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Archivio per la categoria ‘Boschi e terra’

Un viaggio nella foresta

Foto | Janet Miderska

A Forest Journey di John Perlin è un libro da leggere (come Il suolo un patrimonio da salvare e Avanti c’è posto), non solo perché spiega il ruolo fondamentale del legno nello sviluppo umano, ma anche perché svela quel processo dialettico tra lo sfruttamento delle risorse naturali esauribili e l’istinto dell’homo sapiens al controllo dello spazio.

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Nutrire terram nutrientem

16 febbraio 2009 gianfiorito 1 commento

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Un pensiero ai contadini e al contadino Ste (Che la voglia di terra ci contagi)

IL SUOLO necessita attenzione,
il suolo è la soluzione.
Il progresso e la relativa fede,
sono sempre stati motivo di speranza per il futuro.
Infatti, oggi, la scienza riscopre le piccole cose:
la terra fina, la spezia dei suoli,
Tenera argilla, così calda,
fai la terra,
e leghi i granelli,
di sabbia vitale.

La fertilizzazione della fauna del suolo

La fauna del suolo è indispensabile per aerare e rimescolare i suoli, per triturare la materia organica e per eliminare le radici morte dalle colture. Per essere durevole, un’agricoltura deve quindi fertilizzare le tre faune del suolo. Per fertilizzare la fauna epigea, quella che vive alla superficie del suolo aerandolo con le gallerie e triturando la materia organica, l’agricoltore deve nutrirla. A tale scopo utilizzerà il compost in cumulo o quello in superficie con la semina diretta. Un cumulo ben fatto di compost deve contenere più di 2 milioni di animali epigei per tonnellata. Una volta sparso sul suolo, gli fornirà milioni di animali aeratori. Nella tecnica della semina diretta, lasciare le paglie in superficie permette la moltiplicazione della fauna epigea. Il suolo diviene soffice e ben aerato. Mentre un limo arato gela alla prima pioggia, lo stesso limo in semina diretta permetterà che la pioggia si infiltri rapidamente. D’inverno, questo fatto avrà conseguenze importanti per le colture, in quanto un suolo biologicamente morto gela, mentre un suolo vivo non gela mai. Quest’ultimo, infatti, non si ingorga mai di acqua per la buona permeabilità, mentre un suolo morto, ingorgato, gelerà durante il giorno. E’ l’acqua infatti a gelare, non il suolo.

Occorrerà anche fertilizzare la fauna endogena, che nutre le radici. A tale scopo, l’agricoltore praticherà la semina diretta delle piante di copertura e sceglierà specie a radicamento profondo e denso, come i cereali, per fornire lungo tutto il corso dell’anno alla fauna endogena un nutrimento abbondante sotto forma di radici morte. Eviterà la successione di colture a debole radicamento, come la rotazione delle barbabietole, patate, fagiolini, cipolle, in quanto queste piante lasciano pochissime radici e quindi non mantengono la fauna endogena. Non lasciando mai il suolo a nudo grazie alle piante intercalari, il contadino assicurerà una forte aerazione del sottosuolo via le gallerie della fauna endogena.

Occorrerà anche nutrire i lombrichi, la fauna anesica, ragion per cui si praticherà il compostaggio in cumulo o in superficie, come per la fauna epigea. Con le loro grosse gallerie verticali, i lombrichi metteranno in rapporto l’aerazione di superficie con quella profonda.

Brano da Il suolo, un patrimonio da salvare, Claude et Lydia Bourguignon, Slow Food Ed. (2004).

Foto | Alexandra Baltog

» Approfondimento: il_suolo_sintesi

Porco mondo?

26 settembre 2008 gianfiorito 1 commento

Record assoluto.

Ieri s’è fatta la vendemmia più triste degli ultimi venticinque anni, c’erano 10 quintali d’uva invece dei 50-65, era cascata veramente quasi tutta con la malattia.

In compenso sul mostimetro gradava quasi 24 gradi, verrà un vino da 15.

Ste, Voglia di Terra.

We have committed at least $160bn in investment to bring 120 upstream projects onstream, which will boost net capacity by over 5m b/d by 2012. Adallah Salem El-Badri, Segretario Generale OPEC, OPEC Bulletin (pag. 9)

Categorie:Boschi e terra Tag:

News 26 Giugno 2008

26 giugno 2008 gianfiorito Nessun commento

Avvertenza; è quasi tutto in inglese (uno in francese)..

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Una ragione per ampliare i parchi

4 gennaio 2008 gianfiorito Nessun commento

Breve brano.

Da La Repubblica di oggi, 4 gennaio 2008, l’articolo di Francesco Erbani, Le mani sull’Appia, definisce, a mio parere, l’essenza di una politica ecologista attiva, applicata alla difficile gestione della Regina viarum.

In trepidante attesa di approvazione è anche una legge regionale, adottata due anni e mezzo fa dalla Giunta e da allora ferma in Consiglio, che dovrebbe regalare al parco altri 1500 ettari. Il motivo dell’ampliamento, nelle intenzioni dei promotori (in primo luogo l’allora assessore regionale dei Verdi, Angelo Bonelli, ora deputato, è semplice:

un parco vive bene se diminuisce la pressione edilizia ai suoi bordi e se il verde penetra nel tessuto cementizio della città, costruendo corridoi ecologici essenziali a una rigenerazione di quartieri asfissianti.

E’ scolpita così la difesa del verde urbano per il futuro.

Ottimismo sulle foreste

4 dicembre 2006 gianfiorito Nessun commento

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Treehugger segnala uno studio dell’Università di Helsinki che teorizza un punto di svolta nella deforestazione mondiale. Mentre Brasile e Indonesia continuano il massacro, in altri paesi come US, Cina e Vietnam, le foreste sono in netto aumento.

I ricercatori hanno usato delle tecniche nuove per valutare lo stato delle foreste, osservando, ad esempio, non soltanto la superficie, ma anche il volume di legname, la biomassa e la quantità di carbonio “sequestrata” al suo interno. Il quadro generale è più confortante di molti studi precedenti: in molti paesi si assiste infatti ad un aumento della densità delle foreste.

Lo studio è qui e già che ci siamo eccone un altro sullo stato delle foreste in Brasile. Da PNAS.