style="color: #993366;"><strong>Rifkin inizia parlando di &#8220;reti&#8221; ma propone dei progetti per delle &#8220;isole&#8221;.</strong></span></p>
<p>In ultima analisi e nel lungo periodo la rete ferroviaria costituisce materialmente la possibilità dell&#8217;integrazione con la rete rinnovabile ed il sistema di stoccaggio di idrogeno (dove economicamente sostenibile) per i veicoli e la valorizzazione della produzione elettrica.</p>
<p>Vedi anche: <a href="http://www.locchiodiromolo.it/blog/il-piano-quadro-della-ciclabilita-del-comune-di-roma.html" target="_blank">Il Piano quadro per la ciclabilità di Roma</a></p>
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