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Il 14 Febbraio, il think-tank (vedi board of directors) Resources for the Future ha ospitato un seminario sull’economia dei cambiamenti climatici con una discussione sul Rapporto Stern.
I partecipanti e le relative presentazioni sono qui :
- Phil Sharp, Presidente di Resources for the Future (Introduzione) ;
- Alex Bowen, Consigliere Economico Senior, The Stern Review (presentazione)
- Henry (Jake) Jacoby Professore di Management ed Economia, Massachusetts Institute of Technology (presentazione);
- Joseph E. Aldy, Resources for the Future.

Diamo certamente il benvenuto al piano congiunto di Governo, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Ambiente (con Visco per l’Economia) per cambiare domanda ed offerta dell’energia in Italia.
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da The Guardian
Con la defezione di Bush, le società del petrolio e del carbone stanno facendo di tutto eccetto l’unica cosa che sarebbe davvero fondamentale: adoperarsi per una riduzione dei consumi energetici
George Bush propone di affrontare il problema del cambiamento climatico servendosi di fumo e specchi. La novità sta nel fatto che non si tratta più di una semplice metafora. Dopo sei anni di mistificazioni e smentite, gli Stati Uniti insistono ora sulla necessità di trovare modi efficaci di controllare i raggi del sole che arrivano sulla Terra. Ciò significa lanciare in orbita enormi specchi o immettere nuvole di piccole particelle nell’atmosfera.
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Nel suo Corporate Social Responsibility Report 2006, l’azienda multinazionale Sony Corp. stima che il passaggio di circa 14.300 tonnellate di prodotti da camion a treno e nave abbia prodotto un risparmio di 2.670 tonnellate di CO2.
La Sony Supply Chain Solutions Inc. (SSCS) ha progettato i cambiamenti nella logistica per accrescere l’impiego di modi di trasporto meno inquinanti e all’interno della stessa filiera di modalità vantaggiose per l’ambiente: Sony ha promosso il Co-trasporto, condividendo i containers con altre compagnie.
Infine, la SSCS ha proceduto a delle innovazioni in campo logistico, ad esempio, procedendo alla spedizione dei televisori disassemblati per l’ottimizzazione del carico tra Asia ed Europa, i complonenti vengono in seguito riassemblati con gli stessi materiali di imballaggio.
Vedi siti Sony e Japan for Sustainability.
Aggiornamento
Sony vince il Premio Energia Sostenibile 2007 della Commissione Europea.

Il municipio di Richmond a Londra ha deciso di sperimentare le tariffe dei parcheggi in funzione delle emissioni del veicolo espresse in grammi di CO2 al chilometro. La decisione è stata presa in seguito ad un dettagliato rapporto, peraltro apprezzato dal Sindaco di Londra Ken Livingstone.
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Il World Economic Forum di Davos 2007 ha i cambiamenti climatici in cima alle priorità. Sembra che – finalmente – l’opinione sull’effetto serra sia cambiata: non serve limitare la crescita di emissioni per mantenere la crescita economica, ma occorre ridurre le emissioni per riuscire – forse – a mantenere il livello economico attuale. Probabilmente vi sarà decrescita.
Tra i segni del cambiamento segnalo il rapporto/sondaggio della KPMG, introdotto dal CEO Sir Michael Rake, su come 150 top manager dell’industria automobilistica vedono il futuro del settore. C’è poco ottimismo e grande incertezza; secondo Autoblog addirittura disfattismo…
Ricordiamo che:
1) Toyota è salita al primo posto, scavalcando General Motors;
2) Esiste un vantaggio competitivo dell’industria giapponese sulla tecnologia ibrida rispetto a Stati Uniti ed Europa;
3) Le nuove norme europee Euro 5 ed Euro 6 che frenano la tecnologia diesel;
4) La geopolitica degli idrocarburi;
5) La geopolitca dei cambiamenti climatici.
KPMG_GlobalAuto_Survey

