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Archivio per febbraio 2010

Notizie 27 febbraio 2010

27 febbraio 2010 Nessun commento

Oggi tutti in piazza

Crisi dello spazio urbano o fine (morte) delle città?

Edoardo Salzano spiega la città (e gli spazi pubblici che le formano)

Possiamo intendere invece per “città” quella particolare forma dell’habitat dell’uomo che si è manifestata nella vicenda storica della civiltà europea, che ha la sua matrice nella polis greca e nell’urbs romana, che ha conosciuto il suo massimo significato nella città del Medioevo e il suo massimo splendore in quella del Rinascimento, il suo sviluppo più esteso e la sua affermazione piena nella città della borghesia capitalistica, e il suo momento estremo nella città dell’egemonia operaia.

L’auto in riserva e la portiera aperta, di Vittorio Marletto
Una efficace metafora sul non-contrasto ai cambiamenti climatici

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Bloom Box: la scatola-bocciolo

25 febbraio 2010 Nessun commento

Arriva la Bloom Box.

Se mantiene le promesse, alla Silicon Valley un indiano geniale è riuscito a realizzare una SOFC affidabile. Un’ottima cosa per produrre efficacemente elettricità (35-40%) e calore (25%) puliti.

La Bloom Box dovrebbe andare a bassa temperatura (≈500 °C). Era questa la chiave per aumentare la durata delle SOFC, su cui si lavorava da una 15na d’anni…

Ovviamente non è una fonte ma un convertitore di energia. Le rinnovabili non sono in antitesi, anzi.

Il cubetto è la pila, il frigorifero il reformer per fare gas ad alto contenuto di idrogeno. Nel 1997 ci feci la tesina

Calcoli più dettagliati (ROI ec.)  su the Oil Drum.

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Il sogno

22 febbraio 2010 Nessun commento

L’abitudine è figlia della pigrizia e madre della costanza M.J.de Larra

Questi tre riferimenti si riferiscono a tre diverse dimensioni. Lo spazio, la velocità e come fare soldi. O meglio:

1) l’organizzazione dello spazio (architettura ed urbanistica);

2) lo spazio-tempo della mobilità (e relativa sostenibilità) dettato dal bene/male primario di oggi: l’auto

3) l’agire dell’uomo nello spazio-tempo: il comportamento economico (e relative teorie/dottrine/ideologie/guerre).

Prosegui la lettura…

homo fixam mobilitatis (Rota)

16 febbraio 2010 Nessun commento

si candida Paolo Bellino alle regionali. Non so se lo voterò. Di sicuro dovrebbero votarlo quelli che desiderano un giornalistaciclomeccanicosaldatore assai pelosobaffutoarcigno tra i completi di Cenci dei consiglieri regionali della Pisana. Questo è sicuro.
Senza usare carta, bisogna usare gli elettroni enel e la voce. Per la seconda, uscire da Monti e bazzicare come si può, meglio se in treno e bici, le capitali provinciali.
Gli amici della CM Roma con connessioni nelle provincie laziali sono invitati…
Personal lobbying
La mia parte del programma “il bellino che vorrei” sta ai tag….
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bllaaaa
Ok ok
Il fatto è che con Paolo ci siamo conosciuti sempre in mezzo alle stradacce di Roma a pedalare, o nelle soste vernacolari di fine pedalata. So che sei una persona brutalmente sincera. E quindi degnissima di fiducia. La concordanza di idee sulla mobilità a roma è totale anche con il radicalismo del grido schietto e sincero che il rumore dell’heavy metal capitolino comporta.

la violenza delle macchine contro la nostra carne.

in provincia, tuttavia, bisogna mettere l’accento sullo spazio. non sulla sua mancanza di noi di città.

Lì amano la macchina. Ma non capiscono i figli. Capiranno che noi di città, creatori dell’ideale dei figli, vogliamo andare da loro in treno + bici. Mangiare lì, bere li, arrivare e andarcene, come i loro figli, attraversando la terra. Non tagliandola. Tagliandoci noi.
A Roma.
Al centro.
A monti.
Serve spiegare come fare per non morire andando in giro.
Non ci metto nemmeno l’aria avvelenata.
Solo l’incolumità fisica da impatto esterno.
Le strade devono tornare ad essere quello per cui nacquero: dove cose e persone VIAggiano. Cose e persone si muovono per realtà nella realtà.

Non auto guidate da pensieri. Una astrazione di libertà, declinata in desiderio di acquisto di un’auto, da spingere dopo tanti semafori e tanti silenzi.

Spingere, spingere, fuori fuori fuori. Fuori da che?

