Oggi 15 gennaio, nell’ambito del Festival delle Scienze di Roma (vedi programma) si è tenuta la lectio magistralis di John McNeill, professore di Storia mondiale, ambientale ed internazionale alla Georgetown University ed autore di “Qualcosa di nuovo sotto il sole”, edito da Einaudi.
McNeill ritiene che già 8000 anni fa i livelli di anidride carbonica iniziarono lentamente ad aumentare, contrariamente a quanto i modelli climatici basati sul precedente alternarsi di cicli glaciali ed interglaciali lasciassero prevedere, a causa del diffondersi dell’agricoltura e dell’allevamento nel Neolitico. In seguito, la diffusione della coltivazione del riso, circa 5000 anni fa, causò il rilascio di metano (un potente gas ad effetto serra, vedi), prodotto dalla decomposizione delle piante nell’acqua delle risaie, nell’atmosfera.
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L’anno 2006 è stato il quarto anno di crescita del prezzo del greggio con una triplicazione delle quotazioni che sono passate da valori attorno a 25 $/barile negli ultimi mesi del 2002 a valori superiori a 75 $/barile per i greggi più pregiati nell’estate del 2006 (Fig. 1.1, punto rosso dell’autore, fonte EIA).

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La rivoluzione delle rinnovabili titola oggi l’autorevole Guardian, sintetizzando il comunicato stampa di Achim Steiner, Direttore Esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente in occasione dell’ultimo rapporto dell’agenzia presentato ieri.
Il rapporto intitolato Analysis of Trends and Issues in the Financing of Renewable Energy and Energy Efficiency in OECD and Developing Countries fornisce una dettagliata analisi della situazione finanziaria dei due settori (fonti rinnovabili ed efficienza energetica).
Le rinnovabili, secondo il rapporto, dovrebbero arrivare al 25% della produzione di energia nel 2030 e non al 10 come affermato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.
“Le rinnovabili producono oggi il 2% dell’energia, ma rappresentano il 18% degli investimenti” afferma Steiner, che aggiunge: “le rinnovabili non sono più condizionate dall’andamento dei prezzi del petrolio: divengono una scelta di produzione delle utilities, indipendentemente dal costo dei combustibili fossili”.
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Il governo del Regno Unito ha deciso che la gente dovrebbe conoscere quanta energia sta usando in tempo reale e, più in dettaglio cosa consuma quanto. Per realizzare tale presa di coscienza, ogni famiglia inglese che ne faccia richiesta, otterrà gratis un contatore “smart meter“.
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Il 10 gennaio sarà ricordato come la giornata della svolta. Dopo il sonnolento vertice di Nairobi, un autunno-primavera che ha convinto sui cambiamenti climatici anche gli ultimi contadini di Volsini e le liti tra Bielorussia e Russia per i prezzi degli idrocarburi, hanno messo le ali ai piedi alla Commissione Barroso riguardo alla scarsità delle risorse: CHEAP OIL IS OVER! Molto meglio dare un po di rinnovabile, gente, e chi vuole continui carbone e nucleare, basta seppellire bene CO2 e Plutonio, secondo i casi. Si scherza un po…ma gli elementi della tragicommedia del mondo ci sono tutti: inquinamento nei cieli ed esaurimento nel sottosuolo. Kyoto è lontana e NON si avvicina, anzi pare che gli obiettivi posti nemmeno bastino.
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Foto da Fotocommunity
Domani e’ una giornata molto importante per la politica europea, la chiusura dell’oleodotto russo da parte di Lukashenko potrebbe renderla memorabile. Ecco i 2 importanti appuntamenti strettamente collegati: come produrre energia e nello stesso tempo ridurre le emissioni ad effetto serra (dal sito UE).
Appuntamento 1: Pacchetto di misure ambiziose nell’ambito del riesame della politica energetica
La Commissione presenterà mercoledì’ 10 gennaio un insieme di misure sull’energia, che saranno le più importanti ed ambiziose mai proposte. La Commissione risponde in questo modo alla volontà espressa dai capi di stato durante la riunione del Summit europeo di Hampton Court in materia di politica energetica comune.
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Ecco una bella rappresentazione dell’uso dell’energia primaria, con alcuni paesi in dettaglio.

Fonte: New Scientist