
Una rara storia di un incubo che ridiventa sogno: dopo essere stati evacuati/deportati, a causa dell’inondazione causata dalla Diga di Assuan, i Nubiani iniziano a tornare nel loro paese.
Ne avevo parlato in Nubiani e dighe tempo fa.
In questi anni i Nubiani stanno cercando di tornare nella terra dei loro padri e dei loro avi. Uno dei promotori è Fikri el Kachef un musicista Nubiano che all’età di nove anni fu testimone diretto di questo esodo.
Fikri è un amico ed una persona straordinaria. Recentemente ha costruito, con tecniche tradizionali, una casa-albergo-centro culturale, riuscendo a creare uno spazio di incontro per la diffusione della cultura della Nubia che rischiava altrimenti di scomparire: Eskaleh.
Su questa storia è stato fatto un film bellissimo:
Part 1;
Part 2;
Part 3;
Part 4;
Part 5;
Part 6.
Il DVD integrale, con la versione italiana, è acquistabile presso la SD Cinematografica.

Ho ritrovato un vecchio post in cui criticavo la Visione di Rifkin dell’Economia dell’Idrogeno, mi sembra ancora attuale e con qualche proposta utile per uscire dalla crisi.
Degno di segnalazione il contributo di Maria, che vede le esternalità positive della recessione, a causa della chiusura di molte fabbriche inefficienti ed inquinanti.
Prosegui la lettura…
La vecchiaia si degrada soltanto quando vuole atteggiarsi a gioventù, Herman Hesse
Leggiamo le preoccupanti anticipazioni:
- gli enormi passi indietro di Roma (dal 55° al 70° posto)..
- Milano guadagna circa 10 posizioni ed è 49°
- Milano batte Roma in raccolta differenziata (31% a 17%), per le isole pedonali e le piste ciclabili.
Il resto su EcodalleCittà.
——————-
- Dopo gli sviluppi di Bruce Logan per produrre idrogeno con zucchero e batteri alla Penn State, ecco il nuovo elettrolizzatore senza membrana per fare idrogeno dai rifiuti da GreenCarCongress
- Le balene sono sconvolte (ed uccise) dall’inquinamento acustico sottomarino, Treehugger
- Ballard venderà 10.000 celle a combustibile per alimentare le stazioni dei cellulari indiani della ACME, Greentechmedia, >> due mesi dopo la morte di Jeff Ballard la grande visione di un mondo a idrogeno continua…
- L’Mit vuole vendere a Copenhagen la bici ibrida, da GCC

Un testo recentemente apparso – una sorta di “voce dei bassifondi del Cairo” con toni “da complotto”, descrive le implicazioni segrete di un progetto idroelettrico reale tra Egitto, Sudan ed Etiopia. Queste si prefigurerebbero come una migrazione/colonizzazione del sud Egitto, da parte delle popolazioni del delta del Nilo, dovuto e causato dai cambiamenti climatici e dall’opera umana. Il post, prendendo spunto agli accordi pubblici tra i tre paesi, che comportano svariate dighe in Sudan ed Etiopia, presenta una fantapolitica possibile (certamente interessante) dei possibili sviluppi ambientali e demografici. Partendo dai dati tecnici su stoccaggio, evaporazione, etc. propri all’idrogeologia, Khalil Eisa l’autore, presenta una diversa filosofia di gestione del Nilo da parte di un gigantesco ATO, in cui i diversi associati difendono con i denti i diritti sull’acqua ed altro. Prosegui la lettura…

Avevamo parlato dell’acqua in bottiglia. Ecco alcuni dati tratti da l’Etat de la Planète riguardo lo sfruttamento delle risorse idriche.
- Percentuale di acqua dolce sul pianeta rispetto al totale : 2.5%
- Percentuale di acqua dolce congelata nei ghiacciai e nelle calotte polari: 70%
- Percentuale di acqua dolce disponibile per gli uomini : < 1%
Prosegui la lettura…

Foto da fotocommunity
Anche motivati dai contributi di Ecoalfabeta (1 e 2), continuiamo la serie dei Cicli Vitali tratta da l’Etat de la Planète.
I consumi di acqua in bottiglia aumentano del 12% l’anno e rappresentano una spesa di 35 miliardi di dollari, incoraggiati dai costi bassi, dalla comodità degli imballaggi e, in certe regioni dalle preoccupazioni relative alla qualità dell’acqua di rubinetto.
E’ bene ricordare che nessun sistema di produzione di acqua in bottiglia può essere efficace quanto i sistemi di distribuzione pubblici e, se l’acqua in bottiglia rappresenta una soluzione alle mancanze delle infrastrutture pubbliche, la risposta più efficace rimane la costruzione e l’ammodernamento di queste infrastrutture.
Prosegui la lettura…

Foto da fotocommunity
Due esempi di pratiche sostenibili nella storia del Giappone. Da Ei-Ichiro Ochiai, A sustained Society: Japan’s Edo Period – An experience of Ultimate Sustainability
Il Giappone è un paese costituito da quattro isole principali e, durante il cosiddetto periodo Edo (1600-1867), ha potuto autosostenersi senza lìapporto di energia e materiali dall’esterno, migliorando la qualità della vita dei cittadini e del suo ambiente in generale. La densità di popolazione nel periodo Edo era di 80 ab/km2, il doppio della media mondiale attuale.
Prosegui la lettura…