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Archivio per febbraio 2008

News 28 febbraio 08

28 febbraio 2008 Nessun commento
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News 27 febbraio 08

27 febbraio 2008 Nessun commento

Plug-in cars could actually increase air pollution, da USA Today

The five stages of collapse, by Dmitry Orlov, da Energybulletin

Looking back 10 years – Campbell’s “The End of Cheap Oil”, by Colin J. Campbell, da Energybulletin

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Quantum Sphere, lo stato dell’arte dell’elettrolisi

27 febbraio 2008 Nessun commento

Come fare l’idrogeno?

» Dal gas?

Con i prezzi degli idrocarburi e – per chi ne ha – le motivazioni ambientali, si può optare per un ciclo senza carbonio: dall’acqua.

La scissione di H2O, significa consumare energia, la scienza dell’elettrolisi è fondamentale per minimizzare tali consumi o renderli ottimali con elettricità in eccesso e/o rinnovabile.

I progressi nel campo dell’elettrolisi possono essere particolarmente interessanti poiché portano alla stazione “da casa”. Eccone uno dalla QuantumSphere Inc di Santa Ana, California, dove degli elettrodi innovativi, ricoperti da nanoparticelle con una grande superficie attiva, potrebbero ridurre i costi, eliminando il platino.
QuantumSphere Produces Cheap Hydrogen Via Electrolysis

da Hydrogen Cars Now e EETimes.

Per un approfondimento vedi anche: Da dove verrà l’idrogeno?

Petrolio al massimo (per ora)

27 febbraio 2008 Nessun commento

L’allarme diffuso: i 100 dollari al barile non sembrano un picco del prezzo, che sale ancora.

Ma a noi interessa la benzina in euro, no?

Iniziamo dal petrolio europeo in soldi europei. Ecco dunque un grafico..

Brent_20febbraio$

segue..

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European Environment Agency – Emissioni, ultime notizie

27 febbraio 2008 Nessun commento

Sono usciti i dati ufficiali (Agenzia Europea dell’Ambiente) sulle emissioni in Europa fino al 2005.

EmissioniEEA

Nel gruppo EU-15, dal 2004 al 2005, le emissioni di gas ad effetto serra sono diminuite dello 0,8 %, mentre tra il 1990 ed il 2005 sono scese del 1,5%.

Nel gruppo EU-27 le emissioni sono scese molto -7,9% (la variazione rispetto al 2004 è uguale a EU-15), poiché il raggruppamento include paesi dell’Europa dell’est, che nel ’90 era alla vigilia di una deindustrializazione delle loro economie.

Infatti, dopo il crollo del muro di Berlino, per i paesi del Comecon, scioltosi nel ’91, per l’appunto, fu la fine del mondo (as they knew it!).

Normale che le emissioni siano in diminuzione ora: prima c’erano industrie pesanti.

I trasporti.

Le emissioni da settore trasporti sono aumentate del 26% nel gruppo EU-27; anche nei 12 paesi dell’est (New member states) si va a tutta birra, tutti in macchina, +29,6 per i trasporti, l’industria sovietica se n’è andata ma tutto e tutti vanno su gomma.

Greenhouse gas emissions (domestic transport) increased by 26%, mainly due to CO2 emissions from road transport (which represent more than 90 % of domestic transport emissions).

Tuttavia,

For the first time since 1990, CO2 emissions from road transport decreased by 0.8 % (6.0 million tonnes) between 2004 and 2005. This is mainly attributed to Germany, and is due to an increased share of diesel-powered cars (sic!) increasing fuel prices (including effects of the eco-tax) and purchase of fuel outside Germany.

Da notare che le emissioni dell’aviazione aumentano del 65%..

Via EEA e Green Car Congress

Vedi anche: Industria Auto – Fallimento annunciato

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Sfonnaeolo

26 febbraio 2008 Nessun commento

Un video su quello che NON deve succedere ad una turbina eolica…

…che di solito hanno un meccanismo di freno quando i venti diventano eccessivi. Da Treehugger.

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news 25 febbraio08

24 febbraio 2008 Nessun commento

BACK TO THE FUTURE part. 1

Plug-In Hybrids: Tailpipes vs. Smokestacks, da Technologyreview;

Music special: Five great auditory illusions, da Newscientist;

End of the Oil Age, da Bloomberg ;

Ambientalismo: la destra ci prova , da Qualenergia;

Oilwatch Monthly febbraio 2008, da The Oil Drum;

Oil production constraints to cause “huge recession”, da Global Public Media

Nota: Per chi trovasse questi articoli interessanti e li riprendesse sarebbe gentile indicare che li ha trovati qui. Grazie. G

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Come mettere le bici nei cortili

22 febbraio 2008 1 commento

buranoinbici

Foto da Fotocommunity

Ho trovato un’idea che giustifica il mezzo…

FALSA Delibera a favore dell’uso della bicicletta

Qualche tempo fa nel mio palazzo, mi rompevano perché mettevo la bici dove non avrei dovuto, cercando in rete ho trovato una delibera in merito all’utilizzo dei cortili condominiali per il deposito di biciclette. Qui il link dal sito del comune

Bella, peccato però che sia Torino e non Roma.