Da se.
Ok ok. Pragma.
La chiave e quella di:
delimitare lo spazio delle auto,
creare itinerari alternativi al mezzo privato
in città
limitare la velocità a 40 km ora
disegnare le corsie delle auto
far andare gratis le bici sui mezzi pubblici
fare la delibera per le bici nei cortili
spingere per i tram
forzare la realizzazione della rete ciclabile romana
fare il GSA
in provincia
attrezzare Via Francigena, Sentiero dei Briganti, Via Clodia al nord
attrezzare ciclabile tevere, Roma Ostia, Appia.
bici sui treni gratis nel Lazio
Molto sai già, altro imparerai

Rotafixa, in bocca al lupo

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3 storie false

10 febbraio 2010 Nessun commento

Da quando ho cominciato a interessarmi della natura entropica del processo economico, non riesco a liberarmi di un’idea: è disposto il genere umano a prendere in considerazione un programma che implichi una limitazione della sua assuefazione alle comodità esosomatiche? Forse il destino dell’uomo è quello di avere una vita breve, ma ardente, eccitante e stravagante piuttosto che un’esistenza lunga, monotona e vegetativa. Siano le altre specie le amebe per esempio, che non hanno ambizioni spirituali, a ereditare una terra ancora immersa in un oceano di luce solare. NGR

Tre storie false sull’energia e la sostenibilità

(da rivedere per avere un dibattito sensato sul futuro)

(1) Presto saremo in grado di far funzionare le nostre economie con le energie alternative

Al contrario, rimarremo comunque dipendenti dall’energia fossile per almeno altri 15/20 anni (non è possibile avere una transizione più rapida, a causa di molte rigidità). Quali sono le implicazioni di questo punto? (distorsione del mercato a causa delle alleanze politiche tra paesi ricchi e multinazionali, pesanti rischi  per le economie dei paesi  poveri)

(2) Dobbiamo trovare fonti alternative di energia per continuare a fare quello che facciamo adesso

E’ vero il contrario, abbiamo bisogno di cambiare il nostro modello di produzione e di consumo, per poter utilizzare fonti energetiche alternative. Questo è alla radice del malinteso della green economy e delle energie alternative. Le fonti energetiche alternative possono essere competitive se utilizzati all’interno di un diverso modello di produzione e consumo. Ma se vogliamo solo sostituire l’attuale produzione (a base di petrolio) con le fonti alternative, le fonti alternative risulteranno più costose di quelli tradizionali (è per questo che hanno bisogno di sovvenzioni);

(3) E’ possibile risolvere il problema dei cambiamenti climatici, regolando (a piacere) il nostro consumo di energia, mediante l’attuazione di politiche semplici e indolori

Al contrario, il rapporto tra performance economica e consumo di energia è molto complesso e difficile da modificare. In altre parole, è molto improbabile che saremo in grado di aumentare il nostri consumi globali di energia oltre il livello raggiunto nel 2008 (picco del petrolio) ed è molto improbabile che saremo felici di ridurre i nostri consumi di energia (dato che ridurre i consumi energetici si traduce in crisi economica mondiale). L’attuale modello di consumo di energia è piuttosto stabile e difficile da modificare: è molto improbabile che politiche semplici e indolori, sulla base di incentivi di mercato, abbiano successo.

Fonte: societalmetabolism.org

Marijuana gratis

10 febbraio 2010 Nessun commento

Quando l’autocontrollo e la cortesia si aggiungono alla forza, quest’ultima diviene irresistibile. Gandhi.

Primo caso in Italia, un giudice autorizza la somministrazione terapeutica di Marijuana per un malato di sclerosi multipla con ordinanza d’urgenza.

Un bravo da l’OdR al giudice del tribunale di Avezzano, Elisabetta Pierazzi.

E’ una storia di 5000 anni.

Considerazioni

Sono 100 anni che la multinazionali del (idrovoro e idrofilo) cotone (DuPont) hanno combattuto, con il Federal Bureau of Narcotics, la sostenibile canapa (che, tralalatro, migliora la resa del mais) facendone il nemico della società puritana alcolizzata.

Il premio Nobel per l’economia 1992 Gary Becker ha studiato la questione del proibizionismo in The market for illegal goods. the case of drugs (pdf), dove suggerisce che i Governi si concentrino sulle droghe pesanti depenalizzando le leggere.

Approfondimenti

Wiki;

Viaggio nella canapa, di Lester Greenspoon

I libri di Richard Rudgley;

I libri di Guido Blumir;

Legal history of cannabis in the United States;

Usi medici.

AGGIORNAMENTO (5 gennaio 2011)

Il rapporto The Budgetary Impact of Ending Drug Prohibition stima che legalizzare le droghe farebbe risparmiare circa 41,3 miliardi dollari all’anno di soldi pubblici per forze di polizia, magistratura e penitenziari. Di questi risparmi, 25,7 miliardi di dollari andrebbero ai governi locali e 15,6 miliardi al governo federale.

Inoltre, la legalizzazione della droga genererebbe un gettito fiscale di 46,7 miliardi dollari l’anno, con aliquote fiscali paragonabili a quelle vigenti su alcool e tabacco. Circa 8,7 miliardi dollari deriverebbero dalla legalizzazione della marijuana e 38,0 miliardi di $dalla legalizzazione di altre droghe.

Totale: 100 miliardi di dollari risparmiati l’anno.

e in Europa?

Notizie 5 febbraio 2010

5 febbraio 2010 Nessun commento

L’ecopass di Stoccolma ha migliorato la qualità dell’aria e la salute dei cittadini

L’analisi degli effetti dell’introduzione dell’ecopass (congestion tax) nella capitale svedese, finalizzata alla riduzione del traffico, rivela che:

-8.5% ossidi d’azoto NOx
-13% di particolato PM10

nella fascia verde

I ricercatori hanno calcolato che questi miglioramenti della qualità dell’aria evitano 27 decessi prematuri l’anno. Il pdf.

A Milano ci provano…

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