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Archivio per marzo 2012

Ancora sull’inquinamento da pneumatici

Continuano i progressi della ricerca sulla pericolosissima polvere dei pneumatici. Non si tratta infatti di un inquinante ma di una miscela di sostanze che derivano dall’usura delle ruote sull’asfalto (pensa alle sgommate dei cretini).

Uno studio dell’Università di Stoccolma, pubblicato su Environmental Science & Technology trova che i pneumatici sono una fonte, fino ad ora sconosciuta, di dibenzopireni, un idrocarburo policiclico aromatico (PAH) dall’elevato peso molecolare altamente cancerogeno.

Il colpevole pare siano gli olii aromatici (HA) usati nella fabbricazione che contengono il 10/20% di PAH. Esistono oltre 100 tipi di PAH e la loro composizione non è conosciuta (vedi report EPA sotto).

In Europa l’uso degli HA è strettamente regolato dalla direttiva UE 2005/69/EC proprio per eliminare i PAH. Un altro elemento che contiene PAH nei pneumatici è il nero di carbone. che potebbe diventare la prima sorgente di PAH in seguito al bando degli oli aromatici (HA).

Gli autori sottilineano l’importanza dell‘inquinamento non proveniente dallo scarico delle auto:

  • freni
  • pneumatici
  • asfalto

Questo inquinamento, secondo i loro modelli, rappresenta il 50-85% del PM10 da traffico!

Gli autori ritengono inoltre che la polvere da pneumatici abbia una distribuzione bimodale in volume che ripartisce oltre il 90% – in peso – in PM con diametro <1μ (=piccolissimo) mentre la parte rimanente in PM>10μ. Questo implica che:

  • una parte significativa può depositarsi in profondità nel sistema respiratorio
  • le particelle vengono trasportate lontano dal luogo di emissione.

Insomma, i pneumatici potrebbero essere un nuovo amianto!

Risorse | Sadiktsis et al – Automobile Tires Potential Source of Highly Carcinogenic 2012

Vedi il verde? Vivi e guarisci meglio

Foto | FerryG e bigtune

Da 30 anni Roger Ulrich studia l’effetto della percezione visiva sulla guarigione e sulla salute in generale:

“se un individuo stressato viene messo di fronte ad un ambiente naturale lo stress si riduce, al contrario dell’effetto dell’ambiente urbano”

Ne ha parlato recentemente Antonio Cianciullo su Repubblica a proposito di un progetto in Umbria. Una Parco-terapia che parte dall’eremo di San Francesco e cerca il contatto con la natura con lunghe passeggiate utilizzando una serie di casali appena ristrutturati.

A bambini autistici, malati di Alzheimer, schizofrenici e depressi vengono proposti piccoli orti per coltivare un rapporto stabile con le stagioni e con la manualità, giardini dei semplici per riallenare i sensi partendo dall’olfatto.

Un’idea bellissima.

Roger S.Ulrich era partito dal particolare: studiando dal 1972 al 1981 se i pazienti con una camera con vista suglialberi guarissero prima e meglio.

Il risultato è che i pazienti in camera con vista alberi si sentono meglio e guariscono prima rispetto a quelli con camera con vista muro.

Risorse |

Visual landscapes and psychological well-being, Landscape Research, Vol. 4, Issue 1, 1979

Natural Versus Urban Scenes Some Psychophysiological Effects, Environment and Behavior September 1981 vol. 13 no. 5 523-556

Aesthetic and affective response to natural environment, Human Behavior & Environment: Advances in Theory & Research, Vol 6, 1983, 85-125

View through a window may influence recovery from surgery, Science, 1984

HUMAN RESPONSES TO VEGETATION AND LANDSCAPES, Landscape and Urban Planning, 13 (1986)

Stress recovery during exposure to natural and urban environments, Journal of environmental Psychology (1991) 11,201-230

Il picco dell’auto

18 mesi fa parlavo di come il mondo dell’auto stesse cambiando. Un cambiamento critico e strutturale, che andava nel senso di diminuzione delle vendite, con annessi rischi per l’occupazione dovuti all’evolversi della politica industriale del Gruppo Fiat.

Oggi i rischi diventano paure: chiusura di stabilimenti e riduzione dell’indotto sono possibili. La questione che si pone è che le auto hanno passato il picco, almeno nell’area OCSE.

Le vendite calano in Italia, strutturalmente (dati Acea):

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