Ho scoperto che anche a Milano c’è una regolamentazione simile e chissà in quante altre città.

Alla Critical Mass, quando ho visto che ci facevamo da noi le piste ciclabili, ho avuto un’illuminazione. Ho adattato la delibera di Torino, l’ho stampata con il logo del comune di Roma e l’ho appesa nel portone.

E’ stata su una settimana poi qualcuno l’ha strappata via, ma nessuno si lamenta più delle bici. Bisogna dire che è una cosa sicuramente illegale, è una beffa ai danni di poveri onesti e ignari cittadini ai quali le nostre bici in cortile, va a capire perché, gli rompono proprio i coglioni.

luther blissett

da Critical Mass Roma

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Le auto a idrogeno bloccate dai costi – L’accusa

21 febbraio 2008 2 commenti

Natural Born Beauty

Sia i politici che gli scienziati vedono nell’idrogeno (e celle a combustibile o fuel cell) il futuro delle auto e, con il petrolio a 100 $ al barile la gente si chiede: “Dove sono queste auto?”
Le fuel cell esistenti sono impiegate in carrelli elevatori o sistemi di aria condizionata; sebbene tutte la compagnie automobilistiche abbiano dei progetti di auto a idrogeno, si trovano tutte allo stadio di prova o sviluppo.

Produrre una fuel cell richiede oggi molto lavoro da manodopera qualificata essendo assemblate da ingegneri chimici. Il contenuto di platino poi alza ulteriormente i costi. Plunkett Research di Houston stima che una fuel cell da 200 cavalli costi 75.000 US$.

Riguardo al carburante idrogeno c’ il vecchio dilemma “prima l’uovo o la gallina?” , traducibile in “Viene prima l’infrastruttura di distribuzione o l’automobile?”.

I consumatori devono anche smettere di aver paura dell’idrogeno.

Tom Fueller spezza una lancia: “Ci sono delle idee sbagliate sull’idrogeno, che non un carburante pi pericoloso della benzina o di un grosso rack di batterie al litio; in caso di perdite, essendo pi leggero dell’aria, si diffonde nell’atmosfera”.

Quest’estate Honda offrir delle FCX Clarity in leasing in California (vedi), a 600$ al mese, ma senza coprire i costi. Il portavoce della Honda, Todd Mittleman, dichiara che le auto a fuel cell sono la soluzione finale (“ultimate solution”) e saranno pronte solo tra molti anni.

Altri imprenditori cercano invece di sviluppare prodotti diversi dalle auto, quali batterie per cellulari, computer, giocattoli etc. anche via connessione USB.

Wankewycz di Horizon Fuel Cells ritiene che, nonostante l’effetto moda per prodotti “verdi” i consumatori siamo molto influenzati dal prezzo dei beni e questo relega le applicazioni dell’idrogeno a piccole nicchie di mercato.

The fashion is a good thing for us, but if you can’t meet the core metrics of cost and performance, you can’t have a sustainable business[…] What I’m doing is making my mountain smaller by starting with the simplest and the smallest things I can, instead of promising something to the world in three years, I’m putting products there now.

Via Washington Post, Kara Rowland:

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Piccolo Mondo Antico

21 febbraio 2008 Nessun commento

a

Dopo Mortacci, è uscito il nuovo lavoro di Stefano Rosso, per chi fosse interessato, potete ascoltare degli estratti qui.

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Petrolio a 96 $

19 febbraio 2008 1 commento

Frankfurt am Main

Lo so, sono solo 65 miseri euro. E’ questo freddo che richiede il caldo, ma, tra tre mesi e soprattutto quest’estate, il caldo chiamerà le macchine col condizionatore. Per uscire, fuggire, sentirsi liberi, non avere pensieri, anzi non pensare proprio.

Non se ne esce..non così.

Pensate al voto, italianiii.

Via Bloomberg
Foto Robert Wohlgemuth

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Previsione mondiale di petrolio, febbraio 2008

17 febbraio 2008 Nessun commento

Previsione mondiale di petrolio, Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti inclusi Aggiornamento a febbraio 2008

Pappagallo

Panem tamquam cenerem manducabant. Giordano Bruno

Sintesi

1 La produzione totale di liquidi (Graf 1) resta su un plateau di picco dal 2006 e si prevede una discesa dal picco nel 2009. Un numero crescente di esperti di petrolio prevedono dei plateaux di picco produttivo per il futuro. Secondo l’Agenzia Mondiale dell’Energia (IEA), il picco di produzione (“record” in vigore) è di 87.2 milioni di barili al giorno, registrato a gennaio 2008. Fino a quando la domanda continua a crescere anche i prezzi lo faranno.