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I rischi globali stanno superando la possibilità di essere attenuati, è questa la considerazione fondamentale di Global Risks 2007, un report elaborato da Citigroup, Marsh & McLennan Companies, Swiss Re ed il Wharton School Risk Center.
Obiettivo dello studio sono 23 rischi globali fondamentali (“core”) che hanno il potenziale di distruggere il sistema (economico-finanziario). Tali rischi sono identificati ed analizzati da esponenti del mondo finanziario e delle compagnie di RI-assicurazioni che vedono nei cambiamenti climatici (e nei danni da essi provocati) la maggior causa della perdita di profitto.
Il rapporto suggerisce che, oltre a misure specifiche di controllo del rischio, potrebbero essere necessarie delle innovazioni istituzionali per generare delle risposte efficaci ad una tale situazione di rischio, vista l’intrinseca complessità.
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Domani e’ una giornata molto importante per la politica europea, la chiusura dell’oleodotto russo da parte di Lukashenko potrebbe renderla memorabile. Ecco i 2 importanti appuntamenti strettamente collegati: come produrre energia e nello stesso tempo ridurre le emissioni ad effetto serra (dal sito UE).
Appuntamento 1: Pacchetto di misure ambiziose nell’ambito del riesame della politica energetica
La Commissione presenterà mercoledì’ 10 gennaio un insieme di misure sull’energia, che saranno le più importanti ed ambiziose mai proposte. La Commissione risponde in questo modo alla volontà espressa dai capi di stato durante la riunione del Summit europeo di Hampton Court in materia di politica energetica comune.
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Riprendo l’argomento di un post precedente, che parlava della giusta proposta UE di includere il settore dell’aviazione civile nel protocollo di Kyoto poiché penso di aver trovato una delle pro “motrici” dell’idea: e’ Margot Wallstrom, vice-presidente della commissione, che ora ha anche un blog dal quale si puo’ arrivare allo studio di impatto completo sull’argomento.
Un commento: dal blog della motivata signora si capisce splendidamente la distanza dalla gente dei tecnocrati…
Il sito dell’Unione Europea annuncia il risultato del PESETA Project, uno studio sugli effetti del riscaldamento in Europa ed in particolare nel sud Europa. La Repubblica ed il Financial Times e la Rai ne fanno copertina…
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Oggi, 20 dicembre, la Commissione Europea ha proposto una legge per introdurre le emissioni di gas ad effetto serra dell’aviazione civile nell’Emission Trading Scheme (ETS). Le emissioni dell’aviazione rappresentano attualmente circa il 3% delle emissioni totali dell’UE, ma aumentano più velocemente di qualsiasi altro settore: + 87% dal 1990, anche perché volare è diventato poco costoso senza l’inclusione dei relativi costi ambientali.
Qualora nessuna misura venisse presa in considerazione, la crescita delle emissioni dei voli dagli aeroporti dell’Unione Europea produrrà l’annullamento di oltre un quarto dell’8% di riduzione delle emissioni totali di CO2, l’obiettivo del protocollo di Kyoto per il 2012. Entro il 2020, le emissioni dell’aeronautica saranno probabilmente più del doppio dei livelli attuali. La direttiva proposta riguarderà le emissioni dei voli all’interno dell’UE dal 2011 e di tutti i voli da e per gli aeroporti UE dal 2012. Sia gli operatori europei che stranieri sarebbero inclusi. La Commissione valuta che entro il 2020 un risparmio di CO2 fino al 46%, 183 milioni di tonnellate, potrebbe essere realizzata ogni anno. Questo equivale al doppio delle emissioni annuali totali dell’Austria.
Anche l’aeronautica dovrebbe dare un contributo appropriato ai nostri sforzi per dare un taglio alle emissioni di gas ad effetto serra. La Commissione continuerà a lavorare con i suoi soci internazionali per promuovere gli obiettivi di un accordo globale sull’aeronautica. L’introduzione delle emissioni del settore aereo nell’emission trading scheme è una soluzione redditizia buona per l’ambiente ed imparziale per tutte le compagnie aeree.
Stavros Dimas, Commissario all’Ambiente dell’Unione Europea
Mentre le emissioni dei voli domestici sono coperte dagli obiettivi del protocollo di Kyoto, l’aeronautica internazionale non lo è. Inoltre, il carburante jet degli aerei è storicamente esentato da qualunque tassa. Gli accordi bilaterali dell’aria fra i paesi membri dell’UE e i Paesi terzi stanno cambiando per realizzare tale inclusione, ma occorrerà tempo. La commissione europea (EC) ha annunciato che comprendere l’aeronautica civile nell’ETS è un modo efficace e cost-effective per portare il settore a controllare le sue emissioni ed attuare una strategia accettata dall’Organizzazione Internazionale dell’Aeronautica Civile (ICAO).
segue su Green Car Congress
Al fine di capire il DRAMMA FUTURO dei singoli stati ecco subito l’esempio del Regno Unito.
George Monbiot sul suo blog ci aggiorna su come il Piano Aeroporti del governo inglese (Ministero dei Trasporti) cancellerà gli sforzi per la riduzione delle emissioni, secondo lo studio Predict and Decide – Aviation, Climate change and UK Policy (Ministero dell’Ambiente)
…e della KLM olandese.
Multe in vista?

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Ecco lo stato ed i trend dello scambio di emissioni, dalla Banca Mondiale.
State and Trends of the Carbon Markets 2006

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Segnalo un bell’articolo di Paolo Hutter su La Nuova Ecologia che spiega come le città dovranno accelerare i piani per una mobilità sostenibile.
Non vi è proroga alla fine del 2013 per il limite massimo di 35 giorni l’anno con concentrazioni di PM superiori ai 50 microgrammi di PM10 e 40 microgrammi di tutto il particolato in media annuale, come richiesto dal Parlamento Europeo alla commissione.
Nonostante queste pressioni, rimane infatti valido il 2007, con al massimo tre anni di proroga, e non vi sarà l’aumento a 55 giorni l’anno in cui sarà possibile sforare il limite senza incorrere in sanzioni.
I Fumi d’Europa

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Il parlamento europeo ha approvato in sessione plenaria la normativa Euro 5, che fissa i nuovi limiti per gli autoveicoli. L’Euro 5 entrerà in vigore il primo settembre 2009. L’Euro 6 è previsto per il 2014…
Il comunicato
Vedi anche Repubblica e Green Car Congress
La reazione dell’Associazione Europea dei Costruttori di Auto (ACEA) è qui…