2 Le previsioni per la produzione di greggio e condensati (C&C) mantengono il picco del 2005 (Graf 2). Le previsioni al 2100 mostrano un declino della produzione di C&C secondo un metodo bottom-up che copre dal 2008 al 2012 (Graf 3). La previsione mostra un leggero declino dal 2009, seguito da un tasso di decrescita del 3% l’anno dal 2012.

3 Il tasso mondiale di giacimenti scoperti ha avuto il suo picco nel 1965 (Graf 4) e la produzione ha superato le scoperte ogni anno dalla metà degli anni ’80. Il tasso di scoperta dei mega-giacimenti ha raggiunto il picco nella metà degli anni ’60 (Graf 5). Il lasso di tempo intercorso tra il picco delle scoperte nel 1965 e quello della produzione di petrolio del 2005 di 40 anni è simile ai 42 anni intercorsi negli USA Lower 48 (Graf 6), nell’analisi di Campbell.

4 Le revisioni della produzione mondiale di C&C per ottobre e novembre 2007 (Graf 7 ed 8) mostrano un declino significativo per Messico, Mare del Nord e l’Arabia Saudita ed un aumento significativo per Russia, Azerbaijan ed Angola. Poichè la Russia appare su un plateau di produzione e l’Arabia Saudita, il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti hanno probabilmente il picco produttivo, la produzione mondiale di C&C continuerà lentamente a scendere.

5 L’Arabia Saudita mantiene il picco del 2005 per C&C (Graf 10), riflettendo il picco mondiale (Graf 2). La produzione Saudita di C&C è scesa a 9,0 mbg, 0,6 mbg in meno dei 9,6 mbd del 2005 (Grafs 9 e 10).

6 Il Kuwait mantiene il suo picco minore del 2006 nel C&C (Graf 12). La produzione di C&C del Kuwait è oggi scesa a 2,5 mbg, meno che nel 2006. Esiste una forte probabilità che il Kuwait abbia passato il suo picco minore del 2006 peak (Graf 11 e 12). Il picco maggiore del Kuwait è stato 3,3 mbg nel 1972.

7 Gli Emirati Arabi Uniti mantengono il picco del 2006 per C&C (Graf 14). La produzione di C&C degli Emirati Arabi Uniti è scesa a 2,6 mbd, aggiustando i dati per la manutenzione, appena inferiore al picco del 2006. Esiste una forte probabilità che gli Emirati abbiano passato il picco nel 2006 (Grafs 13 e 14).

8 Per la produzione mondiale di gas naturale liquidi da raffinazione si prevede un incremento dovuto ai nuovi progetti in area OPEC (Graf 15). La produzione mondiale di etanolo ed altri liquidi (XTL) dovrebbe raddoppiare nel 2012 (Graf 16). Per i guadagni della raffinazione si previsti un declino a partire dal 2012 (Graf 17).

Via The Oil Drum.

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news 17 febbraio 2008

16 febbraio 2008 Nessun commento
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Un’altra prova dell’inutilità dei biocarburanti, qui, ora!

13 febbraio 2008 Nessun commento

An integrated assessment of a large-scale biodiesel production in Italy: Killing several birds with one stone, di Daniela Russi

Lo studio è a pagamento, i risultati sintetici no. Per chi legge l’inglese…vedi anche questo.

Abstract

Biofuels are often presented as a contribution towards the solution of the problems related to our strong dependency on fossil fuels, i.e. greenhouse effect, energy dependency, urban pollution, besides being a way to support rural development. In this paper, an integrated assessment approach is employed to discuss the social desirability of a large-scale biodiesel production in Italy, taking into account social, environmental and economic factors. The conclusion is that the advantages in terms of reduction of greenhouse gas emissions, energy dependency and urban pollution would be very modest. The small benefits would not be enough to offset the huge costs in terms of land requirement: if the target of the European Directive 2003/30/EC were reached (5.75% of the energy used for transport by 2010) the equivalent of about one-third of the Italian agricultural land would be needed. The consequences would be a considerable increase in food imports and large environmental impacts in the agricultural phase. Also, since biodiesel must be de-taxed in order to make it competitive with oil-derived diesel, the Italian energy revenues would be reduced. In the end, rural development remains the only sound reason to promote biodiesel, but even for this objective other strategies look more advisable, like supporting organic agriculture.

da Sciencedirect visto su Envirovaluation.

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un po di news..12 febbraio 2008

12 febbraio 2008 Nessun commento

Tagliaerba elettrico: il PowerMower della Remington Power

Ancient trees give clues to climate change, da Reuters
2040 Mobility Scenario Development Tool Released by Art Center College of Design

Natural Iron Fertilization: Sahara Dust Storms Stimulate Huge Plankton Blooms

Chavez vs ExxonMobil war escalates, da TheOil Drum
Chiuso il porto di Pescara, fondali troppo bassi. Federconsumatori: stop a fanghi in mare

I trend dell’efficienza energetica, da QualeEnergia

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